La dimostrazione scientifica dei cosiddetti “poteri paranormali”

Inviata da skorpion75
Mi piace aprire questa appendice con le affermazioni fatte da Mario Bruschi, docente di fisica (Dipartimento di Fisica dell'Università La Sapienza di Roma) in un suo articolo:

“Sei anni fa tentai di verificare (propria manu) quei dati statistici riportati in altri studi (e ritenuti inaffidabili dai colleghi) con un esperimento basato su test 'classici' di telepatia e chiaroveggenza, avendo in più l'opportunità di usare un gruppo di soggetti che, per il particolare training ricevuto, fosse sperabilmente sopra la norma ma tuttavia lontano dalla 'professionalità' (con i pericoli connessi).

I risultati di tale esperimento in sé altamente significativi furono per me ancora più significativi in un modo inaspettato: infatti un resoconto dell'esperimento (più tardi pubblicato in Di Grazia U., Tecniche dell’Unione, Ed. Mediterranee, Roma,1990, 147-179), fatto circolare tra amici e colleghi ed inviato al CICAP, mi ha procurato una sequenza di polemiche e arroventate discussioni costringendomi a passare da un impegno ed interesse 'amatoriale', come era stato il mio nel campo 'paranormale' fino ad allora, a un approfondimento e a uno studio più 'professionale'. E così, con mia grande sorpresa, ho scoperto che (…) l'esistenza di fenomeni ESP e PK è stata provata sperimentalmente al di sopra di ogni ragionevole dubbio.

Per comprendere che tipo di esperienze scientifiche permettono di dimostrare senza ombra di dubbia l’influenza della mente sulla realtà fisica, la comunicazione telepatica, la precognizione, bisogna avere almeno un’idea di cosa siano la statistica; per comprendere invece quali teorie scientifiche potrebbero giustificarle, occorre familiarizzare con alcuni elementi della fisica quantistica, essere a conoscenza delle scoperte più recenti della biologia e della genetica, e bisogna pure avere la mente aperta alle più avanzate speculazioni nel campo della fisica teorica.

Iniziamo con la statistica e coi generatori di numeri casuali. Senza entrare nel dettaglio tecnico di come siano costruiti, possiamo limitarci a sapere che esistono generatori elettronici di numeri casuali che sono stati testati sperimentalmente, ovvero che in assenza di influenze esterne ci possono fornire in maniera del tutto casuale un numero all’interno di una gamma assegnata. Per testare la possibilità della nostra mente/coscienza di influenzare la realtà fisica spesso si lavora con generatori di numeri casuali che possono fornire solo il numero 0 oppure il numero 1.

La statistica insegna che se provo a fare 4 estrazioni di numeri scelti casualmente fra 0 ed 1 ho una certa probabilità di ottenere 3 volte 0 ed una volta 1. Ciò porterebbe ad un risultato percentuale del 75% di 0contro il 25% di 1; basta un manuale di quinta liceo per verificare con le regole del calcolo combinatorio che la probabilità di ottenere un simile risultato in 4 estrazioni successive è pari a 0,25. Ciò significa che su 4 serie di estrazioni di 4 numeri ci si aspetta di ottenere una serie con tali risultati. La probabilità di ottenere 2 volte 0 e 2 volte 1 (50% di estrazioni per ognuno dei numeri) è invece pari a 0,375. La probabilità di ottenere un 75% di 0 nelle estrazioni è appena una volta e mezzo minore di quella di ottenere il 50% di 0 ed il 50% di 1.

La cosa cambia drasticamente se noi facciamo un esperimento con 40 estrazioni. In tal caso la probabilità di ottenere 30 volte 0 e 10 volte 1, ovvero il 75% di 0 ed il 25% di 1 è 162 volte minore della probabilità di ottenere 20 volte 0 e 20 volte 1. La probabilità di ottenere quel fatidico 75% tende a diventare sempre più piccola rispetto alla probabilità di un’equa distribuzione dei risultati, fino a quando per una sequenza di 100 estrazioni un tale avvenimento può giudicarsi pressoché impossibile.

Similmente si può verificare (è un po’ più lungo e noioso ma il tipo di calcolo è sempre lo stesso) che su una serie di 100, 200 o 1000 estrazioni è molto difficile ottenere il 52%, il 53%, o il 54% di uno o dell’altro risultato: se il numero di estrazioni è molto elevato è quasi impossibile che la percentuale di 1 e di 0 differisca dal 50% per più di una cifra decimale.

