Il Metodo di Meditazione DARK ZEN (Ovvero lo ZEN-SEGRETO) da Tao-Hsüan (Dôgen)

Il Giornale Online
Meditazione DARK-ZEN – Parte 1

La Meditazione DARK-Zen (in seguito, MDZ) è un metodo progettato per entrare in comunione con la superessenziale luce del Buddha. Per quelli di voi che hanno la pura intenzione che converge con questa luce, è come sentire direttamente il vero insegnamento del Buddha che spontaneamente emana dal suo corpo superno e misterioso. Lasciare che questa luce dimori all’interno di voi stessi, vi assicura che alla fine voi raggiungerete la lontana riva della Liberazione.

Gli Orientamenti

1. Abbandonate tutti i desideri.

2. Visualizzate le vostre percezioni sensoriali e riconoscetele successive alla luce

del Buddha. Accettate pure che esse siano vuote di sostanzialità.

3. Sedete con le gambe incrociate e la spina dorsale eretta.

4. Ricordate che ciò è anche antecedente alla vostra inspirazione ed espirazione

durante il vostro ritmo di respirazione normale.

5. Non seguite il respiro e non tentate di visualizzare un punto tra l’inspirazione e

l’espirazione.

Chiarimento degli Orientamenti

1. Abbandonare tutti i desideri significa cessare di afferrare le cose condizionate dato che esse sono limitate e soggette a trasformazione senza fine (cioè, a nascita e morte). Se manifestiamo simpatia alle cose condizionate, soffriremo certamente per il loro fato e destino.

2. Tutto ciò che noi percepiamo coi nostri sensi, chiamandolo “il mondo”, è un prodotto di cause e condizioni limitate. Tali percezioni sono posteriori a ciò che è la loro Sorgente assoluta. Se noi desideriamo essere in comunione con la fonte di tutto, allora dobbiamo vedere tutte le cose come fattori successivi al primo.

3. Sedere con le gambe incrociate e spina dorsale eretta fa preparare il corpo ad essere offerto alla grande luce del Buddha; perché la sua luce gode di questa postura immobile e di una mente senza attaccamento che, il sedere a gambe in-crociate e tenere la spina dorsale eretta, simboleggia.

4. Ricordare ciò che è antecedente alla inspirazione ed alla espirazione, significa che bisogna accordarsi con ciò che vi è prima dello stesso intero ciclo di respira-zione. Proprio come la mano che alza un bastone non fa parte del bastone, cosi pure il ricordo di ciò che è antecedente non fa parte del vostro respiro. Per essere più chiari, dovete ricordare ciò che è antecedente, ogni volta che il respiro entra ed esce. Sia che la respirazione sia lunga o corta, elaborata o semplice, dovete concentrarvi sul pensiero di ciò che è antecedente, così che il respiro venga dopo di esso. Per esempio, quando respirate, il vostro pensiero normale è, “io sto respirando”. Non vi viene mai in mente di ritrarre la vostra attenzione e guardare nella direzione opposta, su cosa fa sorgere la respirazione. Sorprendentemente, questo non è un compito facile (dovendo forzare un'abitudine, tutti noi facciamo ancora e sempre attenzione alle condizioni che sono successive).

5. Coloro che insegnano che bisogna seguire il respiro stanno facendo diventare la loro mente respiro-dipendente, precipitando così in pieno samsara. D'altronde, se si applica il ricordo dell’antecedente, un giorno essi diverranno liberi da tutte le funzioni fisiche.

Alcuni Punti Pratici

1. Il tempo minimo per questa pratica è di circa 20 minuti. Sono raccomandati due periodi al giorno. Quando sentite che la vostra mente è gioiosa ed agile, allora è il momento per cominciare. Generalmente, la mente si trova in tale stato di mattina e di sera.

2. Usate un qualche tipo di strumento per calcolare il tempo che non disturbi il vostro tentativo di accendere la luce del Buddha.

3. Se riuscite ad accedere alla luce del Buddha ricordando ciò che è antecedente, esso sarà presente con voi come un amico ed una guida per tutta la vita in ogni giorno. Quindi, non è solo limitato alla seduta formale. Peraltro, nessun tipo di sofferenza potrà diminuirlo; esso sarà sempre presente. Perché è così? Perché l'oggetto del ricordo non è all'interno del corpo umano. Esiste prima del corpo nel reame della Mente Universale.

4. Segni dell’entrata o accesso: a) Sentire una energia magnetica nella testa o nella regione del torace; b) Sentire un senso di essere disincarnati quando questa energia è presente; c) La vitalità che sorge come risultato del sentire l'energia; d) La beatitudine è sentita in gradi differenti.

Ulteriori commenti su MDZ (Meditazione Dark Zen)

La meditazione non è mai fine a se stessa. Essa ha lo scopo di dare accesso alla luce misteriosa del Buddha che dischiude il carattere dell'Immortale (cioè, la vera Sorgente della Luce). Senza accedere ad essa non c’è possibilità che possiate comprendere il vero Sentiero e la sua reale Realizzazione. Potete solo sperare di accumulare un buon merito e rinascere ancora in questo mondo quando sarà arrivato Buddha Maitreya.

Se avete l’intenzione di praticare MDZ, dovrete essere messi al corrente che essa non potrà essere usata come un sedativo o per scopi limitati. È assi più di quello. In un certo senso, è la zattera di Dharma che ci porta all'altra riva del Nirvana. Con essa, il vostro periglioso viaggio attraverso le acque del samsara non sarà quello in cui voi affogherete nell'abisso del Materialismo.

Meditazione Dark Zen – II° Parte

Domanda: Come possiamo cominciare a praticare la Meditazione Dark Zen [MDZ]?

Risposta: Prima di tutto, è necessario un corretto atteggiamento mentale. Non dovete solo sedervi su un cuscino, incrociare le gambe, e tenere la schiena eretta. Ciò non è abbastanza. Questo è solo preparativo, si potrebbe dire. In altre parole, si diventa un attore di Zen.

D.: Potrebbe darci alcuni dettagli in più su come predisporre il corretto atteggia-mento mentale?

R.: Cominciate così. Primo, cercate di comprendere che noi ci aggrappiamo tutto il giorno ad un corpo materiale che crediamo essere la nostra vera identità. Poi, bisogna capire che ciò che sta aggrappandosi al corpo materiale non è realmente nel corpo. Noi dovremmo concepire che la nostra vera natura fondamentale è come la luna alta nel cielo, in contrasto alla luna riflessa sotto nell'acqua.

D.: Mi permetta di fargli questa domanda. Quando io sono consapevole del mio corpo, ciò è come la luna nell'acqua?

R.: Sì. Tutto ciò che noi sentiamo o di cui siamo consapevole è come la luna nell'acqua. Perfino la nostra consapevolezza è limitata dall’essere come la luna nell'acqua.

D.: E cos’è che non è la luna nell'acqua?

R.: Si potrebbe dire, la nostra vera-natura. Tutti sorgono dalla nostra vera-natura, oppure, la Mente di Buddha. Questo significa che tutto-assolutamente-tutto esiste in merito a questa natura. Nulla ne è fuori. Ma ora io vi ho dato solo vuote parole. Voi avete bisogno di unirvi con questa natura che è al vostro interno.

D.: Okay, sto cominciando a farmi un idea. Lei sta dicendo che nella MDZ io sono realmente aldisopra del mio corpo e il suo respirare è come la luna. E’ giusto?

R.: Sì. Ma ora il problema è, come ci identifichiamo noi con la nostra vera natura che trascende il nostro anche-respirare in questo vero corpo?

D.: Allora, seguiamo prima il nostro respiro?

