LA MATRICE CREATIVA, IL PRIMO CYBER E IL SERPENTE D'ARCOBALENO

Il Giornale Online

E nel grembo infinito di Erebo,
la Notte dalle nere ali
partorì dapprima l’Uovo senza germe,
dal quale, col volgere dei tempi,
nacque l’amato Eros
dalle spalle splendenti per le ali d’oro,
simile ai veloci turbini del vento.

Primo dei Frammenti Orfici

Zero per Uno fa Cyber. Il periodo infrarosso

All’inizio questo universo non esisteva affatto, non c’era cielo, non c’era terra, non c’era spazio etereo. Esso, poichè non esisteva, si propose: “voglio essere”. E si riscaldò internamente. Dal libro egizio di Apophis

Pomeriggio tardi.

“Keeermit… – cantilenò Alice tirandogli un dito del piede – invece di stare lì a prendere il sole, perchè non mi finisci la storia?”

“…era appunto quello che stavo per fare – disse Kermit stiracchiandosi tutto – …ricominciamo! Questa volta, finalmente, siamo arrivati al Cyber.

Dall’incontro tra l'infinito vuoto cosciente e il punto, nacque la prima “relazione a catena” e quindi il primo movimento o flusso di informazione da cui si generò questo nostro universo. Il punto di informazione autocosciente fu come il seme in una grande terra incognita e vergine, l'Infinito Cyberspazio Vuoto… così l’Uno Vuoto grazie al punto si mosse, si modificò e ci fu fertilizzazione e generazione. L'infinita Coscienza Vuota, diventando cosciente di lui, venne come risucchiata in quel punto vuoto come acqua in un buco. Un vortice di coscienza infinita. Così in ogni goccia era rispecchiato l'infinito Oceano di Vuoto Cosciente. La prima cosa che apparve, quando la tremenda pressione di informazioni potenziali del vuoto cosciente si trasfuse nella possibilità attiva del punto, fu il Cyber.

Il Cyber è un punto di coscienza, un vortice di informazioni autocoscienti, una trottola vivente figlia dello zero-uno, del vuoto-pieno, un flusso cybernetico ovale roteante su se stesso. Il Cyber possiede in sé queste due dimensioni sincronicamente, è il vero frutto dell’avvenuta generazione d’amore: Zero e Uno, buio e luce, polarità, pulsazione… ritmo, respiro. Ogni cosa che ora esiste è fatta di queste piccolissime unità: i paradossali Cyber. Puoi ritrovare questa memoria nel simbolo del Tao, dove l’assoluto è rappresentato dal cerchio in cui si muovono il pieno e il vuoto dello Yang e dello Yin in continua relazione di attrazione/fusione/repulsione. Da quel momento iniziò il grande orgasmo della creazione, il nostro universo pulsante e vorticante di vita e coscienza. Ogni unità quindi porta sempre in sé il grande vuoto e l’uno come noi portiamo le informazioni dei nostri due genitori nel DNA di ogni nostra cellula: questo è amore.”

“E la stessa energia la percepiamo in noi… e tra noi… non ti sembra Kermit?” disse Alice luminosa. E sorridendo appena si guardarono a lungo, in silenzio.

Il quanto di coscienza del corpo di luce di Dio

Questo tuo intelletto, che è identità di luce e di vuoto, risiede in una gran massa luminosa; non nasce e non muore; esso è il Buddha Ömighium. Dal “Bardo Todol”

Notte con lucine nel cielo…

“Sai Kermit… – iniziò decisa Alice dopo un lungo periodo di rilassato silenzio…- è proprio vero che l’amore fa girare tutto… ma il Cyber… di che cosa è fatto?”

