La “finta missione” del GEIPAN

Il Giornale Online Di Lavinia Pallotta

In estate la stampa si ricorda degli UFO e vi dedica qualche articolo.

Letto il risultato, il più delle volte, chi studia questo fenomeno seriamente si augura che la cosa non si ripeta. Può capitare, tuttavia, di dover ringraziare la pubblicazione di un articolo, o perché incredibilmente equilibrato (raro), o perché nella sua negazione del fenomeno extraterrestre, fa comunque informazione (più raro ancora).

Nella seconda categoria potrebbe rientrare un servizio apparso su “La Repubblica” il 19 Agosto 2008, tutto dedicato alle mirabolanti indagini del GEIPAN (l’organo ufficiale francese che si occupa, o si dovrebbe occupare, dello studio dei fenomeni aerei non identificati, “phénomènes aérospatiaux non identifiés”) e più specificamente alle esternazioni del suo responsabile, l’ingegnere elettronico Jacques Patenet, successore di J.J. Velasco, che quando ricevette nel 2005 l’arduo compito di far risorgere dalle proprie ceneri lo studio ufficiale dei phénomenes in Francia, fece il nobile gesto di mettere online gli archivi del centro, attirando l’attenzione dei media internazionali e di migliaia di interessati, che mandarono in crash il sistema nei primi giorni di pubblicazione.

Evviva il GEIPAN e buon riposo a Velasco, che poco prima di essere congedato dalla direzione del SEPRA, dopo venticinque anni (25) di attività, aveva pubblicato un libro, “OVNIS l’évidence” in cui dichiarava – tra le altre cose – la propria convinzione che gli OVNI(S) siano di origine extraterrestre e che di materiale per trarre una simile conclusione ne abbiamo più che a sufficienza. Le affermazioni di Velasco non erano piaciute alla stampa francese, che lo aveva deriso e ancor meno erano piaciute a quella italiana, che lo aveva ignorato.

In fondo, quale importanza può mai avere uno scienziato che dopo venticinque anni (25) di studio ufficiale degli UFO per conto del governo dichiara di essere giunto a conclusioni definitive, sebbene personali? Che fosse pazzo? Alla direzione del SEPRA i francesi hanno tenuto un pazzo? Il libro scandalo di Velasco – uno scienziato nella vecchia Europa che si dichiari pro-ETH è uno scandalo, ma molto circoscritto – venne presentato dallo stesso autore come una conclusione assolutamente personale. Essendo però Velasco l’unico membro del SEPRA, eccezion fatta per la segretaria, viene da chiedersi come potesse non essere personale la suddetta conclusione. Sottigliezze dell’ufologia di stato, a cui piace avviare progetti che non verranno mai conclusi.

Nel caso questo avvenga, è bene farli ricominciare da capo, con gaudio degli studiosi che cercano l’approvazione se non addirittura il riconoscimento ufficiale, subito pronti a vantare la collaborazione con questo o quest’altro ente e a bollare come “cospirazionisti” tutti coloro che dello stato e degli organi statali non si fidano e fanno bene.

Ora, dunque, l’articolo de La Repubblica, intitolato “UFO, il poliziotto francese sulle tracce dei marziani” (sic!) e firmato da Anais Ginori, ha un solo merito, quello di ribadire chi è Patenet, cosa fa o meglio non fa il GEIPAN e cosa ci dobbiamo aspettare dalla ricerca ufficiale sui fenomeni aerei non identificati. Se non si crede alla diffidenza dei cospirazionisti perché, appunto, sono cospirazionisti, si creda almeno a Patenet, il quale dice, secondo l’articolo del quotidiano: «Mettendo in rete il nostro archivio volevamo smontare gli appassionati del complotto». «Non credo alla vita extraterrestre. Ma penso sia giusto indagare per non lasciare questo fenomeno a sette o ciarlatani».

Punto primo, prima affermazione: gli “appassionati” del complotto, come li chiama Patenet, non si smontano tanto facilmente, altrimenti, dopo il Progetto Condon avremmo smesso di parlare di UFO e ora ce ne staremmo tranquilli, interrogandoci sugli insondabili misteri del cosmo, fiduciosi che non appena i nostri enti statali li avranno decifrati tutti, ce li verranno a raccontare.