R.: No. Ciò non ha alcun senso, se voi ci pensate. Noi abbiamo bisogno di sostenere ed immaginare di essere prima del respiro. Seguire il respiro conduce all’attaccamento. Dobbiamo sentire come è generato il nostro respiro. A quel punto entriamo nella vera meditazione, che sente un “flusso-d’energia” crescere in noi.

D.: Questo è difficile da fare. Com’è da sostenere, ciò che Lei dice?

R.: Che lo si creda o no, voi siete già là. Ma dipendendo dal corpo e dalla sua respirazione, voi avete dimenticato la luna in alto! Affrontatela, tutti noi possiamo stare così concentrati su un soggetto, che alla fine dimentichiamo la nostra vera natura. È come gli spettatori di un film che sono così assorbiti in esso, da immaginarsi di essere loro i protagonisti. Essi simpatizzano col loro personaggio. Sentono paura quando il protagonista sente paura, o ridono quando lui ride. Si vive come se si fosse davvero quel personaggio. Poi, quando il film è finito- bum -il pubblico ritorna alla realtà. La nostra situazione è spesso la stessa. Al momento, noi siamo nel film di questo corpo. [ridendo…] Ad un certo punto, dovremo venire via dallo schermo del film.

D.: Ritornando all’energia – Lei sente il flusso di energia al suo interno?

R.: Sì. Ed io posso aumentarlo, con l’essere di più ciò che è antecedente al mio corpo e ai suoi vari processi biologici. Si è consapevoli di un potere crescente, si potrebbe dire, che è più potente del corpo.

D.: Io devo dirle che sto avendo una certa difficoltà nel capire la MDZ.

R.: Non cerchi di essere così duro. Senta solamente il suo respiro, ma sia ciò che sta facendo funzionare i suoi polmoni! Non sia coinvolto nell'effetto, bensì nella creazione del respiro. Questo la metterà davanti, prima del respiro. Ed anche del suo corpo, è la stessa cosa. Sia prima di esso. Pensi che ciò che Lei realmente è fluisce nel corpo e lo fa funzionare. Sia la fonte di quell’influsso.

D.: Mi piace la Sua descrizione. Io ho la sensazione di essere circondato da un campo di energia vitale e che il mio corpo è solo un nodo in quel campo. Il mio problema è di orientare me stesso al campo anziché al nodo. E’ giusto?

R.: Se questo l’aiuta a far apparire l'energia nel Suo corpo, dico che è abbastanza buono.

D.: Quindi, cos’è questa energia, o come Lei ha menzionato, flusso di energia?

R.: Non vorrei sembrare troppo misterioso, diciamo che di questa energia si conosce solo il Buddha, che chiameremo “Bodhisattva”. Riguardo al Bodhisattva, come energia, esso sta tra il nostro Buddha interiore e questo tronco corporeo di impellente disastro! Esso è anche una sorta di corrente che fluisce al Buddha, piuttosto che un flusso di energia.

D.: E’ come un sole che ci scalda, anche se noi non siamo il sole?

R.: Sì, questa è una buona analogia. Potremmo dire che il Buddha sta a 93 milioni di miglia da noi, come il sole, eppure noi sentiamo il suo calore. Allo stesso modo, quando noi ci uniformiamo, stando prima del nostro respiro, in un certo senso ci siamo congiunti col suo potere, così che noi sentiamo questo potere dentro di noi.

D.: Ci sono altri modi di sentire questa energia?

R.: Sì. Visualizzate un piccolo punto nella vostra fronte con l'occhio della mente. Poi proiettatevi al suo interno. Immaginate di essere un raggio di pura luce che va verso di esso. Potete sentire l'energia nella vostra testa – in qualsiasi punto. Dopo che l’avete fatto, ponete il punto in altre parti del corpo e fate lo stesso. Di nuovo, dopo aver fatto così, immaginate ancora di essere un raggio che si dirige verso il punto. Permettetemi di aggiungere che più eccellente è la visualizzazione del punto, più potente sarà l'effetto.

D.: Ehi, ho appena sentito qualcosa! Io sento un'energia nella mia testa, come ha detto Lei. Mi sento la testa così leggera. Non posso crederlo. Lei ha ragione! Questo è incredibile! E’ questo il modo in cui Lei lo sente?

R.: Sì.

D.: Io ho seduto in zazen per molti anni. Questa è la prima volta che una cosa come questa mi è accaduta. E, ciò che è più eccitante, è che penso di poterla fare a mia volontà. Proprio ora io visualizzai di nuovo il punto e sentìi l'energia. Questa è una vera tecnica?

R.: Sì, lo è. Ma funziona perché è naturale. Questo è il modo in cui le cose sono realmente. Se Lei è allineato con l'universo, Lei sentirà qualcosa di straordinario. Solo, mi permetta di dirle che non c'è nessun bisogno di sedere su uno zafu. Sia solo presente prima del suo respiro, o visualizzi un punto mentale irradiando in esso.

D.: Ciò che Lei ha scoperto è incredibile. Potrebbe dire che questa è la MDZ?

R.: Presumo di si. Come Lei può vedere, non è richiesta alcuna postura seduta. Né occorre levigare il Suo corpo, nel senso di voler trasformare questo fusto di carne in uno specchio. La MDZ è piuttosto il mettersi in contatto con la vera fonte delle cose, che è la Mente luminosa. A proposito, un altro nome per questa Mente, è “Buddha”- che è antecedente a tutto, e trascende il mondo, essendo spontaneo.

D.: Ciò è interessante. Non avevo mai imparato questo, al centro di Zen che ho frequentato. È una parte dello Zen, questa?

R.: Beh, il Maestro Zen Ejo ha insegnato questo. Lui scrisse in dettaglio riguardo a questo, nel suo libro, “Assorbirsi nel Tesoro di Luce”. Tenga presente che la vera meditazione non è il sedersi sul Suo cuscino per ore. Quando si mette in contatto con la luce-energia, che è ciò di cui Ejo sta parlando, non importa come Lei siede. Lei è immerso sempre in esso- e quella è la vera seduta, se così si può dire. Mi permetta anche di dire che si deve credere che la luce del Signore Buddha fluisce nel nostro mondo. Questo è importante. Perché? Perché noi possiamo attingere in questa luce se sappiamo come farlo. Ma nessuno crede che sia possibile. Oggi però Lei ha visto che è possibile. C'è tanta energia disponibile per tutti noi, più di quanta si possa immaginare. Ma parlare di questo soggetto è difficile, per orecchi profani. Mi permetta di dire che Lei è fortunato per aver avuto questa esperienza.

D.: Posso chiederle una cosa? Che cosa accade dopo che si sente questa energia?

R.: Lei deve imparare a rendersi più accessibile ad essa. Se Lei si augura di avere solamente un breve incontro con essa, qual’è il punto? Invece essa è molto di più. Quando questa energia è forte, i Suoi vecchi problemi non hanno lo stesso potere su di Lei come facevano prima. I vari tipi di sofferenza cominciano a dissolversi. Presto si è trasportati in una dimensione più alta dell’essere.

D.: Questo è Zen mistico?

R.: Sì. Si può dire che vi siano due tipi di Zen: Zen convenzionale e Zen Mistico. Lo Zen convenzionale si impara stando a sedere sui propri glutei, con lunghe e dure ore di dolore. È una forma di auto-tortura di basso livello. È per quelli che si aggrappano al mondo convenzionale; che si confortano seguendo un cadavere. Nello Zen Mistico, questo noi lo chiamiamo “fantasma seduto”. Comunque, nello Zen Mistico noi stiamo cercando una comunione con la nostra Mente luminosa – non con il nostro corpo. Questo è lo Zen del maestro-Zen Ejo, che pochi hanno la fortuna di scoprire. Questo è lo Zen in cui l'adepto è animato da Buddha Vairo-cana, che simboleggia il potere radiante. Egli impara come sentirsi in Vairocana, permettendo al suo essere di essere immerso in questa luce speciale. Potete sentirlo?

