Il mistero Antartico

Il mistero Antartico, tra terra piatta, stupidità e cecità.

– Terra piatta e problemi vari.
– Il mistero antartico.
– Conclusioni e riflessioni. Complottismo e spiritualità.

mistero antartico

– Terra piatta e problemi vari

Da qualche tempo infuria su internet il dibattito sulla terra piatta. Non sono in grado di prendere una posizione, non essendo un tecnico o uno scienziato. Questi dibattiti così feroci e così ottusamente chiusi da ambo le parti, però, mi incuriosiscono sempre e in genere mi vado a guardare le varie argomentazioni, chiedendomi il perché di tanta cagnara (ma anche di tanta ostinazione da parte di chi cerca a tutti i costi di far passare come decerebrati coloro che se ne occupano).

Sono andato quindi a vedermi le varie argomentazioni di ambo le parti. Su alcune non ho nulla da dire e mi limito a prendere nota (in particolare quelle più tecniche, dove non ci capisco nulla). Per altre le spiegazioni sono logiche, ma possono essere facilmente confutate.

Prendiamo ad esempio l’argomento per cui, se la terra fosse sferica, dalla Liguria non dovrebbe vedersi la Corsica, essendo queste due terre a circa 200 km di distanza; la curvatura della terra, in effetti, impone che, a rigor di logica, le coste dell’isola non dovrebbero essere visualizzate, perché in 200 km la terra fa una curva di circa 3 km; tuttavia, questa anomalia logica potrebbe essere spiegata con qualche regola di ottica che noi ancora non conosciamo. In fondo, non conosciamo tutto della terra; potrei forse dire che non conosciamo quasi nulla.

Un altro argomento forte dei terrapiattisti è quello per cui un aereo, a seconda che viaggi verso est o verso ovest, dovrebbe viaggiare a velocità diverse, in quanto la terra gira a circa 1600 km all’ora, all’equatore. In realtà ciò potrebbe essere spiegato con il fatto che il sistema solare è un sistema chiuso, ovverosia assieme alla terra ruoterebbe anche l’atmosfera terrestre; un po’ come dentro un’automobile una mosca si muove non percependo il movimento dell’auto, o a bordo di un aereo non percepiamo la velocità e il movimento, allo stesso modo l’aereo in volo non percepisce il movimento di rotazione della terra attorno al sole, comportandosi come se la terra fosse ferma anziché in movimento.

Un altro argomento è dato dalle rotte aeree; attualmente, si dice, non esistono voli che colleghino direttamente il Sudafrica con il Sudamerica o viceversa. E la cosa è inspiegabile dal punto di vista logico e razionale. Per fare una prova è sufficiente andare in uno dei tanti motori di ricerca per prenotare i voli e inserire ad esempio “Città del Capo – Rio de Janeiro” o rotte simili. Non si troverà nessun volo diretto, ma si è costretti a improbabili scali al nord (nella maggior parte dei casi 2 scali) che dal punto di vista dell’economia di volo non hanno senso. In effetti è vero. Ho fatto diverse prove e non esiste quasi nessun volo diretto tra i due continenti. Ma è quel quasi che lascia nel dubbio.

In effetti, la spiegazione più logica dell’inesistenza dei voli potrebbe essere che la distanza tra i due continenti non sia quella che le cartine ci vogliono mostrare, ma quella che risulta dal modello di terra piatta (lo vediamo nella foto: secondo questo modello la terra sarebbe tonda, ma piatta, con il polo sud che lambisce tutto il disco della terra). Il problema però è che alcune tratte dirette esistono, sia pure poche. Ho infatti trovato la rotta diretta Città del Capo – Buenos Aires, e quella Johannesburg – San Paolo. Mi si replica che se io prenoto quel volo, poi inevitabilmente verrà cancellato, e quindi sono voli inesistenti (e in effetti, leggendo qua e là su internet, trovo commenti di persone che si lamentano perché la rotta del viaggio è stata poi cambiata prevedendo uno scalo). Ma non avendo oltre mille euro a disposizione per effettuare una prenotazione inutile, decido di sospendere la ricerca su questo punto.

Per me, quindi, la maggior parte delle argomentazioni sulla terra piatta hanno un carattere logico, ma possono essere confutate. E attendo ancora, da parte di terrapiattisti o dei loro avversari, argomentazioni valide e definitive, dettate dalla voglia di capire anziché da quella di far prevalere a tutti i costi la loro idea preconcetta.

C’è però un argomento che meriterebbe maggiore approfondimento e che è inconfutabile. La questione Antartica. Mi concentrerò su questo perché è quello che mi ha sempre affascinato fin da piccolo.

