Ingo Swann, l'uomo che rese possibile l'impossibile

Il Giornale Online
di [link=http://ilblogdilaviniapallotta.myblog.it]Lavinia Pallotta[/link]

E' recente la notizia della scomparsa di Ingo Swann, il remote viewer statunitense che, assiema al fisico Harold Puthoff, diede avvio al primo progetto di visione a distanza per il governo americano (sostenuto dalla CIA), aprendo la strada a uno studio straordinario e pionieristico sulle potenzialità della mente umana. Chi è stato Ingo Swann e cosa ha fatto lo scrissi anni fa in un articolo intitolato Gli Enigma Files, pubblicato sulla rivista Area 51 nel novembre 2006. Per ricordare questo grande protagonista e chi lavorò con lui, ripropongo qui il mio modesto ma spero interessante lavoro. Buona lettura…

Gli Enigma Files

La remote viewing, o visione a distanza, è stato uno dei progetti top secret finanziati dall’intelligence USA su cui oggi abbiamo la maggiore quantità di documentazione ufficiale, grazie al FOIA, e il maggior numero di testimonianze da parte dei protagonisti, civili, scienziati e militari. Considerata la validità delle prove a favore dei risultati stupefacenti ottenuti nel corso di un quarto di secolo, e la fama indiscussa degli scienziati che portarono avanti questi progetti, chi ha interesse a negare le potenzialità della mente umana per ottusità o partito preso, preferisce generalmente fingere che i remote viewer non esistano. I fatti, invece, raccontano un’altra storia, che ha il suo inizio nei primissimi anni ’70, in piena guerra fredda, quando un artista di New York laureato in biologia, dal nome insolito di Ingo Swan (cambiato poi in Swann) cercò e ottenne la collaborazione di un brillante fisico dello Stanford Research Institute (SRI), California, Harold E. Puthoff per un progetto pionieristico e improbabile da lui denominato per la prima volta remote viewing (RV), e destinato a diventare leggenda.

Dotato di capacità psichiche fuori dal comune sin dall’infanzia e perfezionate nel tempo, all’inizio della sua collaborazione con Puthoff, Swann è in grado di visualizzare qualsiasi località e descriverla nei particolari, con il semplice ausilio delle coordinate di latitudine e longitudine. Nonostante gli alti e bassi (la remote viewing è soggetta ad errore, per ammissione stessa di chi l’ha praticata) i risultati erano tanto interessanti da solleticare l’interesse della CIA, allora preoccupata dei presunti progressi dell’Unione Sovietica, in questo stesso campo. Il curriculum scientifico e il precedente impiego di Puthoff presso la US Naval Intelligence e l’ NSA (National Security Agency) conferivano valore scientifico e riservatezza a studi che l’establishment accademico rifiutava, salvo poche eccezioni, e che dal 1972 continueranno in forma classificata, sotto l’egida della CIA, con il Progetto SCANATE, sostituita poi, nel 1976 dal US Army’s Intelligence and Security Command (INSCOM). Seguiranno il Project GRILL FLAME, il CENTER LANE, il SUN STREAK ed in fine il progetto STARGATE. Come lo stesso Puthoff ha dichiarato in un rapporto ufficiale, gli studi di RV sembrano fornire prove inequivocabili della capacità umana di accedere ad eventi remoti nel tempo e nello spazio, per quanto con risultati alterni e secondo processi cognitivi ancora sconosciuti (1).

Capacità che permettevano di esplorare ogni remoto angolo del pianeta e, incredibilmente, anche del cosmo: Ingo Swann entrerà nella storia per avere, nel marzo del 1973 descritto in anticipo, rispetto ai dati del Pioneer 10 (1973) e soprattutto del Voyager 1 e 2 nel 1979, le caratteristiche di Giove e per aver anticipato, nel 1974, i dati inviati dal Mariner 10 nell’esplorazione di Mercurio. Swann riuscirà a vedere gli anelli di Giove e a descrivere le particolarità di Mercurio, del tutto in contrasto con quanto si riteneva possibile allora, come la presenza di atmosfera, di un campo magnetico e una ionosfera. Le sonde spaziali gli renderanno giustizia e la RV si guadagnerà credibilità negli ambienti militari, che la sfrutteranno con fini di spionaggio psichico.

