Intervista al Prof. Ruggero Maria Santilli

Il Giornale Online

di Andrea Rampado

CRISI NELLA FISICA SULLE TEORIE DI EINSTEIN E LA MECCANICA QUANTISTICA: SONO ESSE UN OSTACOLO ALLA FUSIONE FREDDA ED ALLA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI ECOLOGICI?

NOTE BIOGRAFICHE
Il Prof. Santilli nacque in Molise l’8 settembre 1935, ottenne la laurea in fisica all’Università di Napoli ed il Dottorato di Ricerca in Fisica Teorica all’Università di Torino. Nel 1968 si trasferí negli U.S.A. con la sua famiglia, la moglie Carla e la figlia Luisa, a seguito d’un invito per delle ricerche all’Università di Miami con fondi NASA. Passò poi all’insegnamento della fisica all’Università di Boston, poi al MIT e raggiunse l’apice della carriera accademica con una posizione, come fisico teorico, al Dipartimento di Matematica dell’Università di Harvard dove ricevette cinque grants dalla DOE. Nel 1983 assunse la presidenza dell’Institute for Basic Research, fondato da un gruppo di scienziati altamente qualificati sparsi per il mondo, presidenza che detiene fino ad oggi. Il Prof. Santilli è cittadino degli Stati Uniti d’America, cittadinanza che acquistò nel 1984. Il Prof. Santilli ha scritto oltre 250 articoli in matematica, fisica e chimica pubblicati dalle migliori riviste scientifiche in tutto il mondo, come la Physical Review americana, il Journal of Physics inglese, il Nuovo Cimento e 15 monografie a livello post PhD. pubblicate anche dalle migliori case editrici, come la Springer-Verlag, la Kluwer, la Naukova Dumka, ed altre.

Il Prof. Santilli è noto nel mondo scientifico per aver proposto nel 1978, quand’era all’Università di Harvard, una generalizzazione strutturale della meccanica quantistica e della relatività ristretta per i cosidetti sistemi interni (particelle che si muovono una a contatto con o dentro l’altra, come nella struttura degli adroni, nuclei e stelle, piuttosto che particelle muoventesi nel vuoto, come nella struttura atomica descritta nella meccanica quantistica e relatività di Einstein), per la cui formulazione il Prof. Santilli dovette inventare matematiche completamete nuove ed oggi note come le matematiche Santilliane isotopiche, genotopiche, iperstrutturali per la descrizione di particelle in condizioni interni, ed isoduali per la descrizione delle antiparticelle. A seguito d’un enorme lavoro scientifico in oltre due decenni da parte di centinaia di scienziati di vari paesi, incluso italiani, il lavoro comprendente oltre mille articoli tecnici, venticinque monografie, una cinquantina di volumi d’atti, diciotto conferenze internazionali fatte negli USA, Europa e Cina (l’ultima fatta nel giugno scorso all’Università di Karlsborg in Svezia), la meccanica adronica ha passato da lungo tempo l’interesse scientifico, dal momento che ha già visto investimenti industriali di molti milioni di dollari. Le generalizzazioni isotopiche, genotopiche ed iperstrutturali, infatti, sono state sviluppate sin dalla loro proposta originale del 1978 per lo studio rigoroso di nuove energie e carburanti puliti che non si possono neanche prevedere, lasciamo stare di trattare con la meccanica quantistica e le teorie einsteniane. In particolare, il prof. Santilli ha recentemente scoperto una nuova specie chimica chiamata “magnecolare”, onde differenziarla da quella molecolare, il cui bond non è di valanza ma di tipo nuovo particolarmente adatto per una combustione completa, quindi d’interesse ecologico.

A seguito di questi risultati il Prof. Santilli ha ricevuto molti onori, tra cui: un’aula portante il suo nome in un istituto di ricerche in Australia, una medaglia d’oro per meriti scientifici dall’Università di Orleans in Francia, la nomina del Prof. Santilli da parte dell’Accademia delle Scienze dell’Estonia tra i più illustri matematici applicati di tutti i tempi, insieme a nomi illustri come Gauss, Fermat. Weierstrass, Hamilton, Lie (il solo nome italiano nella lista, in cui tra l’altro manca Einstein perché questi non scoprí nessuna matematica nuova) ed altri onori. Il Prof. Santilli è stato raccomandato per vari anni da molti scienziati per il Premio Nobel in Fisica, e recentemente anche per quello in chimica, anche se questo premio non è previsto dato il noto controllo della Fondazione Nobel da parte d’interessi einsteniani.

D. Prof. Santilli, ci parli delle sue ricerche su nuove energie pulite con particolare riguardo alla fusione fredda.

R. Per carità, questa non è una domanda alla quale si può rispondere in poche parole. Anzi, scoraggio caldamente chiunque, particolarmente politici con responsabilità sociale, a considerare presentazioni succinte perché ne possono venir fuori con l’impressione di sapere mentre la mancanza di conoscenza del settore può essere abissale. Per dare un’idea della complessità del problema basti notare il fatto che un’energia può essere chiamata veramente “nuova” se e soltanto se NON è prevista dalle relatività di Einstein e dalla meccanica quantistica. Quindi, prima di entrare nell’argomento è necessario avere informazioni di base sui limiti di validità di dette teorie e sulle loro generalizzazioni per poi passare in una maniera valida alle nuove energie.

D. Allora, Prof. Santilli, ci indichi la condizione della fisica oggi secondo il suo punto di vista.

R. Dopo circa quarant’anni d’esperienze scientifiche in tutto il mondo, non esito nel dire che, a mio avviso, la fisica è in una crisi profonda che si può solo paragonare all’oscurantismo scientifico ai tempi di Galilei, con la differenza che ai tempi di Galilei le credenze dominanti erano di natura religiosa, mentre le radici della crisi attuale sono dovute ad interessi scientifici, finanziari, e di altro tipo.

D. Come fa ad avere un’opinione cosí poco rassicurante?

R. Il 20° secolo ha visto la scoperta della meccanica quantistica e della relatività ristretta che hanno avuto verifiche sperimentali veramente incredibili, acquistando cosí un’immensa credibilità, particolarmente nei settori fuori dalla scienza, come quelli politici e giornalistici. N’è conseguito il subordinamento di tutte le condizioni fisiche nell’universo, tutte le cattedre, tutti gli investimenti e quant’altro attiene alla fisica a verificare strettamente le leggi quantistiche ed einsteniane, condizionamento che è in pieno vigore anche oggi. Verso la fine del secolo scorso apparve però evidente che le leggi quantistiche ed einsteniane, mentre rimangono certamente valide per le condizioni delle loro concezioni e verifiche sperimentali, essenzialmente quelle di particelle ed onde elettromagnetiche propagantesi nel vuoto caratterizzanti i cosidetti “sistemi esterni”, dette leggi hanno chiare limitazioni per condizioni fisiche piú generali, come quelli dei “sistemi interni” in cui si hanno particelle muoventesi in mezzi fisici iperdensi, come nella struttura dei protoni, neutroni ed adroni in genere, nella struttura dei nuclei e delle stelle. In particolare, s’è visto con estrema chiarezza verso la fine del secolo scorso che le leggi quantistiche ed einsteniane sono assolutamente insufficienti a predire, lasciamo stare a trattare, nuove energie e carburanti puliti. Per essere esplicito, esiste oggi un’evidenza sperimentale e teorica veramente solida secondo cui le leggi quantistiche ed einsteniane sono un vero e proprio ostacolo alla risoluzione dei problemi ambientali gravissimi del nostro piccolo pianeta, problemi a cui ho dedicato una vita di studi.

D. Prima di passare alle radici scientifiche di una condizione cosí seria, ci dica: dove va vista la sua massima responsabilità?

R. Senza dubbio la massima responsabilità della crisi della fisica va vista nella stampa a seguito del suo totale asservimento ai centri di potere scientifico, mentre la responsabilità politica è solo di riflesso, poiché il mondo politico si serve della stampa come mezzo d’informazione ed azione. Fino ad oggi, infatti, la stampa mondiale, incluso quell’italiana, ha dato e continua a dare credibilità totale e cieca alla cosiddetta “fisica ortodossa”, ignorando vedute scientifiche nuove qualificate. In altre parole, la stampa è ancora vittima dell’immenso fantasma d’Einstein, sopprimendo cosí la democrazia scientifica che è necessaria per il vero progresso. Ho accettato quest’intervista proprio nella speranza che la stampa italiana riconsideri la propria posizione ed implementi il dovere etico di servire il pubblico, cosa che in questo caso si può solo fare riportando TUTTE le posizione scientifiche qualificate e non solo quelle einsteniane.

D. Noi in Italia, però, abbiamo una gran democrazia. Come fa a dire questo?

R. Purtroppo, voi italiani avete sì una gran democrazia “politica”, ma non sapete che l’Italia soffre oggi di una dittatura scientifica. È necessario qui evitare conversazioni da salotto e fare degli esempi concreti. Nel 1995 organizzai al castello Pignatelli nel Molise una settimana di congressi scientifici tutti “post-einsteniani”, includenti matematica pura, fisica, chimica, ed ingegneria applicata, con le partecipazioni di oltre 150 scienziati illustri, includenti membri dei Comitati Nobel, Direttori di Laboratori di Fisica, Presidenti delle accademie scientifiche, congressi che dettero luogo a sei volumi d’atti e tre monografie per oltre 3000 pagine di ricerche nuove. Tra i tanti avanzamenti scientifici, durante questi congressi annunciai la nascita di un nuovo carburante pulito a struttura NON-molecolare, oggi chiamato “Santilli MagneGas” (vedasi il sito [1]). Nonostante la credibilità dei partecipanti e la natura degli incontri di chiarissima orientazione ecologica, fu impossibile veder pubblicate nei quotidiani nazionali italiani anche un cenno del congresso al castello Pignatelli, lasciamo stare una presentazione seria, mentre nello stesso periodo ci fu un congresso sulla relatività einsteniana a Firenze che fu strombazzato da tutti i quotidiani. Dopo tantissimi episodi simili, va riportato l’ultimo. Il mio ex-collega di Harvard Carlo Rubbia scrisse l’anno scorso degli articoli sull’idrogeno.