– Il mistero antartico

Quando ero piccolo mi facevo una domanda che a me sembrava logica. Come mai l’Antartide ha una temperatura incredibilmente inferiore a quella artica? Essendo ai due poli, le due zone avrebbero dovuto avere identiche temperature. La spiegazione ufficiale sarebbe che il polo nord è riscaldato dalla cosiddetta corrente del golfo, che mitigherebbe le temperature. Per quanto non mi avesse mai convinto come spiegazione, la prendevo per buona.

Una cosa che non riuscivo a spiegarmi, però, erano le scoperte dell’ammiraglio Byrd. Tutti i libri che parlavano dell’antartico facevano inevitabilmente riferimento alla scoperta, da parte di questo ammiraglio, negli anni ’50, di una zona temperata vicino al polo sud, in cui la temperatura era mite, le acque fluivano regolarmente e il verde era lussureggiante. La scoperta era stata fatta nell’ambito di una spedizione militare finanziata dagli USA e, a causa della notorietà dell’ammiraglio, nonché del numero dei partecipanti ad essa, la cosa non poté essere messa sotto silenzio.

Ma sia la stampa dell’epoca che quella successiva, dedicarono solo poche righe a questa scoperta. E mi domandavo come mai non si facessero spedizioni per cercare questa terra misteriosa e approfondire la questione. Ricordo un libro di Peter Kolosimo che parlava della scoperta di questa terra straordinaria da parte dei nazisti, confermata poi dalle successive spedizioni di Byrd. Ma si sa… all’epoca Peter Kolosimo era considerato una specie di antesignano del moderno complottismo ed era snobbato a livello ufficiale.

Nella mia mente di bambino mi dicevo che forse la questione non era stata mai approfondita perché c’erano troppi pericoli ad effettuare altre spedizioni, e abbandonai la cosa lì. Oggi però la questione dell’Antartide torna alla ribalta nella mia vita in merito alla questione della terra piatta. E ho deciso di dare una risposta ai miei dubbi di bambino.

Tutti i terrapiattisti, senza eccezione, fanno riferimento a questa scoperta (in rete si vedono anche i video originali delle interviste effettuate dalla tv americana all’ammiraglio Byrd). E inevitabilmente si citano i diari di bordo dell’ammiraglio, in cui egli parla di un incontro con una razza diversa dalla nostra. La questione a questo punto diventa interessante. Ora, se tali diari siano veri o no, non posso saperlo. Mi limito a prendere atto che finora nessuno ne ha smentito l’autenticità. Tuttavia la storia di questi diari è abbastanza affascinante e quindi faccio una sorta di controprova.

Vado a scovare alcuni dei libri che leggevo alle medie e al liceo (stiamo quindi parlando degli anni ’70-’80) per verificare cosa dicono di questo argomento. A quell’epoca non si parlava ancora di terra piatta, non c’era internet, e quindi la posizione attorno a questo argomento era meno fideistica e meno suscettibile di alterazioni.

E allora, leggendo questi libri, le cose non tornano più. Infatti si citano le scoperte di Byrd. Ma le si liquidano in poche righe.

Prendiamo ad esempio il libro di Silvio Zavatti, dal titolo “L’esplorazione dell’Antartide”, ed. Mursia. Il libro è del 1974. Zavatti è uno studioso che, nella sua vita, si è occupato solo di esplorazioni artiche e antartiche. Nel suo libro dedica diverse pagine all’ammiraglio Byrd e, quando arriva al momento di citare la sua scoperta, la liquida in due righe. Byrd – dice il libro – avrebbe scoperto una vasta zona verdeggiante, ove il clima era temperato, probabilmente per un fenomeno di vulcanismo secondario o per la particolare inclinazione dei raggi del sole (sic!). Fine della questione.

Oppure prendiamo la voce dedicata all’ammiraglio Byrd dell’Enciclopedia Treccani (un’opera certamente non sospettabile di complottismo, ma in genere molto precisa nelle nozioni che fornisce). Ecco cosa c’è scritto: La grandiosa spedizione (cfr. la relazione dello stesso B., in National Geographic Magazine, Washington, ottobre 1947) scoprì montagne alte oltre 6000 m (Monti del Comitato esecutivo, nella Terra di Maria Byrd) e inoltre anche un’ampia “oasi” interna libera da ghiacci.

Fine della questione. Un’ampia oasi interna libera da ghiacci. Questo è tutto quello che troviamo su Byrd!!!

