Inversione dell'invecchiamento. Solo nei topi, per ora.

Il Giornale Online
Uno dei sogni dell'essere umano è l'immortalità. Che si tratti di un corpo che non invecchia mai, o di una sorta di “inversione dell'invecchiamento” poco importa. L'importante è riuscire a diventare insensibili al passare del tempo.
Oggi possiamo, con metodi più o meno efficaci, rallentare l'invecchiamento del corpo umano. Sarebbe meglio dire che possiamo rallentare gli effetti dell'invecchiamento, dato che le vostre rughe (ammesso che ne abbiate) potete nasconderle, trattarle col botox, rendere la pelle più tonica, ma il vostro corpo continuerà a decadere senza possibilità che accada altrimenti.
L'aspettativa di vita di oggi è più elevata rispetto al passato non perchè siamo stati in grado di allungare le nostre vite, ma soprattutto perchè abbiamo eliminato i fattori che ne riducevano la durata, e possiamo esprimere tutto il nostro potenziale di specie arrivando a 80, 90, o oltre 100 anni in rari casi. Di certo cibo e abitudini sane, e una buona dose di attività sportiva, contribuiscono a rendere il nostro corpo più resistente al passare del tempo: ma il nostro organismo, ripeto, continuerà a decadere.

Il sogno dell'immortalità rimarrà tale ancora per molto tempo. Non voglio deludervi e smontare le vostre aspettative, ma a tutto c'è fine, e pensare che non sia lo stesso anche per l'essere umano è da presuntuosi. Ma una ricerca del Dana-Farber Cancer Institute pone le basi per futuri progressi in campo medico, specialmente nel trattamento di malattie rare che comportano l'invecchiamento precoce.
Al Dana-Farber Cancer Institute hanno parzialmente invertito la degenerazione cellulare dovuta all'età, con la conseguenza di aver ottenuto nuovamente una crescita del cervello e dei testicoli, un aumento della fertilità, e il ritorno delle facoltà cognitive perdute col passare del tempo.

L'enzima telomerasi mantiene integri i cromosomi e, assieme ad altri fattori, contribuisce a rallentare la degenerazione cellulare e funzionale negli anziani.
Le cavie sono state modificate geneticamente con una sorta di “interruttore” in grado di disattivare l'enzima e ottenere topi invecchiati prematuramente. Lo scopo era quello di verificare se, una volta riattivato l'enzima, la telomerasi sarebbe riuscita a far regredire gli effetti dell'invecchiamento.
“Volevamo sapere questo: se si potesse accendere l'interruttore dell'enzima e ripristinare i telomeri negli animali con disturbi dovuti all'invecchiamento, cosa accadrebbe?” dice Ronald A. DePinho, professore di genetica della Harvard Medical School.

Le cavie sono state geneticamente modificate per sviluppare danni gravi genetici e ai tessuti come risultato dell'invecchiamento prematuro: danni alla milza e agli intestini, riduzione della massa del cervello e impossibilità di rigenerare il tessuto cerebrale.
Il risultato dell'azione dell'enzima telomerasi è stato notevole: inversione del processo di invecchiamento, regressione di disordini cerebrali, e aumento della fertilità. Invito a leggere l'articolo originale http://www.physorg.com/news/2010-11-partial-reversal-aging-mice.html per tutti i dettagli.
“Se avrà impatto sull'invecchiamento tradizionale è una questione più complicata” spiega DePinho. “Ma è notevole che la perdita di telomeri sia associata a disordini dovuti all' invecchiamento, e che il ripristino dei telomeri possa alleviare questo declino”.
Gli animali non hanno sviluppato alcuna forma di cancro. Cosa importante, visto che alcune forme di cancro cercano di attivare l'enzima telomerasi per rendersi virtualmente immortali.
Ancora più importante, DePinho sostiene che questi risultati potranno fornire nuove strade per la medicina rigenerativa, dato che suggeriscono che le cellule staminali adulte quiescenti di tessuti danneggiati possano essere riattivate per riparare i danni.

Fonte: http://www.ditadifulmine.com/2010/11/inversione-dellinvecchiamento-solo-nei.html

Inversione dell'invecchiamento. Solo nei topi, per ora. ultima modifica: 2010-12-02T09:48:38+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)