La Monsanto Semina Terrore (Parte I)

Dalla diossina agli OGM: storia di una multinazionale che vi vuole bene

La Monsanto già domina la catena alimentare americana grazie ai suoi semi geneticamente modificati. Ora ha nel mirino la produzione del latte. La sua storia di contaminazioni tossiche è terrorizzante almeno quanto le tattiche di questa corporation, basate su spietate battaglie legali ai danni dei piccoli coltivatori

Gary Rinehart ricorda perfettamente quel giorno dell'estate del 2002 quando arrivò un forestiero che lo minacciò. Rinehart era dietro al registratore di cassa di Square Deal, il suo “negozio di campagna di una volta “, come lui lo chiama, nella piazza in declino della città di Eagleville, Missouri, una piccola comunità agricola 160 chilometri a nord di Kansas City. Square Deal [ Piazza Affari, ndt ], è una certezza a Eagleville, un posto dove agricoltori e cittadini possono andare per una lampadina, per dei biglietti di auguri, un gelato, un'aspirina e per dozzine di altri piccoli oggetti tutti reperibili senza dover guidare fino ai grandi negozi di Bethany, sede della contea, una ventina di chilometri lungo la Interstatale 35.

Tutti conoscono Rinehart, nato e cresciuto in zona e che dirige una delle poche attività sopravvissute ad Eagleville. Il forestiero andò alla cassa e chiese di lui chiamandolo per nome. ” Beh, sono io, ” rispose Rinehart. Come Rinehart ben ricorda, l'uomo iniziò ad aggredirlo verbalmente, dicendo che aveva le prove che Rinehart aveva seminato dei semi di soia geneticamente modificati prodotti dalla Monsanto, in violazione del brevetto di tale società. Rinehart dice che l'uomo gli consigliò di dire la verità e di accordarsi con la Monsanto, altrimenti ne avrebbe pagato le conseguenze.

Rinehart era incredulo, ascoltava mentre clienti sorpresi ed impiegati seguivano la scena. Rinehart, come molti altri nell'America contadina, conoscevano la terribile reputazione della Monsanto nel difendere i propri brevetti e nel perseguire chiunque fosse solo sospettato di averli violati. Ma Rinehart non era un agricoltore. Neppure era uno che vendeva sementi. Non aveva seminato alcun seme nè lo aveva venduto. Possedeva un piccolo – un veramente piccolo – negozio di campagna in una cittadina di 350 anime. Era incavolato per il solo fatto che un tizio avesse potuto piombare dentro il suo negozio ed imbarazzarlo davanti ad altre persone. “Aveva messo in cattiva luce me ed il negozio,” dice, e dice di avergli detto “Hai preso il tizio sbagliato.”
Quando il forestiero insistette, Rinehart gli indicò la porta. Uscendo l'uomo continuava a minacciarlo. Rinehart dice che non ricorda le esatte parole, ma erano del tipo . “La Monsanto è grande. Non puoi vincere. Ti prenderemo. Tu pagherai.”

Scene come questa avvengono in questi giorni in molte zone dell'America rurale, dato che la Monsanto persegue gli agricoltori, i loro collaboratori, i venditori di sementi e chiunque sospetti possa aver violato i brevetti delle loro sementi geneticamente modificate. Come rivelato dalle deposizioni e dai documenti depositati agli atti, la Monsanto si basa su di un esercito ombra di investigatori privati e di vigilantes, nel cuore del territorio americano, che seminano il terrore nelle aziende agricole.

Si sparpagliano nei campi e nelle aziende agricole, dove videoregistrano e fotografano segretamente gli agricoltori, i negozianti ed i lavoranti; si infiltrano nelle riunioni delle comunità agricole, raccolgono informazioni sulle attività delle fattorie. Gli agricoltori dicono che alcuni di questi agenti della Monsanto si spacciano per sorveglianti, altri entrano nei campi e cercano di obbligare gli agricoltori a firmare delle carte che danno alla Monsanto il diritto di guardare nei loro libri contabili e nei loro archivi in generale. Gli agricoltori li chiamano “le guardie dei semi” e per descrivere il loro modo di fare usano termini come “Gestapo” e “Mafia” .

Quando si chiedono alla Monsanto spiegazioni su questi modi di fare, si rifiutano di fare commenti specifici, a parte il dire che l'azienda non sta facendo altro che difendere i propri brevetti. “La Monsanto spende più di 2 milioni di dollari al giorno in ricerche per identificare, testare, sviluppare e mettere sul mercato nuovi semi e nuove tecnologie che portino benefici agli agricoltori,” questo ha scritto Darren Wallis, portavoce della Monsanto, in una email inviata a Vanity Fair.

“Uno dei mezzi per proteggere questi investimenti è il brevettare le nostre scoperte e, se necessario, difendere legalmente questi brevetti contro quelli che potrebbero scegliere di violarli.” Wallis ha detto poi che mentre la maggior parte degli agricoltori e dei venditori di sementi segue l'accordo di concessione, “una piccola parte” non lo fa, e che la Monsanto ha l'obbligo verso quelli che seguono le regole di far valere i propri diritti di brevetto contro quelli che “raccolgono i benefici della tecnologia senza volerne pagare il prezzo.” Ha poi aggiunto che solo un piccolo numero di casi finiscono in tribunale.

Alcuni paragonano l'approccio duro della Monsanto con l'impegno pignolo della Microsoft nella difesa del proprio software contro la pirateria. Però, come minimo, chi acquista un programma Microsoft lo può usare quante volte vuole, mentre chi acquista le sementi Monsanto non può fare nemmeno quello.

