Intervista al Michael E. Salla, PhD – 23 Maggio 2005

Il Giornale Online
Il Dr Michael E. Salla è un noto studioso di politica internazionale, con una laurea di 3º grado in Amministrazione conseguita presso l’Università di Queensland, Australia, e una di 2º grado in Filosofia conseguita presso l’Università di Melbourne, Australia.
Ha svolto incarichi accademici presso la School Of International Service & the Center for Global Peace dell’American University, Washington DC; il Department of Political Science alla Australian National University, Canberra, Australia; alla Elliot School of International Affairs, George Washington University, Washington DC.
E’ autore di libri quali “The Hero’s Journey Toward a Second American Century” (Greenwood Press, 2002); “Essays on Peace” (Central Queensland University Press, 1995); “Why the Cold War Ended (Greenwood Press, 1995) e “Islamic Radicalism, Muslim Nations and the West (1993), oltre che di decine di saggi e recensioni sulla pace, i conflitti etnici e le possibili risoluzioni politiche.
Si è imposto sulla scena della ricerca ufologica come uno dei principali esponenti dell’ “Esopolitica”, e su questa tematica ha scritto il recente libro: “Exopolitics” (Dandelion Books, 2004; http://www.dandelionbooks.net/books.html#salla)

L.P. Dr Salla, lei è uno dei principali esponenti di un nuovo approccio allo studio ufologico, la cosiddetta esopolitica. Cosa significa esattamente?

M.S. Definisco l’esopolitica come lo studio dei personaggi chiave, delle istituzioni e dei processi correlati all’ipotesi extraterrestre (ETH). Questo significa semplicemente che l’esopolitica esamina le implicazioni politiche della presumibile presenza extraterrestre sul nostro pianeta in termini di quanto questa sia gestita politicamente da gruppi clandestini di enti militari e politici in tutti i maggiori paesi. L’esopolitica esamina diverse fonti d’informazione in modo da comprendere meglio gli aspetti chiave dell’ETH quali le motivazioni e le attività delle razze extraterrestri in visita, come la presenza extraterrestre viene gestita e come viene occultata al pubblico e ai rappresentanti politici eletti.

L.P. Quali sono le critiche che alcuni ricercatori UFO muovono contro l’esopolitica e perché invece lei la sostiene?

M.S. La critica maggiore nei confronti dell’ esopolitica da parte dei ricercatori UFO è che questa non tiene conto della necessità di un rigoroso studio scientifico degli UFO, basato sulle prove concrete e testimonianze che possano convalidare. Le informazioni fondamentali dell’esopolitica sono criticate perché fanno molto affidamento sulle testimonianze dei “rivelatori” e dei “contattati” le cui dichiarazioni non sono sufficientemente avvallate da prove concrete e testimonianze convalidanti. La risposta che ho per queste critiche è che i sostenitori di un rigoroso studio scientifico del fenomeno UFO e dell’ipotesi extraterrestre (ETH) non tengono in considerazione le prove di organizzazioni clandestine che regolarmente intimoriscono i testimoni, screditano i rivelatori, eliminano la documentazione pubblica, alterano le prove e controllano la divulgazione mediatica dei casi UFO. C’è poi una sistematica campagna segreta globale al fine di rimuovere qualsiasi prova concreta o testimonianza che convalidi le dichiarazioni dei rivelatori, dei contattati ed altre fonti di informazione concernenti gli UFO e l’ETH. Di conseguenza concludo che la critica degli ufologi nei confronti dell’esopolitica sia ingiustificata, e che la ricerca UFO debba includere alcune delle premesse e dei metodi fondamentali dell’esopolitica in modo da affrontare adeguatamente l’ampia gamma di argomenti relativi al fenomeno UFO. Sostengo l’esopolitica perché fornisce una valutazione politica più realistica dei personaggi chiave, delle istituzioni e dei processi correlati all’ETH.

L.P. Lei lavorava in un’università negli Stati Uniti, ma so che ha riscontrato dei problemi a causa del suo impegno in materia UFO. Può dirci cosa è successo esattamente?

