Intervista a Rosario Marcianò -terza parte-

Il Giornale Online

[u]Rosario Marcianò, Presidente del Comitato nazionale contro le scie chimiche Tanker, rilascia in esclusiva un'intervista ad Altrogiornale.org[/u]

P. OK Rosario, continuiamo?

R.M. Certo pasgal

P. Un'operazione del genere è mondiale, è immane: come la si può tenere nascosta?

R.M. Giustamente molti si domandano come sia possibile nascondere tale criminale operazione, quando tante persone ed istituzioni sono coinvolte. Non è difficile. In primo luogo, come ci insegna Edgar Allan Poe, nel racconto La lettera rubata, quando si vuole occultare qualcosa, la si lascia in vista: gli occhi e la mente, ammesso che riescano a percepire certe realtà, confondono presto in una grisaille indistinta anche i fenomeni più anomali ed appariscenti. Inoltre, come è stato dimostrato da vari ricercatori che studiano le strutture segrete del sistema, gli scopi veri sono conosciuti dai vertici della sinarchia, mentre ai piloti che comunque sono costretti ad obbedire agli ordini, viene probabilmente raccontato che, con i velivoli, si diffondono nell'atmosfera elementi chimici atti ad attenuare l’”effetto serra”. Allo stesso modo soltanto coloro che appartengono al trentesimo e terzo grado della Massoneria sanno quali sono i fini dell’ organizzazione, mentre gli affiliati dei gradi bassi pensano che la società persegua l’obiettivo della fratellanza universale.

Si aggiungano l’omertà, le collusioni, il sostegno reciproco tra le persone coinvolte, i ricatti nei confronti di alcuni uomini politici, la corruzione di coloro che hanno poteri decisionali ed il gioco è fatto. D’altronde le organizzazioni mafiose, pur formate da pochi individui, attraverso un sistema molto simile e per mezzo di un manipolo di sicari, riescono a tenere sotto scacco intere regioni di cui controllano gran parte del tessuto economico, sociale e politico. È sufficiente occupare i posti giusti con le persone giuste: se qualcuno mostra qualche esitazione, lo si elimina o lo si delegittima in qualche modo.

Non si esagera, quindi, se si afferma che sono tutti coinvolti: forse tutti no, ma quasi tutti di quelli che contano veramente. Quanti sono nel mondo quelli che contano veramente? Pochi. Questa diabolica oligarchia, volta al dominio globale, si fa beffe dei cittadini privi di diritto e di fatto di qualsiasi potere e capacità di influire sulle decisioni importanti.

Non dimentichiamo poi la disinformazione attuata dai mass media e dagli esperti che o censurano del tutto i fatti riguardanti le operazioni chimiche o li distorcono, presentando all’opinione pubblica le scie chimiche come “innocue” scie di condensazione.

P. E’ possibile che questo frenetico, costante sorvolo di ampie aree avvenga all’insaputa dei vertici militari e politici?

R.M. Ovviamente no, anzi è proprio il complesso industriale-militare che gestisce l’intera operazione, avvalendosi della collaborazione dei governi o basandosi sulla loro acquiescenza.

P. Perché le numerose interrogazioni parlamentari sulla questione (onorevoli Ruzzante, Sandi, Nieddu, Ciccanti, Brandolini) sono rimaste lettera morta?

R.M. L’iniziativa di questi deputati della Repubblica italiana è meritoria, ma è un po’ come convincere la volpe a creare un movimento per tutelare le galline. I vari ministri interpellati non solo hanno risposto con notevole ritardo, ma hanno minimizzato, spiegando che le scie che molti vedono sono quelle delle frecce tricolori o che sono soltanto contrails.

P. Molti cittadini si chiedono: che cosa possiamo fare per tentare di fermare l’attività chimico-biologica nei nostri cieli?

R.M. Hanno ragione: In primo luogo non bisogna mai arrendersi. Di fronte agli attacchi chimici sferrati quotidianamente dagli avvelenatori, considerata l’importanza di un’azione che non si limiti a documentare, mediante fotografie e filmati, lo scempio, occorre, prima che i danni causati alle persone ed all’ambiente diventino irreversibili, intraprendere delle iniziative per tentare di contrastare le operazioni di inquinamento e di genocidio. Suggerirei quindi queste strategie, augurandomi che tutti coloro che sono a conoscenza del fenomeno, agiscano in modo tempestivo ed efficace.

