In Memoria di John Mack

Il Giornale Online
“Forse è la creazione di una nuova razza”
ARTICOLI RIFLESSIONI E INFORMAZIONI IN
SEGUITO ALLA SCOMPARSA DEL GRANDE
RICERCATORE AMERICANO.

28 Settembre 2004

E' morto John Mack:

Questa è un'informazione preliminare; si sta approntando una dichiarazione da parte della famiglia. In questo momento, con enorme dolore, confermiamo notizia della morte del dottor John Mack, avvenuta nella città di Londra, Inghilterra.Il Dr.Mack era uno dei relatori della conferenza su Lawrence d'Arabia presso il T.E.Lawrence Society Symposium di Oxford. Il Dr.Mack nel 1977 aveva ricevuto un Premio Pulitzer per la sua biografia sul Colonnello T.E. Lawrence.

La conferenza del Dr.Mack nel pomeriggio era stata salutata entusiasticamente dai convenuti quindi gli era stata fatta richiesta di un secondo intervento serale, che si è svolto regolarmente. Immediatamente dopo è andato a cena con degli amici. Facendo rientro nell'abitazione presso la quale stava soggiornando a Londra, mentre percorreva a piedi la Totteridge Road, è stato investito da un veicolo alla cui guida apparentemente si trovava un conducente ubriaco.

Il Dr.Mack si trovava sulle strisce pedonali. Il Dr.Mack. stando a quanto dichiarato dalla Polizia di Londra è spirato sul posto e si ritiene che sia morto sul colpo. Questa notizia verrà aggiornata al più presto e verrà sostituita da una dichiarazione della famiglia del Dr.Mack non appena possibile. Si prega di consultare il sito web del John Mack Institute: www.johnemackinstitute.org.

Il sito da cui abbiamo appreso questa tremenda notizia è : www.centerchange.org , attraverso la mailing list di UFOUPDATES/Toronto.
In memoria di John Mack
di Maurizio Baiata

La scorsa notte, di ritorno da una pizza con Massimo Fratini, nostro Direttore Responsabile e la sua gentile compagna Antonietta, accendo il computer e come sempre vado sulle e-mail e scorro i messaggi. Sono le 23.00, uno della lista UFOUpdates mi incuriosisce, dice qualcosa di John Mack. Il mittente non mi è noto (migliaia sono gli utenti di questa lista canadese) e il testo dice “forse potete essermi d’aiuto, forse sapete dirmi qualcosa, da un paio di ore sto ricevendo notizie dall’Inghilterra che dicono che il professor John Mack sarebbe stato vittima di un incidente stradale, qualcuno può confermare questa cosa?”

Io lo prendo come uno scherzo. A volte capita in questa lista che qualcuno si lanci in filippiche ed iperboli, inventandosi cose del genere, era successo poco tempo fa con il giornalista Philip Klass che era stato dato per morto e, poi era invece vivo e vegeto e se l’è presa a ridere”. Dico fra me e me, è uno scherzo, passano due minuti, arriva un altro post da UFOUpdates, da un diverso mittente che pone lo stesso interrogativo e sottolinea che è possibile andare sul sito di Mack per avere le ultime notizie. Ci vado. Vi si legge l’annuncio che, da ieri notte, tradotto letteralmente, appare in apertura di questa nostra Home Page. Non ci si può credere. Sembra incredibile che un uomo come Mack sia finito sotto le ruote di una macchina guidata da un autista ubriaco, nella serata londinese, in una via dal nome strano, come le vie londinesi alle quali è difficile dare una collocazione geografica.

Il centro di Londra è fatto di vie grandi e piccole, illuminate e meno illuminate, Mack percorreva la strada da solo, dopo una conferenza su Lawrence d’Arabia. Torno sull’annuncio del sito del professore. E’ tutto vero. E’ tutto terribilmente vero. Lancio la notizia via sms ad una decina di persone, con le quali qui mi scuso per il linguaggio usato, forse apparso freddo, ma erano solo poche parole. Poi al computer mi dico, devi scrivere qualcosa. Da trenta’anni circa faccio il mestiere di giornalista. Mi è capitato di scrivere di tutto, come cronista, critico musicale, ufologo. Quando ti mandano per un “incarico”, anche il più scomodo, ci devi andare, può anche trattarsi di interviste, metti, a due genitori che hanno perso un figlio di 20 anni caduto durante un volo di esercitazione militare. Era una coppia di italo americani. Mi ricevono nella loro villetta in New Jersey, nel verde, aiuole fiorite, dipinta di blu. Sono seduti nel salotto.