M.S. Quando mi rivolsi all’allora Direttore del Center for Global Peace presso l’ American University, Washington DC, nel gennaio 2003, per avere il permesso di pubblicare il mio primissimo articolo di esopolitica sotto gli auspici del centro, rispose che “non c’è posto per un simile argomento né al Centro, né all’American University”. Cosa che fondamentalmente frustrò il mio primo tentativo di far considerare la ricerca esopolitica a livello universitario, e dovetti anche annullare una conferenza in programma sull’argomento “disclosure”, che avevo organizzato con il Dr Steven Greer, che aveva acconsentito a tenere, presso l’American University per l’inizio del 2003. La risposta del direttore mise in atto, inoltre, un procedimento per cui la mia collaborazione di otto anni con l’American University non venne alla fine rinnovata, subito dopo un’intervista da me rilasciata al Washington Post il 19 aprile 2004. Il servizio del Washington Post esaminava la mia ricerca riguardo le asserzioni sull’incontro del Presidente Eisenhower con una delegazione di extraterrestri il 20 febbraio 1954. Fui avvisato dal direttore Associato del Center for Global Peace, il 17 febbraio, che se fosse apparso l’articolo, la mia affiliazione con il Centro ne avrebbe risentito. Alla fine di aprile venni avvisato che il “Programma di Ambasciata di Pace” che stavo creandola Center for Global Peace era terminato, e che la mia affiliazione non sarebbe stata rinnovata alla fine dell’agosto 2004. Feci appello riguardo tale decisione presso il Presidente della American University ma venne rifiutato.

L.P. Ci sono molte teorie che cercano di spiegare le possibili ragioni delle visite extraterrestri. Qual è la sua opinione a riguardo?

M.S. Ci sono indizi che un certo numero di razze extraterrestri stiano facendo visita alla terra. La maggior parte sembra monitorare semplicemente quello che succede qui, alcuni ET hanno stipulato accordi con agenzie di sicurezza nazionale e portano avanti estrazioni di risorse, alcuni abducono i civili per procurarsi materiale genetico, e altri sembrano contattare i civili per disseminare informazioni sulla presenza extraterrestre. Gli indizi indicano un insieme molto complesso di motivazioni ed attività di razze extraterrestri che vanno da “ostili”, a “neutrali” ad infine, “amichevoli”.

L.P. Tra quelle dei rivelatori, quali sono le testimonianze che è più incline a considerare “credibili” e perché?

M.S. Le testimonianze dei rivelatori da parte di individui che hanno prestato servizio per lunghi periodi negli Stati Uniti e altri servizi militari sembrano essere le fonti più affidabili di prove a sostegno dell’ipotesi extraterrestre (ETH). Queste persone erano nella posizione migliore per imbattersi in prove a sostegno dell’ETH perché molte di queste restano altamente classificate e solo coloro che sono in possesso della necessaria classificazione di sicurezza o background militare hanno l’opportunità di venirne a conoscenza, sia “accidentalmente” o perché facenti parte dei loro compiti. I rivelatori militari descrivono una serie di situazioni in cui hanno riscontrato prove che confermano l’ETH, nel corso del loro servizio. Rivelatori attendibili comprendono il Colonnello Philip Corso che trovò prove a sostegno dell’ETH mentre era a capo del Foreign Technology Department nell’Esercito degli Stati Uniti dal 1961 al 1963.
Un altro rivelatore attendibile è il Sergente Maggiore Robert Dean che prestò servizio a Quartiergenerale Supremo delle Nazioni Unite in Europa dal 1963 al 1967, che sostiene di essersi imbattuto in un documento altamente classificato che descriveva quattro razze extraterrestri in visita sulla Terra. La conclusione che ho tratto dalla mia ricerca su questi e altri rivelatori è che stanno rilasciando importanti informazioni a sostegno dell’ETH e le loro testimonianze, di conseguenza, devono essere comprese nelle analisi fornite dai ricercatori UFO sulla validità dell’ETH.

L.P. In così tanti anni di ricerca ufologica, cos’hanno ottenuto gli ufologi in fatto di prove, rivelazione, etc? Qualcosa è cambiato?

M.S. Gli ufologi continuano ad ammassare un’imponente quantità di dati di avvistamenti UFO che indicano il fenomeno come reale e come una genuina “minaccia alla sicurezza nazionale” nonostante le affermazioni contrarie da parte dei dipartimenti militari negli Stati Uniti e altrove.
La ricerca nell’ambito del fenomeno abduction ha prodotto anche considerevoli indizi a supporto dell’ETH grazie al lavoro pionieristico del Dr Jonh Mack. Ci sono state anche importanti analisi di documenti trapelati conosciuti come i Majestic Documents, da parte del Dr Bob Wood e Ryan Wood, a sostegno dell’ETH. Ci sono state ininterrotte analisi di presunti recuperi di UFO schiantati come il crash di Roswell che ha prodotto dati importanti a favore dell’ETH.

