La chimica in futuro

Alla faccia della noia di questa materia, l’articolo ci regala l’affascinate comprensione che vede connessi gli elementi, le stringhe, la musica, i colori, l’OM e, naturalmente, il Vuoto QuantoMeccanico! L’ingegneria chimica ha regalato all’umanità veri prodigi e non c’era ancora la “Nuova Tavola Periodica” e la nuova visione “non più meccanicistica” dell’essenza della materia. Il futuro della Chimica ora è nelle mani di chi ha “perizia” e non propensione a “sperimentare”, ignorando i rischi.

Fig 1 - Esperire la Chimica dall'Alfa all'Omega potrebbe essere il titolo di questa immagine

Fig 1 – Esperire la Chimica dall’Alfa all’Omega potrebbe essere il titolo di questa immagine

Fintanto che non si stabilisce quanti sono in totale gli Elementi e “cosa” li crea, la Chimica sarà una materia pericolosissima da “sperimentare”!

Sapere che sono 50 di Gruppo A e 62 di Gruppo B e che vengono partoriti dal “cuore” atomico, elimina ogni pericolosità sperimentale, per effetto della perizia = consapevolezza-esistenziale; conferita da queste “nozioni”. L’ultima acquisizione shock riguarda gli Isotopi: vanno messi prima o dopo l’Elemento di cui sono iso-topi ? Sembrava ovvio che dovessero stare dopo. Non é così! II Trizio, isotopo dell’Idrogeno, e l’Alfa del Sistema Periodico, poi viene il Deuterio e al 3″ posto sul Podio della graduatoria d’arrivo in caduta libera dall’alto (max “g”) si classifica il “metallo” dotato di un solo protone e un solo elettrone. Incredibile, ma vero!!!

Come nella testa di un uomo che pensa alla donna si “accende” la consonante W se è inglese e la D se è italiano, nella sfera atomica, invariabilmente entra in “gioco” nell’aufbau leptonico, l’elettrone relativo all’elemento, che quell’atomo rappresenta. Nell’esempio della figura è “illuminato” tutto l’edificio dell’Ordine di Riempimento dei Livelli Atomici fino all’elettrone n°74, dal quale guizza il lampo della “jdea” propria del Tungsteno: una estrema durezza, una altissima temperatura di fusione, la capacità di tintinnare con un suono tipico, come nel romanzo Zio Tungsteno, di Oliver Sacks…!!! (Dove l’autore ricorda estasiato il tintinnio del cilindretto di Tungsteno, percosso da suo zio, Professore di Fisica).

Curiosità La nitroglicerina, il Nobel e un 11 maggio funesto. La nitro-glicerina non pensiate che sia niente più di un mix di 4 idee “in concerto”, esplosive “insieme” (Carbonio, Ossigeno, Azoto, Idrogeno)!!! Ricordale che un elemento non è altro che un buco con un’idea intorno ? (Scienza e Conoscenza n” 17).

Alfred Nobel, pentito (!?) di aver fabbricalo la nitro-glicerina, con i proventi finanziò il premio più ambito agli Scienziati. Colgo l’occasione di ricordare un mio illustre collega Medico, Fisico e Chimico, che mori nella mia città, a Vìterbo, per aver combinalo dementi chimici in un mix esplosivo, senza poterlo prevedere a livello sperimentale = senza esserne consapevole.

Si tratta del Papa Giovanni XXI. Prima dì divenire 187° Papa, fu un medico celeberrimo, Docente all’Universi là di Siena, nolo per i suoi trattati scientifici di grande levatura. La sventura volle che l’esperimento del giorno 11 maggio 1277 si concludesse con un gran botto e persino con il crollo, non già dell’ala del medievale palazzo dei Papi, dove stava appassionatamente lavorando, ma dell’ apposita appendice che si fece costruire, forse, consapevole delle emissioni sgradevoli, in caso di “cattive accensioni” nel laboratorio. Tragicità della sorte, ironia mi sembra irriguardoso, un grande Medico, competente di Chimica, si fece male par aver disatteso un principio Fisico-Chimico e morì dopo qualche giorno, per le ferite, forse nemmeno irrimediabili, sulle quali la medicina di allora non seppe applicare medicamenti “salva-vita”. Questo sacrificio papale dovrebbe rimanere nella storia della Scienza come un severo monito per tutti coloro che si spingono ignari, oltre i limiti del prevedibile.