Siccome sono noto nel mondo per aver studiato carburanti nuovi, vari italiani mi chiesero di esprimere il mio parere, cosa che feci, indicando i problemi gravissimi dell’idrogeno, come: la “oxygen depletion”, ossia rimozione permanente dalla nostra atmosfera d’ossigeno respirabile e sua trasformazione in acqua, quindi non piú usabile, che presentai per la prima volta al congresso sull’idrogeno a Monaco del 2000 [2]; il gran problema causato dal ‘seepagè della piccola molecola dell’idrogeno attraverso le pareti di ferro piú spesse; il pericolo è gravissimo per lo strato dell’ozono data la gran reattività dell’idrogeno con l’ozono; l’immenso inquinamento atmosferico causato dalla produzione attuale dell’idrogeno dai carburanti fossili; il costo dell’idrogeno che, a parità di contenuto energetico, è circa cinquanta volte quello della benzina ed altri problemi. Sottomisi personalmente la nota a tutti i quotidiani, settimanali e mensili italiani, senza neanche una nota di ricezione, lasciamo stare la sua pubblicazione (la nota è disponibile nel sito [3]). La responsabilità della stampa è quindi chiarissima, perché continua a presentare l’idrogeno come il carburante piú pulito disponibile all’uomo oggi, facendo vedere in televisione gli scappamenti d’auto ad idrogeno che producono solo vapore d’acqua, sopprimendo la presentazione dei seri problemi ecologici dell’idrogeno. Questa soppressione documentata di democrazia scientifica da parte della stampa italiana va denunciata come premessa necessaria per le dovute correzioni, perché detta soppressione ha delle conseguenze gravissime. Sopprimendo, infatti, i veri problemi ambientali dell’idrogeno, il mondo politico italiano continua ad erogare grosse somme per ricerche sull’idrogeno secondo tecnologie che ormai appartengono al millennio scorso, e privando il mondo politico italiano della conoscenza adeguata.

Un caso eclatante illustrante il divario tra la stampa italiana e la realtà è quello della BMW la quale, dopo aver speso oltre mezzo miliardo d’euro in automobili ad idrogeno è oggi sotto pressioni governative tedesche per terminare questo tipo di ricerche a seguito di serie minacce da gruppi ecologici di Berlino di cause per centinaia di miliardi d’euro. Gli editori dei quotidiani, settimanali e mensili italiani dimenticano che hanno bisogno d’ossigeno per vivere. Una situazione simile di soppressione di democrazia scientifica esiste oggi in Italia in tutti gli altri settori scientifici, con conseguenze a mio avviso serissime che vanno affrontate seriamente, ossia CON ARTICOLI PUBBLICATI, e non solo con chiacchiere intese a sopprimere la loro trattazione aperta. Finché non vedo nella stampa italiana una vera democrazia scientifica realizzata con la PUBBLICAZIONE di TUTTE le vedute scientifiche qualificate, siano esse ortodosse e no, confermo che in Italia esiste una dittatura scientifica con conseguenze gravi tipiche di tutte le dittature. Lettore: quello che stiamo trattando è la vita dei tuoi figli e nipoti devastata da eventi climatici sempre piú catastrofici. In queste condizioni, vogliamo rinunciare alle nostre responsabilità senza rischiare pesanti accuse etiche e severe condanne future?

D. Allora, cosa consiglia alla stampa italiana?

R. Consiglio alla stampa italiana di finirla col servilismo ad interessi einsteniani organizzati e di fare il suo dovere presentando agli italiani tutti i punti di vista qualificati. È tutto lì. Einstein è stato un bellissimo episodio della scienza il cui valore non è qui in discussione. Quello che gli italiani hanno il diritto di sapere è che, com’è il caso per tutte le teorie scientifiche di tutti i tempi, anche le teorie einsteniane hanno le loro chiare limitazioni, perché da queste limitazioni oggi dipende la concezione e sviluppo di nuove energie e carburanti puliti di cui il nostro pianeta ha tanto bisogno. Da notare che, per definizione, un’energia può essere definita come “nuova” se e solo se non è prevista da teoria einsteniane. Da notare anche che ormai sono numerose le voci dissidenti anche altamente qualificate, le quali però sono note solo in ambienti tecnici e non hanno ancora raggiunto il pubblico.

D. In sostanza, lei Prof. Santilli ce l’ha proprio con Einstein!

R. Al contrario, io ho sempre lodato Einstein nei miei lavori, chiamando la consistenza assiomatica della relatività ristretta “majestic” (maestosa). Tutti i problemi etici e scientifici contemporanei NON sono causati da Einstein, ma dai suoi seguaci che si appoggiano al suo nome per avere credibilità. Gli articoli d’Einstein sono seri perché identificano con chiarezza le condizioni d’applicabilità che, come detto prima, sono quelle di particelle ed onde elettromagnetiche muoventesi nel vuoto. Da questo, i seguaci d’Einstein hanno esteso l’applicazione delle sue teorie a tutto l’universo in una maniera non scientifica perché fatta SENZA esprimere le limitazioni ed approssimazioni consequenziali.

D. Ci dia una veduta d’insieme delle limitazioni delle teorie einsteniane secondo il suo punto di vista.

R. Innanzi tutto, le teorie einsteniane non sono in grado di dare una rappresentazione consistente dell’ANTIMATERIA a livello CLASSICO per tanti motivi, per esempio, il fatto che esse hanno un solo canale di quantizzazione perciò l’immagine quantistica può solo essere quella di una particella col segno della carica sbagliata, ed assolutamente non quello di un’antiparticella (tecnicamente è impossibile avere una coniugazione di carica mediante la quantizzazione). Siccome è possibile che metà dell’universo possa essere composto d’antimateria, essendo questa la sola ipotesi che spieghi non solo l’espansione, ma anche l’accelerazione dell’espansione dell’universo data la previsione dell’antigravità tra materia ed antimateria, per fare della scienza fuori dalla politica dobbiamo cominciare con la rimozione dalle teorie einsteniane classiche di metà dell’universo. Restringendo il campo alla materia, si sa da decenni che le teorie einsteniane non sono applicabili a SISTEMI INTERNI sia classici sia quantistici per tantissimi motivi. Quindi, rimuoviamo dall’universalità presunta delle teorie einsteniane tutti i problemi di STRUTTURA quando i costituenti sono a distanze di contatto, come quelli delle molecole, stelle, nuclei, adroni, ecc. Siamo, però, solo alla superficie delle limitazioni. Le teorie einsteniane sono reversibili nel tempo in tutta la loro struttura. Per questo funzionano bene per le condizioni identificate da Einstein, come elettroni in orbita attorno ai nuclei, particelle negli acceleratori, ecc, eventi che sono tutti reversibili.

Ma la stragrande maggioranza degli eventi nell’universo sono IRREVERSIBILI, come stabilito dalla termodinamica ed entropia. Quindi, tutti i processi irreversibili vanno eliminati dall’universalità presunta delle teorie einsteniane. Com’esempio concreto, qualunque trattazione della fusione fredda con teorie compatibili con quelle einsteniane è pura politica perché le reazioni nucleari sono strettamente irreversibili, mentre le leggi einsteniani sono strettamente reversibili, con conseguenti seri problemi d’etica per politici che danno denaro pubblico per ricerche ristrette ad obbedire alle leggi einsteniane, mentre dovrebbero fare l’opposto, ossia dare soldi pubblici per la fusione fredda a condizione che le ricerche proposte NON siano compatibili con le leggi einsteniane. Notare che l’eliminazione delle leggi einsteniane per la fusione fredda a causa della loro reversibilità è sufficiente, per se, prima d’entrare in aspetti tecnici, ad eliminare l’uso della meccanica quantistica a causa della simbiosi profonda tra leggi einsteniane e quelle quantistiche. Inoltre, è noto ad esperti per essere tali che le leggi einsteniane possono solo trattare sistemi RIGIDI e sono strettamente incompatibili con la teoria dell’elasticità per motivi tecnici che la sua simmetria di base, quella delle rotazioni, si applica notoriamente solo a sistemi rigidi. Noi abbiamo una vita finita, ossia in nostro corpo costituisce un sistema strettamente irreversibile e, per fortuna, possiamo camminare, ossia le nostre gambe obbediscono alle leggi delle deformazioni.

Quindi, se il nostro corpo veramente obbedisse alle leggi einsteniane, noi saremmo perfettamente eterni e perfettamente rigidi! Ne consegue che tutto il MONDO BIOLOGICO va completamente eliminato da qualunque sogno di trattazione con leggi einsteniane e, quindi, quantistiche. Eppure la stragrande maggioranza delle ricerche biologiche fatte in Italia e nel mondo sono finanziate solo se basate sulle leggi einsteniane e quantiche. Come mai? Perché la stampa non ha presentato al pubblico le loro limitazioni! Quella è la radice della cancrena, né posso usare parole piú moderate a causa della differenza veramente abissale tra l’universalità con cui le leggi einsteniane sono presentate dalla stampa italiana e mondiale, ed il settore estremamente limitato in cui dette leggi sono valide. Da indicare infine, come ho sempre indicato nei miei scritti, che parlare di “violazione” delle leggi d’Einstein nei settori indicati non è scientifico perché Einstein NON concepì le sue teorie per detti settori (per esempio, l’antimateria era ancora da concepire ai tempi della formulazione della relatività ristretta). Per essere scientificamente corretti bisogna quindi parlare di “inapplicabilità” delle teorie einsteiniane per il trattamento classico dell’antimateria, sistemi interni, sistemi irreversibili, strutture biologiche, ecc.

D. Ma lei è il solo ad avere queste vedute?

R. Penso che io sia stato il primo a condurre uno studio sistematico di tutte le limitazioni delle leggi einsteniane e quantistiche. A parte ciò, ci sono tantissime voci autoritarie che sostengono queste limitazioni perché la verità scientifica non si può negare e poi pretendere d’esseri scienziati. Per esempio, il gran filosofo della scienza inglese, Karl Popper, nel suo ultimo libro espresse una grande approvazione ai miei studi per la generalizzazione delle leggi quantistiche ed einsteiniane; il noto fisico americano Micho Kaku ha scritto vari libri sulle limitazioni delle teorie del secolo; la lista di voci autorevoli è proprio lunga.

D. Passiamo allora ad un’identificazione di limitazioni piú specifiche delle leggi quantistiche ed einsteniane, cominciando dalla chimica, e pregandola di mantenere le sue risposte ad un livello comprensibile a tutti.

R. Io sono un “formula man”, ossia sono qualificato ad esprimere le idee con formule, come necessario per le scienze quantitative e non ho capacità divulgative. Ciononostante, farò del mio meglio. La scelta della chimica è un ottimo punto di partenza perché limitazioni chiare a questo livello diventano piú nebulose a livello nucleare e particellare. Come tutti sanno, le leggi quantistiche ed einsteniane hanno rappresentato la struttura di UN atomo d’idrogeno in una maniera veramente incredibile con esattezza valida fino a qualunque cifra decimale desiderata. Ciononostante, quando si mettono insieme DUE atomi d’idrogeno nella sua molecola, le leggi quantistiche ed einsteniane sono semplicemente approssimate perché, in un secolo di tentativi falliti e l’uso di grandi somme di denaro pubblico, dette leggi non sono in grado di rappresentare circa il 2% dell’energia di legame della molecola piú piccola al mondo, , con mancanze sempre più grosse per molecole più complesse.