La mamma ha in mano una foto di Joe, un ragazzone in uniforme dell’Aeronautica. E’ caduto compiendo il suo dovere, mi dice il papà, trattenendo a fatica le lacrime. La mamma continua a singhiozzare “perché”. Joe è rimasto vittima di un incidente aereo, durante una missione. Chi mi ridà ora mio figlio? Perché, Perché. Poi ti capitano altre cose brutte da raccontare, mentre sei a New York ti passano davanti i “viaggi della speranza” e i malati che vengono qui per cercare di farsi curare, operare, guarire. Alcune storie si concludono bene. Altre no.

Ma quando te ne torni a casa, dopo una serata simpatica con un collega e amico, e apri il computer e leggi che John Mack è morto, il mondo ti cade addosso, ti vengono le lacrime, ti viene la paura, ti viene lo scoraggiamento, la solitudine. Pensi a quell’uomo alto, dinoccolato, che con la sua bella faccia intensa sta piegato su un foglio di carta con degli appunti in mano, sotto il sole di San Marino, sulla balaustra del Teatro Turismo, circondato da persone. Paola Harris mi presenta, dice: “John, questo è Maurizio Baiata, un giornalista, che ti vorrebbe parlare”. Paola è gentile, non lavora più con me, ma sa che ci terrei a scambiare quattro parole con il professore. Non ce ne fu la possibilità. Solo una stretta di mano.

Quella volta andò così. E non c’è stata altra occasione per incontrarlo. Nel breve di un dialogo fugace, fatto di domande e risposte, il più delle volte non si riesce a cogliere l’uomo, lo spirito della persona che hai davanti. Poi ti tocca restituirne un’immagine diafana ai lettori. John Mack è stato il professore docente di psichiatria che ha sfidato la sua università, Harvard, affermando che il fenomeno delle abductions è reale, che le persone non sono allucinate, che vanno aiutate, non derise. Mack ha fatto migliaia di chilometri per parlarne alla gente, ha scritto dei libri, ha accettato di farsi riprendere gratuitamente in decine di interviste filmate, e aveva quel “tocco di classe” che altri non hanno.

In un video Mack comincia così: “Vede, vorrei porre lei in questa situazione: immagini di essere lei la persona che vive questa esperienza…”. Si fa così, il vero ricercatore si immedesima, non deve essere staccato da quello che studia o che fa o che dice, il vero ricercatore lotta per la raggiungere la verità sino alla fine. Sa che lo possono fermare. Ma va avanti lo stesso.

La terribile eredità di John Mack
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Corrado Malanga sulla scomparsa del grande ricercatore americano,
avvenuta a Londra in circostanze ancora da chiarire

di Corrado Malanga

E' doveroso da parte nostra scrivere due righe sulla morte di Mack anche in questo contesto. Mack è l'unico tra gli importanti ricercatori nel campo delle abduction che io personalmente non abbia mai conosciuto. Tutte le volte che è venuto in Italia è stato fagocitato dagli esponenti del CUN che lo hanno utilizzato per meri scopi di immagine. Nessuno infatti al di fuori di noi poteva comprendere il tremendo fardello che quest'uomo si portata da anni sulle spalle. Si pensa sempre che sia l'addotto a dover soffrire le pene dell'inferno nel cercare di capire cosa gli stia succedendo, ma in realtà c'è una parte molto grossa di totale sofferenza che prende al collo l'investigatore e che deve essere redistribuita e reinterpretata dallo stesso investigatore, per evitare che, questi, impazzisca in breve tempo.

Ho visto l'ultima volta Mack in un filmato assieme ad Hopkins, mentre stavano effettuando un’ipnosi su una donna di nazionalità turca, l'anno scorso. Mack faceva migliaia di chilometri per portare da un lato il suo contributo al problema delle abductiona, ma anche per fare qualcosa di tangibile lavorando con i soggetti che gli si erano affidati.

