I Primi Princìpi

Il Giornale Online

Insegnamenti chiave di Edgar Cayce

Una delle letture più interessanti fatte da Edgar Cayce riguarda i primi principi della vita per ogni anima incarnata nel regno terrestre. La lettura fu fatta per una donna cinquantenne di Detroit, nel Michigan (601-11). Contiene alcune delle indicazioni di condotta più chiare e dirette che Cayce abbia mai fornito.
Inizia spiegando che le esperienze di un’entità sulla terra servono ad aiutare il sé-anima a sviluppare la sua relazione con le forze universali o cosmiche per diventare sempre più cosciente di Dio. Le varie esperienze di un’entità nei suoi soggiorni sulla terra sono realmente esperienze attraverso vari livelli di coscienza. Le nostre esperienze costruiscono la mente e la consapevolezza mentale delle dinamiche della vita e delle relazioni, sia la nostra prospettiva di noi stessi, sia la nostra comprensione dei punti di vista degli altri.

In tutto questo Cayce afferma che dobbiamo affrontare queste attività e questi sviluppi secondo una prima legge, un primo principio, espresso nel passaggio biblico “Sappi, oh Israele, il Signore tuo Dio è uno!” Egli spiega che qui “Israele” significa tutti quelli che cercano. Non è una religione specifica, bensì tutte le anime che sono mosse nell’intimo a conoscere Dio e la loro relazione col proprio Creatore e le Sue creazioni. La prima grande svolta durante il processo di risveglio di un cercatore è comprendere la verità in questo: ogni potere, ogni forza è una manifestazione dell’Uno: Dio. Questa consapevolezza è il primo passo importante verso la coscienza di Dio e la presenza costante di Dio in ogni cosa.

Poi spiega che l’applicazione di questo principio nella vita di un’entità viene espressa in questo insegnamento biblico: “Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima e il tuo vicino come te stesso”. Perché? Perché siamo tutti uno!
Poi Cayce, in trance, spiega che le sfide in ogni incarnazione e le situazioni in ogni incarnazione esistono perché “il Signore non ha voluto che un’anima perisca, ma, con ogni tentazione, ha preparato un mezzo, una via, di fuga.”
“Quindi”, dice, “per quello scopo, per quell’attività, per quell’applicazione di queste leggi, questi principi, queste cause nell’esperienza di ogni anima, ogni anima entra nella manifestazione materiale o solare o terrena.”

Poi spiega alla donna di Detroit che, sulla terra o nell’esperienza dimensionale della terra, un’entità, un’anima diventa consapevole che ci sono tre fasi del suo essere: corpo, mente ed anima. Il flusso è al meglio quando va dall’anima alla mente e poi al fisico.
Dice che le attività di un’anima sulla terra servono ad affrontare il sé e a praticare l’amore cosciente di Dio con altri come noi vorremmo essere amati. In fine, via via che più anime fanno questo, la gloria del Signore può racchiudere la terra, fino al punto che la terra diventa il Suo sacro luogo di residenza (questi sono “i mille anni in cui Satana è legato”, di cui si parla nel Libro dell’Apocalisse – un’era dorata per madre terra che, secondo Cayce, sta arrivando).

In seguito Cayce si occupa della domanda come facciamo questo. “Come, allora, può l’entità – con la conoscenza delle attività sulla terra del suo proprio sé – mettersi ad applicarlo, a diventare sempre più consapevole della sua unione, della sua coscienza della sua unione con quella coscienza di essere tutt’uno con questa legge applicata, questo amore applicato nella sua esperienza?” Risponde a questa domanda dandole un mezzo personale da usare ogni giorno, in ogni situazione e con ogni decisione: “Fa’ ciò che sai fare oggi e poi il passo successivo ti potrà essere dato.” In altre parole, come possiamo stabilire al meglio ciò che è il meglio, quello che sentiamo nel profondo di noi è la cosa migliore, quello lo dobbiamo applicare nella situazione e nel processo decisorio. Questo approccio inizia il flusso, il flusso così importante da dentro di noi, di una saggezza inutilizzata, un sapere interiore che alla lunga ci servirà.
Dapprima è possibile che prendiamo delle decisioni mediocri o gestiamo male le situazioni, ma via via che useremo questo approccio, cresceremo nella nostra capacità di arrivare alla saggezza più elevata che si trova dentro di noi e nella mente di Dio, nel cuore di Dio. Inoltre nessun altro prenderà queste decisioni per noi. Useremo i nostri propri sentimenti e pensieri per stabilire ciò che noi crediamo sia la migliore linea d’azione e applicando questo col nostro libero arbitrio. Ciò è molto importante per la crescita della nostra anima. Se Cayce le avesse indicato la via o se le Sacre Scritture fossero state la fonte di tutte le sue decisioni, ella non avrebbe mai sviluppato la sua coscienza, la sua propria mente ed il cuore. Questa è la via alla crescita dell’anima per noi tutti.

Tutto questo non significa che dobbiamo smettere di collaborare con gli altri. La cooperazione è il primo capitolo di Cayce in Una Ricerca di Dio. Gli altri sono una parte del Tutto che è Dio. Abbiamo certamente a che fare con altri in varie situazioni e decisioni, ma non perdiamo mai la connessione con il nostro senso interiore che ci dice cosa è meglio fare. Lo possiamo condividere con gli altri, perfino venire incontro alle necessità di qualcun altro o al suo punto di vista diverso. Ma non possiamo ignorare il nostro giudizio o subordinarlo alla volontà di un altro.
Stiamo studiando per conoscere noi stessi, gli altri e Dio e affinché i nostri pensieri, parole ed azioni siano l’ideale come lo comprendiamo – il modo di Dio come noi lo conosciamo. E dobbiamo, ciascuno di noi, tenerci in sincronia con quell’ideale o altrimenti perderemo il nostro vero sé e la nostra strada.

Cayce dice: “Via via, vivendo in tal modo, giungerai sempre di più alla consapevolezza della Sua costante presenza con te – non alla vanagloria, non all’imbarazzo, bensì piuttosto affinché tu dica: ‘Eccomi, Signore, usami. Fa’ che oggi io sia quel canale di benedizione per qualcuno, affinché il Tuo amore, la Tua gloria, la Tua unità possano essere manifestati in modo più grande non solo nella mia esperienza, ma anche in coloro con cui vengo a contatto giorno per giorno.’
Fa’ quello che sai fare, quello che sai essere giusto. Poi lascialo stare! Dio dà l’incremento! La tua preoccupazione, la tua ansia non fanno altro che produrre confusione nella tua mente!
L’applicazione nel sé, il tentativo, lo sforzo, l’energia spesa nella direzione giusta, è tutto ciò che viene richiesto da te. Dio dà l’incremento.”
(601-11)

Personal Spirituality, febbraio/marzo 2009

Fonte: http://www.edgarcayce.it/media/primiprinc.htm

I Primi Princìpi ultima modifica: 2011-03-21T23:03:58+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)