Diffondere le informazioni circa il problema, con ogni mezzo: conversazioni con amici, parenti e conoscenti; volantinaggio; apertura di blogs o di siti in cui si dedichi qualche articolo al tema e si inserisca il collegamento a siti sulle scie chimiche.

Mostrare le istantanee ed i video ogni qual volta sia possibile.

Prendere contatti con redattori della stampa e della televisione locali: esistono ancora dei giornalisti capaci di compiere delle inchieste e desiderosi di cercare la verità.

Coinvolgere la categoria degli insegnanti: i docenti di Lettere possono spiegare agli allievi la differenza tra scie di condensazione e scie chimiche nell’ambito delle ore dedicate all’educazione alla salute o all’educazione civica. Gli insegnanti di Scienze possono illustrare il tema, inserendolo nella programmazione disciplinare come approfondimento o trovando degli addentellati con i normali contenuti disciplinari.

Coinvolgere biologi, medici, chimici, ambientalisti seri, chiedendo loro che si adoperino per mezzo delle loro conoscenze e competenze.

Fotocopiare e distribuire articoli e documenti ufficiali (Space preservation act del 2001, interrogazioni dei parlamentari, onorevoli Sandi e Ruzzante, interrogazione dei consiglieri sardi Davoli, Pisu ed Uras, studi di Amy Worthington, Clifford Carnicom, Will Thomas, Neil Finley, Rosalind Peterson, Hari Heath… ).

Segnalare al sindaco del proprio comune la questione. Se il sindaco, entro i termini di legge, non risponde, sporgere denuncia alla Procura della repubblica contro il primo cittadino, per omissione d’atti d’ufficio. Queste iniziative non dipendono da fiducia nelle istituzioni, ma dall’esigenza di far capire che i cittadini, non essendo dei gonzi, sono a conoscenza della diabolica operazione che, invece, le istituzioni negano ed occultano.

Inviare fax al Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri per segnalare il problema.
Commissionare analisi dell’acqua, del suolo etc. e diramarne i risultati.

Tempestare le redazioni di quotidiani e televisioni di regime con messaggi di posta elettronica per sollecitarle ad affrontare l’argomento.

Scrivere alle case editrici per proporre la pubblicazione di un libro sulle scie chimiche senza fini di lucro.
Far conoscere le patetiche risposte delle associazioni “ambientaliste” e degli enti ufficiali in merito al tema, evidenziandone contraddizioni, censure, ambiguità, bugie.

Convincere i responsabili dei siti di controinformazione a trattare il problema.

P. Possiamo concludere qui l’intervista, Rosario?

R. M. Direi di sì: restano altri aspetti da esaminare, ma il quadro delineato mi pare, tutto sommato, esauriente. Per altre informazioni, per approfondimenti e delucidazioni, si può visitare il sito da te gentilmente segnalato tankerenemy.com – www.tankerenemy.com In ogni caso, restiamo in contatto per ulteriori aggiornamenti. Ringrazio te e l’ottimo Staff di Altrogiornale.org: siete insostituibili.

P. Grazie a te. A presto!

R.M. A presto, pasgal!

LEGGI LA [color=#ff0000]PRIMA PARTE DELL'INTERVISTA[/color]

LEGGI LA [color=#ff0000]SECONDA PARTE DELL'INTERVISTA[/color]

[u]Per approfondimenti:[/u]

Tanker Enemy TV http://www.tankerenemy.com/
Il canale video del comitato nazionale tanker Enemy

ZRET blog http://zret.blogspot.com/
Una finestra sul mondo delle verità che non ci mostrano.

Scie chimiche (Chemtrails) http://sciechimiche-zret.blogspot.com/
La verità sulle criminali operazioni di aerosol nei cieli del mondo.

STRAKER http://straker-61.blogspot.com/
A great survivor…

You-Tube Tanker Enemy Channel http://www.youtube.com/user/tankerenemy
Raccolta filmati

Intervista a Rosario Marcianò -terza parte- ultima modifica: 2008-09-10T23:22:41+00:00 da Pasquale Galasso
About the Author
Pasquale Galasso

Pasquale Galasso, editore di Altrogiornale.org – Conoscere non è avere l’informazione.