Mack in barba a tutte le forze politiche dell'università americana ha formalmente dichiarato al mondo che le abduction sono un fenomeno reale che può essere esaminato utilizzando lo strumento dell'ipnosi regressiva. Mack veniva da una posizione di scetticismo ma, dopo i primi colloqui con Hopkins, cambiò idea e studiò circa sessantanove casi, di cui una ventina sono riportati nel suo primo libro.

Mack aveva involontariamente fatto una cosa che neanche Hopkins aveva fatto prima, aveva detto dall'alto della sua cattedra di psichiatria che le cose stavano in un certo modo. Già lo avevano detto Hopkins ed altri, ma un conto è far dire queste cose da uno qualsiasi (Hopkins fa il pittore) ed un altro peso è dato dal professore universitario. Mack fa cadere l'università nella brace bollente. Avrà gli attacchi del mondo accademico e del CISCOP, il CICAP americano da cui Piero Angela ed i suoi scagnozzi scimmiottano le mosse.

Era stato sbeffeggiato a tal punto che gli avevano conferito anche il premio IG-nobel. Tale premio era però stato affibbiato anche agli altri principali esponenti del mondo accademico americano che si interessavano di abduction. L'atteggiamento di Mack verso il fenomeno abduction è stato di tipo ottimista, dove gli alieni fanno qualcosa all'uomo, probabilmente non solo per loro esigenze, ma anche per elevare lo spirito dell'uomo stesso a livelli migliori. In fondo era un ottimista coraggioso e non certo un carrierista come qualche altro suo collega all'università. Ultimamente ci era apparso più stanco del solito e molto invecchiato sotto il peso di responsabilità che alla lunga stroncherebbero chiunque.

Sicuramente dopo l'uscita del suo primo libro sul fenomeno delle abduction ha dovuto subire forti pressioni dal mondo accademico e, noi, che ci viviamo dentro queste cose, sappiamo quanto possa essere penoso per alcuni essere ghettizzati nel proprio lavoro. Con la morte di Mack crediamo di poter dire che una fase storica sullo studio delle abduction termina e ne inizia un'altra che ci porterà non so dove, ma sicuramente molto lontano dalle posizioni fino ad ora raggiunte.

Hopkins sembra che si cominci a spostare su posizioni animiche rispetto a quelle meccanicistche del fenomeno abduction.
Tutto fa pensare che uscire da questo problema per l'umanità potrebbe non essere affato scontato. Da questo punto di vista, pur non condividendo le posizioni di Mack, dobbiamo ammettere che abbia comunque ricoperto un posto che Max Weber non avrebbe difficoltà a definire dell'Eroe e non certo del Martire, anche se, ad onor del vero, la storia dell'incidente stradale potrebbe non essere così come viene raccontata.

Mack ci lasca un’eredità terribile con la coscienza di sapere che siamo sempre di meno a lavorare nella sua direzione.
Speriamo che il suo lavoro non debba essere stato inutile a causa della presenza del potere occulto, dei militari e dei centri ufologici collusi con lo “stato de facto”, che in questi anni, hanno strumentalizzato Mack fino all'ultimo giorno, salvo poi, parlarne male di nascosto, nei corridoi dell'ufologia, anche italiana.

L’Opera di John Mack
(Compendio a cura di Clayton O. Montez, Atlantic University.)
“Le abductions sono reali”, dichiara il vincitore del Premio Pulitzer, Psichiatra dell’Università di Harvard, John E.Mack. Dopo aver udito decine di storie da tutto il mondo, di creature extraterrestri che prelevano uomini, donne e bambini, contro la loro volontà e le trasportano su raggi di luce attraverso i muri e le finestre a bordo di strani velivoli, il Dr.Mack propone un’illuminante ipotesi: “Gli alieni stanno conducendo un programma intergalattico di genetica, combinato ad un fraterno avvertimento del tremendo incombente nostro destino, se la Terra non abbandona la strada della guerra, e quella del disastro ambientale”.

In “Abduction: Human Encounters with Aliens (Scribners), il Dr. Mack presenta tredici casi studiati, che riflettono il suo lavoro con oltre cento persone di varie età e condizione sociale, dai bambini di tre anni a figure politiche di spicco. La maggioranza di queste persone non ha storia di disagi mentali, né alcolismo, o abuso di sostanze che possano compromettere i loro racconti.