D.: Sì! Come lo hai fatto? Io sento un'energia intensa nel mio cuore.

R.: [ridendo] Quello è il Signore Buddha Vairocana che vi dà il succo. Permette-temi di metterla così. I Grandi maestri Zen come il sesto Patriarca ed i grandi Lama, specialmente maestri Dzogchen, hanno attinto in questo potere e saputo come farlo diventare disponibile. Tutti gli altri stanno inseguendo delle ombre. La maggior parte di essi sono commessi di Dharma che consegnano comunicazioni morte, messaggi senza-vita da un Buddha di loro immaginazione. Peggio, la loro meditazione è come un vecchio cane che mastica un osso asciutto. Cosa sperano di guadagnare da ciò? Lo Zen non è come mordere un osso asciutto. Né il Bud-dismo è una religione per commessi di Dharma. Quella è solo convenzionale saggezza. Ed è anche il mondo dell’infinita sofferenza.

D.: Senza la Sua guida io starei ancora sedendo, non trovando nulla. Per una strana ragione, sento che Lei ha salvato la mia vita. Io mi inchino a Lei. Grazie, amico mio, per il Suo aiuto.

R.: Sono contento di esserle stato utile. Io sono sempre felice quando qualcuno diventa matto come me. [ridendo]

(III° PARTE) DOMANDE E RISPOSTE SULLA MEDITAZIONE DARK-ZEN

Intervistatore: Cosa pensa dei correnti stili di meditazione buddista generalmente praticati dal pubblico?

Dark-Zen: Io penso che la maggior parte di essi sia sbagliata. Fare solo la medita-zione seduta è come mettere la carrozza davanti al cavallo. Sia che si stia o meno discutendo la meditazione Vipassana o Zen, io penso che alcuni di coloro che praticano la meditazione senza studiare la teoria-guida del Buddismo, finiranno per danneggiarsi davvero. Alcune persone che io ho incontrato hanno l'idea che la meditazione Buddista sia essere consapevoli delle sensazioni; senza attaccarvisi. Altri pensano che la meditazione Buddista sia rimanere immobili senza pensare. Questo tipo di pratiche non si trovano nel Buddismo Se essi avessero studiato il Buddismo lo saprebbero.

Intervistatore: Ciò è interessante. Quindi, in che modo specificamente essi si stanno danneggiando?

Dark-Zen: Loro si danneggiano non cercando l'assoluto nelle loro meditazioni. La meditazione non è certamente come viene dipinta dai centri di Vipassana, cioè di usare la tecnica dell’osservare. Né è quel tipo di meditazione che viene insegnata nella maggioranza dei centri di Zen. Non è sedendo su un cuscino e tentando di essere fisicamente e mentalmente immobili così come un cadavere stecchito. Io sono anche un pò scioccato nel vedere che la meditazione è venduta al minuto come un metodo di salute mentale, come se la correzione delle afflizioni mentali sia il nirvana. Se noi pratichiamo questi tipi di meditazione, quando potremo mai vedere l'imperituro, come il Buddha chiamò l'Assoluto? Mi permetta di dirle che il Buddha scoprì qualcosa di molto profondo e molto positivo. Si presume che la sua meditazione unica ci guidi alla visione sostanziale dell'assoluto quale egli stesso poté vedere.

Intervistatore: Nella meditazione corretta dovremmo arrivare ad una visione dell'imperituro? È questo che Lei sta suggerendo?

Dark-Zen: Io sto suggerendo che la meditazione, come fu originariamente inse-gnata nel Buddismo, è fondamentalmente la scoperta di quello che noi realmente siamo, che va ben oltre il nostro mortale corpo fisico. Meditare come il Buddha faceva, vuol dire guardare internamente e vedere chiaramente il Supremo. Non è un qualche stato o esperienza di pace o unicità. Queste sono astrazioni mentali inconsciamente fabbricate da noi stessi.

Intervistatore: Sembra, da ciò che Lei sta dicendo, che la meditazione sia molto di più che solo sedersi o essere consapevoli delle sensazioni fisiche, vedendo che esse sono transitorie.

Dark-Zen: Esatto. Qualcuno che sia normale, alla fine sarà stanco solo di sedere e si muoverà verso una pratica più elevata. E ciò riguarda tanto la meditazione di Vipassana come tutto il resto. Essere consapevoli che le cose sono instabili è solo una cosa. Vedere ciò che è permanente ed imperituro è tutta un'altra questione. La vera meditazione dovrebbe essere cercare internamente il permanente, ovvero, cercare la nostra vera natura che non è soggetta a cambiamento, morte o rinascita. Se qualcuno crede che la meditazione Buddista sia solo sedere per stare seduti, non ha nessun indizio di ciò che insegnò il Buddha. L’intero scopo della meditazione è connetterci con l'assoluto, scoprendo di trovarci oltre i fenomeni in cui morte e rinascita sono operative.

Intervistatore: Cosa intende per assoluto? Io pensavo che il Buddismo insegnasse che non c'è nessun assoluto…-

Dark Zen: L'assoluto, come si trova nel Buddismo è, posso affermarlo del tutto semplicemente, riguardo alla liberazione della volontà, che in Pali e in Sanskrito è stata chiamata citta, spesso tradotto come mente. Tale liberazione significa che la volontà è intrinsecamente libera dalle sue creazioni volute, che noi percepiamo come fenomeni. Noi diciamo che la volontà, quando diviene l'assoluto, è assoluta, quando entra nell'identità perfetta con lo stesso-non-essere più affascinato dai suoi fenomeni. Questa, infatti, è l’intera spinta della meditazione. È la rinuncia ai fenomeni, rivolgendo poi la volontà alla sua natura incorporea che è vuota e libera dei suoi stessi fenomeni. Lei vedrà qualcosa – sì, ma qualcosa di molto dinamico e potente. Che però non è un fenomeno.

Intervistatore: Questo è molto interessante. Io non ho mai sentito parlare di una meditazione sulla volontà. Potrebbe spiegare meglio?

Dark-Zen: Ne sarei felice, anche se non posso dirle tutto. Questo non è ad uso e consumo pubblico, minimo lo si rifiuta, procurandosi un catastrofico danno. Mi permetta di cominciare col dire che noi siamo intrinsecamente un'entità di volontà che si sforza per l'appagamento, in mezzo al dolore ed al nostro perdersi. L'appagamento è l'altro significato di vidyà, con cui gli studiosi traducono 'cono-scenza' come opposto a 'ignoranza'. (Dovrei però dire che questi stessi studiosi sembrano dimenticare che vidya possa intendere anche l'appagamento!). Ciò che noi vediamo di fronte a noi, incluso il nostro corpo, è ciò che è stato voluto come possibile appagamento. Ma poi il Buddha non considerò questo come completo appagamento. Non come un tentativo finale.

Alla fine, il nostro piccolo impero del ‘volere’ collassa. Il Buddha calcolò che se noi avessimo raggiunto l'appagamento completo, il nostro corpo non avrebbe sofferto. Il Buddha sapeva che l'appaga-mento può essere propriamente ottenuto soltanto quando la volontà entra nella completa identificazione con se-stessa, ciò che è chiamato samadhi o sambodhi. Qualsiasi cosa altra che questa, è l'identificazione con la sofferenza – un genere di asimmetria o disarmonia. Questo, è ciò a cui la meditazione Buddista cerca di porre rimedio, in altre parole. La volontà sta operando per cercare se stessa, giungendo così ad un appagamento assoluto in cui sia stato estinto ogni desiderio per le cose create dal nostro volerle.

Intervistatore: Riguardo al non-appagamento, sta suggerendo forse che la volontà non è sincronizzata con se-stessa e che questa è la causa della sofferenza?

