Kriya Yoga – Parte VI

Kriya YogiSperimentare il Corpo, la Forza Vitale, e la Mente come Vibrazioni

Questa conoscenza è necessaria per capire che il corpo, la forza vitale e la mente che formano il rivestimento dell’anima sono nella realtà nulla più che differenti pensieri vibranti di Dio. Attraverso la pratica del Kriya, lo yogi distacca scientificamente la sua mente dalle grossolane percezioni sensorie e realizza che la coscienza e la forza vitale (prana o luce cosmica) sono la basi della materia.

Il Kriya Yogi adotta metodi scientifici per deviare la sua mente e la ragione dalla percezioni della carne fisica; egli percepisce il corpo come luce e coscienza oltrepassando la grossolana percezione del respiro.

Tutte le esperienze interiori come quella del sonno subconscio possono avvenire unicamente quando la coscienza del respiro scompare. Il Kriya Yogi non ha necessità o desiderio di portare forzatamente l’aria nei polmoni; egli diviene mentalmente così calmo che si percepisce come distaccato dal respiro. Attraverso la pratica del Kriya Yoga egli può coscientemente ed a comando ottenere lo stato senza respiro e sostenere la vita nel suo corpo soltanto attraverso le correnti fredde e tiepide che fluiscono attraverso la spina dorsale e che scivola già dall’occhio spirituale.

Se una batteria umida, che è sostenuta dall’elettricità e dipendente sul ricambio della sua fornitura d’acqua (nei vecchi tipi di batteria era necessario aggiungere regolarmente acqua per bagnare le batteria e sostituire quella andata persa in evaporazione) potesse in qualche modo essere convertita in batteria asciutta, potrebbe annullare la sua dipendenza all’acqua e potrebbe essere sostenuta solo dalla sua riserva di energia ricaricata soltanto dall’elettricità.

Il Kriya Yoga similarmente aiuta le batterie corporee (che dipendono dalla forza vitale cosmica che fluisce attraverso il midollo, e dall’ossigeno, luce solare, liquidi, e solidi) ad essere convertite così che possano sostenersi solamente con la forza vitale che fluisce nel corpo attraverso la sorgente cosmica ed immagazzinata nella rigenerativa riserva di energia vitale nel cervello e nei centri spinali.

L’utilizzo del Kriya Yoga in conclusione prova la verità nella Bibbia- che la batteria corporea dell’uomo può vivere attraverso la Parola o corrente vibratoria che arriva da Dio.

La vita nel corpo è direttamente sostenuta dal prana cosmico che fluisce attraverso il midollo. Attraverso l’operato di Maya o illusione, comunque, l’uomo crede che non può vivere senza cibo ed altri aiuti esterni. Egli diviene erroneamente dipendente dalle grossolane sorgenti di energia di rinforzo attraverso l’ossigeno, la luce solare, i solidi ed i liquidi. L’uomo si è formato una cattiva abitudine mortale sentendo che non può esistere senza un’apporto di energia da quelle sostanze materiali. Ecco perchè, se l’ossigeno, il sole, i solidi, i liquidi fossero negati al corpo, la coscienza impaurita dell’uomo permetterebbe alla forza vitale di allontanarsi.

– Neutralizzare le correnti di Prana e di Apana

Quando il devoto si convince attraverso il Kriya Yoga che egli può vivere soltanto della sorgente interna di energia cosmica, egli realizza che il corpo è un’onda del soddisfacente oceano cosmico di vita. Attraverso la speciale tecnica del Kriya Yoga, il devoto- attraverso la perfetta calma, attraverso un più grande apporto di energia distillata dall’ossigeno del respiro Kriya, e attraverso una potenziata corrente di di energia cosmica che fluisce nel corpo attraverso il midollo- è sempre meno soggetto alla necessità di respirare.

Attraverso un più profondo Kriya Yoga la vita corporea, ordinariamente dipendente dai rinforzi di forza vitale distillata dalle grossolane sorgenti esterne, comincia ad essere sostenuto solo dalla vita cosmica; quindi il respiro (inalazione ed esalazione) cessa. Tutte le trilioni di cellule del corpo diventano come rigeneranti batterie asciutte che non necessitano nulla se non l'”elettricità” interna ricaricata dalla cosmica sorgente di vita.

– Senza respiro stato dell’estasi

In questo modo le cellule corporee rimangono in uno stato di sospensione-è così, non crescono nè decadono. Sono sostenute e vitalizzate direttamente dalla dinamo di energia vitale nel cervello e nella spina. Quando le cellule cessano di crescere, a queste non è più richiesto di dipendere dalle correnti vitali distillate dall’ossigeno; quando il decadimento cessa nel corpo, le cellule non espellono più impurità nel sangue necessitando l’esalazione del respiro per espellere il diossido di carbonio. Non essendo più richiesto di pompare diossido di carbonio trasportato ed il sangue pieno d’ossigeno da e verso i polmoni, il cuore diviene completamente calmo.

Il respiro ed il respirare sono acquisite abitudini mortali della forza vitale. Il Kriya Yoga riqualifica la forza vitale per ricordare che vive solo di sorgente cosmica. Il Pranayama, o Kriya Yoga, significa una cosa sola- controllo della forza vitale nel corpo attraverso volontà cosciente così che non dipenda da ossigeno, sole, solidi e liquidi ma dalla sorgente interna di vita cosmica.

Il pranayama Kriya Yoga ritira la forza vitale dalle attività del cuore e cellule del corpo-rendendo quelle attività non più necessarie-ed unisce quel prana corporeo con la cosmica forza vitale; la dipendenza servile dell’uomo sul respiro è anche realizzata come illusoria. Quando lo yogi esperto nel pranayama può disinnescare a comando la forza vitale dalla sua schiavitù all’ossigeno e così via, egli può renderla immortale unendola alla Vita Cosmica.

Questo versetto della Gita sottolinea la necessità di neutralizzare o “rendere pari” le correnti di prana ed apana. Questo effetto è reso possibile attraverso la pratica del Kriya Yoga, che ricarica le cellule corporee attraverso l’interiore vita cosmica così che inalazione ed esalazione diventino pari- così è, fermo e non necessario.

La vita, la mente e l’intelletto sono attivi nel corpo ed i suoi sensi quando la corrente vitale fluisce verso l’esterno attraverso afferenti ed efferenti nervi come risultato della discesa della corrente di apana. Questa corrente uscente è “non-pari”, irrequieta ed errante dal bombardamento degli impulsi da e verso i centri nervosi- stimoli che variano costantemente durante lo stato di veglia e di sonno. Ma quando la corrente vitale viene condotta nella spina dorsale e nel cervello, questa interiorizzazione libera la forza vitale dalle eccitazioni dei sensi e dai loro oggetti. Le correnti prana ed apana fluendo nella spina diviene calma e costante, generando una tremenda potenza magnetica e gioia.

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Kriya Yoga – Parte VI ultima modifica: 2009-08-02T22:00:00+00:00 da windrunner
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