Ed eccoci al dunque: sono stati fatti migliaia di esperimenti in cui si è chiesto a delle persone di influenzare con la propria mente i generatori di numeri casuali in maniera tale che essi dessero più 0 o più 1 del normale. I generatori di numeri erano stati precedentemente testati e si era verificata la loro perfetta funzionalità: in assenza di influenze esterne producono sempre il 50% di 0 ed il 50% di 1, eppure in presenza di persone che con la propria intenzione si sforzano di alterare i risultati ci riescono in maniera tale da ottenere risultati appunto del 52%, il 53%, o il 54% di uno dei due numeri.

La probabilità che per caso si ottengano continuamente simili risultati è data dal prodotto delle (già basse) probabilità che in un singolo esperimento ci sia una simile deviazione dal 50%; il risultato dell’analisi cumulativa di tutti gli esperimenti fatti al riguardo mostra che la probabilità di ottenere per caso quei risultati è dell’ordine di 10 elevato a meno 50, ovvero è espressa da un numero con 49 zeri dopo la virgola: 0,00000000000000000000000000000000000000000000000001 per intenderci.

Molti degli esperimenti di questo tipo sono stati condotto nella prestigiosa Università di Princeton all’interno del progetto PEAR (Princeton Engineering Anomalies Research) e alcuni di questi risultati sono stati pubblicati su prestigiose riviste di fisica, vedi ad esempio Radin D.I., Nelson R., Evidence for Consciouness-Related Effects in Random Physical Systems, Foundations of Physics, 1989, 19, 1499-1514.

Una Commissione del Congresso degli Stati Uniti nel 1995 ha richiesto a degli esperti di effettuare uno per verificare l’utilità dei finanziamenti governativi alle ricerche sul paranormale (alcune delle quali effettuate presso il prestigioso Stanford Research Institute). Entrambi gli esperti hanno dichiarati che c’è una fortissima evidenza statistica che dimostra l’esistenza di certi fenomeni, in particolare Jessica Utts sostiene che: usando i criteri di giudizio normalmente utilizzati in ogni altro campo scientifico, è assolutamente provata l’esistenza dei poteri psichici dal momento che i risultati si sono dimostrati riproducibili in esperimenti ben congegnati (il rapporto è visionabile all’indirizzo http://anson.ucdavis.edu/~utts/)

I Poteri Psichici Secondo Seth
Tecniche e consigli per sviluppare e facoltà paranormali

Che dire allora di certe organizzazioni pseudo-scientifiche che dicono di indagare sul paranormale con la finalità più o meno dichiarata di negarne l’esistenza? Possiamo ancora credere che siano in buona fede, dopo avere scoperto che esistono tanti esperimenti scientifici rigorosamente controllati che provano la realtà del cosiddetto paranormale, e che persino le nostre esperienze quotidiane provano l’esistenza di percezioni extra-sensoriali? Basti pensare che esperimenti di questo tipo sono stati convalidati ad esempio dal premio Nobel per la fisica Brian Josephson e che i membri del CICAP e delle organizzazioni consimili (come il CSICOP) non sanno fare altro che dire che Josephson è un “nobel decaduto”. Non potendo contestare la realtà dei fatti provano a screditare coloro i quali dicono le cose come stanno.

Non è un caso allora che il CICAP si sia impegnato direttamente per “dimostrare” che le scie chimiche non esistono. Organizzazione per nulla attendibile il CICAP quando pontifica dell’inesistenza del paranormale, ovvero quando si occupa dei fenomeni per i quali l’organizzazione è sorta, come volete che sia attendibile quando nega le scie chimiche, soprattutto per bocca di persone che ammettono testualmente “io non sono un fisico, non sono un meteorologo, non sono un esperto aeronautico, non sono un chimico” e poi scrivono articoli su riviste “scientifiche” come Focus?.

Ma la mole di dati sull’esistenza dei fenomeni paranormali non si limita certo a quelli appena menzionati ed in realtà non potrei citarli tutti senza scrivere un’enciclopedia. Chi volesse approfondire può leggere ad esempio i seguenti tre libri, l’ultimo dei quali cerca di dare anche alcune indicazioni per permetterci di utilizzare al meglio (e con finalità positive) i nostri poteri mentali: La mente estesa di R Sheldrake (ed Urra), Il campo di punto zero di Lynne McTaggart, La scienza dell’intenzione di Lynne McTaggart.