D. Ma, Prof. Santilli, una deviazione del 2% mi sembra abbastanza piccola?

R. Prima di tutto, la mancanza del 2% dei dati sperimentali è ampiamente sufficiente per stabilire di là da dubbi che le teorie einsteniane e la meccanica quantistica NON sono esatte per la chimica, aprendo cosí le porte alla ricerca di teorie piú adeguate. In secondo luogo, i nuovi carburanti puliti che ho studiato [1] dipendono in maniera cruciale proprio da una DEVIAZIONE dalle leggi einsteniane del 2%. In terzo luogo, una deviazione del 2% non è per nulla piccolo. Circa una decina d’anni fa, una società pubblica americana mi chiese di fare dei calcoli termodinamici su certi prodotti sotto la condizione di usare la chimica quantistica per motivi finanziari-governativi. Io rifiutai per iscritto affermando che, se avessi accettato l’incarico, rischiavo cause penali per truffa da parte d’azionisti perché il 2% dell’energia di legame, corrisponde a circa 1000 Kcal/mole, mentre una reazione tipica, come quella della sintesi dell’acqua, rilascia circa 50 Kcal/mole. Quindi, LE LEGGI QUANTISTICHE ED EINSTENIANE HANNO UN ERRORE IN TERMOCHIMICA DI VENTI VOLTE IL VALORE DA TRATTARE.

D. Ma mi dicono esperti che la chimica moderna ha ormai rappresentato l’energia di legame delle molecole con grand’esattezza?

R. Sì, è vero. Ma la rappresentazione è stata raggiunta mediante lo “screening” della legge di Coulomb, ossia la sua moltiplicazione per una funzione ad hoc senza origine fisica o chimica. Il problema è che questa legge di Coulomb diciamo alterata non ammette piú il quanto d’energia, poiché questo, come tutti sanno, esiste solo per orbite colombiane. Quindi, anche se il raggiungimento di rappresentazioni piú accurate è vero, l’uso di parole come “chimica quantistica” è pura politica accademica per leggi di Coulomb schermate. In termini tecnici, la legge di Coulomb è un invariante di base delle leggi quantistiche ed einsteniane. Ne consegue che le leggi di Coulomb schermate possono solo essere raggiunte con trasformate nonunitarie, uscendo quindi dalle classi d’equivalenza della meccanica quantistica e relatività ristretta. Corre voce che non appena fu chiaro che la “schermatura” della legge di Coulomb implicava delle deviazioni dalle leggi quantistiche, gli interessi organizzati su Einstein fecero subito dare un premio Nobel in chimica per detta schermatura, e cosí la dominanza scientifica delle teorie einsteniane è continuata mediante metodi di controllo capillare che coinvolgono tutti i settori della scienza, della politica e dei mezzi mediatici. Questa è la situazione attuale della scienza.

Un’illustrazione frequente delle pubblicazioni del Prof. Santilli illustrante l’impossibilità per le teorie d’Einstein e quindi la meccanica quantistica relativistica, d’essere estate per i nuclei, perché la simmetria alla base di dette teorie, quella di Poincarè, richiede una struttura di tipo planetario-atomico con nucleo Kepleriano, mentre i nuclei non hanno nuclei.
D. Sono tutte queste le limitazioni delle leggi quantistiche ed einsteniane in chimica?

R. Per carità, ce ne sono tantissime.Molte inconsistenze sono troppo tecniche per questa presentazione e riferisco il lettore interessato alla mia monografia dissidente pubblicata dalla Kluwer nel 2001 (un buon inizio del terzo millennio?) sulla “Chimica Adronica e sue Applicazioni ad Energie e Carburanti Puliti” [4]. La seguente limitazione strutturale è anche visibile a tutti. Una delle leggi della chimica quantistica è che gli elettroni di valenza mantengono la propria indipendenza, altrimenti non spiegherebbero la preservazione degli atomi nelle strutture molecolari. Ne consegue allora che LE LEGGI QUANTISTICHE ED EINSTENIANE PREVEDONO CHE TUTTE LE SOSTANZE SONO FERROMAGNETICHE, chiaramente perché, come s’insegna nei primi anni di fisica, quando si applica un campo magnetico esterno, le orbite degli elettroni si orientano all’unisono, risultando cosí in un disaccordo veramente vergognoso tra la chimica quantistica e la realtà, perché solo ALCUNE, sostanze sono ferromagnetiche.

D. Qual è l’origine di queste inconsistenze?

R. Nell’impossibilità delle leggi quantistiche ed einsteniane di permettere una rappresentazione adeguata della valenza. Va ricordato di nuovo che dette leggi furono concepite per PUNTI MATERIALI NEL VUOTO. Come tali, dette leggi vanno benissimo per descrivere l’elettrone in orbita nel vuoto attorno al protone nell’atomo d’idrogeno. Quando si passa alla molecola d’idrogeno, i due elettroni sono accoppiati in singoletto (con spin opposti per il principio di Pauli) a distante dell’ordine di un Fermi ( cm). In queste condizioni si ha la penetrazione mutua dei pacchetti d’onda degli elettroni, ossia un’interazione da contatto senza potenziale occorrente in un volume, cosa che è al di là di qualuque sogno di trattazione vera con le leggi quantistiche ed einsteniane, perché la loro matematica di base, cominciando con la topologia, può solo rappresentare un numero finito di punti isolati (“local-differential geometry and topology”).

D. Cerchi di dire questi concetti in maniera più comprensibile.

R. Il problema è che “il famoso professore Pinco Pallino dice e tutti ci credono”, ma la vera scienza non si fa sulla base dell’autorità scientifica, ma su quella dell’evidenza. Le parole “valenza” e tutte le sue varianti, come “covalenza” ecc. sono per me delle parole vuote di rigoroso contenuto scientifico, ossia quantitativo. Per chiarire, l’esistenza degli accoppiamenti degli elettroni di valenza è fuori discussione qui – basta toccarsi un dito per vedere come i suoi atomi sono accoppiati fortemente e per questo, quando esponiamo il dito al vento non si sbriciola in atomi, per nostra fortuna. Il problema per me è che IN TUTTI I TRATTATI DI CHIMICA ORTODOSSI IO NON HO MAI VISTO IL CALCOLO DELLA FORZA ATTRATTIVA. Per questo io non ho mai creduto alla chimica quantistica sin dai miei studi di specializzazione a Torino. Le ricerche basate solamente sulla chimica quantistica le faccio fare dagli altri. Da notare che SECONDO LE LEGGI QUANTISTICHE ED EINSTENIANE L’ACCOPPIAMENTO DI VALENZA NON DOVREBBE ESISTERE PERCHÉ DUE ELETTRONI SI DOVREBBERO RESPINGERE AVENDO LA STESSA CARICA. Da notare anche che la nuova chimica adronica, per prima cosa, ha identificato la FORZA ATTRATTIVA tra gli elettroni di valenza, proprio grazie alla nuova interazione di contatto dovuta alla penetrazione mutua dei pacchetti d’onda a distanze ravvicinate, ed ha prodotto uno dei risultati scientifici di cui vado più orgoglioso: la prima rappresentazione quantitativa, numerica ed invariante nella storia della chimica dell’energie di legame molecolari ed altre caratteristiche molecolari che sono esatte fino a qualunque cifra decimale desiderata.

D. Ma allora lei non crede alla chimica quantistica?

R. Mi permetta di “delucidare con chiarezza” che la validità della chimica quantistica è fuori discussione, come stabilita da contributi alla società di natura semplicemente storica. L’aspetto qui trattato è che LA CHIMICA QUANTISTICA È SEMPLICEMENTE APPROSSIMATA e, quindi, può essere sorpassata da una chimica più accurata. seri problemi di natura etica e sociale, lasciamo stare scientifica, emergono qualora INTERESSI ACCADEMICI-POLITICI IMPONGONO CHE LA CHIMICA QUANTISTICA È ASSOLUTAMENTE ESATTA INVECE DI ESSERE SOLO APPROSSIMATA. INFATTI, NUOVE ENERGIE E CARBURANTI PULITI ORMAI IN SVILUPO INDUSTRIALE NEL MONDO DIPENDONO PROPRIO DAL COMPLETAMENTO DELLA CHIMICA QUANTISTICA IN UNA TEORIA PIÚ ACCURATA (vedasi il sito [1] e siti lì citati per i dettagli).

Un’illustrazione concettuale della penetrazione mutua dei pacchetti d’onda degli elettroni in accoppiamenti di valenza, condizione al di là delle leggi einsteniane e quantistiche perché queste rappresenterebbero i due elettroni come due punti a distanza. Da notare che le due sfere sovrapposte come in questa figura sono state il simbolo dell’Institute for basic Research, di cui è presidente il Prof. Santilli, sin dalla sua fondazione nel 1983. Da allora una nuova chimica è nata, la chimica adronica [4] che ammette la chimica quantistica come caso particolare semplice a distanze mutue degli elettroni tale da rendere ignorabili la sovrapposizione dei loro pacchetti d’onda.

D. Ci dica qualcosa sulla nuova specie chimica magnecolare da lei scoperta e la sua applicazione a nuovi carburanti puliti da lei scoperti.

R. Molto brevemente, il problema di base dell’inquinamento atmosferico è dato dal fatto che il legame di valenza è troppo forte, perciò la combustione non è completa. Infatti, le emissioni degli HC nei fumi di scarico della benzina e del diesel, oggi riconosciuti essere cancerogeni dall’Environmental Protection Agency americana, sono letteralmente dei pezzi delle molecole del carburante originario. Il problema era quindi quello di trovare una NUOVA SPECIE CHIMICA IL CUI LEGAME ASSOLUTAMENTE NON ERA DI VALENZA MA PIÙ DEBOLE onde permettere la combustione completa. Dopo anni di ricerche e la spesa di oltre un milione di dollari di finanziatori americani ed italiani, la soluzione diede luogo alla scoperta di una nuova specie chimica che io chiamai “magnecolare” [4] onde differenziarla da quella “molecolare”. Oggi esistono già vari carburanti a struttura magnecolare, tra cui il MagneGas citato prima, il MagneIdrogeno, l’HHO, ed altri. L’importanza pratica di questi carburanti nuovi è che la benzina c’è e rimarrà. Per questo l’obiettivo industriale immediato della chimica adronica NON è quello di rimpiazzare la benzina, bensí quello di trovare nuovi ADDITIVI ALLA BENZINA tali da renderla ecologicamente accettabile. Chiaramente nel futuro si può avere un rimpiazzamento della benzina poiché il MagneGas NON richiede il petrolio per la sua produzione, mentre la Cina sta programmando la costruzione di un miliardo di nuove auto che assorbiranno tutto il petrolio disponibile. Studi secondo queste nuove linee sono in vari e vari paesi ma, per mia conoscenza, non ancora in Italia.