La chimica in F.Ut-uro
Qualcuno di voi potrebbe credere che la parola f.ut-uro sia un errore di stampa. Si tratta invece di un’anticipazione etimologica. Futuro = f. UT – Uro, dove, – f – viene dalla fusione di P + H, che di storia “paleo-ontologica” ne hanno, ma ve la risparmio. Di – UT- ve ne avevo già parlato (ricordate sul n° 15 di Scienza & Conoscienza la storia del nut-mero, tanti Ut, tanti meri ?) e avete ben acquisito che ha a che vedere col dolore…

Veniamo ad – uro – : è un suffisso che in medicina indica organi “a doppio uso” (che l’ano si chiami curo e sia stata sostituita la r con l, non lo sapevate ?), ma sempre al dolore riconduce. Per farla breve, sappiate che il Futuro, ontologicamente parlando, da quando la specie Homo ha commesso un “fattaccio”, non può che essere foriero di dolore. (Dante Arduini mi ha suggerito di leggere ” Genesi Biblica ” di Renza Giacobbi e io vi passo il suggerimento, dacché c’è seriamente spiegato il “peccato originale” e non è male averlo fatto). In altre parole, la tecnologia disgiunta dalla saggezza e dalle conoscenze tradizionali, che vengono dalla notte dei tempi, porterebbe all’umanità solo disastri ambientali, di conseguenza distruzione, dolore e morte !

Questa nozione se la devono mettere bene in testa – per mai più dimenticarla – tutte le persone che si occupano di ingegneria chimica o di produzioni tecnologiche, facenti perno sulla chimica e sull’impiego di elementi chimici, diversamente combinati. Mi spiace che non tutte quelle persone leggono la Rivista e invito voi che la siate leggendo a portarne loro una copia.

Che cos’è davvero la chimica ?
Assodato che tutte le conquiste tecnologiche faranno (verbo al futuro) piangere all’umanità lacrime di dolore, se disgiunte da cognizioni circa un impiego morigerato, saggio e attento alle conseguenze, cercherò di mettere in chiaro anche una materia generalmente ostica sui banchi di scuola, con il mio modo di prendere le cose, decisamente non convenzionale. Di nuovo partiamo dal significato della parola: chimica = ha a che fare col chimo, che come tutti sanno è quella poltiglia, nella quale si riduce il cibo digerito.

Per quelli di voi schizzinosi ed aulici, aggiungo che kemi è il nome proprio dell’Egitto, tanto per richiamare etimi più nobili, addentellati con la prestigiosa alchimia. Comunque vi devo dire la verità: la chimica, quella scientifica Mendeleviana, per capirci, ha origine da una materia che ha nome cimatica.

Qui è d’obbligo alzarsi in piedi solennemente e dopo un minuto di silenzio ricordare il nome di un Fisico del XVIII” secolo. Parliamo di Ernst Chladni, fisico e musicista, che per la storia della chimica non è nemmeno degno di nota, mentre per me, oggi, quando è sulla bocca di lutti la teoria delle stringhe — che fa risalire l’oggettività delle particelle a una sorta di vibrare di queste “corde di violino” – non c’è niente di più paradigmatico della giusta rivisitazione di un concetto straordinario. Eccolo: una vibrazione distribuisce in modo “granulare” la materia, disegnando una specie di figura di Lissajous. Mi pare la sintesi di un trattato di fisica quantistica e di propedeutica al modello atomico Niels Bohr!

Le 7 “note” e gli 8 livelli atomici (livello energetico) Attenzione, che questa è la chiave di tutto! (NdR: un poco di analogia non guasta) L’ottava in acustica, o in fenomenologia oscillatoria (vibrazione – frequenza) in genere, è l’intervallo che intercorre tra una frequenza e il suo doppio.