Dark-Zen: Sì. Questa è una buona conclusione. Questa mancanza di sincronizza-zione è fonte di disparità e sofferenza. Noi la chiamiamo duhkha. Scientifica-mente parlando, questa a-sincronicità è pure un momento fenomenico, essendo la più piccola unità di sofferenza, poichè tutti i fenomeni, secondo il Buddha, sono sinonimi di sofferenza e non-appagamento. Posso dichiarare che anche la natura curvilinea dell'universo è emblematica della sofferenza [ridendo].

Intervistatore: Okay, sono d’accordo [ridendo]. Così quando la volontà entra in identità con se-stessa, cos’è che le piace?

Dark-Zen: La volontà poi non è condizionata alla sincronizzazione con se-stessa. Non è un fenomeno. I sensi non possono sentirla. È invisibile. Per me, essa è più vera di quanto siano veri i fenomeni. Essendo ora rivolta in se-stessa, la volontà è in grado di sottomettere l'attrazione per ogni fenomeno insorgente, ovvero, è capace di soggiogare anche il più sottile fenomeno mentale. Dobbiamo anche comprendere che tutto ciò che noi sperimentiamo come fenomeni, è solo questa primiera volontà frammentata in miliardi di particelle, per così dire.

Intervistatore: Che c’entra il nirvana in questo?

Dark-Zen: Nel totale Nirvana, non c’è disparità tra la volontà e la sua completa e piena assimilazione in se-stessa. D'altra parte, anche in un nirvana incompleto, la volontà sta venendo sempre più vicina a se-stessa. La sua disparità e la stessa alienazione stanno diventando sempre minori.

Intervistatore: Ciò ha un senso. È il miglior chiarimento che ho mai sentito. Può la Meditazione Dark-Zen aiutarci a scoprire la nostra pura volontà, così da arrivare sempre più vicina a se-stessa?

Dark-Zen: Sì. Questa è la nostra meditazione, in poche parole. A tal riguardo, la nostra meditazione è diversa da tutte le altre meditazioni. È la più avanzata eppure la più semplice da eseguire. Noi crediamo che sia stata la meditazione di Gautama il Buddha, che da tempo sia stata dimenticata ma fu poi riscoperta da me nel 1991, senza alcun aiuto da parte del canone. Io misi semplicemente insie-me due più due.

Intervistatore: Ciò sembra un pò orgoglioso e condiscendente, non pensa?

Dark-Zen: Non realmente. Come prova, se Lei leggesse i commentari antichi che trattano della meditazione, tutto ciò che io ho detto sulla Meditazione Dark-Zen è provato assolutamente vero dagli insegnanti antichi che probabilmente composero alcuni dei commentari, quando il Buddha era ancora vivo. Questa dovrebbe essere un grande motivo di celebrazione in tutto il mondo Buddista. Effettivamente, la meditazione originale del Buddha è stata scoperta e viene praticata da molto tempo. Però, in una mia stima, che io sfido che si dica non finale, per circa 2,000 anni la meditazione del Buddha è stata nascosta sotto un cumulo di dogmi settari e litigi tra scuole.

Intervistatore: Qualcuno la potrebbe chiamare una vanteria. Lei è davvero così sicuro che la Sua meditazione sia l’unica vera?

Dark-Zen: Sì. Ho anche memorizzato un passaggio che tende a provare che c'è qualcosa oltre il respiro dentro e fuori. Il Patisambhida-magga dice, “La volontà primordiale è la causa efficiente della respirazione”.

Intervistatore: Ma come prova qualcosa, quello?

Dark-Zen: Nella Meditazione Dark-Zen, quando noi conosciamo ciò che è del tutto antecedente al respiro, chiamato in Pali ‘parimukha-sati’, noi tocchiamo la luce Buddhica o il Sé, la volontà primordiale. Questa luce è chiamata anche la suprema e libera volontà. Non è la dualistica volontà volizionale impantanata nei fenomeni, collegata al nostro corpo e respiro. Piuttosto che focalizzarsi sul respiro, si ricorda la sua sorgente e si attinge a questo potere.

Intervistatore: Ciò è troppo difficile da capire per me. Non c'è un modo un po’ più semplice di esprimerlo, per quelli che ancora non ci arrivano?

Dark-Zen: Ovviamente. Però, si sieda e provi la Meditazione Dark-Zen. Tenti di sentirsi di essere prima della respirazione. Una volta là, ognuno per la prima volta sentirà la volontà suprema. Tutti capiranno anche che questo è l'inizio del nirvana in cui la volontà sta venendo vicina a se-stessa. Ma ricordi, Lei non otterrà l’accesso alla pienezza della volontà sovrana in pochi minuti. Ci vorrà tempo. La maggior parte delle persone è ancora pesantemente attaccata al respiro. Per esse è inimmaginabile che, come volontà, possano davvero essere totalmente prima del respiro racchiuso nel corpo fisico.

Intervistatore: Se la Meditazione Dark-Zen è la meditazione del Buddha, perché non ha preso piede nei praticanti Buddisti?

Dark-Zen: Io posso soltanto speculare. La maggior parte della gente desidera il Buddismo per essere acquietata, al suo livello. Essi vogliono il Buddismo per giustificare il loro modo di vivere borghese. In altre parole, non sono disposti a guardare oltre le loro necessità materialistiche. D'altra parte quelli che praticano e lodano la Meditazione Dark-Zen sono Buddisti che, nel passato, sono stati monaci o seri praticanti per molti anni. Un giorno essi sono stati alimentati col biberon della meditazione. E così compresero che il sedersi su un cuscino produce grumi di sangue ed emorroidi – e non l'illuminazione.

Intervistatore: Cosa pensa della Vipassana?

Dark-Zen: Io penso che essa sia meglio del solo sedersi su un cuscino o, come un maestro Zen chiamò tale seduta, 'fantasma-seduto'. La Vipassana permette al praticante un modo immediato di superare l'inerzia delle cattive abitudini che controllano il corpo- spesse volte facendolo ammalato. Ad un certo punto, il serio praticante deve però puntare all'assoluto. Questo significa stracciare gli strati della volontà fenomenalizzata che include vecchie abitudini, emozioni, concetti, e gli altri generi di esperienze che bloccano fuori l'assoluto. La volontà pose se stessa in questa confusione e con la meditazione corretta deve uscire fuori da questa trappola di fango. La Vipassana è una buona strategia per far questo. Ma la Meditazione Dark-Zen è la roccaforte di resistenza. Quando si arriva in quel luogo prima del respiro che va dentro e fuori, sentendo un che di magnetico e di luce chiara, per mancanza di una migliore espressione, sai di aver centrato il bersaglio della meditazione. Il resto è merda.

Intervistatore: Si potrebbero usare tutti e tre i tipi di meditazione?

Dark-Zen: Oh, lo presumo. Qualcuno, nuovo di Buddismo, dovrebbe prima tentare la meditazione Zazen. Poi quando si sarà stancato solo di sedere, potrebbe trasfe-rirsi sulla Vipassana. Dopo quella, potrebbe provare la Meditazione Dark-Zen. Io penso che potrebbe andare. In realtà, se ci si pensa, uno si sta muovendo dal superficiale al profondo. Ma oggi, la maggior parte delle persone si ferma a ciò che è superficiale. Esse credono che se soltanto si siedono per un sufficiente tempo, si trasformeranno tutte in un Buddha.

Intervistatore: Ho notato che 'Il Manuale Autorizzato di Buddismo e di Meditazione Dark-Zen’ non è in corso di stampa, e comprandolo usato costa ben 198$! Poiché esso sembra molto popolare, perché non lo ristampate?