Una foto del Prof. Santilli alla guida di una Ferrari 308 GTSi convertita al funzionamento a MagneGas in prova alla pista di Moroso in Florida le cui emissioni sorpassano tutte le normative d’emissione senza la marmitta catalitica. In particolare, questa Ferrari fu equipaggiata con un limitatore di giri in vista dell’alto numero d’ottani del MagneGas ed opera ad una temperatura inferiore di circa un terzo a quella della benzina poiché il 50% dei fumi di scarico del MagneGas è dato da vapori d’acqua. Nel gennaio 2001 il Prof. Santilli mandò il rapporto disponibile nel sito [15] alla Ferrari (come cliente) e per copia alla Fiat raccomandando la considerazione del MagneGas come parte di una riorganizzazione industriale abbastanza evidente a distanza, consistente in particolare nel fatto che auto funzionanti a MagneGas erano già in produzione alla Fiat, mentre i Concessionari Fiat potevano diventare PRODUTTORI DI CARBURANTE quando equipaggiati con un reattore adronico MagneGas. Siccome, come tutti sanno i profitti maggiori ed a termini più lunghi si fanno con i carburanti piuttosto che con le auto (vedasi i casi Rockefeller e Ford di un secolo fa), la possibilità di Concessionari di diventare produttori di carburante pulito e competitivo sulla benzina avrebbe chiaramente reso preferibile la vendita delle auto Fiat su altre. Un cenno di ricezione, né la Ferrari né la Fiat, lo mandarono e lasciamo stare di ringraziamento per la ricezione del rapporto [15], per questo il Prof. Santilli ritiene che “la Fiat è in uno stato di decadimento industriale programmato, ossia specificatamente voluto”.

D. Passiamo alle limitazioni delle leggi quantistiche ed einsteniane nella fisica nucleare.

R. La situazione in fisica nucleare è simile a quella in chimica. Le centrali nucleari basate sulla meccanica quantistica funzionano. Allora una credenza molto diffusa nella gente, oltre che negli scienziati (incluso i premi Nobel che conosco) è che la meccanica quantistica è esattamente valida per le strutture nucleari e tutte le vedute dissidenti vanno stroncate col discredito. La realtà scientifica è immensamente diversa da queste credenze di politica scientifica. La relatività ristretta è basata sulla simmetria di Poincarè, la quale, com’è noto ad esperti per essere definiti tali, è valida per sistemi Kepleriani, ossia sistemi di tipo planetario o atomico in cui i costituenti orbitano attorno al nucleo in orbite stabili senza collisioni. Ne consegue di nuovo il valore esatto delle leggi einsteniane, e quindi della meccanica quantistica relativistica, per la struttura dell’atomo d’idrogeno. Chiarito ciò, LA CREDENZA DEL CARATTERE ESATTO DELLA RELATIVITÀ RISTRETTA, E QUINDI DELLA MECCANICA QUANTISTICA PER STRUTTURE NUCLEARI È PURA CORRUZIONE SCIENTIFICA QUANDO FATTA DA ESPERTI PERCHÉ “I NUCLEI NON HANNO NUCLEI”. Ossia, sistemi interni come i nuclei non hanno una struttura Kepleriana. Allora, i veri motivi di validità delle teorie einsteniane per la struttura atomica diventano motivi per la mancanza del loro valore esatto per i nuclei. Ne consegue quindi la necessità, su basi scientifiche vere di là della politica scientifica, che la fisica nucleare ha bisogno di una teoria più esatta di quella quantistica, in cui le simmetrie di base sono costruite per sistemi NON Kepleriani.

D. Sono tutte qui le limitazioni delle leggi quantistiche ed einsteiniane nella fisica nucleare?

R. Per carità, ho citato di sopra solo l’inizio di una vera e propria litania di vergogne scientifiche, vergogne perché soppresse spesso intenzionalmente dalla fisica ortodossa, intenzionalmente perché queste limitazioni sono note ad esperti veri. Per esempio, dopo un secolo di studi falliti e lo sciupo di un fiume di moneta pubblica, le leggi quantistiche ed einsteniane:

I. non hanno potuto interpretare lo spin 1 del (ground state) del nucleo più piccolo, il deuterio (lo stato legato stabile di un protone ed un neutrone), perché lo stato stabile di due particelle di spin 1/2 come il protone ed il neutrone è il singoletto con spin 0, e non 1 come quello del deutone;

II. non hanno potuto interpretare la stabilità del deuterio, perché il neutrone è naturalmente instabile con una vita media di circa 15 secondi, e non si conosce ancora perché, quando legato ad un protone, il neutrone diventa stabile;

III. non hanno potuto interpretare il momento magnetico del deutone, poiché rimane ancora la deviazione di circa 1% con valori sperimentali nonostante tutte le correzioni relativistiche possibili.

Quando poi si passa a nuclei più complessi, le limitazioni diventano ancora più serie, e quando si passa a nuclei pesanti, le divergenze delle leggi quantistiche ed einsteiniane dalla realtà fisica diventano veramente vergognose qualora le teorie sono dichiarate essere esatte.

Un’illustrazione concettuale delle “magnecole Santilliane”, ossia della nuova specie chimica scoperta dal Prof. Santilli secondo cui gli atomi sono accoppiati a seguito dell’“appiattimento” delle orbite degli elettroni, tecnicamente chiamata polarizzazione toroidale, con conseguente creazione di un campo magnetico che a distanze ravvicinate è intensissimo. Da notare che le magnecole Santilliane costituiscono la sola nuova specie chimica scoperta dopo la scoperta delle molecole da parte d’Avogadro, Cannizzaro ed altri nella metà dell’ottocento.

D. Allora lei non raccomanda piú studi quantistici per la fisica nucleare?

R. Anche nella fisica nucleare, le leggi quantistiche ed einsteniane hanno permesso risultati scientifici erronei, che in ogni caso sono parte della storia. Di nuovo stiamo parlando del fatto che dette leggi sono solo approssimativamente valide in fisica nucleare. Anzi, le correzioni necessarie sono in genere piccole. Di nuovo, un problema scientifico e la costruzione di una GENERALIZZAZIONE delle leggi quantistiche ed einsteiniane che sia più accurata in fisica nucleare. È detta generalizzazione che è opposta in maniera a volte isterica da accademici in sentore di potere scientifico. Di nuovo stiamo parlando di correzioni le quali hanno implicazioni sociali molto serie perché esse permettono di concepire e trattare nuove energie pulite impensabili con leggi quantistiche ed einsteniane.

D. Passiamo ora alle limitazioni delle leggi quantistiche ed einsteiniane nella fisica delle particelle.

R. È mia opinione che la fisica delle particelle soffre oggi di un oscurantismo scientifico superiore, per implicazioni etiche e sociali, all’oscurantismo imposto dal Vaticano ai tempi di Galilei. Il problema è che in questo settore gli aspetti sono molto tecnici con conseguente impossibilità da parte della stampa di capire veramente a fondo le cose, perciò tutto è ridotto a potere scientifico, premi Nobel e cose del genere.

D. Capisco le difficoltà tecniche. Ci dia, però, qualche esempio comprensibile a tutti.

R. La teoria delle particelle è dominata oggi dal cosiddetto “standard model”, quello basato sulle simmetrie unitarie di SU(3) con i cosiddetti “colori” e “sapori” (nomi che NON ho dato io). È mia opinione, peraltro adottata dalla stragrande maggioranza dei fisici, inclusi quelli ortodossi, che DETTO MODELLO HA RAGGIUNTO LA CLASSIFICAZIONE FINALE DI TIPO MENDELEEVIANO DELLE PARTICELLE ELEMENTARI, ossia un risultato di carattere storico. Problemi scientifici ed etici emergono quanto lo stesso modello è assunto dare, non solo la classificazione di particelle in famiglie, ma anche la struttura di ciascuna particella di una data famiglia. È un pò come pensare che la classificazione di Mendelevi degli atomi sia sufficiente a dare anche la struttura di ciascun atomo di una data famiglia di valenza perciò la meccanica quantistica non sia necessaria, cosa fuori di qualunque valore scientifico.

D. Ma dov’è il problema in questa rappresentazione congiunta della classificazione della struttura?

R. Il problema è dato dalla credenza consequenziale che i famigerati quarchi sono particelle fisiche nel nostro spaziotempo. Lì è la cancrena scientifica con conseguenze negative molto serie per nuove energie pulite. Nella realtà, i quarchi sono delle rappresentazioni puramente matematiche di una simmetria puramente matematica definito in una spazio unitario a valori complessi anche puramente matematico che non hanno nessuna connessione possibile con il nostro spaziotempo (tecnicamente a causa del teorema di O’Rafearthaigh che proibisce una connessione tra spazi unitari-complessi interni e spaziotempo). Inoltre, i quarchi NON possono essere definiti con la simmetria spaziotemporale di base, quella di Poincarè. Devo continuare? La realtà scientifica al di fuori della politica scientifica diventerebbe proprio vergognosa. Ne consegue che QUALUNQUE OPINIONE CHE I QUARCHI SONO DELLE PARTICELLE FISICHE NEL NOSTRO SPAZIOTEMPO E COMPLETAMENTE FUORI DELLA REALTÀ FISICA.

D. Ma che cosa implica l’impossibilità per i quarchi di essere definiti nello spaziotempo?

R. Implica l’impossibilità per i quarchi di avere un’attrazione gravitazionale perché, come deve essere ben noto ad esperti per essere tali, la gravità è solamente definibile nello spaziotempo, mentre i quarchi sono solamente definibili nello spazio unitario interno a valori complessi. Ne consegue che qualora i quarchi siano i costituenti fisici reali degli adroni, durante la premiazione col Nobel data per le teorie dei quarchi, i destinatari del premio avrebbero dovuto volare nella sala come fantasmi per la mancanza di gravità.

D. Ci sono anche altri problemi nella struttura delle particelle secondo il modello standard?

R. Troppi. I quarchi non sono stati osservati in laboratorio nonostante le altissime energie raggiunte fino ad ora, perciò essi devono essere permanentemente “confinati” nell’interno degli adroni. Il problema è che il confinamento è stato politico e non scientifico fino ad ora a causa del principio d’indeterminazione di Heisenberg, un pilastro delle leggi quantistiche assunte come base, secondo cui, qualunque esso sia, un modello a quarchi ammette una probabilità finita che un quark sia libero fuori dell’adrone, come suggerisco a qualunque studente del dottorato di ricerca di verificare con calcoli espliciti. A parte tutto ciò, il modello a quarchi è stato capace di rappresentare la massa delle particelle, risultato che è una conseguenza delle loro classificazioni mediante spettri appunto di massa, ma dal punto di vista strutturale il modello a quarchi è stato incapace di rappresentare proprietà veramente di base, come la dimensioni, lo spin ed il momento magnetico degli adroni. In altre parole, l’equazione di Scrödinger per l’atomo d’idrogeno è proprio un’equazione di STRUTTURA perché ha rappresentato TUTTI gli aspetti dell’atomo d’idrogeno e per questo l’accetto come tale, mentre il corrispondente per gli adroni concepiti come stati legati di quarchi manca e per questo io non posso accettare il modello standard come rappresentante la struttura degli adroni.