Tra il DO (Ndr: nota musicale – es. F di DO = 32,69 Hz) e il suo Do maggiore (es. Do superiore 65,38 Hz), vi è un’ottava, (Do base=32,69 Hz – Do superiore =65,38 Hz) ecc. (NdR: la scala della nota musicale DO, NON ha diesis ne’ bemolli – idem nel C.E.M. – precisazione per scala musicale: ogni dodici semitoni si ha una frequenza doppia, ovvero un intervallo di un ottava).
Tra il ROSSO e il VIOLA vi è lo stesso un’ottava (800 nanometri -400 nanometri).

Straordinario è apprendere che una “vibrazione” a frequenza “fondamentale” genera un cerchio! Facciamo ordine mentale. Ernst Chladni poneva della polvere fine su un piatto d’ottone e poi suonava fortissima la nota DO. Vedeva accadere qualcosa di impressionante: si formava un cerchio largo, intorno a uno strettissimo. Se non fosse vissuto prima di Bohr avrebbe compreso al volo che si era “disegnato” l’atomo di idrogeno!

Questa cosa era lì per comprenderla il fisico successore Hans Jenny, nel 1967, il quale inquadrò analiticamente l’interazione tra il suono e la materia, fondando la cimatica (da Kyma = onda) e grazie a lui ora vi posso dire che chimica è uguale a: disciplina che studia l’effetto delle onde sulla “matrice”, generatrice della materia. Ecco, questa è chiarezza!

Nessuno ancora si è accorto di questo aspetto, prossimo ad aprire nuovi orizzonti.
Il “Mantra” OM, il Vuoto Quantomeccanico e i 112 Elementi

Per chi non ha familiarità con la parola mantra, ciò che sto per dire odora di poco scientifico, ma se il problema è la terminologia, posso cambiarla: L’11 maggio del 2000 i Cosmologi di UCLA, (Università Californiana Los Angeles) hanno rilevato nel firmamento un secondo “rumore di fondo” (il primo, quello a 2,7 K fu rilevato nel 1965 da Penzias e Wilson, con la famosa antenna a microonde costruita per altri scopi) sulla tonalità dell’oboe, che vi renderete conto com’è grave all’orecchio. Frequenza = 32,69 H z !

Ascoltatela, se potete (chiedete a un amico o conoscente radiotecnico, con un generatore BF di precisione).
Ned Wright, abituato a questioni tecniche e poco propenso alla poesia, ha commentato con stupore, dopo aver ascoltato:”È la voce dell’Universo appena nato, è proprio il suono dell’OM originario che creò tutto” !!!». Voi ricorderete che la “materia” è l’effetto di Vavohu, Tohu + il suono?

Ora è tutto chiaro. Il suono fondamentale ha generato l’Idrogeno, l’emissione dell’intera ottava ha generato i 112 Elementi del Sistema Periodico. Pertanto questo è un ulteriore argomento a sostegno del “capolinea” a 112 degli elementi e non già che possa essere a 126!!!

Fare il chimico è “mixare” una gamma di frequenze in “concerto”. Ora cercherò di farvi comprendere un concetto fondamentale, che in genere i Professori di Chimica sorvolano o quantomeno riferiscono senza che gli studenti possano cogliere un grande segreto della materia.

Preso il diametro di un atomo, in genere non c’è molta differenza tra la “grandezza” di un atomo di piombo e quella di un atomo di litio, pur entrando in gioco nel primo 82 elettroni e nel secondo 3. La riflessione da fare è che quando aumenta la carica nucleare, per aumento dei protoni, questi esercitano una cospicua attrazione sugli elettroni esterni, facendo “collassare” il raggio atomico.

Ciò nondimeno, quando c’è una “gragnuola” di elettroni, tanti “gusci” sono a sovrapporsi, determinando repulsione gli uni sugli altri, ma anche un effetto schermante sul livello più esterno, che tutto sommato rimarrà distante dal nucleo, quanto basta per conferire all’insieme un raggio, le cui dimensioni sono la risultante di un equilibrio. Non perdendo di vista quanto detto, pensate a cosa accade quando in un certo atomo si aggiunge un neutrone. La carica nucleare complessivamente non cambia, ma la massa si.

In conclusione, dal primo inter-livello dell’atomo esce la frequenza del VIOLA, dal 2° quella dell’IN-DACO, dal 3° del BLU, dal 4° del VERDE, dal 5° del GIALLO, dal 6° dell’ARANCIO, dal 7° del ROSSO.