Punto secondo, «Non credo alla vita extraterrestre… ». Jaques Patenet non crede alla vita extraterrestre. Infatti, nel libro pubblicato in Francia nel 2007, “Phénomènes aérospatiaux non Identifiés, un défi à la science”, curato da Yves Sillard, ex direttore generale dello CNES (Centre national d’études spatiales) e capo del comité de pilotage del GEIPAN, Patenet scrive, illuminandoci anche questa volta circa le sue intenzioni: «La missione del GEIPAN si “limita”, dopo l’indagine, a un’analisi scientifica delle testimonianze riportate e non può in alcun caso formulare, a proposito di questa o quell’altro avvistamento, delle ipotesi come quella dell’intervento di civiltà extraterrestri molto più avanzate della nostra, sul nostro pianeta.

Tali ipotesi, sebbene siano prese in considerazione da alcuni, allo stato attuale delle nostre conoscenze non possono essere dimostrate scientificamente.
Allo stesso modo, non fa parte della missione (né delle competenze) del GEIPAN svolgere ricerche scientifiche particolari, in proprio, in nessun campo. (…). Ecco lo scopo della metodologia del GEIPAN, mettere a disposizione degli scienziati un corpus d’informazioni sufficientemente consistente perché possano diventare oggetto di ricerca».

Le affermazioni di Patenet sul proprio non credere aprioristicamente alla vita extraterrestre paiono mostruose, se si considera che quest’uomo ricopre la carica più rappresentativa dell’organo ufficiale di studio degli OVNI in Francia. Grave appare anche quanto da lui scritto nel libro appena citato, ovvero che, dal momento che le nostre conoscenze scientifiche non possono dimostrare l’origine ET degli OVNI (in cui lui, comunque, non crede) il GEIPAN non può nemmeno formulare delle ipotesi che prevedano interventi extraterrestri. Può, invece, smontare tutti i casi riconducibili a fenomeni conosciuti.

Ma parlare di alieni, no.
Anzi, di extraterrestri, in quanto parlare di “alieni” potrebbe suggerire un’ipotesi multidimensionale, oggi presa in considerazione da molti fisici di altissimo livello, ma non da Patenet che, appunto, non può formulare ipotesi, figuriamoci giungere a qualche conclusione.
Sempre in “Phénomènes aérospatiaux non Identifiés, un défi à la science”, Patenet – possiamo immaginare senza imbarazzo – scrive: «Il GEIPAN ha come missione la raccolta, l’analisi e l’informazione del pubblico sui fenomeni osservati, mantenendo una posizione obiettiva e perfettamente neutra rispetto alle diverse opinioni o ipotesi formulate, dal momento che non dispone degli elementi per confermarle o per escluderle».

Ne deduciamo che il non credere agli extraterrestri di Patenet sia un risultato della fede. Allo stesso modo, penso sia lecito domandarsi con quanta obiettività Patenet si accosti all’analisi delle informazioni, visto e considerato che, nonostante non disponga di prove della non esistenza degli extraterrestri, lui agli ET non crede, ma è convinto dell’esistenza di “appassionati di complotti”, un po’ come esistono gli appassionati degli scacchi o i patiti dello sport, che a differenza degli UFO, lo preoccupano.

Nel capitolo conclusivo di “Phénomènes aérospatiaux non Identifiés” Sillard cita il Rapporto COMETA definendolo molto serio e riportando le sue conclusioni, ovvero che esistono indizi consistenti a favore dell’ipotesi extraterrestre, che se dovesse dimostrarsi corretta, avrebbe grandi conseguenze. Nel COMETA, scrive Sillard, si raccomanda alle autorità civili e militari di prepararsi all’eventualità che gli OVNI possano essere extraterrestri ma, lamenta Sillard, questa raccomandazione è rimasta inascoltata sino ad oggi.

Dunque, sembra che rimanere inascoltati sia un destino che accomuna molti di coloro che, a differenza di Patenet, possono formulare delle ipotesi sperando poi di giungere a delle conclusioni. Non ultimo, proprio Velasco si rimangiò il proprio scetticismo a sostegno dell’interferenza extraterrestre, nella derisione dei media.

Fonte http://www.dnamagazine.it/geipan.html

La “finta missione” del GEIPAN ultima modifica: 2008-09-10T14:33:16+00:00 da deg
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