D. Lei ha proprio il dente avvelenato contro i quarchi. Perché?

R. Perché ritengo che I QUARCHI SONO IL NEMICO NUMERO UNO DEI PROBLEMI AMBIENTALI, perché la credenza politica che i quarchi sono particelle fisiche nel nostro spaziotempo crea grandi problemi di natura etica e sociale. Le strutture molecolari, atomiche e nucleari hanno dato contributi immensi all’umanità PERCHÉ I LORO COSTITUENTI POSSONO ESSERE SEPARATI E PRODOTTI ALLO STATO LIBERO. NE CONSEGUE CHE LA VERA CONCEZIONE DEI QUARCHI COME PARTICELLE PERMANENTEMENTE CONFINATE NELL’INTERNO DEGLI ADRONI IMPEDISCE QUALUNQUE APPLICAZIONE PRATICA DELLA FISICA DELLE PARTICELLE ELEMENTARI. Infatti, oggi sappiamo bene che modelli di struttura degli adroni con particelle veramente fisiche come costituenti tali da raggiungere la compatibilità con la classificazione SU(3), permettono infatti nuove energie pulite, note oggi come ENERGIE ADRONICHE, ossia energie originanti nell’interno degli adroni, come il neutrone. Per questi motivi ecologici quando io ero a Harvard i miei disaccordi con i miei ex-colleghi premi Nobel Shelly Glashow e Steven Weinberg, raggiungevano Harvard Square.

D. Ma lei è il solo a dissentire contro tanta autorità scientifica?

R. Per carità, la maggioranza numerica dei fisici che non dipendono finanziariamente dai quarchi non credono che detti quarchi sono particelle fisiche e lo ammettono pubblicamente, com’è il caso delle centinaia di scienziati che hanno partecipato ai nostri congressi ed a molti altri congressi internazionali non-ortodossi. Da dire che, quando ero a Havard, lo scopritore dei quarchi, Murray Gell-Mann, mi confessò privatamente che non credeva che i quarchi fossero particelle fisiche e quando la sua opinione era richiesta durante i suoi seminari, si esprimeva dicendo che, come quantità puramente matematiche, i quarchi sono necessari per la classificazione degli adroni, opinione che condividevo in pieno, mentre evitava di assumere una posizione sulla loro realtà.

D. Ci sono altri problemi nella fisica particellare?

R Troppi, ciascuno con implicazioni etiche e sociali veramente serie. Se ho posto la mia reputazione sull’affermazione che la fisica delle particelle è oggi in uno stato d’oscurantismo superiore a quell’imposto dal Vaticano ai tempi di Galilei, creda pure, ho molte giustificazioni. Una delle tante è la consuetudine ormai accettata nella fisica ortodossa di aggiungere parametri “to fix things”, ossia per fittare i dati sperimentali, e poi naturalmente dichiarare che le leggi quantistiche ed eisteiniane sono esatte nel caso considerato. Come un esempio che posso solo qualificare come allucinante, cito l’annichilazione di un protone ed un antiprotone ad alte o basse energie e la conseguente correlazione della “shower” di pioni emessi (evento tecnicamente noto come Bose-Einstein correlation). In questo caso fisici ortodossi sono costretti ad introdurre, non uno ma ben QUATTRO PARAMETRI ARBITRARI DI NESSUNA ORIGINE FISICA, chiamati “parametri di caoticità”, e poi dichiarare le leggi ad essere esatte. Il caso va denunciato come vergognoso perché QUESTI PARAMETRI RAPPRESENTANO PROPRIO LA DEVIAZIONE DELLA BOSE-EINSTEIN CORRELAZIONE DALLE LEGGI QUANTISTICHE ED EINSTENIANE, come dimostrato da teorie alternative. Il culmine della vergogna è che questi parametri sono in violazione diretta dei veri assiomi di base della meccanica quantistica, tecnicamente espressi dal fatto che l’assioma quantistico dei valori d’aspettazione di un’osservabile può solamente dare matrici diagonali, mentre è noto ad esperti che per essere tali la correlazione richiede necessariamente valori NON-diagonali, ossia FUORI DELLE LEGGI QUANTISTICHE ED EINSTEINIANE.

D. Quali sono le implicazioni sociali di queste controversie?

R. Immense. La vita dei nostri figli e nipoti ne può dipendere. Ci sono varie nuove energie pulite previste da GENERALIZZAZIONI delle teorie einsteiniane, alcune addirittura verificate sperimentalmente in misura preliminare, i cui esperimenti sono sistematicamente soppressi ed i loro sostenitori vengono squalificati, grazie al controllo della stampa indicato prima, proprio sulla base che le leggi quantistiche ed einsteiniane sono esatte per tutte le condizioni particellari, mentre in realtà si tratta di vere e proprie azioni di un cartello scientifico di tipo Mussoliniano. Per questo ho scritto varie volte nei miei lavori che oggigiorno, all’inizio del terzo millennio, non è assolutamente possibile raggiungere degli avanzamenti veramente di base, e.g. di là d’Einstein, senza la considerazione congiunta di violazioni d’ETICA scientifica e sociale.

D. Ci dica in parole sintetiche ma grafiche la radice della crisi delle particelle elementari.

R. L’idea che la relatività ristretta, dopo essere stata provata essere esattamente valida per particelle muoventesi nel vuoto, come in un acceleratore, possa ugualmente essere valida nell’interno dei mezzi più densi misurati dall’uomo in laboratorio, come nell’interno del neutrone, è assolutamente pazza e ripugnante sotto qualunque processo razionale, a causa delle differenze abissali di condizioni fisiche tra particelle nel vuoto e le stesse particelle nell’interno di detti mezzi iperdensi. Se si vuol fare della scienza al servizio dell’umanità, invece che al servizio d’interessi personali chiaramente equivoci e contro interessi sociali, il problema da studiare è la GENERALIZZAZIONE delle leggi einsteiniane nel passaggio da moti nel vuoto a moti nei mezzi iperdensi nell’interno degli adroni, dei nuclei, e delle stelle. Ma la sola considerazione di una tale generalizzazione mette in dubbio i miliardi d’euro che sono spesi ogni anno in esperimenti particellari, tutti strettamente ristretti alla relatività d’Einstein. Da qui il lettore può immaginare l’opposizione a volte isterica da parte di laboratori particellari in odore d’autorità scientifica. Sta di fatto che tutte le proposte fatte dal sottoscritto oltre che da tanti altri fisici qualificati al CERN ed ad altri laboratori per una verifica sperimentale diretta senza “parametri aggiustanti” sono stati rigettati come “infondate”.

D. Di fronte a problemi cosí gravi, com’è la situazione negli Stati Uniti?

R. Ormai ci sono forze in atto che prevedo risolveranno la situazione alla maniera americana, ossia di fronte ad una giuria. Da chiarire che io non sono né l’iniziatore né un partecipante di queste azioni legali, perché io sono solo interessato a fare della ricerca innovativa. Il fatto è che il danno causato oggi dalla fisica alla società è troppo grave per essere tollerato. Siccome manca qualunque ombra d’auto-correzione da parte della fisica ortodossa, prevedo che oggigiorno il solo posto in cui si possono discutere avanzamenti di base, ossia di là d’Einstein, è di fronte ad una giuria perché in tale sede i fisici che usano una pletora di parametri arbitrari faranno attenzione prima di dichiarare che le leggi einsteiniane sono valide perché rischiano l’accusa d’appropriazione indebita di denaro pubblico. Allora forse la stampa capirà il danno immenso fatto alla società nel servire degli interessi di parte cosí pedissequamente.

D. Queste cose nessuno le ha denunciate pubblicamente?

R. Ci sono state tante denunce scritte, ma sono state tutte soppresse fino ad oggi a causa della complicità della stampa. In aggiunta a tanti autori coraggiosi, vorrei citare la denuncia che feci nel 1984 con il libro in inglese intitolato “IL GRANDE GRIDO” ed i suoi tre volumi di documentazione [7] che è rimasto sconosciuto al pubblico italiano. Perché? Perché la stampa italiana ne ha soppresso qualunque citazione, anche una piccola. Da dire che una casa editrice italiana mi invitò a tradurre questo libro in italiano e firmò anche un contratto per la stampa, ma… poi arrivarono le pressioni altolocate e questo libro non fu portato all’attenzione degli italiani. Questo episodio ha certamente servito gli interessi organizzati su Einstein, ma certamente no il pubblico italiano e la società umana in genere perché “Il Grande Grido” io lo scrissi proprio per le cose che stiamo discutendo ora, ossia per risolvere i problemi ambientali.

D. Dopo un quadro cosí poco rassicurante della fisica odierna, passiamo ad aspetti costruttivi piú rassicuranti. Lei è conosciuto nel mondo scientifico come l’originatore e massimo contributore della meccanica adronica. Che cos’è questa nuova meccanica?

R. Io decisi di dedicare la mia vita alle ricerche di fisica quando, come studente liceale in Italia, lessi nella stampa del tempo (che allora era, infatti, aperta al dissenso scientifico) l’opinione d’Einstein, espressa nel 1935 alla Physical Review insieme ad altri fisici ebrei con grandi vedute come Podolski e Rosen, che “la meccanica quantistica è incompleta”. Da notare che il DUBBIO d’Einstein stimolò la mia fantasia, mentre l’insegna della fisica come teoria finale scoraggi la creatività. Dopo quarant’anni di ricerche posso dire che la meccanica adronica è, infatti, un completamento della meccanica quantistica proprio secondo la visione d’Einstein, Podolski e Rosen. La meccanica adronica può anche essere interpretata, su questi aspetti epistemologici e storici, come una realizzazione concreta delle “variabili nascoste” scoperte da un altro fisico ebraico di gran respiro scientifico, David Bohm ed altri. Uno dei motivi per i quali ho accettato quest’intervista è quella di seguire, nel mio piccolo, l’insegnamento d’Einstein e Podolski, Rose, Bohm e tanti altri fisici illustri della prima metà del secolo scorso, esprimendo DUBBI sulla nostra conoscenza attuale, nella speranza che questi dubbi possano stimolare, come ho spesso scritto, “menti giovani di tutte le età”.

D. In che senso la meccanica adronica “completa” quella quantistica?

R. La risposta è purtroppo tecnica e non sono in grado di divulgarla. La meccanica quantistica può solo rappresentare particelle puntiformi con interazioni a distanza derivanti da potenziale, restrizioni che tecnicamente sono realizzate con la rappresentazione del sistema solo mediante una Lagraniana oppure un’Hamiltoniana ed un’evoluzione temporale caratterizzata da trasformate unitarie negli spazi di hilbert su numeri convenzionali. Il completamento della meccanica quantistica mi fu ispirato dalla lettura dei lavori originali di Lagrange scritti in Italiano a Torino, mentre frequentavo la scuola di specializzazione in fisica teorica proprio all’Università di Torino. Lagrange, infatti, scrisse chiaramente che l’universo NON è interamente riducibile ad interazioni derivanti da potenziale, e per questo introdusse nelle sue celebri equazioni analitiche i “termini esterni” rappresentanti forze da contatto che, essendo a range nullo, non sono derivabili da potenziale. Posso quindi affermare che la meccanica adronica è un completamento della meccanica quantistica con l’aggiunta di forze di contatto le quali, non ammettendo una rappresentazione lagrangiana o hamiltoniana, implicano un’evoluzione temporale caratterizzata da trasformate NON-unitarie. A quel tempo, parliamo degli anni sessanta, avevo completamente rigettato la chimica quantistica come teoria finale della chimica, ed andavo alla ricerca di una rappresentazione matematica consistente delle interazioni di contatto occorrente nell’accoppiamento d’elettroni di valenza.