A mio avviso, il caso più significativo è stato l’emergere di numerosi rivelatori nell’ambito militare ed aziendale, che hanno descritto il loro coinvolgimento in diversi progetti concernenti il cover up delle prove dell’ETH, della retroingegneria derivante da tecnologie extraterrestri e/o il loro lavoro con entità biologiche extraterrestri. Grazie al Disclosure Project del Dr Steven Greer molti rivelatori si sono fatti avanti contemporaneamente con le loro testimonianze e si è trattato di un evento politico trasformativo. A mio avviso, saranno le implicazioni delle testimonianze di questi rivelatori che costringeranno alla rivelazione il “governo segreto” che gestisce le questioni extraterrestri in vari paesi.

L.P. Crede sia possibile l’esistenza di “gruppi segreti di potere” più propensi ad una divulgazione sugli UFO, contrapposti ad altri che vogliono continuare il cover-up?

M.S. Ci sono segni di una lotta in corso tra diverse fazioni delle agenzie militari e governative responsabili della gestione di questioni extraterrestri. La prova migliore di tale lotta viene dalla divulgazione di documenti “Majestic” classificati e l’emergere di rivelatori come Philip Corso, Robert Dean, Charles Hall e molti altri. Queste fonti rilasciano informazioni concernenti extraterrestri connessi a progetti classificati, lo sviluppo di tecnologie ottenute dagli extraterrestri e su come venga attuata una politica di segretezza in materia ET. Questo indica un programma di acclimatazione che permette il rilascio di prove in termini di testimonianze di rivelatori e la divulgazione di documenti, e allo stesso tempo rimuove le prove concrete e le testimonianze che potrebbero convalidare. Questo viene fatto in modo da mantenere una plausibile negazione preparando allo stesso tempo il pubblico alla completa rivelazione della presenza extraterrestre.

L.P. Crede che la gente potrebbe reggere la verità sulla realtà UFO o la paura del panico è solo una scusa per giustificare la segretezza del governo a riguardo?

M.S. E’ una domanda molto complessa. Ci sono aspetti della presenza extraterrestre che molti individui ed organizzazioni avrebbero grande difficoltà ad affrontare. Non è sbagliata l’idea che molti nella società si farebbero prendere dal panico ed alcune istituzioni sociali collasserebbero. D’altra parte, tale argomentazione è ampiamente contraddetta da un crescente numero di persone nel mondo che si sono preparate alla rivelazione attraverso ricerche ed esperienze che hanno fatto sì che fossero pronte alla rivelazione pubblica sulla presenza extraterrestre. In poche parole, mentre alcuni non sono pronti, ve ne sono molti che lo sono per una completa rivelazione, come indicato dalle statistiche secondo le quali circa il 70% dei nordamericani credono che il governo stia nascondendo la verità sugli UFO.

L.P. Come crede che la consapevolezza dell’esistenza e della presenza sulla Terra di ET influenzerebbe la nostra società?

M.S. I cambiamenti sarebbero enormi in tutti i settori della nostra società globale: politici, economici, sociali e religiosi. La sfida più grande consisterebbe, indubbiamente, nell’integrazione di tecnologie extraterrestri e nell’interazione diretta con membri di civiltà extraterrestri avanzate. Le capacità mentali e tecnologiche degli extraterrestri rappresenterebbero sfide importanti per la maggior parte delle persone che avrebbero grande difficoltà ad adattarsi alla realtà di questi esseri e delle loro tecnologie. L’emergere della Terra da un’isolata ed insulare cultura globale verso la matura appartenenza ad una società interplanetaria comprendente molti pianeti costituirebbe un’incredibile trasformazione in un periodo molto breve. E’ qualcosa da auspicare piuttosto che da temere.

L.P. Sta lavorando a qualcosa in particolare, al momento e ha progetti per il futuro?

M.S. La mia attuale attività consiste nello sviluppo di corsi e seminari che aiutino le persone ad essere meglio informate sulle varie razze extraterrestri in visita sulla terra e la varietà delle loro attività e motivazioni. Ho cominciato recentemente ad organizzare seminari dove le persone possono avvicinarsi alla “Politica Diplomatica dei Cittadini con gli Extraterrestri” che permette loro di comunicare direttamente ed interagire con gli extraterrestri. Preparare le persone e gli ufficiali pubblici al contatto aperto con gli extraterrestri è la mia principale priorità per garantire che la rivelazione accada senza che si verifichino eccessivi sconvolgimenti sociali. Si possono trovare maggiori informazioni su questi corsi e seminari sui miei siti: www.exopolitics.org e www.galacticdiplomacy.com

Grazie dell’intervista e i miei migliori saluti ai lettori.

Michael E. Salla, Phd
www.exopolitics.org

Di Lavinia Pallotta (Gruppo Camelot – Fondazione Sentinel)

Fonte: Dnamagazine.it

Intervista al Michael E. Salla, PhD – 23 Maggio 2005 ultima modifica: 2008-02-23T15:58:03+00:00 da Richard
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Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)