Un tipico esperimento sulle percezioni extrasensoriale è quello effettuato Mikio Yamamoto ed i suoi colleghi dell’Istituto Nazionale di Scienze Radiologiche di Chiba, in Giappone. Essi hanno fatto una ricerca sul sul tao-ate, tecnica marziale per attaccare l’avversario senza contatto fisico. Nell’esperimento l’attaccante, un maestro di qigong cinese, ed il ricevente furono posti a tre piani di distanza in stanze schermate. Il comportamento del ricevente (la persona “attaccata”) era monitorato da riprese video, così come la sua resistenza cutanea ed il suo elettro-encefalogramma (EEG). Obbedendo alle indicazioni degli sperimentatori, che seguivano una procedura randomizzata in doppio cieco, l’attaccante mandava i suoi “attacchi energetici” e molto spesso il ricevente in quell’istante si ritraeva (osservazione visiva comprovata dalle riprese) e mostrava alterazioni dell’EEG e della resistenza della pelle.

L’analisi statistica delle correlazioni osservate ha esclusa la possibilità che ciò sia avvenuto per caso e si è arrivati alla conclusione che il tao-ate comporta una forma di trasmissione che non è attualmente spiegabile dalla scienza (ma non di meno è reale). Secondo il maestro “attaccante” ciò che viene trasmesso è l’energia che tradizionalmente gli orientali chiamano qi (o ki o ch’i, a seconda delle trascrizioni). Rif: Yamamoto M. et al (2000) Study on analyzing methods of human body functions using various simultaneous measurements, Journal of international Society of Life Information Science 18, 61-97

Fra i tanti esperimenti ne descrivo uno molto interessante che ha dimostrato come tutti gli uomini possiedano una capacità precognitiva inconscia, ossia che possono letteralmente presentire cose non ancora accadute. L’esperimento fu ideato a metà degli anni '90 del 20° secolo da Dean Radin e da suoi colleghi della University of Nevada di Las Vegas. In tale esperimento un computer tramite una funzione random seleziona in maniera causale delle immagini che vengono mostrate ad intervalli regolari ad una persona mentre dei sensori elettro-dermici ne misurano la resistenza della pelle (delle dita).

Col variare dello stato emotivo infatti varia l'attività delle ghiandole sudorifere e cambia la resistenza della pelle misurata dal sensore. Tali sensori sono collegati ad un computer e permettono di compiere un monitoraggio continuo e di tracciare un grafico della risposta emozionale in funzione del tempo. Le immagini che vedono i soggetti dell'esperimento restano sullo schermo per 3 secondi, poi c’è una pausa di 5 secondi in cui lo schermo appare vuoto e poi si ricomincia con l’immagine successiva.

Le immagini sono scelte a caso fra un numeroso archivio che contiene in egual numero
a) immagini tranquille di sfondi e paesaggi
b) immagini crude di guerra, sangue, violenza
c) immagini di natura sessuale/erotica

Orbene, si è visto innanzitutto che le immagini di tipo a (tranquille) non causano nessun cambiamento nella resistenza misurata dai sensori (la curva nel grafico resistenza-tempo è quasi piatta) mentre le immagini di tipo b (violente) e soprattutto quelle di tipo c (sessuali) causano un'impennata della resistenza.

La cosa incredibile è che il segnale di risposta (l'impennata della curva nel grafico resistenza-tempo) alle fotografie di tipo b e c è stato registrato quasi sempre in anticipo di 3 secondi sulla visione della foto stessa.

Dirk Bierman, docente di psicologia di Amsterdam ha replicato indipendentemente questo tipo di esperimento ed ha verificato che l'effetto è più appariscente con le immagini erotiche. Il biologo Rupert Sheldrake che è stato uno dei soggetti che si è sottoposto all'esperimento, ha così commentato il risultato: “L'incremento repentino della mia attività elettro-dermica iniziava 5 secondi prima che le immagini erotiche comparissero sullo schermo”.
Ulteriori dettagli su questi esperimenti si possono conoscere leggendo il libro di Dean Radin The conscious universe, Harper Edge, San Francisco 1977.

Insomma, per quanto possa sembrare incredibile, abbiamo esperimenti scientifici che ci permettono di ipotizzare che la preveggenza (e forse anche la profezia) siano possibili, che la nostra mente può guardare in avanti nel tempo. In tal modo siamo portati a riconsiderare la nostra idea del tempo (almeno quella che ci è stata mutuata da una scienza oltremodo dogmatica).

Certo, questo ed altri esperimenti pongono numerosi quesiti di ordine psicologico, scientifico e filosofico. La mente il cui intento fosse diretto con precisione potrebbe conoscere il passato come il futuro? Il futuro è già scritto? Esiste il destino? Il futuro è delineato con precisione o ne sono delineate solo le linee guida? Se possiamo preconizzare il futuro allora cose succede: leggiamo il libro del destino così come sarà o leggiamo su un libro quello che dovrebbe essere il destino più probabile?