D. Pensa che un tale completamento non sia stato semplice?

R. Ha, infatti, richiesto decenni di studio per raggiungere vera maturità scientifica. Cominciai con lo studio, come mia tesi di specializzazione nel 1967, della generalizzazione strutturale delle algebre alla base delle teorie Einsteniane, le algebre di Lie con prodotto AB – BA dove A e B sono delle matrici, mediante le algebre Lie-ammissibili [8] con prodotto pAB – qBA dove p e q sono dei parametri non-nulli. Poi generalizzai il prodotto nella versione la più generale possibile APB – BQA, dove P e Q sono delle matrici nonsingolari. L’idea di base era che le forze nonpotenziali sono rappresentate proprio dalla deviazione (chiamata mutazione) dalle algebre di Lie, ossia dalle matrici P e Q. Siccome nel 1967 l’istituto di Fisica dell’Università di Torino era dominato da teorie einsteiniane e quindi dalle algebre di Lie, lo studio delle algebre Lie-ammissibili mi fece chiudere tutte le porte accademiche ed a me non restò altra possibilità che lasciare l’Italia. Da allora non ho messo più piede all’Istituto di Fisica dell’Università di Torino, e non intendo tornarci per il resto dei miei giorni, anche se vengo in Italia almeno due volte l’anno. In seguito nel 1986 Biedenharn [9a] e Macfarlaine [9b] pubblicarono nel 1986 le deformazioni con prodotto piú semplice AB – qBA ma senza la citazione della loro origine nei miei lavori [8] vent’anni prima, anche se Larry Biedenharn n’era a piena conoscenza perché alcuni anni prima avevamo fatto insieme una domanda per ricerche governative proprio sulle mie deformazioni Lie-ammissibili pAB – qBA, ed i lavori [8] li avevo mandati io a Macfailane.

Ne segui un vero fiume di migliaia d’articoli nessuno dei quali citò la mia originazione del 1967 con la piena complicità degli editori informati da me di detta priorità e per questo sono stato chiamato “il fisico più plagiato del secolo”. Il lettore dovrebbe sapere perché me ne sono stato tranquillo di fronte a tanto malcostume scientifico, pur avendo una reputazione mondiale di tener testa a premi Nobel. Il motivo, abbastanza ironico, è che non volevo vedere il mio nome associato come l’originatore di teorie che, nel frattempo, avevo capito essere totalmente sballate dal punto di vista fisico e matematico perché non erano invarianti, ossia prevedevano numeri diversi sotto condizioni fisiche identiche, ma a tempi diversi, con conseguenti inconsistenze oggi note essere catastrofiche (vedasi la memoria [10] e referenze citate).

D. Come risolse questi problemi di consistenza?

R. Durate i miei studi universitari a Napoli, ebbi come professore di matematica il grande Caccioppoli, di cui io fui uno dei suoi ultimi allievi prima del suo suicidio. Caccioppoli, di cui mantengo sempre tantissimi ricordi, m’inculcò l’amore per la matematica diciamo a magliate sulla lavagna con pezzi di gesso schizzanti dovunque. Geni delle dimensioni di Caccioppoli ti cambiano la vita, quando ne sei a contatto vicino. Dopo aver speso decenni a cercare senza successo una matematica adatta per la risoluzione delle inconsistenze fisiche e matematiche catastrofiche delle formulazioni nonunitarie, come quelle Lie-amissibili, l’insegnamento di Caccioppoli mi diede forza. Una matematica per la trattazione invariante del completamento della meccanica quantistica di tipo nonunitario semplicemente non esisteva ed andava costruita. A quel tempo ero a Harvard e, siccome con i colleghi fisici come Sidney Coleman, Steven Weinberg (che poi passò all’Università del Texas a Huston) e Shelly Glashow avevo sì rispetto, ma disaccordi assolutamente irriconciliabili, ebbi il grande onore nel 1978 di essere accettato, nonostante fossi un fisico teorico, al famoso Dipartimento di Matematica dell’Università di Harvard dove formulai le nuove matematiche oggi note nel mondo scientifico come le “matematiche Santilliane isotopiche, genotopiche ed iperstrutturali per la materia e le loro isoduali per l’antimateria”, studi che condussi grazie a cinque grants della DOE naturalmente amministrati dall’Università di Harvard, e su cui ci sono state già pubblicate varie monografie post PhD [11]. Da notare, come l’illustrazione delle difficoltà raggiunse la maturità matematica e quindi fisica solo nel 1996, in una memoria pubblicata dal Circolo Matematico di Palermo [12], a seguito della quale pubblicazione feci un vero e proprio pellegrinaggio a Palermo con mia moglie Carla per esprimere il mio apprezzamento all’Editore Vetro per la sua estrema professionalità editoriale, oltre che indipendenza da interessi scientifici che semplicemente onora la Sicilia.

D. Qual è l’idea di base di queste matematiche nuove?

R. Il problema è quello di rappresentare le dimensioni generalmente nonsferiche delle particelle e le forze non derivabili da potenziale in una forma invariante come quella delle forze da potenziale. Dopo tanti tentativi falliti – e mai pubblicati – la risposta fu una sola: rappresentare dimensioni e forze non derivabili da potenziale mediante una generalizzazione dell’unità, dal valore triviale 1 datante da tempi biblici, ad un valore non singolare ma arbitrario. Questa selezione è unica perché dettata dal fatto che, sia essa triviale oppure generalizzata, l’unità è l’invariante di base di qualunque teoria. La generalizzazione dell’unità richiese evidentemente la generalizzazione del prodotto convenzionale, con conseguente generalizzazione della totalità della matematica che conoscevo, incluso le funzioni elementari di seno e coseno, lasciamo stare gli spazi di Hilbert della meccanica quantistica. Questo illustra che il 90% del tempo che ha richiesto la costruzione della meccanica adronica è stato speso nella matematica. Una volta raggiunta la consistenza assiomatica, le applicazioni fisiche sono state rapidissime. Da notare che ci avviciniamo alla fusione fredda dove, per raggiungere valori industriali, bisogna rappresentare in maniera consistente nuclei con dimensioni reali ed il loro contatto, cosa impossibile per la meccanica quantistica giacché questa fa l’astrazione filosofica dei punti in un insieme di punti isolati rappresentanti quarchi senza gravità fuori dello spaziotempo.

D. Ci dia degli esempi dei numeri Santilliani isotopici, genotopici ed iperstrutturali.

R. Supponiamo che siamo stanchi del valore triviale dell’unità 1 e vogliamo una teoria con l’unità generalizzata chiamata isotopica, per esempio E = 1/5. Allora bisogna cambiare il prodotto dei numeri 2×3 nella forma 3*3 = 2x5x3 perché solo allora E = 1/5 verifica gli assiomi dell’unità, ossia, e*n = n*E = E per tutti i numeri possibili n (vedasi la memoria [13] per trattamento matematico). Allora 2*3 = 30 ed il numero 4 diventa primo e si ha una serie di conseguenze nontriviali che costituiscono la nuova branca della matematica oggi chiamata teoria degl’isonumeri Santilliani [11e]. Nelle applicazioni fisiche, l’isounità E è data da una matrice che rappresenta le dimensioni reali delle particelle considerate, moltiplicata per una funzione rappresentante le forze di contatto. Nei genonumeri si hanno due unità diverse, una per il prodotto a destra ed uno per quello a sinistra perciò il prodotto 2>3 è non solo diverso da 6, ma anche diverso da 2<3. In questa maniera ho raggiunto un’assiomatizzazione dell’irreversibilità nella maniera piú primitiva possibile, i numeri. Negli ipernumeri non solo abbiamo le proprietà; dei genonumeri, ma i prodotti 2>3 e 2<2 danno luogo ad un insieme di valori. Introdussi gli ipernumeri nella speranza che potevano essere utili per capire, un giorno lontano, il codice del DNA dove, a parte la necessità dell’irreversibilità che esclude l’uso dei numeri triviali, l’associazione di due atomi, rappresentata matematicamente dalla moltiplicazione, può dar luogo ad un organo con miliardi e miliardi d’atomi, avendo cosí; proprio un’iperstruttura intesa come struttura a molti valori. Ho scritto molte volte nei miei lavori che non ci può essere fisica veramente nuova senza matematica nuova, e non ci può essere matematica veramente nuova senza numeri nuovi perché i numeri sono alla base di tutta la conoscenza umana. D. Quali verifiche sperimentali ha ricevuto la meccanica adronica?

R. Oggigiorno la meccanica adronica ha numerose verifiche sperimentali nella fisica delle particelle, fisica nucleare, superconduttività, chimica, astrofisica e cosmologia (per brevità vedasi il volume [5c] e [14]).

D. Quali applicazioni industriali sono già state realizzate con la meccanica adronica?

R. Non solo l’origine della meccanica ma tutte le sue parti principali sono state motivate da nuove applicazioni industriali concrete. Per esempio, gli isonumeri Santilliani sono oggi usati per una generalizzazione dei crittogrammi, usati dalle banche, i quali sono molto più difficili da risolvere anche se molto piú semplici nella loro struttura perché ammettono un numero infinito di valori dell’unità, il cui valore è cambiato continuamente dai computers, dando quindi una garanzia assoluta di segretezza. Le applicazioni industriali nella chimica sono oggi molte, anzi troppe per essere discusse in una breve intervista. Posso indicare non solo i nuovi carburanti e nuove strutture polimeriche, ma anche dei nuovi farmaci con alta penetrazione nella pelle dando quindi la possibilità di trattamenti locali quando sono applicabili senza invadere tutto l’organismo come fatto dalle medicine d’oggi. In fisica nucleare abbiamo varie applicazioni, tra cui la piú importante a mio avviso è il decadimento stimolato delle scorie nucleari realizzabile nelle piscine delle centrali stesse e quindi eliminando la litania di problemi non risolti in cinquant’anni connessi col trasporto ed immagazzinamento di dette scorie, oltre a rendere le centrali nucleari, anche in onore del loro originatore Enrico Fermi, piú accettabili sul profilo ecologico. Ciononostante, le applicazioni piú importanti per le quali tutto questo lavoro di decenni è stato svolto da centinaia di matematici, fisici ed ingegneri sono quelle di nuove energie pulite previste dalla meccanica adronica a livello particellare, nucleare e molecolare [14].

