La Storia di Shelley Yates

Il Giornale Online
Viviamo in un tempo in cui disastri naturali come uragani, terremoti e maremoti stanno drammaticamente colpendo il nostro pianeta e le nostre vite su di esso. Oggi abbiamo il potere di distruggere questa meravigliosa Terra velocemente, con la potenza atomica, o più lentamente, con l’inquinamento, l’esaurimento delle nostre risorse e la sovrappopolazione. Sono stata guidata a dirvi che noi abbiamo pure il reale potere di salvare questo pianeta e di renderlo un luogo di amore e salute per noi stessi e per le future generazioni. Vi prego di dedicare qualche minuto alla lettura della mia storia. Spero che ciò salverà la nostra Terra.

Ho una storia da raccontarvi, so che sarà difficile a credervi, ma è accaduto a me e non posso cancellare o negare alcuna parte di essa (sebbene a volte desideri di poterlo fare). Sono una donna “normale”, cresciuta in tempi semplici seppur caotici. Sono molto simile a voi sotto ogni aspetto. Ho sempre pensato che sarei stata l’ultima persona a cui potesse capitare un miracolo nella vita, tanto meno due, e a cui potesse accadere tutto ciò che è successo da allora.

Quindi la storia che racconto potrebbe essere quella della vostra vita, e non della mia. Ma, dal momento che è mia, ritengo che è stato deciso che fossi io a raccontarla. Innanzitutto ciò che desidero stabilire fin da ora, è il fatto che i miracoli accadono veramente e accadono a persone come voi e come me. Ciò di cui abbiamo bisogno per far accadere questi miracoli è aprirci alla comunicazione che ci circonda ogni giorno. Comunicazione non da parte di questo mondo bensì da parte del mondo del nostro creatore, il cosmo e l’universo.

Il messaggio arriva da lontano, ma potete trovarlo entrando in esso e credendo. Noi tutti possiamo creare miracoli durante le nostre vite e questo è uno dei motivi principali per cui scrivo questo per voi. Non possiedo trucchi speciali. Semplicemente apritevi alla possibilità che ciò che vi dico e’ possibile e che è alla portata di ogni persona.

Mi riferirò a Dio in molti modi durante questo racconto. E’ strano per me riferirmi a Dio in qualsiasi modo dato che credevo che mi avesse abbandonata molto tempo fa. Ma mi riferirò al principio creatore del cosmo e dell’universo, e di questa terra dove viviamo ogni giorno.

Chiamo Dio il Principio Creatore, perchè voglio che tutti capiscano che questa storia è completamente libera da influenze e da connessioni con alcuna religione, e il Dio cui mi riferisco non è solo un Dio terreno, ma un Dio universale. Mi riferirò pure a Dio come madre Terra, Gaia, che, come venni a sapere durante questo mio cammino, è la parte femminile di Dio. Come in tutto ciò che è nel nostro universo, dovete equilibrare il buio con la luce, la pace con la guerra, e riconoscere le due facce di Dio, quella femminile e quella maschile. Siamo tutti parti di questo Principio Creatore.

Noi siamo una parte di Dio.

Due miracoli accaddero in Halifax, nella Nova Scotia, in Canada. Mio figlio ed io siamo annegati in una palude allagata e non solo siamo sopravvissuti per raccontare la nostra storia, ma stiamo meglio che mai. Io sono stata “morta” per quindici minuti. Mi è stato suggerito da esseri di luce come salvare me stessa e il mio figlioletto. E mi e’ stato dato un messaggio di come guarire la Terra.

Nel leggere questo vi chiedo con tutto il mio cuore di accettare ciò che dico come possibile. Sento che è essenziale e indispensabile che uniamo questo mondo come un solo pianeta con un solo scopo comune – creare la pace e la prosperità per tutti, non solo per i pochi che hanno avuto la fortuna di essere al posto giusto nel momento giusto. Stiamo entrando in una nuova era per l’umanità e ciò che vi dirò in questo sito ci aiuterà come razza ad assimilare i cambiamenti che il futuro ci porterà.

Non ho avuto Dio nella mia vita per quarant’anni. Comunque, da bambina, l’ho disperatamente cercato. Mi sembrava che le persone che avevano una fede immortale fossero fortunate ed il fatto che io non credevo in nulla facesse di me una perdente. Da bambina spesso parlavo con Dio, ma non mi sono mai sentita ascoltata o connessa.

