La storia che non si deve sapere, con alieni e viaggiatori temporali

viaggiatori temporaliImmaginate che molte delle rassicuranti teorie che, finora, ci sono state propinate non siano altro che invenzioni create ad hoc da scienziati “manipolati” e da governi menzogneri per non trapelare segreti-chiave, tali da mettere a rischio la sicurezza di nazioni e interi continenti. Pensate, per esempio, al celebre incidente di Roswell, del lontano 1947. Quello che, oltre ad aver dato vita all’omonima serie televisiva che ha appassionato tanti telespettatori a cavallo del 2000, racconta del presunto disastro di un’astronave aliena, accuratamente occultata dai servizi segreti americani e trasportata nell’altrettanto famosa “Area 51” nel deserto del Nevada.

Ora, dimenticate tutto questo e provate a pensare che, in realtà, quei visitatori non fossero nient’altro che esseri umani provenienti dal futuro. Non extraterrestri, quindi, provenienti da chissà quale pianeta, ma un equipaggio “molto” terrestre, costretto a proiettarsi nel 1947 per cambiare il corso della storia nel loro e nel nostro futuro, spalancando così la porta a una nuova realtà temporale.

Una storia quasi paradossale, documentata da Dan Burish, “marine” durante la Guerra del Golfo del 1991 e adesso ufologo affermato. La sua, come quelle di tanti altri studiosi (alcuni sedicenti e altri piuttosto seri), è una delle storie che si possono leggere, tra l’incredulo e il divertito, su “Project Camelot”, l’associazione nata nel 2006 – e rapidamente allargatasi – da un’idea di Bill Ryan, laureato a Bristol e fondatore del “Progetto Serpo” specializzato negli UFO, e della moglie Kerry Cassidy, sociologa e produttrice di Hollywood.

L’obiettivo è raccogliere le teorie più “estreme”, quelle che in genere non approdano sui quotidiani o sui grandi network tv (le proposte si possono inviare al sito Internet www.projectcamelot.org ). “La nostra associazione – raccontano i due – vuole basarsi essenzialmente sulla ricerca della verità. Molti ricercatori – aggiungono convinti – l’hanno trovata, ma hanno paura di uscire allo scoperto, perchè non vogliono mettere a rischio la vita dei loro cari così come la loro”.

Oltre a dare voce a idee e teorie altrimenti “invisibili”, Camelot promette quindi di proteggere l’identità di chi si sente più a rischio e di chi – sostengono – non dovrebbe rivelarsi. Emblematica è la storia del piccolo Boris Kipriyanovich, il bambino russo di sette anni: nei suoi racconti di un impressionante realismo sostiene di aver sperimentato una vita precedente su Marte e su Lemuria e profetizza una serie di catastrofi sulla Terra già nel 2009 e poi nel 2013.

“Ho visto guerre che hanno causato la fine della civiltà marziana e, tra pochi anni, si verificheranno anche qui sulla Terra”, dice, minaccioso, il ragazzino, concludendo con un bel “Kailis” – che, a suo dire, significa “ciao” nella sua ex casa. Ma parla anche di come, in un futuro non troppo lontano dal nostro, si sia provato a trasformare Giove in un secondo Sole. Pura follia? Andiamo oltre.

Il riscaldamento globale, ormai al centro dell’attenzione delle opinioni pubbliche e di tanti summit internazionali, è davvero provocato dalle crescenti emissioni dell’uomo nell’atmosfera? E se, invece, a provocarlo non fosse altro che una Nana Bruna, un tipo particolare di stella di piccola massa, che gira in un’orbita ellittica attorno al Sole? Secondo la teoria di Andy Lloyd del NOAA – l’ente nazionale americano che studia l’atmosfera e gli oceani – la stella si starebbe pericolosamente avvicinando a noi, causando così “effetti di risonanza” sulla nostra stessa fonte di calore e di vita, il Sole appunto. Il processo causerebbe il “surriscaldamento” di tutti i pianeti del nostro Sistema e non soltanto sulla Terra.

“Project Camelot” non si risparmia nulla, neanche il primo sbarco sulla Luna. Richard Hoagland, ricercatore statunitense ed ex consulente della NASA, è convinto che il 20 luglio 1969 gli astronauti avvistarono degli esseri extraterrestri. “Stupefatti, Aldrin e Armostrong chiesero spiegazioni a Houston – racconta -. Eppure al centro di controllo non sembrarono affatto meravigliati da una scoperta così sensazionale”. L’episodio sarebbe una conferma dell’esistenza del chiaccierato “Progetto Montauk”, un presunto programma ideato nell’omonima base dell’USAF (a Long Island) per lo sviluppo di una nuova generazione di armi di tipo psicologico. E, a proposito di complotti e clamorose coperture, sul sito circola anche la notizia di un “Black project” della NSA (sempre smentito dalle fonti ufficiali):

la National Security Agency – che con CIA e FBI si occupa della sicurezza nazionale – starebbe studiando come manipolare gli esseri umani per comuncare con gli alieni nel caso di un’improvvisa interruzione elettromagnetica delle comuncazioni a livello mondiale, provocata da guerre o catastrofi naturali. A sostenerlo è Dan Sherman, analista elettronico ed ex sergente maggiore dell’Air Force. Comunicare con gli alieni può sembrare assurdo, ma Bob Dean, ex ufficiale dell’esercito degli Stati Uniti, ex agente segreto ed ex consulente nASA, sostiente addirittura che gli alieni siano già tra noi. Persino sulla poltrona della Casa Bianca.

Stefano Dalla Villa

La Stampa del 19 marzo 2008

La storia che non si deve sapere, con alieni e viaggiatori temporali ultima modifica: 2008-09-14T22:00:00+00:00 da Richard
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Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)