La cognizione (almeno per somme linee) del futuro può servire ad influenzarlo oppure il destino si avvera ugualmente nonostante i nostri tentativi di cambiarlo? [non mi chiedete delle risposte precise, le sto cercando anche io, anche se dai miei studi in materia mi sembra di potere dedurre che il destino non sia del tutto definito]

Lo so, potrebbe girare la testa nel cercare di rispondere a queste domande, ed è fin troppo facile cercare di riacquistare una sicurezza emotiva dicendo “no, non è vero, sono tutte menzogne”. Ma il bello è che non solo gli esperimenti sono stati replicati, ma che tutti noi abbiamo possibilità di renderci conto di quanto possiamo a volte predire il futuro senza bisogno di alcun apparecchio computerizzato.

Basterebbe infatti analizzare i nostri sogni scrivendo ogni mattina appena svegli la loro descrizione su un diario per poi verificare quante volte tali sogni nascondano delle premonizioni. A me personalmente è capitato più volte di trovare nei sogni premonizioni realizzatesi in maniera fin troppo accurata. Forse non ve ne siete ancora accorti perchè siete stati pesantemente indottrinati dal lavaggio del cervello dei mass-media, della “scienza ortodossa”, ma se solo aprite la vostra mente alla possibilità che la precognizione sia possibile inizierete a notare delle coincidenze che non possono essere casuali.

Se poi volete conoscere quali esperimenti scientifici permettano di credere a “simili assurdità” li potete trovare nei libri già citati . Ma sarebbe il caso di ricordare ai più scettici quella tonnellata di dollari spesi dalla CIA per mettere a punto le strategie di preveggenza e visione a distanza (progetto Stargate) in collaborazione con degli fisici di primo piano. Ma ovviamente la CIA faceva queste cose solo per perdere tempo e soldi …

È capitato a tanta, tantissima gente, di provare forti sensazioni di dolore pure in assenza di una causa apparente per il dolore stesso, e per giunta in concomitanza con un dolore identico (non dico analogo, ma proprio identico) provato da un’altra persona con cui si è in stretta relazione (fratello, madre, padre, figlio, amico). Tipici sono i casi dei gemelli, uno dei quali subisce un incidente mentre l’altro, a chilometri di distanza ed all’oscuro dell’incidente del fratello, percepisce nello stesso istante lo stesso dolore alla stessa parte del corpo che viene offesa dall’incidente.

A questo punto è da notare che, a parte certi dolori intercostali, certe fitte allo stomaco, crampi e robe simili, non esistono casi di dolori che vengono percepiti senza causa apparente, e quindi la probabilità che una persona percepisca certi dolori non è bassa, ma è esattamente zero. E questo è importantissimo, perché se la probabilità fosse anche dello 0,001 per cento, moltiplicando tale probabilità molto bassa per il numero degli anni vissuti da una persona e, soprattutto, per il numero degli abitanti del nostro pianeta, otterremmo l’assoluta certezza che prima o poi certi fenomeni si possano verificare per un pura coincidenza casuale.

Ma pensate ad un persona che sente un dolore al ginocchio come se avesse urtato, e che sente tale dolore mentre è seduta o distesa sul letto (che non ha quindi urtato da nessuna parte); non è un dolore intercostale attribuibile a cause fisiologiche, ma è un dolore inspiegabile dal punto di vista della medicina e della biologia ortodossa.

Se poi si scopre che nello stesso istante un’altra persona ad essa collegata (per amicizia o parentela) ha preso una botta al ginocchio, la coincidenza è tale che non può essere spiegata da nessun fenomeno casuale (il caso non si può tirare in ballo, con buona pace degli esponenti del CICAP e di organizzazioni simili) mentre la logica vuole che si spieghi il fenomeno in base ad un fenomeno di causalità (la botta al ginocchio alla persona X è causa del dolore al ginocchio della persona Y) e quindi considerando la realtà della sincronicità, della condivisione istantanea delle emozioni e delle sensazioni.

Ripensate allora ai fatti della vostra vita probabilmente troverete esempi di simili situazioni inspiegabili in termini di pura coincidenza causale, chiedete ai vostri amici e parenti se hanno sperimentato situazioni simili, ma soprattutto chiedete ai gemelli che conoscete quante volte a loro sono capitati simili episodi di sincronicità.