A partire dall’Idrogeno ogni elemento successivo abbassa un pochino la frequenza del COLORE, fino a portarla al valore minimo con l’elemento 112, che chiude l’ottava.

Per gli isotopi, che cosa succede? Per molti anni non sono riuscito a comprendere cos’è un isotopo dal punto di vista “funzionale” dell’emissione del colore, distolto dal fatto che, per es. il Deuterio, essendo un Idrogeno “arricchito” di un neutrone, dovrebbe tendere a essere “simile” all’Elio. Credevo, erroneamente, che il VIOLA del Deuterio fosse più basso di frequenza, più INDACO, per capirci, dell’Idrogeno. In realtà è più ULTRAVIOLETTO!!! E più ultravioletto ancora sarebbe il Trizio.

Davvero mi si è aperta la porta di un modo nuovo di vedere le cose: l’isotopo di un dato elemento cade a terra con “g” maggiore dell’elemento base. Il Deuterio, funzionalmente, non è più simile all’Elio, ma al Vuoto Quantomeccanico! Insomma, l’atomo di Deuterio ha un elettrone un pochino più grosso dell’Idrogeno ed è un pochino più piccolo, vieppiù la cosa è accentuata per il Trizio, il quale è l’Elemento di partenza della Tavola Periodica.

Qualora io non fossi arrivato a capire questo aspetto “funzionale” di Fisica Atomica, lo “stop” a 112 che io stesso ho celebrato, sarebbe stato uno stop tendente sempre ad avanzare, mentre è “perentorio” come può esserlo n = 8. Oltre l’ottavo livello atomico e oltre l’ottavo orbitale dell’ottavo elettrone, non c’è niente altro. Con gli isotopi al posto giusto la Nuova Tavola Periodica è un capolavoro. Lo sapevo che un giorno avrei rivoluzionato anche il concetto di isotopo e la sua giusta collocazione nel Sistema Periodico. Qualora l’isotopo di un certo elemento ha più neutroni dell’elemento base, sulla Tavola Periodica dovete metterlo prima. Nel caso in cui ne avesse meno, dovreste metterlo dopo!

Arrivati a una chiarezza concettuale così totale, ci si può anche mettere seduti tranquilli e godersi la… Vita, la quale è l’intreccio della Materia e dello Spirito, ebbi modo di dirlo. Quanto mi stupii il giorno che realizzai che la Materia è il Vuoto-Vuoto e lo Spirito ciò che può riempirla! Anche qui emerge la “Verità” (Verità = Venità, da Venus, vi siete dimenticati ?), che “duro e concreto” è lo Spirito e “vacua” la Materia. Non sorprendetevi più di tanto, la Fisica è fatta così!

Vi fa credere che le “particelle” siano più “oggettive” delle “onde” e quando ci avete creduto, vi mette davanti un’equazione dimostrativa dell’equivalenza onda/particella.

La Fisica è una materia “commovente”, quando tornano tutti i conti! Mi mancava solo di capire che cosa fosse nato prima, se l’Idrogeno o il Deuterio o il Trizio. Ora che conosco la risposta e mi rendo conto che l’universo primordiale era un “ribollire” di Trizio radioattivo e, pian piano, tutto si è stabilizzato, fino alla comparsa del “quieto” Idrogeno; mi sembra anche di essermi ringiovanito.

Peraltro aver capito che la donna rappresentativa del Trizio è più attraente dell’Idrogeno, nel senso che è più “nuda”, pur essendo del pari desabillé, mi rende sopportabile la fatica che ho sostenuto in questi giorni, per aver titolo ad essere io il Fisico che può decidere dove collocare gli isotopi sulla Tavola Periodica.

Morale della favola: contro quel che si dice, circa il fatto che ormai tutto è stato scoperto, come avete potuto constatare, persino su una cosa apparentemente banale, come la posizione degli isotopi, c’era qualcosa di nuovo da scoprire e ho avuto l’occasione di farlo, scrivendo questo articolo. Non c’è niente che oggi sembri ovvio, che domani non possa rivelarsi il contrario di quello che si credeva!

