Intervista a Steven Greer – 4 Luglio 2005


Paola: Steven, su che cosa è incentrata la tua attività, attualmente?

Dr Greer: Sugli incontri CSETI che stiamo organizzando, come questo di Creston, in Colorado. Vi sono diversi livelli dove persone che ne preparano altre, come il Dr Loger e il suo gruppo. Ve ne sono altri che radunano un gruppo per suddividerlo poi in gruppi più piccoli. Abbiamo fatto 20 o 30 di queste spedizioni. Sanno cosa stanno facendo. Io mi occupo della preparazione dei gruppi più numerosi, come questo di 20 o 30 persone. I maggiori sono al Mt Shasta, Creston e la zona di Joshua Tree Wilderness in Califorinia.

Quello che ci interessa, fondamentalmente, è il fatto che gli esseri umani dovranno imparare ad entrare in contatto con questi esseri non umani in modo pacifico, ma attualmente non esiste alcuna iniziativa nel mondo che stia insegnando come fare, tranne le nostre. Ve ne sono alcune in America Latina che si avvicinano allo stesso concetto. Sfortunatamente le strutture politiche non hanno mai affrontato l’argomento e i programmi coperti sono militari e decisamente poco diplomatici. Vale a dire che sono sempre più ostili.

Così, il nostro, è un tentativo di diplomazia dei cittadini e abbiamo stilato dei protocolli fondati anche su principi spirituali, poiché riteniamo che l’essere umano sia un essere spiritualmente consapevole e in ognuno di noi risplenda una mente universale.

Questa è la base fondamentale per stabilire il contatto, e dal momento che la tecnologia extraterrestre è collegata al pensiero e a quello che alcuni chiamano il livello eterico o astrale delle cose, abbiamo scoperto che possiamo redigere protocolli che riguardino strumentazioni elettromagnetiche come i laser ed i segnali BP, sfruttando il concetto del centro della mente universale. In questo centro si comincia ad avere una sorta di percezione remota riguardo a dove si trovino gli ET ed è possibile connettersi con loro mentalmente. Abbiamo stabilito contatti stupefacenti, avvistamenti e persino degli oggetti si sono avvicinati al campo, e quant’altro succede in tutto il mondo. Il Concetto è molto avanzato, perché integra la mente e il fisico.

Paola: Questo di Creston è un luogo molto spirituale. Ha un’energia incredibile. Molte religioni sono rappresentate in questa valle. Vedo un centro zen, un ashram e un centro di monaci carmelitani.

Dr Greer: C’è un bello stupa bianco con la cima dorata autorizzato dal Dalai Lama, vicino alla strada.

Paola: Sì, l’ho visto.

Dr Greer: Sì, all’ Ambasciatore del Canada venne chiesto di costruirlo, e lui così fece. E’ un consigliere del nostro gruppo e ha esposto ai funzionari canadesi il problema energetico e delle energie alternative. Ho appena parlato a Montreal ed erano presenti oltre un migliaio di persone. Ho parlato anche all’Università di Toronto.

Paola: Dunque l’obiettivo del vostro training di Comunicazione extraterrestre è il raggiungimento di una sorta di Consapevolezza Cosmica Universale?

Dr Greer: Sì. Vedi, la questione fondamentale per essere un ambasciatore presso forme di vita non umane, a mio avviso, è la comprensione di qual è il Nesso, qual è il punto in comune che ci unisce tutti. Non è dunque, che noi siamo umani tra coloro che non lo sono. E’ la consapevolezza. In questo senso, ricordo Monsignor Balducci quando ha detto, “Siamo tutti figli di Dio”, ma esiste una luce della Consapevolezza, un unico spirito all’interno di tutti noi. E c’è uno Spirito Unico che brilla in tutti noi e sento che sia molto importante connettersi ad esso. Io preparo le persone a questo, le porto a raggiungere stati di consapevolezza più elevati. Porterò le persone che sono pronte per questo in un rifugio per lo sviluppo di una consapevolezza cosmica, a Palm Springs, a novembre.

Useremo tecniche di meditazione e tecniche di contatto per focalizzare e fare esperienza della mente Cosmica e poi praticare visione a distanza, utilizzando la Mente Cosmica. Non usiamo il sistema militare. E’ molto primitivo. Se comprendiamo che la mente è onnipresente e che la mente a cui ci siamo risvegliati, è unica, possiamo entrare in questa realtà “non locale” o estesa, dove si può vedere ovunque. Persone che hanno speso un sacco di soldi per cercare di sperimentare la visione a distanza, vengono a questi ritiri e fanno progressi in tre o quattro giorni, perché insegno loro a fermarsi, stare immobili e focalizzare e poi usare alcune tecniche specifiche che ho imparato per percepire a distanza luoghi e oggetti diversi.

Questo training è molto rigoroso. Credo che le persone debbano capire che la ragione fondamentale della sua importanza è che se non riesci a connetterti con questo aspetto della Mente universale, allora come potrai rapportarti a popoli che non sono umani. Non ha senso. Pensaci. Non avranno lo stesso tipo di emotività; la stessa mentalità; non avranno lo stesso tipo di conoscenze; saranno biologicamente diversi. Dunque, dov’è il punto di contatto? E’ questa “mente consapevole”, lo spirito.