La vita ha dovuto gettarmi in una palude allagata e annegarmi per aprirmi gli occhi alla realtà di quanto tutti noi siamo connessi al potere Divino. Ora appare manifesto più che mai. Potete andare su internet e trovare migliaia di segni circa la prossima fase dell’umanità, l’era dell’illuminazione e il tempo del cambiamento. Queste storie si trovano nelle nostre religioni e nelle storie di antiche culture quali quelle dei Maya, degli Egiziani e dei Nativi d’America.

Stiamo tutti aspettando il momento in cui le cose saranno diverse, perché sicuramente Dio farà qualcosa per salvarci da noi stessi. Si sta preparando qualcosa, ma Dio sta semplicemente comunicandolo attraverso persone come me e ci vuole la fede di persone come voi per tradurlo in realtà. Ancora una volta sto andando troppo oltre, ma nei messaggi che sto ricevendo, mi viene indicato un modo per tutti noi di partecipare alla guarigione di madre terra e di condurre la razza umana ad un’era di salute, pace e cambiamento positivo.

Affinchè questo accada, voi dovrete sedere in meditazione solamente per un’ora della vostra vita.

Una volta, nella serie “Star trek”,ho sentito dire: “Resistere è futile”. Io non volevo essere un messaggero di Dio, ma quando Dio desidera il nostro risveglio, esso avverrà. Allora ora vi dirò la verità di quanto mi e’ accaduto, dopo l’incidente automobilistico accadutomi nel Novembre del 2002.

Mio figlio ed io stavamo viaggiando verso la casa di un amico per trascorrere un pomeriggio giocando, quando il disastro ci colpì. La mia macchina andò a finire in una palude allagata dopo essere atterrata sull’acqua. La macchina finì capovolta in questo pantano, e andò sul fondo. Provai ad aprire le finestre della macchina, ma le finestre ad apertura elettrica non funzionarono e noi eravamo intrappolati all’interno. Parlai con il mio bambino (che aveva quattro anni allora) e lo assicurai che la mamma lo avrebbe fatto uscire.

La macchina si stava riempiendo in fretta di un’acqua fosca e fredda e tenni stretto nella mia mano il cappotto di mio figlio, mentre aspettavo di essere completamente sommersa. Speravo di poter aprire la porta dopo che la macchina fosse stata riempita dall’acqua e di poter uscire nuotando. Le mie parole finali al mio bambino mentre l’acqua gli superava la testa furono: “Trattieni il respiro, tesoro; la mamma ti farà uscire presto”. Lo guardai prendere una grande boccata dell’aria rimanente, e l’acqua se lo prese. Quando sentii che l’ultima bolla d’aria usciva dalla macchina, provai ad aprire la porta. Non si mosse! L’altra porta era ugualmente incastrata. Ho lottato con le porte diverse volte, inutilmente.

Eravamo intrappolati e stavamo per morire.

A questo punto presi il corpicino di Evan e lo spinsi oltre il sedile sperando oltre ogni speranza che trovasse dell’aria. Mentre lottavo per liberarci da questa bara su ruote, realizzai che dovevo respirare. Mentre introducevo un profondo respiro d’acqua nei miei polmoni, l’ardente sensazione aggiunse panico al momento. Volevo indietro il mio bambino e agitai febbrlmente le braccia tutt’intorno per cercare di trovare il suo corpo. Non riuscii, e avevo bisogno di respirare di nuovo. E fu allora che sentii una voce, una voce calma e maestosa, che mi ordinava di rilassarmi.

La voce parlava dolcemente nel mio orecchio, assicurandomi che tutto sarebbe stato bene. Mi fece capire che, se avessi combattuto contro l’acqua, i miei soccorritori non sarebbero stati capaci di farmi rinvenire quando sarebbero giunti. La voce disse che se avessi combattuto contro l’acqua sarei annegata… bella scoperta, pensai, ho un saggio fantasma sul letto di morte. La voce continuò a darmi istruzioni su cosa stava per accadere, e disse che tutto sarebbe andato bene se solo avessi seguito le istruzioni.

Mi abbandonai a questa voce dall’aldilà e passai silenziosamente dall’altra parte.

Mentre ero dall’altra parte vidi esseri di luce, che ancora una volta mi assicurarono che mio figlio ed io non solo saremmo usciti da quella macchina, ma saremmo stati bene tutti e due. Essi furono perentori nello spiegarmi che dovevo seguire le istruzioni incondizionatamente e non perdere fede nelle loro parole. Mi fu detto di aver fede e che sarei stata istruita da Dio, e così è stato.