La Scienza del Reale
La Chimica è la scienza che fa diventare reali le idee, da loro corpo, materia e sostanza. Quando mi sono accorto che tutto quello che permette al Mondo di funzionare è l’effetto della dicotomia in 3 “comportamenti” degli atomi, avrei voluto dirlo, ma ho dovuto attendere questo articolo, per poterlo fare.

Gli Elementi si dividono fondamentalmente in:

  • 1) Metalli
  • 2) Non metalli
  • 3) Semi­metalli.

Metallo = oltre la diversità !
Ma questa volta date più importanza alle implicazioni “elettrologiche”: il metallo conduce elettricità, il non metallo non conduce elettricità.

Il semi-metallo la conduce a condizione che il senso sia “unico”. Per effetto di ciò, dentro al vostro telefonino le parti metalliche, lavorando di concerto con i semi-conduttori e con le basette isolanti, realizzano il prodigio dell’emissione radioelettrica, della ricezione, della rivelazione dei segnali e della perfetta riproduzione su un trasduttore. E solo questione di distribuire “sapientemente” le parti !

Quando “anticamente” c’erano le valvole termoioniche nelle apparecchiature, non si afferrava il concetto del semi-conduttore. Oggi, con l’avvento del Silicio (n.a. 14) e del suo eka (l’elemento che sulla Tavola Periodica gli sta sopra) il Germanio (n.a. 32) – l’elettronica ha visto prima ridursi drasticamente le dimensioni dei circuiti, poi divenire un paradigma l’effetto dell’elettricità su elementi chimici con tre caratteristiche elettrologiche diverse.

La moderna tecnologia gioca le sue carte su piccoli sofismi da maghi della Tavola Mendeleviana: un filo fatto dì Niobio (n.a. 41) o di Zirconio (n.a. 40) a bassa temperatura diviene super-conduttore e ci voleva proprio questa caratteristica per i magneti a super-conduzione.

Una termocoppia fatta di lega di Rodio (n.a. 45) aumenta il suo potenziale termoelettrico, il Tellurio (n.a. 52) rende il Rame molto duttile, che si può ridurre in fili invisibili. Inoltre potrei dirvi che il Neodimio (n.a. 60) è una provvidenza divina nel consentire di ottenere una lega piroforica utile in elettro­nica per i getter. E qui mi fermo, perché le meraviglie dell’arte dell’impastare atomi sono più delle litanie dei Santi.

Ai nostri tempi i segreti della chimica sembrerebbero totalmente sviscerati, basta aprire il cofano di mia vettura, nemmeno tanto costosa, per trovare rappresentato l’impiego di quasi tutti gli clementi del Sistema Periodico; nelle viterie, nelle scatole elettroniche, nel carburatore, nei pistoni…

Aprendo lo “Shuttle”, di tecnologia ce n’è ancora di più! Eppure in chimica sono di più le molecole non ancora scoperte, che quelle ormai in uso corrente. Come ottenere questi “composti” del futuro ? Accoppiando atomi! La Chimica è come la Letteratura: le parole sono formale da vocali e consonanti, analogamente le molecole sono come “parole”, reiterate da tempo o inaudite, a seconda di chi scrive. In Letteratura si è potuta scrivere la Divino Commedia con 21 lettere.

La Chimica, dopo i “lavori” dello scrivente, si sa che può disporre di 112 “variabili”: 52 metalli, 9 semi-metalli, 15 non metalli, 15 Lantanidi, 15 Attinidi, 6 Gas Nobili. Per favore, non mi venite a dire che i trans-uranici di numero atomico superiore a 96 non hanno applicazione pratica e che, quindi, è inutile sapere che ci sono altri 16 trans-uranici ? Vi risponderei che, fintanto che non si stabilisce quante sono le lettere dell’alfabeto, non si può approntare una “macchina da scrivere”.

L’elemento è una proprietà dello spazio !

Non so se vi siete mai messi a masticare un pezzo dì piombo, ma se ci provate col ferro, vi spezzate i denti. Con l’uranio, tenero pure lui, dovete fare attenzione ai nuclei di elio!La spiegazione fisica della “tenerezza” del piombo è che un “mare” di elettroni “sciaguattano” (verbo che indica il dibattersi in mezzo allo sciabordio) nell’aufbau atomico liberi come pesci.
Non male come scientificità, eh?!

