Il punto di non ritorno

Il peggio è già accaduto. (M. Heidegger)

Quasi ogni giorno gli aerei chimici riversano tonnellate di veleni in tutta la biosfera. Ciò avviene da alcuni decenni. Quali sono le ripercussioni di questa “metodica distruzione della Terra”? Le conseguenze sono evidenti: moria delle api, di molte specie dell'avifauna, degli anfibi, danni alla vegetazione, alle colture, inquinamento delle falde acquifere e delle sorgenti, dei suoli agricoli, dell'aria. Respiriamo veleni, beviamo veleni, ingeriamo veleni con gli alimenti, quotidianamente.

Molti si sono accorti che le mosche che ronzavano nelle afose giornate estive sono scomparse: anche le rondini, i balestrucci, i rondoni e tutti gli altri volatili che si nutrono di insetti e che con gli insetti nutrono i nidiacei, si stanno estinguendo. Gli stessi passeri, un tempo numerosi in città, sono diminuiti in modo drastico. Uccisi zanzare e mosche con l'etilene dibromuro (o dibromide), l'intera catena ecologica ne ha risentito: i pipistrelli, le rane, le vespe, i grilli, le cicale, le lucciole, le falene sono ormai sull'orlo dell'estinzione. Se ci si reca in campagna in una notte estiva, si resta raggelati dal silenzio spettrale che regna, appena spezzato da qualche lontano frinire.

Intanto tra la popolazione la percentuale dei tumori, dei linfomi non Hodgkin, delle leucemie… è in aumento. Le malattie neurodegenerative sono sempre più diffuse e l'età di insorgenza si abbassa. Spore fungine, virus e batteri, sparsi con gli aerei della morte, stanno determinando un incremento di patologie di ogni tipo nelle varie fasce d’età.

E' una galleria degli orrori: l'ozonosfera è stata strappata, la magnetosfera danneggiata, gli ambienti tutti sono contaminati. Se alle scie tossiche, aggiungiamo le scorie delle centrali nucleari, le nanoparticelle degli inceneritori, i composti inquinanti che provengono dalle discariche, dalle attività industriali e dal traffico veicolare (vedi il cancerogeno benzene, usato come additivo nella benzina “verde”) etc., ci accorgiamo che siamo vicini ormai al collasso.

Varie attività di geo-ingegneria oceanica, pur essendosi rivelate fallimentari (in teoria, avrebbero dovuto diminuire la quantità di biossido di carbonio, favorendo la proliferazione di alghe, attraverso lo spargimento di ferro nell'idrosfera), continuano. Ormai sono pochissime e dall'estensione limitata le aree del pianeta quasi incontaminate: a ritmi incalzanti, le foreste pluviali ed altri biomi sono aggrediti, incendiati, inquinati.

Le piogge che cadono sono piene di elementi e composti nocivi e trasformano la terra in una landa sterile. Sovente sono precipitazioni acide contenenti biossido di zolfo: danneggiano l’agricoltura e corrodono i monumenti. Altre zone sono state desertificate, impedendo le precipitazioni. Le temperature salgono, a causa delle manipolazioni climatiche. Le correnti atmosferiche portano i veleni in ogni dove: non esistono confini. Micidiali onde elettromagnetiche, sormontando ogni barriera, sommergono anche gli angoli più sperduti.

Il settore primario, quello da cui dipende il sostentamento, presto cederà con un calo sia nella produzione sia nella produttività. Si creerà un effetto domino che porterà ad una crisi alimentare senza precedenti ed al dissesto nell'erogazione dei servizi.

Qualsiasi intervento per tentare di ripristinare i fragili equilibri ambientali, di fronte a questo pesante attacco alla flora, alla fauna ed all'umanità, è votato al fallimento: è come togliere, con un bicchiere, l'acqua da un'imbarcazione che sta rapidamente affondando. Né la marginale agricoltura biologica né la ridicola produzione di energie rinnovabili né qualche movimento per la protezione degli ecosistemi potranno invertire o solo correggere la rotta. Questo accade perché le istituzioni sono corrotte ed a causa della massa decerebrata che, con le sue scelte eterodirette, imprime il moto all’infernale macchina degli eventi, destinati a precipitare in una serie di catastrofi di proporzioni planetarie. Naturalmente i primi a subire le conseguenze deleterie del crollo saranno i sostenitori del sistema, sia quelli consapevoli sia gli ignari.

La crisi, benché abbia origini artificiali, essendo stata orchestrata dalle élites, ha effetti molto reali, tangibili e, con il passare del tempo, le sue manifestazioni sociali, economiche e politiche si aggraveranno fino a deflagrare in modo distruttivo.

Il pericolo di pandemie, i cui virus possono esseri diffusi con gli aerei, la militarizzazione della società, la distruzione delle residue libertà, sostituite dalla licenza, completano il quadro sin qui tratteggiato sicché è comprensibile, se non si riesce a presagire nulla di buono per l'immediato futuro.

Dopo, forse…

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Il punto di non ritorno ultima modifica: 2009-08-09T09:22:32+00:00 da zret
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