D. Siamo quindi finalmente vicini a discutere la fusione fredda?

R. Sì.

D. Premesso che l’esistenza di trasmutazioni nucleari nella fusione fredda è ormai provata sperimentalmente, quali sono le difficoltà per il raggiungimento della produzione d’energia a valori industriali?

R. Sono d’accordo che l’esistenza di “Low Energy Nuclear Transmutations” (LENT – trasmutazioni nucleari a bassa energia) è ormai di là da dubbi credibili. La loro bassa efficienza è dovuta al fatto che esse oggi occorrono random, ossia su una base puramente casuale, non sistematica e quindi non controllata. La meccanica adronica permette lo studio quantitativo, ossia numerico, mirante alla futura industrializzazione delle LENT secondo i seguenti aspetti primari: 1) Identificazioni delle LEGGI FISICHE che sono necessarie per la realizzazione delle LENT; b) Identificazione delle condizioni fisiche che permettono la realizzazione di dette leggi; e 3) ottimizzazione della realizzazione meccanica per l’implementazione di dette leggi per averne l’efficienza più alta possibile. È in questi aspetti di base dove tutto quanto discusso in precedenza ha un’importanza diretta, principalmente per sfatare credenze semi-religiose, ed aprire la mente a verità scientifiche.

D. Perché le leggi quantistiche ed einsteiniane non vanno secondo lei per la fusione fredda?

R. Per tanti motivi. Innanzi tutto la struttura matematica delle leggi quantistiche ed einsteiniane è strettamente reversibile nel tempo, mentre le reazioni nucleari della fusione fredda sono chiaramente irreversibili. Qualunque fisico che crede di fare della fisica seria in queste condizioni, o è un sognatore oppure è costretto per motivi finanziari ed accademici. Solo una meccanica che è strutturalmente irreversibile può rappresentare seriamente processi irreversibili. La meccanica adronica è la SOLA che io conosco essere una meccanica irreversibile, invariante ed assiomaticamente consistente. Questo è solo l’inizio. Come tutti sanno, quando Pons and Fleishmann fecero il loro annuncio storico, Herman Feshback, Chairman del Dipartimento di Fisica del MIT andò alla CNN essenzialmente denunciando Pons and Fleishmann come truffatori. Anche se quest’azione fatta da Feshback fu molto deplorevole perciò fu condannata da molte voci anche autorevoli, non dobbiamo sottovalutare i motivi che spinsero Feshback a quel gesto.

Feshback era uno dei massimi fisici nucleari nel mondo, autore di due volumi di fisica nucleare che fanno ancora testo. Feshback aveva decine e decine di motivazioni molto serie secondo cui le fusioni fredde assolutamente NON possono esistere per la meccanica quantistica, tutte motivazioni indipendenti da quella dell’irreversibilità, le quali sono troppo tecniche perché siano discusse qui, perciò mi limito a citare l’opinione autorevole di Feshback. Col passare del tempo è successo che le fusioni fredde sono diventate una realtà sperimentale, ma si è continuato ad usare le leggi quantistiche ed einsteiniane per i calcoli con il risultato che in vent’anni non c’è stato un vero aumento delle efficienze e, cosa molto piú seria, non è possibile fare delle previsioni quantitative con dette leggi, per questo, COME TRATTATA OGGI LA FUSIONE FREDDA MANCA DI UNA DISCIPLINA ADEGUATA. La meccanica adronica è stata costruita proprio per questo scopo. Sta ai ricercatori nel settore non essere danneggiati ignorandola.

D. Perché noi parliamo della fusione fredda e lei parla delle LENT?

R. Perché lo scopo è quello di raggiungere nuove energie pulite d’origine nucleare. Per un tale obiettivo è raccomandabile allargare il campo dalle fusioni alle trasmutazioni perché quest’ultime ammettono le prime, ma non vice versa. Per esempio ci sono delle trasmutazioni nucleari previste dalla meccanica adronica che rilasciano molta energia pulita ma non sono delle fusioni.

D. Quali sono le leggi Santilliane della fusione fredda?

R. Sono date da cinque leggi principali studiate in dettaglio nel volume [14] che in questa sede posso esprimere come segue:

LEGGE I: La legge ovvia, secondo cui le LENT devono verificare il principio di conservazione dell’energia, inclusa quello del difetto di massa, oltre che tutte le altre leggi convenzionali di conservazione, incluse, cosa meno ovvia, varie leggi di superselezione;

LEGGE II: Le LENT piú probabili sono quelle che avvengono alla minima energia di “threshold”, ossia, la minima energia necessaria per verificare il principio di conservazione, perché l’energia in eccesso alla minima necessaria crea chiare instabilità che diminuiscono l’efficienza;

LEGGE III: Le LENT piú probabili sono quelle che non rilasciano radiazioni dannose, ossia quelle basate sull’emissione di protoni e neutroni, per il motivo evidente che il rilascio di queste ultime richiede processi energetici che danneggiano l’efficienza;

LEGGE IV: I soli accoppiamenti stabili di due nuclei sono quelli di singoletto, ossia con spins antiparalleli, legge anche chiamata “the gears law” (ossia la legge degli ingranaggi) perché, proprio come negli ingranaggi, l’accoppiamento di tripletto (con spins paralleli) causa forze repulsive estremamente forti;

LEGGE V: Quando tutte le leggi precedenti sono verificate, le LENT possono avvenire se e solo se c’è un “trigger”, ossia un’azione che permetta la penetrazione dei nuclei nell’interno dell’“orizzonte adronico”, ossia a distanze inferiori a cm, al di fuori del quale orizzonte le leggi quantistiche ed einsteiniane rimangono valide come assunzione di base.

D. Se non sono delle fusioni nucleari, immagino che si riferisca al decadimento accelerato degli isotopi, è giusto dire che tale processo non emette neutroni? Se questi neutroni non vengono emessi ci può spiegare il perchè?

R. Si, la meccanica adronica prevede che le trasmutazioni nucleari piu’ probabili solo quelle senza emissioni nocive, come quelle neutroniche, a condizione evidentemente che le altre leggi siano verificate. Per esempio, un’altra legge e’ che l’energia disponibile sia quella minima richiesta dal principio di conservazione. Se invece si usano alte energie, allora i nuclei possono fissionarsi con grande rilascio di radiazioni neutroniche.

D. Nella realizzazione di queste leggi, qual è la difficoltà tecnologica maggiore?

R. Di gran lunga la difficoltà pratica maggiore è quella di esporre i nuclei come condizione necessaria affinché una sintesi nucleare possa avvenire. Va ricordato al riguardo che tutti gli atomi hanno una fortissima schermatura data dalla nube elettronica che protegge i nuclei in tutte le direzioni spaziali. Allo stesso tempo, stiamo parlando di reazioni nucleari “a bassa energia”, ossia che per concezione non hanno energia sufficiente per l’esposizione dei nuclei mediante ionizzazione. Queste due condizioni opposte cominciano a spiegare le difficoltà delle LENT, i motivi per i quali l’efficienza ottenuta finora è bassissima e la necessità di passare da tentativi bendati a ricerche serie basate su una meccanica adeguata.

D. Ci sono speranze per risolvere un ostacolo cosí grande?

R. La meccanica e chimica adronica lo hanno già risolto da tempo ma detta soluzione rimane al momento ignorata in Italia a chiaro scapito dei ricercatori nel settore perché per quanto conosca, non usano una soluzione alternativa e l’efficienza continua a rimanere bassissima perché il processo rimane random.

D. Ci può dire questa soluzione?

R. Sì, perché è nota in tutto il mondo scientifico con vari brevetti già concessi e tante domande di brevetti in corso in vari paesi. È data dal vero principio della nuova specie chimica delle magnecole Santilliane che sviluppai non solo per nuovi carburanti, ma anche per la fusione fredda. Le nuove forze attrattive che costituiscono le magnecole sono date dall’“appiattimento” degli atomi causato da un forte campo magnetico esterno, appiattimento tecnicamente chiamato polarizzazione. Quando l’orbita degli elettroni è deformata da una distribuzione sferica a quella toroidale, la rotazione degli elettroni in un toroide crea un campo magnetico intensissimo a piccole distanze, che non esiste nella distribuzione sferica. Individualmente una distribuzione elettronica toroidale è estremamente instabile perché i moti dovuti alla temperatura riproducono la distribuzione sferica in un nanosecondo. Ciononostante, quando due o piú atomi con distribuzione elettronica toroidale sono accoppiati dalle forze attrattive intensissime dalle polarità apposte, l’accoppiamento è perfettamente stabile fino ad una data temperatura), come provato dal MagneGas di là da dubbi scientifici [1], perché le rotazioni dovute alla temperatura si applicano per l’accoppiamento come insieme.

Quindi, sì, la distribuzione sferica viene di nuova ritrovata un nanosecondo dopo l’uscita dal campo magnetico esterno, ma lo è per la COPPIA d’atomi. È quindi chiaro a tutti che la polarizzazione toroidale degli elettroni periferici espone i nuclei nelle direzioni assiali. Anzi, nell’accoppiamento magnecolare i nuclei sono sempre fuori dall’“orizzonte adronico”, ma si trovano abbastanza vicini, quindi pronti per la loro fusione. Inoltre l’energia necessaria per detta polarizzazione è bassa, quindi qualificante per le LENT a basse energie. Detta polarizzazione, infatti, si può raggiungere mediante il campo magnetico intensissimo (dell’ordine dei miliardi di Gauss) a distanze atomiche da correnti continue come l’arco elettrico. Per questo, dopo ricerche alternative sistematiche scelsi un arco a corrente continua per la produzione del MagneGas.

D. Con quest’accoppiamento magnecolare può verificare le altre leggi Santilliane?

R. Sì, e per questo lo raccomando con priorità su altri modi d’esporre i nuclei, perché altri metodi richiedono in genere altri meccanismi per la realizzazione delle leggi restanti rendendo un reattore per la fusione fredda eccessivamente complesso, ammesso che si possa realizzare. L’accoppiamento magnecolare, infatti, di due atomi è compatibile con la Legge I perché: la fusione può avvenire se e solo se c’è energia sufficiente, la verifica della legge I richiedendo quindi solo la scelta appropriata degli isotopi usati; detto accoppiamento è anche compatibile con la Legge II perché l’accoppiamento è per se a bassa energia, riducendo quindi la verifica della Legge II, di nuovo, alla scelta giusta degli isotopi; detto accoppiamento è anche compatibile automaticamente con la Legge III sulla mancata emissione di radiazioni dannose, compatibilità di nuovo ridotta alla selezione giusta degli isotopi; ed infine l’accoppiamento magnecolare assicura automaticamente che l’accoppiamento degli spin segue le leggi della meccanica adronica, ma NON quantistica, dal momento che i nuclei sono esposti ad un accoppiamento assiale con perfetta sincronia degli spin.

D. Se ho ben capito, l’accoppiamento magnecolare prepara i due nuclei per la loro fusione in una maniera compatibile con le leggi necessarie?