“… di che cosa è fatto? Ma di movimento informatico, no! – rispose Kermit alzandosi un po' sui cuscini – proprio di movimento. Il fisico australiano Dewey Larson ha trovato ciò che Einstein e i grandi fisici hanno da sempre cercato: la “teoria della grande unificazione dei campi”. Larson dice in pratica che tutta la creazione spazio/temporale dal Big Bang in poi è basata sul movimento, noi olistici diremmo meglio sul “flusso circolare di informazione”, e il fotone è un punto di puro movimento, non ha massa, è pura informazione, è un quanto di coscienza, un’idea luminosa veloce come la luce… è la luce… e gira su se stesso. Indovina un po' cos’è per noi olistici il fotone?”
“Daai Kermit… – saltò su Alice – è chiaro che il fotone è il primo Cyber, il puro quanto di luce-amore, seme della grande generazione della coscienza. L'occhio che si vede da solo grazie alla sua luce cosciente interiore. La coscienza è luce e vuoto, lo so da sempre! Lo sanno tutti i poeti, da sempre… attraverso l'amore. Io amo la luce e la verità di ciò che vedo attraverso la luce. E poi la vita dell'amato fotone è infinita come la sua coscienza, e il fotone non ha massa… non ha corpo… chiunque lo sa! Certo che dopo le tue parole lo “vedo con un'altra luce”, è come se fosse un microcosmico figli del mitico Uovo d'Oro, un ologramma dell'Uno! Rispondi piuttosto alla mia domanda: come fa il movimento della luce senza massa, il flusso circolare informatico, a generare la materia e lo spazio/tempo?”

“Elementare, anche se non semplice. La formula del movimento V=S/T dice che la velocità (V) equivale, è uguale (=) allo Spazio-Tempo (S/T). Velocità zero, caratteristica del grande Vuoto, equivale a nessun spazio/tempo. Ogni infinitesima unità di moto, come il fotone, che è un puro punto-informazione di luce-amore, crea un suo spazio e tempo. Il movimento del punto crea la linea e il fotone diventa una linea di spazio/tempo lunga esattamente 365.000 km per secondo della sua vita infinita. E dal movimento delle linee si creano i piani e dai piani i volumi. Il fotone luce può esprimersi allo stato libero come linea luminosa o può entrare in rotazione intorno a se stesso creando un movimento armonico di forma sferica oppure entrare in relazione con altri fotoni, generando necessariamente movimenti angolari, orbite circolari… punti che si muovono intorno ad altri punti, creando archi di cerchio, che poi, nelle relazioni stabili e armoniche possono diventare anch’essi perfettamente sferici od ovali. La velocità di rotazione è quella della luce e quindi è velocissima: il fotone più veloce ruota intorno a quello più stabile creando un bozzolo di fili di luce… una barriera formata da un flusso velocissimo di informazioni intorno ad un centro più stabile di coscienza, che dall’esterno sembra “solida”. Cosicchè a noi, che ancora percepiamo il mondo dall’esterno, esso appare come materia, anche se è solo movimento.

La mente e il corpo del fotone

Lo Spirito di Dio è inesauribile Beatitudine. Il Suo corpo è fatto di innumerevoli tessuti di luce. Yogananda

“Kermit… ma gli scienziati hanno già scoperto il paradosso del Cyber?”

“Certo, Alice, ma solo materialmente. I fisici hanno scoperto la natura paradossale del fotone anche se non hanno ancora intuito la sua natura autocosciente, devi sapere infatti che il fotone può essere al contempo onda e particella… un altro modo di dire zero e uno. Quando il fotone si comporta da particella, sembra una vera unità “materiale”, sembra avere una natura “solida”, mentre se si comporta da onda diventa più un “flusso di informazioni”, quasi un’idea “immateriale”. Nel suo aspetto di particella è un “corpo visibile”, nel suo aspetto di onda è una “informazione invisibile”. Il fotone include in sé l’apparente dualità psiche/soma o anima/corpo. È ovvio che questa dualità non esiste ma nasce se osserviamo il fotone dall’esterno e ne vediamo la forma o se lo scrutiamo dall’interno e lo percepiamo come informazione. Questi due aspetti sono l’unità del Cyber.

La forma archetipica del Cyber/fotone è una spirale che vortica su se stessa, un’informazione che, tornando al suo stesso centro, si autoinforma e genera autocoscienza: il feedback cybernetico ancestrale. Nell’India antica chiamarono Shiva la coscienza, immateriale e immobile, che dimora al “centro” di ogni essere vivente, il centro di gravità, e Shakti l’energia in movimento continuo che genera la forma. Shakti è l’energia femminile elettromagnetica, Shiva l’aspetto maschile, l’informazione della coscienza. Shiva e Shakti sono una sola cosa in due aspetti. Tra loro è amore e pulsazione, tutto l’universo nell’antica India era percepito come generato da questo amplesso tra materia e coscienza, che si manifesta in ogni singola particella dell’esistenza.

