I SEGRETI DEI MOVIMENTI SUFI (seconda parte)

Il Giornale Online
“Il Giardiniere”

Questo è uno dei più antichi e dinamici esercizi Sufi.

Schiena dritta. Le spalle sono perpendicolari ai piedi. La mano sinistra è dietro la schiena (come il cavaliere nella danza del valzer). Immaginiamo di raccogliere colla mano destra una mela dall'alto (o una pera, o un taglio da cento dollari). Non dovete salterellare. Così, dalla punta del piede destro ci stiriamo verso l'alto contando ad alta voce: uno, due, tre, quattro… otto. Per ogni unità di questa numerazione, inspiriamo e tentiamo di avvicinarci al frutto proibito o immaginario. L'espirazione è fatta con sentimento d’amore e di piacere. L’altra mano “aiuta” anche il corpo ad innalzarsi. Il torace deve essere leggermente ruotato per sentire questo sforzo completo che comprende tutti i muscoli del corpo.



Se noi stiriamo semplicemente una mano pensando nel frattempo che ciò sia fine a sé stesso, ogni sforzo sarà vano, e tutta l’energia si disperderà. Dobbiamo sentire le sensazioni del corpo e dire: com’è piacevole la vita! O Signore, com’è gradevole quando schiocca qualcosa (o scricchiola o si stira) a livello della 7° vertebra toracica! (fig. 64)

Il “Giardiniere” risolve i problemi renali, della spina dorsale e contribuisce al trattamento della radicolite.

Finché non cambiamo le mani, c’esercitiamo in quest’esercizio.

La spremitura del succo Sufi

(il proseguimento del “Giardiniere”)

Il giardiniere ha raccolto l'uva. Adesso bisogna fare il succo (proprio così, il succo – per questo motivo i Sufi non lo

bevono). In piedi, le mani sono lungo i fianchi. La schiena è dritta. I piedi sono più vicini della larghezza delle spalle. I

palmi delle mani sono paralleli al pavimento (le punte delle dita sono rivolte in avanti). La mano destra adesso spinge verso il basso. La gamba sinistra spinge sulla punta del piede, i piedi non si sollevano dal pavimento, ogni volta in modo

crescente radicandosi sempre più profondamente. Il corpo è mantenuto in piano, non c’incurviamo né in avanti, né all'indietro! Quando la mano

destra spinge verso il basso inspiriamo, espiriamo quando risale. Sentiamo la contrazione dei muscoli della spina dorsale.


Sorridiamo – perché quello che sta per accadere è davvero meraviglioso. Proverete la gioia nell'anima. Contiamo ad alta voce:

uno, due, tre… sette, e all'otto impegnamoci a tutto spiano a trattenere la respirazione. Poi, sorridendo espiriamo

raddrizzandoci.

Siamo consapevoli che il lavoro mira all'armonico funzionamento del rene, poiché sono sollecitati i muscoli della regione lombare. Nella zona renale si accumulano una marea di paure e d’infondate emozioni. È nel corpo che annidiamo questi problemi. I sogni terrificanti, gli incubi “si posano” nei reni. Eseguendo correttamente questi due esercizi, noi risaniamo il loro funzionamento.

Cambiamo la posizione delle braccia e compiamo il “Giardiniere” con l'altra mano.

I Sufi ritengono che non bisogna lavarsi la faccia con la mano sinistra. Perché? Perché reputano che la mano destra spetti all'elevato e la mano sinistra al basso. Eseguendo questi esercizi, il caro lettore potrà armonizzare lo scambio energetico tra la parte destra e sinistra dell'organismo. Questo è il massaggio peculiare dei reni e della spina dorsale (fig. 65).

“La Forbice”

In posizione eretta, i piedi sono un po' più larghi delle spalle. Le mani sono all'altezza delle spalle, paralleli al

pavimento. Adesso, lentamente ruotiamo a sinistra e all'indietro di 180 gradi, mentre i piedi restano negli stessi punti (non

nella stessa posizione). Cioè, adesso i piedi formano la lettera X, le mani altrettanto – lungo i lati.

Ci chiniamo e arriviamo con la mano destra al piede destro, mentre la mano sinistra è eretta verso l’alto al massimo. Facciamo in modo che il piede destro, la mano destra e la mano sinistra formino una linea comune. Ricordate ciò che Lenin disse: “Meglio meno, ma meglio”, ecco perché cerchiamo di fare il più possibile la Forbice – mica siamo stacanovisti del tè.

Lo facciamo con coscienza.


Ci pieghiamo e ad alta voce contiamo. Teniamo i muscoli in tensione durante l'inspirazione, e profondamente diventiamo consapevoli delle proprie sensazioni. Tiriamo i tendini sorridendo con grazia, armonia, sentimento, efficienza e ordine.


Mentre espiriamo ci raddrizziamo ritornando nella posizione di partenza, e con un'espressione di gioia serena facciamo la “Forbice” dall'altra parte, cioè ruotiamo la spalla destra e con la mano sinistra ci stiriamo verso il piede sinistro, mentre il braccio destro è raddrizzato: uno, due, tre, quattro, cinque, … otto! Oplà!

Quest’esercizio mira all'armonizzazione delle zone di Makad (questa zona si estende da sotto l'ombelico fino al ginocchio. E' responsabile della potenza dell'area inguinale. Psicologicamente, vi è in essa un rispetto per l'organismo. Quest'area ha un suo zikr) e di Markab (la zona Markab corrisponde alla caviglia o all’articolazione tibio-tarsica responsabile del movimento. Le micosi e i dolori ai piedi appaiono in quest'area. Quest'area ha un suo zikr)

e alla risoluzione dei loro problemi (fig. 66).

Prima Parte : http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.1117

Fonte : http://www.tradizionesacra.it/i_segreti_dei_movimenti_sufi.htm

I SEGRETI DEI MOVIMENTI SUFI (seconda parte) ultima modifica: 2007-11-09T08:03:36+00:00 da iniziato
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