R. Sì, per questo motivo l’ho sviluppato!

D. Cosa ci può dire del “trigger”?

R. Nulla!

D. Perché?

R. Perché stiamo registrando dei brevetti negli USA. Se però vedo dei gruppi di fisici italiani che hanno un impegno serio sulla fusione fredda, ossia, troncano via le credenze religiose sulle leggi quantistiche ed einsteiniane, ed il gruppo ha fondi per non fare solo delle chiacchiere, ma COSTRUIRE REATTORI, allora non prevedo problemi per una collaborazione perché oggigiorno i risultati sperimentali importanti richiedono ricerche di gruppo.

D. Cosa ci può dire sui tentativi di fusione fredda in corso in Italia?

R. Non c’è dubbio che siano fra i migliori nel settore su scala mondiale, ma sono purtroppo fatti secondo leggi e criteri, diciamo, del millennio scorso. In particolare, nella loro conduzione attuale non vedo nessuna possibilità di raggiungere una produzione d’energia con valori pratici e, quindi, industriali.

D. Perché?

R. Per tanti motivi tecnici che mi è difficile esprimere senza formule. Posso però dire che il palladio naturale che, per quanto conosco, viene usato negli esperimenti, è composto da un gran numero d’isotopi. Quando questi ultimi vengono esaminati secondo le leggi della meccanica adronica, è facile vedere che solo alcuni di questi isotopi ammettono le LENT, mentre gli altri non le ammettono. Ne consegue che l’uso del palladio naturale, ossia, una miscela d’isotopi giusti e sbagliati, implica chiaramente un’efficienza molto limitata (vedasi il libro [14] per un trattamento tecnico).

Una veduta concettuale di un arco elettrico a corrente continua (rappresentato dalla freccia verticale) e del suo campo magnetico (rappresentati da circoli perpendicolari all’arco) i quali sono intensissimi a distanze atomiche e tali da “appiattire” gli atomi (illustrati dai tre cerchi paralleli centrali) che costituisce il principio per la creazione del nuovo carburante pulito e competitivo MagneGas [1]. Notare come questa configurazione, di realizzazione industriale molto semplice, crea tutte le premesse per la verifica delle leggi Santilliane della fusione fredda. I nuclei, infatti, sono esposti dopo l’uso d’energia molto bassa e sono pronti alla loro fusione, ma solo quando i nuclei sono quelli giusti e s’applica il “trigger” per il passaggio dalle leggi quantistiche a quelle adroniche.

D. Mi sembra riluttante a dire di piú.

R. Sì, prima di tutto perché non voglio offendere colleghi italiani che stanno facendo del loro meglio in una ricerca che è chiaramente a favore dell’umanità e con un’importanza che io considero superiore al valore delle ricerche al CERN ed in altri centri di potere scientifico. Comunque non posso entrare in più dettagli perché negli esperimenti correnti in Italia manca la base, ossia l’accoppiamento magnecolare oltre che il “trigger”.

D. Le sue ricerche nel settore sono anche basate sul palladio?

R. Assolutamente no.

D. Perché?

R. L’obbiettivo è quello di raggiungere nuove energie pulite di natura nucleare che siano sviluppabili fino a raggiungere efficienza di valore industriale. Per quest’obiettivo primario io analizzo TUTTE le possibilità e scelgo quella che promette piú delle altre o che hanno le minori difficoltà di realizzazione tecnologica. In questa scala di selezione diciamo pratica, le assicuro che il palladio è al fondo per tanti motivi matematici, fisici e tecnologici, nella realizzazione pratica.
Una riproduzione della Figura 7.7, p. 278 della monografia [4] illustrante il metodo che usa il Prof. Santilli per esporre i nuclei del palladio e del deuterio come condizione necessaria per la loro fusione, a condizione che l’isotopo del palladio naturale sia quello giusto perché solo alcuni di loro ammettono la fusione con il deuterio.

D. Ci può dire quali isotopi lei ha scelto per le sue ricerche?

R. No. Posso in ogni modo dire per “le menti giovani di tutte le età” che, con tutto il rispetto dovuto per le ricerche dei miei colleghi, io non guardo a quello che fanno i miei colleghi. Non l’ho fatto mai e non lo farò mai per lo scopo di decidere le mie ricerche. Guardo la natura. L’atmosfera terrestre è piena d’isotopi che non erano presenti alla sua formazione e sono stati quindi sintetizzati da processi naturali, come i fulmini e da altri processi. Le spiegazioni del tuono, infatti, che si sentono nelle università sono proprio ridicole perché basate sull’intento di adattare una realtà fisica a teorie predilette, mentre su una base scientifica vera, ossia quella basata su “li calcoli” come diceva Galilei, la SOLA spiegazione NUMERICA dell’energia necessaria per il tuono è data da sintesi nucleari. Infatti, da un lato c’e’ la necessita’ di una tonnellata circa di esplosivo per spiegare il tuono numericamente, e, dall’altra, la sezione cilindrica dei fulmini oltre che la loro durata sono troppo piccoli per rendere spiegazioni crtedibili spiegazion i ortodosse.

Da notare che le sintesi nucleari che, ci aspettiamo essere prodotte dai fulmini ed altri processi naturali, sono anche una chiara illustrazione della Legge III perché se queste sintesi naturali avessero rilasciato radiazioni nocive, la vita sulla terra non esisterebbe. Il palladio non è stato sintetizzato da processi naturali sulla Terra perché è di chiara origine in una supernova che ha preceduto il nostro sistema solare. Ergo, eziandio percio che sia cosa che…

D. Ma lei ha dei reattori concreti da suggerire?

R. Si. Ho suggerito vari reattori concrete nella monografia pubblicata dalla Kluwer [4] ed altri nel libro [14] tutte basate sulla realizzazione ed ottimizzazione delle leggi adroniche senza di cui personalmente non credo si possano raggiungere efficienze di interesse industriale. Ciononostante, giudicando dal ritmo con cui avanza la meccanica adronica, le monografie [4,14] sono ormai vecchie. Ci sono dei reattori molto piu’ semplici e piu’ promettenti che sono emersi di recente.

D. Ci puo’ dare un esempio piu’ concreto?

R. Volentieri. Sulla base di tutta la conoscenza accumulata negli ultimi due decenni sulla meccanica adronica, suggerirei come priorita’ la costruzione di un reattore che imiti le sintesi nucleari causate dai fulmini, naturalmente dopo dovuta ottimizzazione delle leggi adroniche senza di cui non vedo nessuna possibilita’.

D. E’ disposto ad aiutare nella loro realizzazione?

R. Certamente, ma a condizione che ci sia un ambiente scientifico ricettivo al nuovo che non mi nomina nemmeno le teorie trogloditiche del millennio passato, e che ci siano dei fondi necessari per la realizzazione almeno un reattore adronico in un minimo di tre versioni onde avere un minimo di dati sperimentali sufficienti per passare a realizzazioni di potenziale valore industriale.

Prof Santilli, grazie per il tempo che ci ha dedicato. Nell’interesse dell’ecologia e quindi dei nostri figli e nipoti come ci ha detto, speriamo che il suo pensiero e tanti anni di studi vedano la loro applicazione dovuta.

REFERENZE

[1] http://www.magnegas.com

[2] http://www.magnegas.com/technology/part6.htm

[3] http://www.magnegas.com/europe/italiano/idrogeno.htm

[4] R. M. Santilli, Foundations of Hadronic Chemistry with Applications to New Clean Energies and Fuels, Kluwer Academic Publishers, Boston-Dordrecht-London (2001), traduzione in russo disponibile in pdf nel sito http://www.i-b-r.org/ir00022.htm

[5] R. M. Santilli, Elements of Hadronic Mechanics, Vol. I: Mathematical Foundations, Second Edition (1995), Vol. II: Theoretical Foundations, Second Edition (1995), and Vol. III: Recent Advancement, Experimental Verifications and Industrial Applications, in preparazione, Ukraine Academy of Sciences, Kiev.

[6] http://www.i-b-r.org/Neutrinos-Quarks-Inconsis.pdf

[6a]; http://www.i-b-r.org/Inconsisist-Gravitation.pdf

[7] R. M. Santilli, Il Grande Grido: Ethical Probe of Einstein's Followers in the U. S. A.: An Insider's View, Alpha Publishing, Newtonville, MA (1984); Documentation of Il Grande Grido, Volumes I, II and III, Alpha Publishing, Newtonville, MA (1985), ISBN 0-931753-00-7.

[8] R. M. Santilli, Nuovo Cimento 51, 570 (1967); Supl. Nuovo Cimento 6, 1225 (1968); Meccanica 1, 3 (1969).

[9] L. C. Biedernharn, J. Phys. A 22, L873 (1989) [9a]. A. J. Macfarlane, J. Phys. A 22, L4581 (1989) [9b].

[10] Rendiconti Circolo Matematico di Palermo, Supplemento 42, 7 (1996).

[11] A. K. Aringazin, A. Jannussis, D. F. Lopez, M. Nishioka and B. Veljanosky, Santilli's Lie–Isotopic Generalization of Galilei's Relativities, Kostarakis Publisher, Athens, Greece (1980) [11a]. J. V. Kadeisvili, Santilli's Isotopies of Contemporary Algebras, Geometries and Relativities, Second Edition, Ukraine Academy of Sciences, Kiev (1997) [11b]. D. S. Sourlas and G. T. Tsagas, Mathematical Foundations of the Lie-Santilli Theory, Ukraine Academy of Sciences,Kiev (1993) [11c]. J. Lohmus, E. Paal and L. Sorgsepp, Nonassociative Algebras in Physics, Hadronic Press, Palm Harbor, FL, (1994) [11d]. R. M. Falcon Ganfornina and J. Nunez Valdes, Fondamentos de la Isoteoria de Lie-Santilli,} (in Spanish) International Academic Press, America-Europe-Asia, (2001), also available in the pdf file http://www.i-b-r.org/docs/spanish.pdf [11e]. Chun-Xuan Jiang, Foundations of Santillli's Isonumber Theory, International Academic Press, America-Europe-Asia (2002), also available in the pdf file http://www.i-b-r.org/docs/jiang.pdf [11f].

[12] R. M. Santilli, Rendiconti Circolo Matematico di Palermo, Supplemento 42, 7 (1996)

[13] R. M. Santilli, Algebras, Groups and Geometries 10, 273 (1993).

[14] R. M. Santilli, The Physics of the New Clean Fuels and Energies according to Hadronic Mechanics, special issue of the Journal of New Energy, 318 pages (1999), reprinted by the International Academic Press.

[15] http://www.magnegas.com/europe/italiano/index.htm

Fonte: http://www.psicopolis.com/fisikepsic/santilli1.htm http://www.nexusitalia.com/nexus_new/index.php?option=com_content&task=view&id=458&Itemid=71
Vedi: http://www.santilli-foundation.org/Announcement-Super.php

Intervista al Prof. Ruggero Maria Santilli ultima modifica: 2011-09-28T09:42:58+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)