Una cosa simile succede se cerchiamo, sempre nella stessa Enciclopedia Treccani, la voce Antartide. Ecco quello che troviamo, con riferimento alle esplorazioni antartiche. Cito testualmente: “Una quarta, imponente (1946), durante la quale fu ancora sorvolato il Polo Sud, rilevò centinaia di chilometri di coste, scoprendo, fra l’altro, una specie di oasi alle spalle della Terra della Regina Maria, libera dai ghiacci, rivestita di prateria e cosparsa di laghi dalle acque verdi o azzurre; nel complesso furono rilevati almeno 1.600.000 km2 di nuovi territori”.

Sì. Avete letto bene: Una vasta terra, grande quanto una nazione, non con un piccolo laghetto, o fiumiciattolo, ma addirittura “cosparsa di laghi dalle acque verdi o azzurre”. Ricordo che stiamo parlando dell’Enciclopedia Treccani, non di un sito complottista pronto a fare del sensazionalismo ad ogni costo.

A questo punto alcune considerazioni logiche si impongono.

E’ impossibile che la scoperta di una zona temperata all’interno dell’antartico non abbia destato interesse. Così come è impossibile che, con i mezzi moderni che abbiamo oggi, nessuno abbia avuto anche solo l’idea di sorvolare quella zona, per fotografarla e studiarla. Ammesso e non concesso che la temperatura antartica sia troppo proibitiva per i mezzi di terra, oggi con gli aerei moderni si potrebbe sorvolare la zona, eventualmente paracadutando degli scienziati che potrebbero studiare quella zona in tutta sicurezza e senza gli inconvenienti e i pericoli che c’erano negli anni ’50.

Rimangono quindi queste domande: perché nessuno sembra essere interessato all’esplorazione di questa zona? Forse delle spedizioni ci sono state e i risultati sono stati mantenuti segreti? In Antartide esistono circa 70 basi, di diverse nazionalità da ogni parte del mondo. Settanta!!!!!!!

In queste basi studiano la composizione del ghiaccio, analizzano i fenomeni atmosferici, la composizione dell’acqua, e finanche la dentatura delle foche ivi presenti per poi rapportarla con l’analisi delle feci, ma pare che a nessuno interessi andare a visitare le terre scoperte da Byrd.

– Considerazioni finali. Complottismo e Spiritualità

Leggendo in rete qua e là questa questione della terra piatta, per quello che ho potuto capire, la maggior parte delle persone che si occupano di queste problematiche è in buona fede. Mi spiego.

Pochi hanno davvero interesse a mantenere segrete certe informazioni. La maggior parte dei ricercatori, degli scienziati, o dei semplici appassionati, semplicemente, non vedono proprio il problema.

La nostra mente infatti tende a focalizzarsi solo su ciò che sa, senza considerare ciò che gli è ignoto. Il fenomeno è noto in psicologia come percezione selettiva. Si tratta di quel fenomeno per cui solo dopo che abbiamo deciso di acquistare un determinato modello di auto, lo vediamo spesso in circolazione; in precedenza, non l’avevamo mai notato. Solo dopo che uno conosce il simbolismo, inizia a notarlo sui luoghi del delitto; prima, non ci aveva mai fatto caso. Ecc.

A fronte quindi di una notizia come questa, di una terra verde all’interno del polo sud, la maggior parte delle persone, semplicemente, non la considera interessante né meritevole di approfondimento.

Proprio l’esempio del libro che ho citato prima è emblematico in tal senso. Un ricercatore come Zavatti è chiaramente in buona fede, perché se avesse voluto nascondere la notizia, semplicemente non l’avrebbe data. Invece, al contrario, ha dato la notizia ma, molto altrettanto sorprendentemente, non l’ha considerata degna di approfondimento. In altre parole: un ricercatore che dell’esplorazione dei poli ha fatto il centro della sua vita, non ritiene interessante approfondire proprio quella che, se fosse confermata, sarebbe la scoperta più straordinaria mai effettuata sul pianeta, dopo la scoperta dell’America.

Né può essere tacciato di male fede l’autore che ha compilato la voce dell’Enciclopedia Treccani, il quale, in perfetta buona fede e senza neanche accorgersi dell’enormità di quello che ha scritto, ha citato la scoperta di Byrd, affermando che furono scoperti circa 1.600.000 km quadrati di territorio (cioè un territorio pari a tre volte la grandezza della Francia, per intenderci). Eppure, la cosa passa nel più totale silenzio. Perché?

Il motivo di questo disinteresse è lo stesso che spiega l’accanimento che esiste da parte della gente comune verso i terrapiattisti. La maggior parte delle persone, semplicemente, non vuole saperne di prendere in considerazione le argomentazioni che potrebbero scardinare le proprie sicurezze. E quindi liquida come fuffa, deridendole, tutte le teorie che potrebbero scardinare le proprie certezze acquisite; l’ego infatti identifica se stesso con ciò che sa e con le proprie credenze, e si sente aggredito da dati e conoscenze che mettono in crisi il suo sistema di credenze.