Allora adesso vi dico come stanno le cose “seriamente”. Anche su questo punto ho passato anni senza capirci niente, finché un giorno ho guardato con attenzione il mio nuovo modello di atomo reso “sferico” – con un equatore e un “meridiano di Greenwich”. Già conscio della “analogia” tra il cervello umano e il globo terrestre — per la quale compresi che i “pensieri” non erano una proprietà del neurone, bensì dello spazio e che un inglese pensando alla donna avrebbe acceso il neurone W (woman), mentre un italiano il neurone D (donna) – ho realizzato appieno la ragione per la quale il piombo è diverso dal ferro o dall’alluminio.

Per prepararvi in modo propedeutico alla visione dell’atomo con l’intero aufbau elettronico “numerato”, guardate la figura del cervello disseminato di tasti con le lettere alfabetiche, che appare nella presentazione del macroprize a pag. 25, perverrete ad una chiarezza concettuale straordinaria.

È tutta una questione di “coordinate” del punto, dove si “accende” l’ultimo elettrone e in quel luogo “brilla” l’idea caratterizzante l’elemento dotato di quel numero atomico. Si tratta dell’idea di durezza del ferro o l’idea di lucentezza dell’oro o quella di morbidezza del piombo, spiegata diversamente dalla fisica tradizionale.

Non dimenticate che l’elemento è un buco con un’idea intorno, per favor e ! (E magari potete rileggere anche il mio articolo “Quante sono le dimensioni ?” nel n° 11 di S&C, e capirete ancora meglio).

Prima che qualcuno di voi mi chieda se per caso io creda che tutte le cose siano solo “idee” rac­contate sotto forma di percezione dal nostro organo appercettivo che si chiama cervello; raccomanderò di riflettere e di non prendersela troppo se è cosi. Di non prendersela per com’è fatto quell’enorme buco, completamente privo di alcunché, che sarebbe l’Universo !

Poi ditemi che il mio Collega Roben Boyle non era un uomo che aveva “capito”! Diede rispettabilità agli atomi, facendoli divenire parte integrante della chimica. Come? Intanto evitava il termine “atomismo”, in quell’accezione ateistica che bandiva un Creatore, poi, prima dì mettersi al lavoro, chinava sempre la testa in silenzio, per prendere consapevolezza del “moto dato da Dio alle cose”.

La sua opera Sceptical Chymist si basa sull’affermazione che nessuna teoria può essere considerata valida, finiamo che non vi è conferma “sperimentale”. Però attenzione! La conferma sperimentale di Boyle è distante da quel meccanicismo “epicureo” di un certo tipo di fisici, che credono esista netta dicotomia tra “cose tangibili” e “idee”. L’esperimento, infatti, non è staccare le zampe ai ragni, per concludere che il ragno diviene sordo a seguito dell’amputazione, visto che non salta più nonostante i colpi sul tavolo. Ex-perire = uscire e tentare di rientrare da dove si è usciti, al fine di diventare consapevoli di qualcosa. La conferma sperimentale non è altro che l’arrivare ad essere consapevoli, senza dover “perire” davvero, come è capitato al Papa a Viterbo.

Concludo auspicando che in futuro in Chimica non si facciano esperimenti, dove uno potrebbe essere fatale ! Piuttosto nella piena consapevolezza di cosa sono e quanti sono gli Elementi Chimici, gli addetti ai lavori divengano “creativi”, come lo fu Dante Alighieri, combinando vocali e consonanti, sempre (!) armoniosa-mente, lungi dallo “scrivere” strafalcioni……
Non perdete il prossimo articolo sulla Fisica Quantistica!

Dr. Massimo Corbucci (medico e fisico)

Bibliografia

Herbert Walter Roesky, Klaus I Mockel, II luna park della chimica, Zanichelli 2002. j
Saba Castiglioni, La storia dei Papi. UTET 1966.
Oliver Sacks, Zio Tungsteno, Adelphi 2002.
John Maddox, Che cosa resta da scoprire, Garzami 2000.