La singolare natura delle loro esperienze condusse Mack all’inquietante conclusione che gli incontri con gli alieni accadevano in una realtà differente, al di fuori della nostra consapevolezza umana. E’ questo peculiare territorio, il regno degli incontri, che rende così difficile per l’osservatore esterno accettare la realtà dei resoconti di rapimento. E’ questa stessa peculiarità che conferisce a tali storie un potere mitico che cambia la nostra visione del mondo.

Non c’è alcuna prova che spieghi gli innumerevoli ricordi di episodi traumatici come rapimenti, operazioni mediche, vuoti temporali, ed incontri sessuali. In ogni caso, queste esperienze di contatto alieno hanno un impatto più potente, rispetto al mondo fisico a noi familiare. Gli addotti sono definitivamente lasciati con sentimenti profondamente turbati, che alterano radicalmente la percezione del loro essere, del mondo, e della posizione che essi vi occupano.

Molti soggetti, incapaci di trovare sollievo nella psicoterapia convenzionale, hanno provato il nuovo trattamento proposto dal Dr.Mack. Egli li aiuta a far fronte alle loro esperienze attraverso una sintesi di “pratica respiratoria olotropica” una forma di respirazione logica che il Dr. Stanislaus Grof ha sviluppato in un sostituto della terapia psichedelica e dell’ipnosi, combinato con l’applicazione di tecniche di regressione. Questi metodi vengono impiegati comunemente su individui esposti ad un’ampia varietà di manifestazioni paranormali, incluse le esperienze di pre-morte ed altri fenomeni psichici, mistici o spirituali. Sospettando che il fenomeno delle abductions si adatti alle categorie citate, il Dr.Mack introduce uno stile di terapia per stimolare ciò che egli chiama una “comprensione co-creativa fra il terapista ed il paziente”. Egli entra nello spazio psichico dell’addotto per aiutare la persona a comprendere e metabolizzare (a)gli eventi che le sono accaduti.

L’informazione ottenuta in queste sessioni indica che i rapimenti hanno avuto luogo in un’altra dimensione della realtà che è inaccessibile ad un processo puramente cognitivo. Se gli incontri tra alieni ed umani avvengono in uno stato alterato di coscienza, sostiene il Dr.Mack, non è credibile che il racconto del testimone rifletta semplicemente il ricordo di un elemento della sua coscienza.

Il Dr.Mack sostiene che l’interazione di sentimenti e di intuizioni tra il paziente e l’investigatore produce una migliore comprensione verso la connessione aliena e che, per valutare l’esperienza, le emozioni sono essenziali per creare una “percezione evoluta”. Attraverso il disinteressato supporto del Dr.Mack, alcuni pazienti trovano beneficio nello scoprire l’ineffabile potere e bellezza di una realtà espansa, non spiegata dai concetti umani di spazio e tempo. Altri sono devastati, quando devono accettare i ricordi di queste esperienze come veri accadimenti.

Secondo le recenti polemiche sui falsi ricordi indotti dai terapisti, la procedura interattiva del Dr.Mack rende i bizzarri racconti di rapimento alieno un facile obiettivo per gli scettici, se non suscettibili persino di ridicolo. Secondo i suoi detrattori, Mack abusa delle tecniche di ipnosi, plasmando i ricordi dei suoi soggetti per associarli alla propria visione di un futuro intergalattico. L’idea di Mack secondo la quale il fenomeno UFO riflette una più vasta che supera la spiegazione scientifica “razionale”, lascia intendere che egli voglia abusare della credulità dei suoi clienti.

All’occorrenza, il Dr.Mack è stato accusato di dire ad un paziente, “se tu pensi che gli alieni siano malvagi, smetti di pensarlo, fin quando non capirai che sono benevoli ”. L’esperto in ipnosi e psichiatra Richard Ofshe dell’Università Californiana di Berkeley, ammonisce: “Se tu convinci qualcuno che è stato brutalizzato e rapito, e lo incoraggi a sperimentare appieno le emozioni appropriate all’evento, ma l’evento in realtà non è mai accaduto, avrai condotto questa persona in un’esperienza dolorosa totalmente gratuita”.