La riprova di ciò l’ho avuta su me stesso. Stimolato alla ricerca dalla questione antartica, che mi aveva sempre affascinato, il giorno che sono andato su un sito di prenotazione per voli aerei e ho digitato “Città del Capo – Brasilia” e poi “Città del Capo – Rio de Janeiro” ecc… sono rimasto così turbato da non dormirci la notte. Questo perché, alla sola idea che la terra non sia sferica, debbo andare a rivedere e ripensare moltissime delle cose che credevo di sapere, e cade uno dei punti di riferimento delle mie conoscenze. E viene da dubitare di tutto, pure di se stessi a quel punto.

La questione della terra piatta, ma anche altre questioni legate al complottismo, mi hanno fatto capire il perché i maestri spirituali di tutti i tempi non hanno mai accennato, neanche di striscio, a problematiche di tipo complottista, terra piatta, Ufo, società segrete, ecc.

Yogananda, Steiner, Scaligero, Krishnamurti, Ramakrishna, e molti altri, non fecero mai un solo accenno a problematiche legate a poteri occulti (qualche eccezione occorre farla per Steiner, il quale però affrontò più che altro la questione spirituale). La stessa cosa vale per alcuni personaggi contemporanei che, se pure non possono definirsi maestri, sono comunque dei formatori spirituali (penso a Wayne Dyer, Neale Donald Walsch, ecc.)

Tutti quanti si sono sempre centrati sulla spiritualità, cioè sulla crescita personale, sul Sé. Eppure, per la loro intelligenza, competenza e conoscenza, sicuramente ben conoscevano queste problematiche. Yogananda, ad esempio, accenna alla massoneria solo in due righe (dimostrando di conoscerla molto bene); due sole righe in tutta la sua opera, fatta di decine di libri (per giunta quelle due righe non sono neanche sue, ma sono i ricordi del suo allievo, Swami Kriyananda).

Il motivo è da ricercarsi nel fatto che queste tematiche da una parte allontanano le persone dall’unica vera ricerca che conta, cioè quella spirituale, dall’altra possono persino portare a stati deliranti e allucinatori, che fanno vedere complotti ovunque. Cioè, invece di rafforzare il Sé, lo indeboliscono.

Per questo motivo mi convinco sempre di più che la ricerca spirituale sia l’unica strada percorribile davvero per chi vuole evolvere. Perché – per dirla con San Francesco – la conoscenza porta arroganza, ma non garantisce la felicità. A un frate che gli chiedeva se poteva tenere con sé il libro del Salmi, San Francesco rispose: “Ora vorrai il libro dei Salmi, dopo vorrai il salterio, dopo il salterio il breviario, e dopo salirai in cattedra dicendo ai novizi “portami il salterio”; concentrati invece sull’unica cosa che conta, e prega senza libro dei Salmi”. E soprattutto, aggiungo io, la vera conoscenza in realtà non si raggiunge mai, perché ci sarà sempre qualcosa che non sappiamo, per quanto possiamo studiare un argomento.

Precisazioni finali.

Per finire, vorrei precisare bene il mio pensiero, al fine di non essere frainteso. Non prendo posizione a favore della terra piatta o sferica. Non sono in grado di prendere una posizione, non essendo uno scienziato. In fondo, dormo sonni tranquilli sia che la terra sia piatta o sferica. In questo articolo mi sono limitato ad approfondire il tema che mi affascina da decenni (il mistero Antartico, e le scoperte dell’ammiraglio Byrd) e sollevare delle domande legittime. Trovo profondamente ottuso l’atteggiamento di chi non vuole accostarsi senza pregiudizi a questo problema, e altrettanto ottuso l’atteggiamento di chi cerca sempre e solo spiegazioni alternative e complottistiche.

Personalmente, ho abbandonato le teorie del complotto da un po’ di tempo, per abbracciare la teoria della stupidità. Più che complotti ovunque, vedo stupidità ovunque, e cecità. Vedo persone che non vogliono farsi domande e che temono le risposte. E il più profondo mistero dell’universo rimane la natura umana e il motivo di alcuni atteggiamenti.

Paolo Franceschetti

petalidiloto.com


Paolo Franceschetti: Avvocato. Docente. Autore di libri in materia giuridica, esoterica, spirituale.

Il mistero Antartico ultima modifica: 2018-10-08T10:18:26+00:00 da prixi
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Redattore & Responsabile Canale Video di Altrogiornale.org