La "Sapienza" di Ratzinger

Il Giornale Online
Solito “polverone all’italiana”, questa volta sul caso Ratzinger-Sapienza, che nuovamente mischia le carte in tavola e confonde i valori in gioco, spostando il problema su un aspetto secondario, del tutto innocuo rispetto a quello reale.

Non si può infatti discutere del caso odierno se non lo si inquadra nell’antico – e ancora irrisolto – conflitto fra fede e scienza, di cui Galileo è diventato il simbolo universale. L’uomo che fra i primi osò dichiarare che è la Terra a girare intorno al Sole, e non viceversa, fu costretto ad una umiliante ritrattazione da parte del Vaticano, il cui potere in quell’epoca era, almeno in Italia, praticamente assoluto.

La Bibbia infatti dice chiaramente che la Terra sta “al centro dell’Universo”, “ben piantata sul suo piedestallo”, ed accettarne una qualunque smentita avrebbe significato per la Chiesa il crollo istantaneo di un potere costruito interamente sulla base della propria infallibilità. La cosa interessante è che fu lo stesso Galileo, tutt’altro che inconsapevole del problema che si veniva a creare, a suggerire al Papa la soluzione ideale: si dia alla Bibbia, o almeno a quel passaggio, una valenza puramente simbolica – diceva – dopodichè i preti tornino ad occuparsi delle anime, e lascino agli scienziati l’indagine del mondo materiale.

Ma “i preti” non avevano certo costruito quell’impero, che a quel punto grondava del sangue di milioni di morti, per tornare a rinchiudersi in un confessionale e dare consigli spirituali alle vecchiette di paese. Anzi, eravamo all’alba della Guerra dei Trent’anni, …

… uno scontro europeo a tutto campo, fra protestanti e cattolici, che sarebbe finito solo quando non ci fosse più letteralmente un solo uomo in grado di tenere alzata una spada.

Mentre avremmo dovuto aspettare un Grande della storia come Karol Woytila, per vedere quel serio tentativo di integrazione fra fede e materialismo, a livello sia scientifico che teologico, rappresentato dall’Enciclica “Fides et Ratio”.

Non a caso fu proprio Woytila a “chiedere scusa” da parte della Chiesa per l’umiliazione di Galileo, anche se la cosa non piacque molto alla cosiddetta “destra cardinalizia”, che provava una dichiarata nostalgia per i “vecchi tempi” assolutisti, conclusi con la morte di Pio XII (1959). A lui infatti succedette Giovanni Roncalli, in una elezione a sorpresa che avrebbe dato inizio alla rivoluzione del Concilio Vaticano Secondo. (Per gli amanti del complottismo a tutto campo, fu il momento in cui la “massoneria ebraica” avrebbe preso il potere in Vaticano).

In tutto questo si colloca la figura, decisamente ambigua, di Joseph Ratzinger. Apparentemente “numero due” e braccio destro di Woytila, ha rappresentato per anni la voce della minoranza conservatrice, facendo da bilanciere alle tendenze rinnovatrici del Papa polacco. (Il quale non fu, va ricordato, un rivoluzionario tout-court, ma un papa che cercò di conciliare in maniera lucida e responsabile certi valori che la Chiesa considera immutabili con le esigenze dei tempi moderni. Da una parte abbiamo, ad esempio, il “no” al preservativo, posizione sicuramente antimoderna, ma perfettamente in linea con il principio dell’unione sessuale a scopo procreativo, dall’altra abbiamo, ad esempio, la fulminante, strepitosa, e coraggiosissima trasformazione dell’inferno in un luogo addirittura “freddo”, in quanto “lontano da Dio”. Per non parlare ovviamente all’apertura alle altre religioni, vero punto cardinale del papato di Giovanni Paolo II).

Quando però Ratzinger agiva in proprio – e di spazio, come capo della Sacra Congrega della Fede (l’ex-Tribunale dell’Inquisizione, ufficialmente mai dissolto) ne aveva a sufficienza – lasciava emergere la sua chiara tendenza restauratrice, che avrebbe poi confermato in pieno dopo l’elezione a pontefice.

Ecco come può accadere che due papi – ambedue “infallibili” per definizione, fra l’altro – si siano contraddetti in maniera plateale sull’argomento che torna oggi di attualità: la figura di Galileo. Mentre Woytila lo ha pienamente rivalutato, con tanto di scuse ufficiali nel nome dei suoi predecessori – “infallibili” anche loro, non dimentichiamolo – Ratzinger ha dichiarato che “la sentenza della Chiesa contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione.”

Non solo quindi Ratzinger supportava l’ostracismo a Galileo, ma smentiva pubblicamente Woytila, liquidando il suo “mea culpa” come semplice mossa opportunistica.

Non usammo quindi parole ad effetto, quando intitolammo il primo articolo sul nuovo papa “benvenuti nel Medioevo”. Se fosse per Ratzinger, si potrebbe tranquillamente tornare a tempi del Concilio di Trento, e completare magari una volta per tutte la persecuzione dei valdesi rimasta in sospeso.

Non si tratta quindi di un problema di “laicità contro cattolicesimo”, o di “Stato contro Chiesa”, come vorrebbero alcune voci nel polverone: Woytila andava dappertutto, i giovani lo amavano, e nessuno lo ha mai contestato.

Nè si tratta di un problema di “libertà di espressione” e di “intolleranza”, come vorrebbero altre voci, che si fingono scandalizzate per l’alzata di scudi degli studenti della Sapienza.

Il problema di chiama Joseph Ratzinger, e sta nella totale incongruenza storica che rappresenta oggi il suo papato dal sapore medioevale.

Se Ratzinger, invece di andare alla Sapienza a fare il suo monologo, tanto cieco quanto oscurantista, fosse disposto a confrontarsi apertamente con gli studenti, credete che questi non lo avrebbero voluto?

Massimo Mazzucco

PS: Il tentativo di far passare Ratzinger come “vittima dell’intolleranza”, da parte dei media e dei politici – ormai costantemente allineati , su tutto – non è solo un atto di piaggeria nei confronti del Vaticano: gli studenti infatti non hanno minacciato di ammazzare il Papa, hanno solo detto che intendevano contestarlo. E’ lui che non ha voluto andarci, perchè ovviamente non gli andava, e quindi in realtà i media non lamentano il mancato diritto di parlare, ma il mancato diritto di “parlare senza obiezioni da parte della platea”.

Ma per quello, giustamente, Ratzinger ha già il suo bel balcone in Piazza S.Pietro.

16/1/2008
M.M.

Fonte: www.luogocomune.net

La "Sapienza" di Ratzinger ultima modifica: 2008-01-21T12:55:15+00:00 da Quantico
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