Replicando ai detrattori di Mack, I suoi sostenitori ricordano che un sondaggio Roper del 1991 riscontrò che quattro milioni di persone avevano avuto almeno qualche esperienza collegata alle abductions. “Fino alla entrata in scena di John (Mack) – afferma la ricercatrice Caroline McLeod – il tema non ha avuto sufficiente credibilità tale da giustificare indagini metodologiche”. I clienti del Dr.Mack ammettono che i suoi metodi non rivelano accadimenti estranei al mondo fisico, ma colpisce la ricchezza di similitudini fra i ricordi riportati delle esperienze che vengono condivise, suggerendo che esiste un altro mondo, al di là del mondo fisico che influenza le vite umane.

“Abbiamo perduto le facoltà di conoscere altre realtà,” dice il Dr.Mack, “il fenomeno abduction viola il credo centrale della nostra cultura, in cui c’è una totale separazione tra lo spirito ed il mondo fisico”. Gli extraterrestri esistono verosimilmente in entrambi i mondi, in dimensioni che gli umani sono incapaci di percepire senza un aiuto. Il mistero permane, perché molti protagonisti di abduction rimangono nell’ansietà, con incubi, lesioni fisiche, dolori di testa e altri malanni, inspiegabili se non attraverso lo studio delle vicende di incontro alieno, come emergono dall’ipnosi.

In un storico caso, l’aver scoperto mediante l’ipnosi un nucleo di memorie represse relative ad un trauma da abduction, consentì ad una donna di ristabilire un’intima relazione nel suo matrimonio in crisi. La seduta rivelò che la donna era stata effettivamente sottoposta a procedure intrusive di riproduzione a bordo di un velivolo alieno. L’incidente, simile ad un rapimento, era stato sepolto profondamente nella sua psiche, e aveva ostruito il contatto fisico con suo marito, fin quando il Dr. Mack la aiutò nel tracciare la distinzione tra gli aspetti fisici dell’intimità umana e la sessualità indotta dal trauma alieno. Il Dr.Mack ha prodotto anche prove che indicano come questi incontri siano stati all’origine di guarigioni da problemi fisici, dalla cura della leucemia al recupero dalla paralisi. Altri pazienti ricordarono esistenze passate ed osservarono una continuità nella crescita personale con l’assistenza di creature aliene nel corso delle varie esistenze.

Le esperienze di abduction, dice il Dr.Mack, a volte appaiono crudeli, ma sono assolutamente attive sul piano della trasformazione spirituale. La maggioranza degli individui che hanno sofferto di rapimento alieno ne sono usciti terrorizzati dal sentirsi indifesi di fronte all’invasiva procedura inflitta sui loro corpi. Lo stress susseguente a tali episodi da incubo, crea isolamento nella famiglia e con gli amici. L’addotto teme che le esperienze possano accadere ai propri amici e ai propri figli.

“Non ci è stato di alcun sollievo vivere nel nostro inesorabile melodramma di un altro mondo” Malgrado tutto, contro pur schiaccianti probabilità sfavorevoli, molti addotti sentono che queste crisi si traducono in un processo di cambiamento della vita che ha profondi valori e grande importanza. Basandosi sulle testimonianze dei suoi pazienti, il Dr.Mack considera l’addotto UFO come un modello alternativo per lo sviluppo evolutivo della coscienza. Mack ritiene che un fenomeno così potente e destabilizzante come le abductions, provochi una frattura nelle barriere concettuali della presunzione umana, nelle difese psicologiche, o nei punti di vista inamovibili, rendendo il soggetto capace di trascendere la sua limitata percezione della vita.

Come pionieri in un viaggio eroico, gli addotti sopportano il loro terrore di distruzione dell’ego ed espandono la loro consapevolezza verso dimensioni sconosciute del cosmo e della psiche umana. “Con Il dischiudersi della coscienza a nuovi domini dell’essere – scrive il Dr.Mack – gli addotti incontrano modelli e progetti di vita che li portano verso un profondo senso di interconnessione nel futuro.”

Questo può ricompensarli delle sofferenze che patiscono, come involontari profeti della rivelazione di questo nuovo millennio.
(Compendio a cura di Clayton O. Montez, Atlantic University.)
Fonte: The Creative Spirit Network – http://www.creativespirit.net/learners/bookdigests/abductee.bok.htm – http://www.dnamagazine.it/creazione_mack.html

In Memoria di John Mack ultima modifica: 2007-12-15T15:16:35+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)