CHI SONO?
Edward L. (Ned) Wright
si e formato alla Harvard Physics – 1969 e Ph.D. alla Harvard Astronomy – 1976 – http://www.astro.ucla.edu/
Attualmente è docente di Astronomia presso la University of California – Los Angeles

Robert Boyle
(Lismore Castle, Irlanda 1627 – Londra 1691), pioniere della chimica e fisico irlandese.
Nel 1661 Roben Boyle pubblicò il suo famoso libro The scepticai chymist (il chimico scettico) che è stato, forse, il primo libro di chimica. Boyle contribuì in maniera decisiva allo sviluppo della scienza. È rimasta famosa la sua legge che stabilisce: per ogni gas, a temperatura costarne, è costante il prodotto della pressione esercitata per il volume occupato. Boyle preparò l’acetone e l’alcol metilico; scopri i rapporti tra aria, combustione e respirazione; studiò l’effetto dell’aria sulla propagazione del suono. (tratto da Wikipedia).

Ernst Chladni e Hans Jenny
Nel XVIII° secolo, un Fisico tedesco, Ernst Florenz Friedrich Chladni, scopri e studiò i princìpi della cimatica ovvero lo studio delle forme d’onda. Gli studi di Chladni furono proseguiti e perfezionali a partire dagli anni 60′ dallo scienziato e fisico svizzero Hans Jenny, morto nel 1972 e pressoché sconosciuto nelle nostre università. Jenny ha fornito alla cimatica una solida letteratura di riferimento, dimostrazione ad uso pratico nel campo medico. Ha dimostralo che le vibrazioni producono forme geometriche, sfere, cristalli e anche spirali simili a galassie. Facendo vibrare diversi materiali (acqua, olio, grafite, ecc.,) in essi compaiono delle forme con struttura tridimensionale che variano con il variare delle frequenze e della loro intensità. Ogni figura è semplicemente la forma visibile di una forza invisibile. Ogni forma contiene le informazioni sulle vibrazioni che l’hanno generala ed è ipotizzabile che le ritrasmetta su armoniche maggiori.

A quanti elementi chimici si potrà arrivare in futuro?Che che ne dica l’establishment (si proclama la stabilità dell’atomo 114 e il fallo che gli elementi possano essere teoricamente Infiniti – Quark, Ott. 2006) l’ultimo elemento del Sistema Periodici ! è stato “fabbricato” in Germania al CSI di Darmstadt, nel febbraio 1996 (fondendo “nuclearmente” Piombo-82 + Zinco-30 82+30 = 112).

Essendo il Sistema Periodico correlato al Modello atomico BOHR, che prevede 8 livelli atomici riempiti rispettivamente con 2,8,1.8,32,32,18,8,8 elettroni, per un totale di 126 elettroni, di conseguenza sembrava assolutamente certo che il Sistema Periodico avesse 126 “caselle”. Infatti quando i Fisici Tedeschi si sono imbattuti nella impossibilità di andare oltre il 112° Elemento, per loro è stata una grande sorpresa. Proprio a motivo di questo, il fisico italiano dr. Massimo Corbucci fu convocato dal Professor Sigurd HOFMANN in Germania e da lì venne Fuori l’Ordine di Riempimento dei Livelli Atomici, completamente ricalcolato con 2,8,18,18,18,16,18,14(6+8) elettroni, che fa 112 !!!

Certamente si tratta di una rivoluzione “copernicana”, ma la Fisica ufficiale non e’ molto propensa ad abbandonare vecchi paradigmi. Sopratutto, ci pare di capire, che quello che non riesce a mandar giù la Comunità scientifica è il fatto che una enorme scoperta l’abbia fatta una persona al di fuori dell’establishment e non uno di loro !!!Di fatto, al momento, il Sistema Periodico è stato conquistalo fino alla casella numero 112 e sono successe molte cose nel mondo della Fisica, che fanno ragionevolmente supporre debbano essere rivedute e corrette molte precedenti “certezze”.

Tratto da Scienza & Conoscenza n° 18 – 2006

La chimica in futuro ultima modifica: 2008-09-13T16:22:05+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)