Questa la parte ufficiale, che a denti stretti l’intelligence ha dovuto confermare e verificabile da chiunque. Altre informazioni hanno contraddistinto il racconto autobiografico dei RV coinvolti in questi progetti, e Swann non ha fatto eccezione. Si tratta di informazioni che dal mondo classificato del top-secret ci conducono a quello ancor più oscuro ed ambiguo dei cosiddetti black projects riguardanti, in questo caso, la vita extraterrestre. Forte dei recenti successi, racconta Swann nel libro “Penetration”, nel 1975 riceve una telefonata da un alto funzionario di Washington DC di sua conoscenza che gli domanda segretezza e collaborazione per qualcosa di molto importante. Nulla gli viene spiegato, solo che un uomo di nome “Axelrod” si sarebbe messo in contatto con lui se avesse accettato. Swann, naturalmente, accetta e incontra il misterioso Axelrod, che il sensitivo descrive come un “un sorridente tipo da jolly” e i suoi due taciturni e “letali” uomini fidati.
Ha inizio una collaborazione verso la quale Swann prova sentimenti contrastanti: la curiosità e l’ottima paga offertagli non bastano a compensare il senso di frustrazione e di inquietudine che tanta segretezza gli arreca. Non sa chi siano quegli uomini, per chi lavorino e le sue domande restano tali. Persino ciò che scoprirà durante il compito affidatogli lo sconvolge: deve esplorare psichicamente il lato oscuro della Luna e Swann incredulo, ripete più volte l’esperimento, convinto di essersi sbagliato. Sulla luna, infatti, il RV vede delle enormi strutture artificiali, torri, diffuse luci verdastre, segni simili a quelli dei trattori sul terreno e, dulcis in fundo, alieni dall’apparenza umana che ci lavorano. Nulla sapeva degli studi di George Leonard, che solo in seguito pubblicherà il suo discusso libro “Somebody Else Is On The Moon”(1977), e nel quale, afferma Swann, troverà informazioni coerenti con quanto da lui visualizzato quella volta. Non solo teorie farneticanti dunque, quelle di Leonard, secondo cui sulla nostra luna esisterebbero da tempo strutture artificiali fotografate e nascoste dalla NASA, opera di una civiltà extraterrestre impegnati in una laboriosa opera di colonizzazione? Secondo Swann gli agenti occulti con i quali collaborò ne erano già consapevoli e cercavano conferme, convinti, secondo quanto aveva potuto intuire, che gli alieni non fossero amichevoli e la situazione incontrollabile.

Altri due eventi lo convinceranno della presenza extraterrestre in mezzo a noi: nel ’76 quello che Swann descrive come l’Incontro in un supermercato di Los Angeles con una donna bellissima pedinata dai due uomini di Axelrod. E’ un attimo, lui le si avvicina mentre fa la spesa (niente black ops questa volta) e la sensazione “elettrificante” della sua diversità gliene segnala la natura aliena. Aliena e, secondo quanto rivelatogli da Axelrod, molto pericolosa…doveva stare in guardia, i remote viewer erano considerati un pericolo e se avesse incontrato nuovamente quella donna, con convincente indifferenza, avrebbe dovuto tagliare la corda! L’ultimo incontro con Axelrod e il suo mondo occulto avviene, racconta Swann, nel 1977, occasione in cui per poco non perde la vita. Finalmente Swann ha la possibilità di osservare un UFO da vicino, vederlo prendere forma pian piano dal nulla: prima una nebbia sottile, poi sempre più densa fino a diventare una sorta di luce al neon bluastra e poi di un acceso color porpora. Si trovano in una imprecisata regione fredda, che Swann ipotizza essere molto a nord, forse il circolo artico e l’atmosfera è tesa, il rischio grosso.

Vuoi vederne uno (di UFO) gli aveva domandato il “sorridente tipo da jolly”? ma certo, come no. Zona remota, in prossimità di un lago, raggiunta con un aereo camuffato da Lear Jet ma incredibilmente più veloce. Sulle acque del lago l’UFO non vola ma si materializza: non discoidale ma a forma di diamante, e comincia ad emettere quello che ha tutta l’apparenza di un raggio laser con il quale scansiona, e incenerisce, tutto il perimetro circostante, alberi e inconsapevoli forme di vita comprese, mentre risucchia grandi quantità d’acqua sottostante. Il gruppo riesce a sfuggire, erano preparati, evidentemente accadeva spesso! Nonostante il terrore, Swann ha l’impressione si fosse trattato di un drone, ma altre informazioni non le ottiene e non saprebbe darne. Impossibile percepire qualcosa in una situazione del genere, inutile il pericolo corso. Di sicuro una conferma della pericolosità di certi incontri.

Swann non avrebbe più rivisto Axelrod e i gemelli, ma dopo molti anni ha voluto raccontare le sue strabilianti esperienze. Come lui, altri remote viewer.

Ingo Swann e Uri Geller sono stati RV civili. Nei progetti promossi dal INSCOM a partire dal GRILL FLAME(1976), verrà addestrato solo personale militare accuratamente selezionato: David Morehouse, Mel Riley, Lyn Buchanan sono solo alcuni nomi. Tutti, nel corso della loro attività psichica, hanno fatto esperienze di UFO e razze aliene. Le informazioni da loro raccolte hanno dato vita ai cosiddetti “Enigma Files”, nome coniato dagli stessi remote viewer e che costituiscono un capitolo scomodo e affascinante della storia umana che varrebbe sinceramente la pena di riscoprire.

Nota:

(1) “Alien Agenda, investigatine the extraterrestrial presence amog us”, di Jim Marrs, ed. Harper Paperbacks, 1997.

Foto: da sinistra Harold Puthoff, Ingo Swann. Russel Targ
Fonte: http://ilblogdilaviniapallotta.myblog.it/archive/2013/02/11/ingo-swann-l-uomo-che-rese-possibile-l-impossibile.html

Ingo Swann, l'uomo che rese possibile l'impossibile ultima modifica: 2013-02-17T11:22:17+00:00 da Richard
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Richard

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