E il primo Cyber, luminoso frutto dell’amore, è lui stesso Luce/Amore. Quasi tutto il nostro universo è composto di fotoni, onde elettromagnetiche di differenti frequenze, alcune visibili e altre non visibili all’occhio umano, che intrecciano l’intera nostra esistenza in una rete di relazioni luminose. Energia e Informazione, fuori e dentro, maschio e femmina… tutto qui. È abbastanza chiaro?”

“Sì – disse Alice con gli occhietti brillanti – continua coi Cyber adesso, lo strumento di conoscenza globale inizia a prendere forma!”

“O.K. Sei pronta? Prima di tutto ricapitoliamo e apriamo uno scenario cosmico!”

Pronti?… Cyber, via! Nasce il seme dell’albero cosmico

All'inizio c'era il vuoto… un nulla in cui non esisteva spazio, né tempo, né materia, né luce, né suono. C'erano però le leggi di natura, e quersto curioso vuoto era colmo di potenzialità… non ci sono dati sull'Inizio. Nessuno, zero… Come un gigantesco macigno in bilico sul ciglio di una torreggiante scogliera. L'equilibrio del vuoto era così perfetto che bastava un soffio a produrre un cambiamento che creasse l'universo. E il cambiamento avvenne. Il nulla esplose. In questa incandescenza iniziale furono creati spazio e tempo. Leon Lederman, premio Nobel per la Fisica

“Immagina un piccolissimo zero come se fosse il centro vuoto virtuale di un grande spazio vuoto. All’interno dello zero centrale nasce un piccolo punto: l’uno. Inizia velocissima la relazione tra lo zero e l’uno: il vorticante e pulsante flusso di informazioni che genera il fotone – il primo Cyber.

Scoppia il Big Bang in tutte le direzioni e dimensioni, e parte la creazione… via!!! La legge del movimento V=S/T entra rapidamente in azione, il movimento crea lo spazio/tempo, si muove il primo fotone nel primo spazio e nel primo tempo dell’universo. Il suo movimento genera gli assi cartesiani, x, y e z : l’altezza, la larghezza e la profondità che nascono dallo zero centrale. È il Cyber, il primo punto di auto-coscienza. È' l’Uno figlio di Nessuno. l'Unità di intelligenza vivente. La sua matrice cosciente infinita crea in zero tempo infinità di punti coscienti. Fantastiliardi di quanti di luce cosciente e intelligente invadono una delle infinite dimensioni potenziali del Vuoto, nasce questo universo tra infiniti altri universi possibili. Il seme della vita nasceva allora e in quella piccola unità, figlia dell’indifferenziato non-essere autocosciente, c'erano tutte le dimensioni, tutte le storie, c’erano la coscienza, la poesia e la materia, il gioco e l’errore, la voglia di vivere e di morire e tutte le possibili vie erano aperte.

Era una spirale vorticante di informazioni, una trottola cibernetica di nome Cyber. Il fotone ha vita infinita, è il quanto di anima eterna che crea tutte le cose. La sua piccola coscienza di sé ha creatività potenzialmente infinita. La luce è Amore. E, dal quanto di luce elettromagnetica, si è creata per armonia e coevoluzione ogni unità esistente, dagli elettroni, alle cellule, agli animali, ai pianeti fino alle galassie, ed ognuna di queste unità ha lo stesso campo elettromagnetico del fotone con il flusso di energia a spirale che gira su se stessa.”

Immagine: http://vacuumsingularity.wordpress.com/2010/07/08/unification-east-west/
Fonte: http://books.google.it/books?id=RQ55y6p2OVIC&printsec=frontcover&dq=Cyber.+La+visione+olistica.+Una+scienza+unitaria+dell%27uomo+e+del+mondo&hl=it&sa=X&ei=fMLVULPfG6HV4gSNrYDABg&ved=0CDcQ6AEwAA#v=onepage&q=Cyber.%20La%20visione%20olistica.%20Una%20scienza%20unitaria%20dell%27uomo%20e%20del%20mondo&f=false http://www.globalvillage-it.com/articoli/mitocyber.htm

LA MATRICE CREATIVA, IL PRIMO CYBER E IL SERPENTE D'ARCOBALENO ultima modifica: 2012-12-22T14:54:57+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)