Dunque, in questo modo, non solo abbiamo una base diplomatica di comunicazione, ma anche un paradigma funzionale, perché la loro tecnologia, secondo quanto è stato documentato negli anni ’40 e ’50 se non di più, ha strumenti elettronici che si connettono con il pensiero. Essi non comunicano con i sistemi solari utilizzando microonde. Usano un segnale sub-elettromagnetico che collega quello che i Mistici chiamavano energia astrale o del pensiero, ed è scientificamente riproducibile. Anche negli Stati Uniti abbiamo programmi coperti per sviluppare questi sistemi.

Paola: Edgar Mitchell ha usato i sistemi ESP dalla Luna ed ha funzionato!

Dr Greer: Sì, funziona. Ne ho parlato con lui. Ogni essere umano è un ologramma quantico dell’intero Universo. In altre parole, mi piace il detto Sufi “Pensa a te stesso come una piccola forma che racchiude in sé l’intero Universo”. E’ una questione di retorica. Non sei una piccola cosa, perché all’interno di ogni persona è racchiuso l’intero universo cosmico. E aprendoti a questo, non solo puoi comunicare con forme di vita extraterrestri ma puoi anche cominciare a collegarti ad un aspetto universale di te stesso, così da non dover reagire xenofobicamente quando incontrerai le diverse forme di vita extraterrestre.

Paola: Giusto. Abbiamo già problemi con la diversità, qui sulla Terra.

Dr Greer: Dio mio, respingiamo le persone. Spendiamo un trilione di dollari ogni anno in spese militari. In questo modo, se siamo intenzionati a fare seri tentativi di diventare ambasciatori per queste altre civiltà che sono chiaramente coinvolte con gli affari terrestri e chiaramente interessate a quello che stiamo facendo, allora, tali ambasciatori, a mio parere, dovrebbero essere bene informati sulle componenti universali della consapevolezza e, di conseguenza, credo che un aspetto fondamentale per diventare ambasciatore interplanetario, sia il modo in cui preparo le persone.

Ciò che stiamo facendo è fondamentale. Molti dicono che è irraggiungibile, e invece è semplicissimo, ma se sei troppo vincolato al tuo stato umano, animale, intellettivo ed emozionale, allora non ti connetterai. Puoi a malapena connetterti con una altro essere umano, di un’altra cultura. Guarda com’è diverso un giapponese da un italiano. Stiamo parlando di popoli e sistemi solari diversi, e di poter trascendere quel livello di diversità, che è bellissima, se sei in grado di mantenere questa prospettiva. Ma cosa accadrebbe se venissi travolto dalla diversità o se questa diventasse causa di conflitti? Cosa che tra gli esseri umani capita normalmente.

Qualcuno ci appare diverso, se pensa diversamente, se è gay, o eterosessuale, se è nero, o è bianco, se è arabo, iraqueno, se è sannita, se è protestante o è cattolico, qualsiasi cosa va bene per rifiutarsi l’un l’altro. Non possiamo portare con noi questo tipo di pensiero nel successivo livello di sviluppo umano, che è il momento cosmico. Questo è un Momento Cosmico. Ed è la fine di ciò che sta accadendo sulla Terra, oggi, ovvero, la diversità che diventa causa di conflitto. E’ un problema spirituale, secondo me. Io non sono assolutamente una persona religiosa, ma sono spirituale.

Paola: Ma sei ottimista, Giusto? Considerando la realtà, si potrebbe diventare molto pessimisti. Stai proponendo un’alternativa.

Dr Greer: Sono molto ottimista. Penso si debba creare un mondo che si adatti alle sfide del nostro tempo, e finora, abbiamo fallito. In altre parole, siamo da 100 o 150 anni in questo capitolo della storia umana e ci rifiutiamo di intraprendere i cambiamento fondamentali da un punto di vista spirituale, sociale, politico e geopolitico. E da un punto di vista anche tecnologico, che sosterrebbero una civiltà come la nostra.

Ad esempio sappiamo che ci sono tecnologie che avrebbero potuto eliminare la povertà mondiale e l’inquinamento, da 75 anni. Sono state nascoste negli anni ’50. La verità è che l’evoluzione umana è stata, in un certo senso, ritardata di almeno 50 o 100 anni, ed è per questo che vediamo così tanti squilibri, oggi. Sono ottimista che questo sviluppo ci verrà restituito. Ma ci vorrà coraggio, una leadership capace, sacrifici, tutte questioni che abbiamo trattato nel nostro gruppo. Dovremo pensare a come creare una civiltà commisurata con le sfide dell’epoca. Vi sono molte dinamiche potenti cha stanno lavorando in questo mondo caotico, che devono essere stabilizzate.

Paola: Lo spieghi benissimo, sintetizzi perfettamente questo problema, Steven; Sei una delle poche persone che ha il quadro completo. Le persone non ne hanno che piccoli frammenti. Parlano di energia di punto zero, ma non considerano il lato spirituale, non parlano nemmeno di comunicazione ET, figuriamoci! Tu sintetizzi l’intera situazione planetaria e offri una possibile soluzione con il Programma CSETI per Ambasciatori di Consapevolezza.

Fonti: paolaharris.it
Intervista di Paola Harris

Traduzione di Lavinia Pallotta
(Gruppo StarWorks Italia)

Intervista a Steven Greer – 4 Luglio 2005 ultima modifica: 2007-08-17T22:29:17+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)