Dark-Zen: Speriamo di averne uno, migliorato e revisionato, nelle migliori librerie fra un anno. Ma continuiamo ad essere afflitti da una mancanza di fondi per finanziare il progetto. Non dimentichiamo che i Buddisti Occidentali sono tirchi [ridendo]. Essi passano più tempo a sostenere imprese di fast-food e le loro auto-mobili, che non sostenendo il Dharma. Recentemente, molti del nostri fondi per la nuova edizione del manuale furono rubati da un ex-studente di Vipassana, che lavorava con noi e stava andando proprio ad illustrare il nuovo Manuale Autorizza-to di Buddismo e di Meditazione Dark-Zen! Quindi i tempi sono difficili. Il Diavolo Mara è stato occupato nel nostro territorio, si potrebbe dire, tentando di prevenire che la Luce Buddhica entri nel nostro mondo. Non è scherzo. Il Diavolo è piuttosto reale nel Buddismo, e ve ne sono molti che ci augurano malattie.

Intervistatore: Questa è davvero una sfortuna. Dalla mia propria esperienza, molti che arrivano al Buddismo in questi giorni sono materialisti. È buono sentire che Lei sta revisionando il vecchio manuale. Io recentemente lessi in una rivista che il Manuale Autorizzato di Buddismo e Meditazione Dark-Zen è abbastanza simile al Fukan zazen-gi di Dogen. Come vede Lei questo?

Dark-Zen: Io non sono d'accordo sul principio. Primo, il Fukan zazen-gi di Dogen è praticamente una copia di una precedente opera Cinese. Dogen non dice nulla di originale. Nel suo Fukan zazen-gi, non c’è trattamento di 'parimukhasati', cioè 'ricordare ciò che è del tutto antecedente'. In altre parole, che il principiante debba sforzarsi di essere prima del respiro dentro e fuori, non è menzionato in nessun luogo nel Fukan zazen-gi. E paragonato coi manuali di meditazione Cinesi come il Tso-ch'an-i, ed altri, Il Manuale Autorizzato di Buddismo e Meditazione Dark-Zen è di molto superiore.

Intervistatore: Sono proprio curioso, ma perché il Dark-Zen non ottiene fondi come le altre organizzazioni Buddiste?

Dark-Zen: Per loro, noi siamo diventati i cattivi ragazzi, suppongo. Alcuni credono che noi siamo un culto, anche se non abbiamo neanche una tenda dove poterci incontrare. Quindi quelli che potrebbero sostanzialmente unirsi al nostro sentiero sono significativamente scarsi. Io credo che noi siamo sia temuti che rispettati. Ma alla fine noi trionferemo nonostante lo scarso flusso di soldi [ridendo].

Intervistatore: E’ sconcertante che le persone non contribuiscano di più alla sua causa, se così posso dire. Io ho provato la Meditazione Dark-Zen, che funziona davvero. Ho potuto sentire un piccolo fiotto di quella luce di cui Lei parla. Prima mi sorprese, quando me ne resi conto, dopo aver fatto questa meditazione per mesi. Un giorno mentre guidavo tornando dal lavoro, io lo sentii. Sentiì come un piccolo campo magnetico sulla parte superiore del mio corpo. E per Lei, com’è?

Dark-Zen: Io lo sento molto di più. Credo che sia la differenza. Non mi lascia mai. È come un potente campo magnetico che è sempre intorno a me. Come mi assimilo in lui, esso cresce più forte, oscurando il mio corpo fisico. Da ciò, io posso tracciare un maggior numero di profonde inferenze di ciò che è questa luce che è libera dalla dimensione fisica di questo corpo. Se io la seguo, io posso, anche, liberare me-stesso dal corpo. Questo è il vero significato di Nirvana.

Intervistatore: Pensare a questo, è troppo per me! [ridendo]. Devo però confessa-re che ce l’ho sempre in testa. Ma so che la Meditazione Dark-Zen mi ha mostrato qualcosa di inaspettato che non avevo idea di trovare. Le altre persone possono sentire il Suo potere, se mi è permesso chiedere?

Dark-Zen: Si, esse possono. Ma queste persone sono esseri umani spirituali e non umani codardi invischiati nel materialismo e nella cecità spirituale. Mi ricordo un passaggio del Vangelo Cristiano di Giovanni che dice, “E la luce splendette nell'o-scurità, ma l'oscurità non l'apprese”. E così è con questi privi-di-luce uni – questi materialisti del nostro mondo che provocheranno la rovina di tutti. Oh mi lasci dire questo. Questo non è per dire che su un lato noi abbiamo la luce e sull'altro il materialismo. Ciò è sbagliato. Il “materiale” è solamente un'immagine di questa luce. Non c'è reale separazione spaziale tra i due. Noi, che fondamentalmente siamo la luce o la stessa pura volontà, nel vedere questa immagine materiale ne siamo ingannati. Dopodiché, arriviamo a temerla, tentando di manipolare ciò che ora è il nostro corpo ed i nostri volti corporei del mondo esterno. L'unica vera differenza tra quelli che percepiscono la luce e quelli che vivono nell’oscurità è che quest’ultimi si aggrappano all’oscurità e temono la luce.

Intervistatore: Ciò, per qualche ragione, mi ricorda un film intitolato ‘Il Ritorno del Re’, basato sul romanzo di Tolkien, Il Signore degli Anelli. Le persone che seguono il demone Sauron vogliono solamente l'oscurità. Non è che lo stesso Buddha divise le persone in ariane (gli Arya) e profane, dicendo essenzialmente che i primi seguono la luce e i profani seguono il demone Mara, che è come Sauron?

Dark-Zen: Sì, egli così fece. Diciamo che le idee di Tolkien sono molto Buddiste, benchè se egli fosse vivo, non l'ammetterebbe mai [ridendo]. Io so che lui era un Cristiano. Allora, ovviamente, le lettere di S.Paolo sono molto Buddiste, secondo me – così l’opinione di qualcuno è che vi sia una significativa differenza tra i due. Io trovo l’intera trilogia di Tolkien molto commovente. Anche i films sono molto incantevoli e profondi. Noi abbiamo bisogno di questo tipo di arte. Essa ispira la nostra gioventù per diventare guerrieri spirituali e non materialisti. Noi abbiamo tutti bisogno di gettare l’Unico Anello del materialismo nel fuoco che gli appartie-ne, nella Montagna di Fuoco nella Terra delle Ombre [ridendo]. Io penso che la Meditazione Dark-Zen sia la chiave per fare questo. Essa prova oltre ogni dubbio che noi siamo stati ingannati troppo a lungo da Mara e Sauron [ridendo]. Quando all’inizio sperimentiamo la luce qualcosa ci dice che le cose oggi sono cattive -che ci sono molti Orchi là fuori [ridendo].

Intervistatore: Io lo trovo stupendo che lei gradisca così i films diretti da Peter Jackson ed è stato capace di vederli come un’eco delle idee Buddiste.

Dark-Zen: I films su Il Signore degli Anelli di Peter Jackson ispirano una sorta di timore riverenziale. Tutti coloro che vi parteciparono vi misero i loro cuori in essi. Tanto di cappello a tutti coloro che aiutarono a mettere sullo schermo questo poema epico. Per la nostra gioventù, esso offrì l’ispirazione che è ora di gettare di nuovo il materialismo giù dal Mount Doom. Ed a noi vecchi e acidi guerrieri spirituali del passato [ridendo] ci diede la fede che nessuno è totalmente matto da legare.

Intervistatore: Pensa che vi sia una seria opportunità perché la luce entri nel mondo, come Lei crede?

