Il mito del piccone

piccone

Numerose tavole sumere, come il mito di Enki e Nimah e l’Atra Hasis, narrano la storia di alcuni dèi (chiamati Annunaki) venuti dallo spazio al fine di estrarre sostanze minerarie (tra cui oro in primis) che sarebbero servite a modificare l’atmosfera del loro pianeta che si stava gradualmente rarefacendo. Il comando della missione spaziale, nonché il controllo dell’intera Mesopotamia, fu affidato al dio Enlil, mentre il comando della missione a terra al dio Enki, suo fratello, che deteneva il dominio dell’Africa.

Dopo numerose migliaia di anni, il lavoro e la fatica indussero gli IGIGI – gli Annunaki addetti alla manodopera mineraria – a minacciare una sommossa contro il dio Enlil. Il dio Enki e sua sorella Ninti (Nimah), grazie ad un processo di mutazione genetica del DNA dell’Homo Erectus, combinato con il loro, fecero evolvere l’ominide nell’Homo Sapiens-Sapiens.

Come detto, il dio Enki aveva il suo dominio nell’Abzu (le terre dell’Africa), mentre suo fratello Enlil aveva il demanio delle terre della Mesopotamia; così mentre l’Adam (che in sumero significa “il Terrestre”) creato sostituì il lavoro degli Annunaki che erano sotto l’egemonia ed il controllo del dio Enki, quelli che erano sotto il dominio di Enlil si rivoltarono ancora una volta chiedendo a viva voce che fosse dato anche a loro il LU.LU, ovvero “il mescolato”, per caricarlo del giogo del loro fardello di lavoro:

“Gli Anunnaki si avvicinarono a lui
e alzarono le mani in segno di saluto,
placando il cuore di Enlil con le loro preghiere.
Chiedevano di avere quelli dalla testa nera.
E a quelli dalla testa nera
diedero in mano il piccone.”

Gli Annunaki reclamarono “quelli della testa nera” (l’Adam) a cui dare il piccone, così il dio Enlil si recò da suo fratello Enki per prelevare l’Adam e portarlo nell’E.DIN (una zona in Mesopotamia ubicata tra il Tigri e l’Eufrate). A questo punto Enki fece uno “scherzetto” a suo fratello, non limitandosi ad una semplice clonazione, ma dando all’uomo, inizialmente sterile, la possibilità di procreare attraverso una nuova manipolazione genetica.

Enlil, accortosi dello scherzetto di suo fratello, lo fece arrestare (come si evince da antichissime raffigurazione che ritraggono l’arresto del dio Enki); mentre gli uomini iniziarono a proliferare recando disturbo con il loro trambusto al sonno del dio Enlil, che decise così di scacciarli dall’E.DIN.

Il parallelo con la Bibbia

Il racconto biblico riprende la narrazione sumera dal momento in cui Enlil si reca in Africa per prelevare alcuni Adam da portare nel suo giardino-base dell’E.DIN, o, come si legge dal secondo capitolo della Genesi, “Yahweh piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’Adamo che aveva plasmato” (Gn. 2: 8).

Da notare che a creare l’uomo, secondo la Bibbia, furono gli Elohim, sostantivo ebraico che indica il plurale della parola “dio”, mentre a collocare l’Adamo (additato con l’articolo determinativo, ad indicare che non fu prelevato un uomo, ma un gruppo omogeneo di persone) nell’E.DEN è un solo dio: Yahweh, che in questo caso veste i panni di Enlil.

Enki e Ninti, spiega l’Atra Hasis, non diedero all’uomo la facoltà di procreare, li crearono, cioè, sterili, permettendone la riproduzione solo ed esclusivamente tramite processi di “clonazione”.

Ci spiega la Bibbia: “Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, ma non provavano vergogna.” (Genesi 2: 25).

Come si evince da numerosi bassorilievi sumeri, gli Adam, la nuova razza creata dagli Annunaki in laboratorio, erano raffigurati nudi mentre erano al servizio dei loro dèi – i quali erano invece coperti da indumenti! -; così come vagavano nudi Adamo e sua moglie nei testi biblici, perché, spiega sempre l’Atra Hasis, inizialmente i LU.LU (i “mescolati”, ovvero gli Adam) erano stati concepiti senza la sessualità, e dunque senza la cognizione sessuale. La Bibbia continua la narrazione col racconto del “mito” del peccato originale, dove Adamo ed Eva, ammaliati dal serpente tentatore (che sarà poi identificato con Satana), mangiano il frutto dell’albero proibito e…

Genesi 3: 7Allora si apersero gli occhi ad ambedue, ed essendosi accorti d’esser nudi, cucirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture.

…si rendono conto della propria nudità, prendendo coscienza della propria condizione sessuale! Ma continuiamo il parallelo con il mito sumero: Come abbiamo detto, secondo l’Atra Hasis Enki gioca un “tiro mancino” al fratello-rivale Enki, modificando “l’essenza” dell’Adam e rendendolo, da sterile quale era, fecondo e propenso alla riproduzione sessuale; e abbiamo inoltre sempre visto che, nel secondo capitolo della Genesi, Yahweh viene identificato con il dio Enlil, l’avversario di Enki, quando pone l’uomo nel giardino dell’E.DEN.

In ebraico la parola “avversario” si rende con il sostantivo “Šaytān”; ed essendo Yahweh nella Bibbia identificato con Enlil, risulta evidente che Enki viene identificato con il “Šaytān” (avversario) di Dio; lo stesso Enki che, come è testimoniato dall’immagine qui riportata, veniva rappresentato nella raffigurazioni sumere a forma di serpente e che trasmise all’uomo la conoscenza sessuale; e che, infine, indusse nella Bibbia Adamo ed Eva a mangiare dall’albero della “conoscenza” (sessuale).

Il mito è svelato: nella Bibbia Adamo ed Eva erano nudi “ma non provavano vergogna” perché originariamente “l’Adam” era stato creato, come riporta sempre l’Atra Hasis, senza la capacità di riproduzione sessuale; tuttavia Enki, che nella Bibbia è metaforicamente rappresentato in forma di serpente, e che era il Saytan, ovvero l’avversario, di Yahweh/Enlil, attraverso una modificazione genetica, gli dà la conoscenza sessuale; ovvero, direbbe la Bibbia, li tenta a mangiare dall’albero della conoscenza del bene e del male, trasmettendogli la conoscenza sessuale. Dopodiché Dio (Enlil), accortosi dello “scherzetto” giocato da suo fratello Enki, scaccia l’Adam, ovvero il terrestre, dal GAN E.DIN, facendo arrestare suo fratello Enki.

Nelle nostre ricerche lasciamo le conclusioni sulla veridicità della venuta di esseri extraterrestri, e quindi dei miti e delle leggende sumere, al lettore; e ancora una volta con le nostre ricerche portiamo l’ennesima prova di come l’Antico Testamento sia un plagio di tali leggende sumero-accadiche, traslitterate nella Bibbia attraverso simbolismi e metafore varie.

Nel prossimo volume della trilogia sveleremo il nuovo Testamento dando prova di come furono costruiti nel corso dell’evoluzione teologica ebraica i fantastici quanto inesistenti e immaginari personaggi biblici neotestamentari, dimostrando chi erano nella realtà i rivoluzionari esseno-zeloti con i quali costruirono il mito dell’ultimo Sotèr Gesù.

di Alessio e Alessandro De Angelis

Il mito del piccone ultima modifica: 2011-09-10T06:10:51+00:00 da Pasquale Galasso
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Pasquale Galasso

Pasquale Galasso, editore di Altrogiornale.org – Conoscere non è avere l’informazione.