Personalmente come docente ho avuto a che fare con tanta di quella gente che non mi è stato difficile raccogliere diverse testimonianze di simili eventi soprattutto riferiti a gemelli ed in particolare io stesso ho sperimentato su di me la stessa situazione. Una volta infatti ho fatto dormire a casa mia una persona con un forte dolore al ginocchio, ed anche io quella notte ho percepito lo stesso dolore, pure non avendo urtato da nessuna parte. L’unica spiegazione che mi sono potuto dare è che le sensazioni di dolore così forti della persona che ospitavo sono state recepite telepaticamente dalla mia mente che era entrata in sintonia con la sua.

Ognuno ha quindi la possibilità di esaminare da solo come i poteri ESP, la telepatia, la sincronicità non casuale degli eventi siano osservabili tutto intorno a noi: basta aprire gli occhi e guardare alla realtà senza i pregiudizi che l’informazione di regime ha instillato nelle nostre menti. E vi assicuro che più credete alla possibilità che tali fenomeni si verificano, più li sperimenterete.

Che dire allora di certe organizzazioni pseudo-scientifiche che dicono di indagare sul paranormale con la finalità più o meno dichiarata di negarne l’esistenza? Possiamo ancora credere che siano in buona fede, dopo avere scoperto che esistono tanti esperimenti scientifici rigorosamente controllati che provano la realtà del cosiddetto paranormale, e che persino le nostre esperienze quotidiane provano l’esistenza di facoltà ESP?

E come mai queste organizzazioni si preoccupano tanto di negare l’esistenza degli UFO (che poi di per sé non vuol dire necessariamente velivoli alieni, ma velivoli non identificati), l’esistenza del paranormale, l’esistenza delle civiltà antidiluviane, le scie chimiche, continuando a negare, negare, negare, fino a rasentare il ridicolo? Forse perché tutte queste cose sono fin troppo vere ma troppo scomode per l’apparato di potere? (eccezion fatta per gli UFO e gli alieni che di recente sono stati “riabilitati” dal potere con la pubblicazione di numerosi “X files” da parte del governo britannico e francese, nonché con la dichiarazione di mons. Bagnasco sull’esistenza di civiltà extraterrestri; questa repentina e simultanea inversione repentina di rotta da parte del potere puzza di bruciato, sembra proprio ci sia sotto qualcosa di subdolo).

Ma perché tali organizzazioni dovrebbero negarci l’accesso a simili informazioni verificabili sia tramite esperimenti scientifici che tramite l’attenta osservazione quotidiana? Forse se ci fossero molte persone coscienti di tali poteri potrebbero utilizzarli a fin di bene, sia per facilitare i processi di guarigione (abbiamo visto nel paragrafo 2 come sia intento di chi ci governa renderci deboli e malati) che per irradiare (con la meditazione compassionevole e con l’esercizio positivo dell’intenzione) messaggi di amore che rafforzino la coesione degli esseri umani che vengono divisi per finalità bieche di dominio.

Alcuni degli esperimenti più interessanti sviluppati dal PEAR, ma anche da altri istituti, mostrano come l’effetto dei nostri poteri mentali sia cumulativo, e che se ci si applica in molti nel tentativo di modificare la realtà col pensiero l’effetto è maggiore; è un effetto di coerenza dell’intenzione che assomiglia molto a quello della risonanza o dell’interferenza costruttiva dei fenomeni ondulatori.

Se molti uomini sviluppassero i propri poteri mentali potrebbero anche affinare l’intuito (un’altra “facoltà nascosta” della nostra mente) per vedere più chiaramente quello che sta accadendo intorno a loro e come il potere li stia avvelenando e manipolando.

Per adesso il potere criminale che ci sovrasta ha fatto in modo che la gente che conosce i poteri della mente non fosse ben cosciente delle logiche di predominio e sfruttamento delle élite che ci governano (e così abbiamo molte persone che utilizzando la meditazione e la focalizzazione dell’intenzione su obiettivi limitati) mentre le persone che sono ben coscienti di come i potenti stiano depredando e sfruttando i loro sudditi vivono ancora nell’ignoranza delle proprie potenzialità mentali.

Tale divisione credo sia fortemente voluta dai poteri che ci sovrastano; se un giorno si realizzasse una forte commistione di queste due categorie assieme ad una rinnovata presa di coscienza della realtà che ci circonda (vedi ad esempio le scie chimiche) il potere delle élite che dominano il mondo potrebbe iniziare a scricchiolare.

Fonte: http://scienzamarcia.altervista.org/app6.html


La dimostrazione scientifica dei cosiddetti “poteri paranormali” ultima modifica: 2008-12-14T11:14:25+00:00 da Richard
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Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)