Dark-Zen: Penso di sì. Io sono piuttosto un credente nella teoria di Sheldrake del campo morfico. Se Lei non sa ciò che questo significa, esso può essere simile ad una invisibile matrice (matrix) che immagazzina ogni modello di azione che genera i fenomeni. Se ciò che Lei ha messo in questa matrice è immondizia, questo è quello che poi alla fine Lei trova fenomenalizzato. Al momento, noi stiamo scaricando molta immondizia in questa matrice, che nel Buddismo noi chiamiamo l'Alaya. Io credo fermamente che la Meditazione Dark-Zen può cambiare il corso del nostro declino aggiungendo un nuovo vigore ed energia a ciò che ora è una matrice di decadenza. Ma per poter essere reso effettivo, dobbiamo credere che l’attuale mondo possa essere cambiato; e che il suo male può essere abbreviato. Intervistatore: Sono curioso. Cosa intende per una matrice di decadenza?

Dark-Zen: La decadenza avviene quando tutti cominciano a perdere la loro vita-lità. Il vero principio della vita comincia a declinare. L'alienazione mentale e la malattia cominciano a fare significative incursioni nel nostro vero modo di vivere, così che questo è tutto ciò con cui noi siamo interessati come popolazione. Come conseguenza, diventiamo una nazione di curatori e di persone ammalate in cui nessuno è sano. Anche religione sbaglia. Essa diventa una storia morta nella quale la fede viene sostituita da speranza e mera credenza. In altre parole, la religione perde il suo terreno di base.

Intervistatore: Ma Dio non è una base?

Dark-Zen: No. La parola ‘Dio’ è solo un luogo semantico posseduto dalla nostra coscienza soggettiva. Non è una solida base. Per il soggetto, Dio è una metafora. È un'estrema astrazione. Il Buddismo, d'altra parte, è radicato sulla volontà. Noi siamo connessi con il puro “volere”, distinguendolo dalle sue fenomenalizzazioni. Noi capiamo che ogni cosa è intrinsecamente il contenuto della volontà, chiamata Cittamatra in Sanskrito. Da ciò, noi basiamo la nostra terminologia sulla scoperta della pura volontà. Per esempio, il Samsara è la nostra volontà che si sforza per l'appagamento, ma senza mai trovarlo, perché sta inseguendo le sue stesse creazioni che conducono solo a maggior scontentezza e ad uno sforzo più cieco.

Intervistatore: Mi sembra giusto. La Sua meditazione è progettata per aiutarci a trovare questa base che Lei chiama la pura volontà prima che essa si trasformi nei fenomeni. Ok., ciò ha molto senso. Dio, a paragone, è solo una parola che non ha alcun riferimento se non al soggetto. Ma perché questa meditazione è così difficile da capire e realizzare?

Dark-Zen: Perché fin dalla nascita a noi è stato insegnato a seguire le creazioni della volontà, inclusi pensieri e idee. Noi siamo come un grande e potente re che, spendendo troppo tempo coi suoi soggetti, si dimentica che lui è un re. A causa di ciò, il regno va in rovina se egli non si risveglia. Ecco perché ce l’ho contro il materialismo anti-religioso che ci condanna in eterno al samsara. Il materialismo ci rende schiavi alle fenomenalizzazioni della volontà. Come conseguenza, noi diventiamo ottusi ed ignoranti. Noi rifiutiamo di ascoltare i saggi che ci dicono altrimenti, che i fenomeni sono vuoti e sono causa di sofferenza. Infatti, noi attacchiamo i saggi, dando loro la colpa per il nostro essere incapaci di entrare in comunione con la pura volontà. Per di più, il materialismo crea la sua strada nel Buddismo. Noi troviamo spesso insegnanti che insegnano il materialismo.

Intervistatore: Chi sono questi insegnanti Buddisti?

Dark-Zen: Qualunque insegnante Buddista che vi dica che il Buddismo rifiuta un Assoluto; e che insegna come fine la non-sostanzialità e il vuoto. Provate a chie-dervi, qual’è lo scopo della meditazione per questi insegnanti?” Ciò mostrerà solo come essi sono falsi. Per tali insegnanti, la meditazione è solo insegnare come rilassarsi e accettare le proprie ansie e la eventuale eliminazione nella morte. Ciò è abbastanza deprimente, nel mio libro. Scioccante nel suo integrale pessimismo. D'altra parte, la Meditazione Dark-Zen ci aiuta ad accedere alla luce Buddhica. Da lì è possibile passare poi al reame imperituro.

Intervistatore: Sono d'accordo che lo scopo centrale del Buddismo sia di cercare l'Assoluto e che la meditazione è il suo strumento. Se gli insegnanti insegnano che non c'è nessun Assoluto, veramente non dovrebbe esserci la meditazione. Quale è il suo punto?

Dark-Zen: Questa è anche la mia domanda, infatti. Per il Buddismo moderno la meditazione spesso diventa un rituale. Al massimo, essa porta ad imparare come rilassarsi. Ma arreca molto poco dello scopo del Buddismo originale. Per il Buddha e i suoi seguaci la meditazione dava l’accesso ai mondi più elevati e, alla fine, all’Assoluto. Allora, come può il Buddismo essere sull'irrealtà e sul vuoto?

Intervistatore: Cosa può fare la persona comune che non è pronta per la Sua meditazione?

Dark-Zen: Diciamo che stiamo arrivando ad un crisi di ultrastimolazione sensoria nella nostra cultura che vede un aumento, per esempio, di attenzione nel deficit dei disturbi e problemi fra bambini ed adulti. Bisogna che vi sia un digiuno sensoriale. La persona comune ha bisogno di diminuire il contributo sensoriale dato al proprio corpo. Ce n’è troppo. Questo significa eliminare i telefoni cellulari, la Tivù, la musica, i giochi simulati e qualsiasi altra cosa che può sovraccaricare i sensi. Questo include anche lo spreco di luce. Diminuitela. Si usino lampadine con voltaggio più basso. Ed anche smettete di prendere la macchina per andare al lavoro. Usate il trasporto pubblico. Chi lo farà, potrà notare che già in sole poche ore la sua concentrazione aumenterà. Se ciò viene fatto di continuo, si potrà notare che si avranno pensieri più profondi. Se questo sembra troppo, si potrà fare questo digiuno una volta alla settimana.

Solo riguardo a questo, mi lasci dire qualcosa sul nostro problema nazionale dell’obesità. Non solo noi siamo ultrasti-molati esternamente, ma anche i nostri organi interni lo sono, mangiando troppo. Inoltre, noi siamo superstimolati sessualmente, tant’è che ora l’impotenza è un problema. Se la persona comune non può ridurre il bisogno di aumentare le pesanti stimolazioni sensoriali, avrà bisogno di preoccuparsi seriamente della propria salute mentale e fisica. Quando mi guardo intorno, io vedo persone che vogliono inconsciamente che i loro sensi siano bombardati. Esse sono talmente intossicate di sensazioni da non poter stare sedute immobili, così da poter apprezzare il silenzio intorno a loro. Devono stare sempre al cellulare, o fare sempre qualcosa, come mangiare o fare compere. È un pauroso sviluppo per la psiche della nostra nazione essere in questa condizione.

Intervistatore: Questa crisi dei sensi potrebbe avere un impatto ben peggiore sui nostri giovani; cosa raccomanderebbe loro per spiritualizzarsi?

Dark-Zen: Mi vengono in mente due consigli. Prima, leggere la filosofia. E poi, fare molto escursionismo. La filosofia aiuta a vedere attraverso la rete di cattive visioni che qualche società tenta di instillare nella sua gioventù per farli diventare schiavi obbedienti. Una persona che dice di amare la libertà deve anche amare di liberare se stessa dalle visioni negative del male che sfrutta le vere basi della libertà. Questa è parte di ciò che è la filosofia. I nostri padri fondatori lessero la filosofia e cacciarono via le monarchie. Come seconda cosa, molto escursionismo è una forma di meditazione.