Il Controllo sulla Natura
Per secoli – millenni – gli agricoltori hanno messo da parte, ad ogni stagione, delle sementi : seminavano in primavera, raccoglievano in autunno, quindi preparavano e pulivano le sementi durante l'inverno per piantarle nuovamente alla primavera successiva. La Monsanto ha modificato a proprio vantaggio questa pratica secolare.

La Monsanto ha messo a punto delle sementi geneticamente modificate che resistono al suo diserbante, Roundup, dando la possibilità agli agricoltori di irrorare i campi con un diserbante che non danneggi il grano. La Monsanto ha successivamente brevettato le sementi. L'Ufficio Marchi e Brevetti degli Stati Uniti aveva rifiutato praticamente per tutta la sua storia di brevettare sementi, considerandole una forma di vita con troppe variabili per poter essere brevettata. “Non è come descrivere un gingillo,” dice Joseph Mendelson III, direttore legale del Centro per la Sicurezza del Cibo, che ha monitorato per anni l'attività della Monsanto nell'America rurale.

Certamente no, ma nel 1980, la Corte Suprema degli Stati Uniti con una decisione 5 contro 4, ha trasformato le sementi in gingilli, aprendo il campo ad una messe di multinazionali che hanno iniziato a prendere il controllo delle derrate mondiali.. Nella sua sentenza, la corte ha esteso il diritto di brevetto in modo che coprisse “un microorganismo vivente fatto dall'uomo. In quel caso, l'organismo non era nemmeno un seme, ma un batterio Pseudomonas messo a punto dagli scienziati della General Electric perchè pulisse i barili di petrolio.

Ma così si era creato il precedente, e la Monsanto se ne è avvantaggiata. Dagli anni '80, la Monsanto è diventata l'azienda leader mondiale nelle modificazioni genetiche delle sementi ed ha conseguito 674 brevetti biotecnologici, più di ogni altra azienda, secondo i dati del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti. Gli agricoltori che acquistano le sementi brevettate Roundup Ready, devono firmare un accordo in base al quale si impegnano a non metter da parte, dopo ogni raccolto, le sementi per procedere a nuove semine, ed a non vendere le sementi ad altri agricoltori. **

Questo significa che gli agricoltori devono comperare le sementi ogni anno. Queste vendite aumentate, insieme alle vendite incredibili dell'erbicida Roundup, sono state una manna per la Monsanto. Questo radicale allontanamento dalle abitudini tradizionali ha portato lo scompiglio fra gli agricoltori. Alcuni agricoltori non hanno pienamente compreso di non poter mettere da parte le sementi Monsanto per le semine successive. Altri sì, ma ignorano l'accordo piuttosto di non riutilizzare un prodotto valido allo scopo. Altri poi negano di usare sementi geneticamente modificate della Monsanto, affermano invece che delle sementi sono finite nei loro campi portate dal vento o dagli uccelli.

Effettivamente è facile che delle sementi geneticamente modificate finiscano mescolate insieme a varietà tradizionali, per esempio anche quando i venditori le preparano per la risemina. I semi appaiono identici; solo un laboratorio di analisi può evidenziare la differenza. Un agricoltore, anche se non compera sementi geneticamente modificate ed anche se non le vuole sui suoi campi, può scommetterci che riceverà una visita dei vigilantes della Monsanto se verranno trovate nei suoi campi anche poche spighe geneticamente modificate.

La maggior parte degli americani conosce la Monsanto grazie a quello che vende e che finisce sui loro prati – l'onnipresente erbicida Roundup. Quello che forse non sanno è quanto profondamente la Monsanto influenzi – ed un giorno potrebbe virtualmente controllare – quello che mettiamo sulle nostre tavole. Per la maggior parte della sua storia, la Monsanto è stata un gigante della chimica, un gigante che ha messo a punto alcune delle sostanze più tossiche mai prodotte al mondo e le cui scorie ci hanno regalato alcuni dei siti più inquinati che esistano sulla Terra.

Eppure, in poco più di un decennio, la multinazionale è riuscita a ripulire il suo inquinato passato ed a trasformarsi in una realtà diversa e più vasta : una “azienda agricola” impegnata nel rendere il mondo “un posto migliore per le generazioni future.” Però, più di un sito web afferma di vedere somiglianze fra la Monsanto e la multinazionale di fantasia “U-North” del film Michael Clayton, un gigante dell'agribusiness accusato, in una causa multimiliardaria-in-dollari, di vendere un erbicida che causa il cancro.

continua…

** [ Da altri articoli, risulta che le sementi geneticamente modificate siano STERILI e DI FATTO NON RIUTILIZZABILI. Se così fosse, questo articolo, su di una rivista di moda – Vanity Fair – potrebbe essere più una mossa propagandistica a favore della Monsanto “vedete belle signore, i cattivi sono i contadini che ci fregano usando le nostre sementi più e più volte “… che non ai danni. ndt ]

Donald L. Barlett and James B. Steele (Maggio 2008)

Tradotto per EFFEDIEFFE.com da Massimo Frulla

Fonte > Vanity Fair

Originale > Monsanto’s Harvest of Fear

[Inviata da skorpion75]

Leggi anche:[link=http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.2869]La Monsanto Semina Terrore (Parte II)[/link]

Fonte: http://www.effedieffe.com/content/view/3528/

La Monsanto Semina Terrore (Parte I) ultima modifica: 2008-06-14T08:08:38+00:00 da Quantico
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