Esso serve a chiarire la nostra testa dalle impressioni messe lì dal moderno panorama artificiale che inquina psichicamente la capacità di vedere la propria natura di Buddha. I distributori di benzina, i negozi di liquori, gli edifici con molti negozi orrendi, e le nocive autostrade, non possono competere con la bellezza di una cascata o di una originaria spiaggia di oceano. Quello che io sto dicendo, è tornare ad una vita semplice. Se i nostri giovani non si ribellano contro l’inquinamento moderno, essi diverranno consumatori zombies che, alla fine, saranno essi stessi consumati. L'eccellenza del percorso spirituale del Buddha non può essere raggiunta da menti corrotte.

Intervistatore: Ci sono altri modi per la persona comune oltre quello che Lei ha toccato finora?

Dark-Zen: Sicuro. Provare un casotto per la sauna o un’oscura caverna [ridendo].

Intervistatore: Lei sta scherzando…

Dark-Zen: No, non tanto. Tempo fa, i Nativi Americani scoprirono i benefici di guarire i sensi riducendo l'ammontare di stimolazione che loro ricevevano normal-mente. Per realizzare questo, essi usarono un casotto per la sauna. Anche i greci antichi facevano pressocché la stessa cosa. Essi andavano a guarire in caverne silenziose e oscure. La solitudine è molto importante, se noi vogliamo guarirci, come principianti prima di diventare meditanti seri. Ma qualcuno può farlo. Questa è la bellezza. State in una stanza oscura per un po’ di tempo. O mettetevi a bagno nella vostra vasca, spegnendo la luce. Quando i vecchi modelli di comportamento e i desideri non c'interessano più, questa è una buona indicazione che la terapia della solitudine sta funzionando. Io ero abituato a meditare in una vecchia miniera di rame abbandonata. Parlo di oscurità e isolamento [ridendo]. Ma che effetto sorprendente ebbe sulla mia psiche.

Notai che il mio ragionamento migliorò. Fu facile rompere le vecchie abitudini. Ho potuto perfino riprogrammare me stesso fino ad una certo punto. Posso ricordare che non vedevo l'ora di meditare nella miniera. Penso che quando l'ambiente esterno non attiva più i sensi, il corpo ed il sistema nervoso tentano di seguirlo. Di conseguenza, il corpo subisce un cambia-mento sorprendente. In precedenza, avevo studiato qualcosa sulla ‘Terapia della Limitata Stimolazione Ambientale’ e i benefici sono veramente stupendi. Malattie mentali, fumare sigarette ed altri disturbi simili sembrano svanire quando viene usata la solitudine terapeutica.

Intervistatore: Questo mi affascina realmente. Mi piace specialmente la Sua teoria sul corpo che segue l'ambiente esterno, diventando come lui, migliore o peggiore. Nella Meditazione Dark-Zen si può dire la stessa cosa, che il corpo sta tentando di conformarsi alla luce Buddhica?

Dark-Zen: Sì. E’ esatto. Se noi siamo in un mondo sovraccarico di sensorialità, al nostro corpo e al sistema nervoso qualcosa accade. E non è buono. D'altra parte se noi viviamo quietamente, passeggiamo nelle montagne, impariamo ad usare la solitudine, al nostro corpo e al sistema nervoso accade qualcosa di buono. Con la Meditazione Dark-Zen quando si accede alla Luce Buddhica, accade qualcosa di veramente buono. Uno trascende ogni possibile sofferenza e perfino la propria rinascita.

Intervistatore: Qui sembra un buon momento per finire l'intervista. Grazie tante.

(IV° PARTE – LA BASE del DARK-ZEN)

Domanda: Quale è la base per il Suo insegnamento?

Dark-Zen: La nostra base, se desidera chiamarla così, è l’originario potere lumi-noso della Mente che può essere caratterizzato anche come una luce intelligente. Un altro suo nome è ‘Buddha’, che è un “creatore-di-luce”.

Domanda: Io ho letto che la mente è luminosa. Ma temo di non aver mai sentito dire che il Buddha è un “creatore-di-luce”. Ciò è menzionato nel canone buddista? Dark-Zen: Sì. Nelle scritture più antiche, per esempio, il Buddha è descritto tal-volta come “portatore-di-luce”. In un sutra, fu descritto come un sole “di-recente-sorto” con un’ “aureola intorno a sé”. Si dice anche che il Buddha potesse “far splendere il mondo”. Ora, se Lei toglie ogni immagine poetica, cos’è che resta? Io posso vedere solo un potere originario che è prima di tutte le cose.

Domanda: Io penso di capire ciò che Lei sta dicendo. Ma ciò che in origine avevo in mente di chiederle è quale fosse la base storica del Suo insegnamento!

Dark-Zen: Dal corpus dei vecchi manoscritti scoperti a Tun-huang verso la fine del secolo scorso, è chiaro che lo Zen trasmise il 'principio segreto o oscuro'. Questo termine è usato in molti di questi vecchi documenti. In uno dei documenti più vecchi della trasmissione trovato a Tun-huang si menziona il principio oscuro. Infatti, il titolo del documento è: “Antica Onorevole Raccolta al Monte Shuang-feng e Tutti i Discorsi del Principio Oscuro”. Io dovrei anche indicare che in questo stesso documento non c’è nessuna indicazione che vi sia stata una trasmissione risalente al Buddha. Né che vi sia una successione di maestri e discepoli. Ma ciò che è chiaro è che ogni Maestro Zen è tale in virtù del suo intuito nel principio oscuro.

Domanda: Ma allora, cosa mi può dire sul fatto trovato nel libro ‘La Trasmissione della Lampada’, di un lignaggio Zen che risale al Buddha dall’inizio alla fine?-

Dark-Zen: Io penso che sia una storia raccontata. È una creazione non-scritturale della Dinastia Zenista Sung che prese selezioni dalle opere più vecchie e ne fece un singolare lavoro per adeguarlo alla loro teoria. Ma tutto viene messo da parte quando lo compariamo col Sutra Mahayana intitolato “Lo Scopo della Trasmissione ovvero il Canestro del Dharma su cui è maggiormente basata La Trasmissione della Lampada”. Il Sutra ci offre un elenco di 23 antenati Indiani, a cominciare da Mahakashyapa e finendo con Simha-Bhiksu. Non c’è alcuna menzione di Bodhi-dharma o del suo maestro, Prajnatara. Infatti, il Sutra è sulla trasmissione del Canone (Dharma) – non è sullo Zen.

È anche da notare che nell'Avatamsaka Sutra (il capitolo di Gandavyuha) si menziona che i grandi discepoli come Mahakashyapa “erano incapaci di perpetuare il lignaggio dei Buddha”. Evidentemente, qualcosa non va. Questo passaggio non quadra con la successiva teoria che lo Zen sia stato trasmesso dal Buddha a Mahakashyapa. Perché il Buddha avrebbe dovuto poi trasmetterlo a Mahakashyapa se egli era incapace di perpetuare il lignaggio dei Buddha? Come ho letto tra le righe, Mahakashyapa era solamente degno, come Ananda, di trasmettere il canone. Nulla di più. Egli era incapace di trasmettere il lignaggio dei Buddha, che è il principio oscuro.

Domanda: Può descrivere questo così detto 'principio oscuro' di cui Lei parla?

Dark-Zen: È un soggetto alquanto intrattabile, devo dire. Se io lo descrivo dicendo che tutto ciò di cui sono fatte le cose fluisce da questo principio oscuro, mentre esso rimane immobile e increato, tali parole possono spiegare realmente la cosa? A questo stadio è una mèta assai lontana, come una grande montagna vista da distante. Lei, in quanto persona, deve fare ancora il viaggio da solo.

Domanda: Non è proprio questo il problema del nostro bisogno di pensare troppo?

Dark-Zen: Sì, ovviamente, il troppo-pensare può essere un problema. D'altra parte gli Zenisti insegnano che noi dovremmo reprimere i nostri pensieri e dovremmo essere come un albero morto. Ma, questo è sbagliato. A me accade di pensare che i pensieri corretti sono utili, specialmente quelli che ci danno informazioni corrette. Le informazioni possono aiutarci ad andare nella giusta direzione, anche se talvolta ci conducono nella direzione sbagliata. Spesso, è vero, noi dobbiamo riconsiderare i nostri primi pensieri e mettere in dubbio queste informazioni. Possiamo trovare che dopo tutto esse non erano gran ché.

Domanda: Sì, tendo ad essere d'accordo con Lei. Ma torniamo al principio oscuro. Potrebbe almeno tracciarlo a grandi linee?

Dark-Zen: Tenterò, anche se sono esitante nel dire troppo di esso. Io non posso prometterle un miracolo! [ridendo] Prima di tutto, ognuno di noi ha accesso a questo principio oscuro. Tutti noi possiamo attingervi. Questo è un fatto. Tutta-via, a causa della nostra abitudine a seguire le apparenze, abbiamo perso l'abilità di comunicare con esso, anche se è coesistente in noi. Ora, nel caso del Buddha, riguardo al principio oscuro, quando raggiunse l’Illuminazione completa, egli entrò in ciò che si potrebbe chiamare ‘luce primordiale’. Ma più che solo mera luce, esso è il puro e semplice potere produttivo, o la stessa pura e semplice potenzialità. Naturalmente, esso è libero ed indipendente dai fenomeni anche se senza di esso, i fenomeni non ci sarebbero. Con questo, non posso dire molto di più.

Domanda: Come si applica questo all’insegnamento di Bodhidharma?

Dark-Zen: Quando Bodhidharma parlò dei Due Ingressi, uno era chiamato l'ingresso dal principio. Questo principio, chiaramente, è il principio oscuro. Per realizzarlo, ci si serve della ‘contemplazione-del-muro’ (pi-kuan). La Contemplazio-ne del Muro, significa rivolgersi al reale (wu) rifiutando i fenomeni, così da dimorare nella luce primordiale. In questa luce, non c’è nient’altro da coltivare. Questa luce, o dovrei dire, questo principio oscuro, è una potenzialità pura e semplice di produzione, ed è ugualmente l’Auto-conoscenza. Nello Zen, noi la chiamiamo la ‘Grande Perfezione del Sentiero’, che in precedenza fu menzionata nell’opera, Le Registrazioni dei Maestri di Lanka.

Domanda: Quando il Buddha aderì con questo principio oscuro, come Lei dichiara, egli poté influenzare il tempo o cambiare le condizioni economiche del suo paese? [ridendo].

Dark-Zen: Noi stiamo discorrendo su due mondi diversi. Il mondo del Buddha è il mondo incondizionato della potenzialità, prima che i nostri sensi lo ritaglino ed il nostro cervello lo concettulizzi. Quello di cui parla Lei, con le sue condizioni meteo e la povertà è il mondo samsarico, l'estremamente condizionato mondo umano. Qui, gli esseri senzienti scelgono di guardare a questo incondizionato mondo misterioso, in un certo modo predeterminato, assemblandolo in una molteplicità di cose e condizioni. Inoltre, essi bramano questa particolare visione esotica che ironicamente va a finire nella loro sofferenza. Ma se gli esseri riuscissero a trascendere il mondo umano, eventualmente raggiungendo un più alto livello di essere, allora in un tale altro mondo, sicuramente essi potrebbero influenzare il tempo! [ridendo].

Domanda: Bene, anche se non sono sicuro di capirla. Vedo solo il mondo umano. È quello di cui mi interesso. Ma mi permetta di fargli quest’altra domanda: Come comprende tutto ciò nella sua vita quotidiana? Questo è quello che realmente mi interessa.

Dark-Zen: Quando noi attingiamo a questo principio segreto, quel poco che prima possiamo, esso col tempo ci conduce alla sua pienezza. Di conseguenza, si diviene felici, appena questa luce de-condiziona gradualmente gli stati insalubri dell’esse-re. Anche se Lei è nel dolore, per esempio, questa luce è all’opera, aiutandola per ottenere la Sua libertà. È come un angelo, che assicura che la parte che Lei è, si congiungerà al Buddha.

Domanda: Questo è interessante. Mi piace ciò che le sento dire. Quindi, dopo tutto, questo non è un qualche esercizio intellettuale. Qualcosa accade davvero nel proprio 'essere interiore’, che lo aiuta nelle sue vite ordinarie.

Dark-Zen: Oh, ma certamente! È assai straordinario. Mi lasci anche dire che uno sente un’energia illuminante sempre presente all'interno di sé. Nel mio caso, come mi rivolgo ad esso, io divento ancor più questo principio oscuro. E più aumenta esso, più tutta l'oscurità umana si affievolisce, si potrebbe dire.

Domanda: Perché questo non lo sperimentiamo, adesso, dentro di noi?

Dark-Zen: Penso che sia perché noi siamo incollati alle apparenze sensoriali e mentali. Anzi, peggio, la colla è una Colla Matta! [ridendo] Quando uno affronta il mondo delle apparenze, davvero uno sta perdendo di vista la loro vera Sorgente. Infatti, ci si sta immergendo nel mondo di nascita e morte, solo per soffrire in proporzione a quanto ci si aggrappa a questo mondo. Il Buddha disse che è come un grande Re che, spendendo troppo tempo coi suoi sottoposti, si dimentica di essere un re. Nel nostro caso, noi abbiamo proprio un’amnesia totale! [ridendo] Ecco perché noi non lo sperimentiamo.

Domanda: Quindi, impegnandosi con i fenomeni noi siamo condizionati da essi e produciamo questa amnesia?

Dark-Zen: Sì. E poi siamo ancor più agganciati, allorché noi agiamo sotto il nostro stesso condizionamento.

Domanda: Come un circolo vizioso?

Dark-Zen: Sì! Come indicò il Buddha, gli esseri umani sono sempre imprigionati dipendendo dai fenomeni – quasi mai essi ne sono liberi. Tuttavia, per i Buddisti, essi devono imparare a scollegarsi dai fenomeni insorgenti. Ma questa è una Via dura da percorrere.

Domanda: Sì, sembra proprio di sì. Da tutto ciò che Lei ha detto, è almeno incoraggiante sapere che dentro di me c’è il potenziale per la liberazione. Io ho l'impressione che se potessi solamente unirmi al principio oscuro di cui Lei parla, i miei problemi si scioglierebbero subito.

Dark-Zen: Sì, è vero. Come minimo i suoi problemi sarebbero visti in modo da non essere tali in grande quantità. Ma fino a quel momento, per rendere possibile ciò, bisogna seguire gli insegnamenti del Buddha.

Domanda: Cambiando soggetto, nel Dark-Zen c’è un Sangha? La maggior parte dei gruppi Zen con cui sono familiarizzato ha una congregazione. Lei ne ha una?

Dark-Zen: Noi abbiamo una diversa prospettiva del Sangha. Per noi, il Sangha è composto da coloro che hanno sperimentato il vero Dharma del Buddha. Questi esseri sono divenuti testimoni del suo puro insegnamento – ovvero del principio segreto.

Domanda: Quindi, questa non è poi una comunità, ho ragione?

Dark-Zen: Diciamo che questa è una comunità di menti. Nell'Avatamsaka Sutra ci si dice di “osservare il potere dell’energia di Buddha” che è il suo vero Dharma. Nell'osservarlo, noi diveniamo subito membri del suo Sangha.

(Tratto da darkzen.com/) – Traduzione di Aliberth (Alberto Mengoni)

fonte:www.centronirvana.it

Il Metodo di Meditazione DARK ZEN (Ovvero lo ZEN-SEGRETO) da Tao-Hsüan (Dôgen) ultima modifica: 2007-10-28T20:29:31+00:00 da Quantico
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