Ci vollero quindici minuti ai miei soccorritori per tirare fuori dalla macchina il mio corpo senza vita, ed ancora sette minuti per farmi rinvenire. Non appena il mio corpo si riebbe, gridai: “Tirate fuori il mio bambino dalla macchina!”. Erano passati venti minuti, i soccorritori saltarono di nuovo nella palude gelata per recuperare mio figlio, sapendo, contro ogni speranza, che era morto. Ci vollero circa altri cinque minuti ai soccorritori per liberare il mio bambino da quella macchina.

Il suo corpo inerte fu trasportato all’ospedale per bambini IWK, dove immediatamente fu agganciato ad ogni apparecchio conosciuto dall’uomo.

La squadra di dottori del pronto soccorso e dei neurologi mi stava aspettando. Mi diedero per certo che il mio dolce bambino era cerebralmente morto e, in aggiunta a questo, i suoi organi interni erano pieni di sangue. L’ emorragia era in tutto il corpo e I suoi organi erano non-vitali.

Non avevo mai attraversato un momento di maggiore desolazione. Proprio allora la voce mi parlò di nuovo. “Abbi fede, figlia”. I dottori mi consigliarono di togliere la spina al bambino e permettergli di trapassare in pace, perché, anche se fosse accaduto un miracolo e fosse sopravvissuto, egli sarebbe stato ridotto a un vegetale. “Una qualità di vita inaccettabile”, questo è quanto ricordo di aver pensato. Ancora una volta sentii la voce: “Abbi fede”.

Per il momento i dottori acconsentirono a lasciare Evan agganciato agli apparecchi per tenerlo in vita, ma mi consigliarono di non nutrire alcuna speranza. Egli aveva meno di una possibilità su cento di vivere e comunque sarebbe vissuto per il resto della sua vita agganciato a tutti questi apparecchi. Tenete a mente che io non avevo alcun Dio, quindi non potevo neppure chiedere un consiglio. Fu nel silenzio del primo momento di solitudine che mi vennero date le istruzioni. “Segui le istruzioni iincondizionatamente”, memorie delle visioni e della voce nel lago mi ritornarono.

C’era qualcuno là con me, ne ero sicura, e decisi di ascoltare attentamente. Mi fu insegnato a ricostruire l’aura di mio figlio infondendo nel suo corpicino le aure di altri. – Venti minuti alla volta – fu una delle prime regole, perché, se fosse durato più a lungo, si sarebbe prosciugata l’aura del donatore. Mi dissero di far entrare una serie di persone piene d’amore nella stanza di Evan e che ognuna depositasse il proprio campo energetico nel suo corpo senza vita.

Dovevano farlo connettendo la propria carne con la sua e permettere alla loro energia di scorrere attraverso il suo corpo, e quindi dare ad Evan il loro “dono”. Se sapevano cantare, dovevano cantare. Se sapevano raccontare storie, dovevano raccontare una storia, e così via. Infondetegli energia positiva, il vostro amore e i vostri talenti, e ciò lo richiamerà in vita.

Io procedetti contro il protocollo dell’ospedale a mandare ogni mezz’ora nella stanza di mio figlio esseri umani amorevoli. Essi allora seguirono le istruzioni e diedero il loro dono d’amore. Questa processione durò ventiquattro ore al giorno, per tre giorni. Vennero dozzine e dozzine di persone. “Campeggiarono” ogni giorno e ogni notte; anime fiduciose e piene d’amore che infusero nel suo corpo senza vita energia fresca.

Il fatto che io fossi stata capace di convincere l’ospedale a permettere questo comportamento non ortodosso era un miracolo già di per sè, ma al terzo giorno, dopo 72 ore di costante veglia, il mio bambino aprì gli occhi e mi riconobbe. Era ritornato!

I dottori erano sconcertati. Continuarono a dirmi che non avrebbe mai camminato né parlato nè sarebbe mai stato un bambino normale. Comunque questa volta le loro parole non ebbero alcun effetto su di me. La guida e la direzione dei miei esseri spirituali di luce mi aveva provato senza alcuna ombra di dubbio che egli sarebbe stato bene; dopo tutto, il mio “amico” nel lago me l’aveva detto.

Entro la prima settimana Evan recuperò tutte le funzioni del corpo ed entro la fine della seconda settimana correva per i corridoi per andare nella sala giochi dell’ospedale. Questo era senz’altro un incredibile miracolo. Cosa avevo fatto per meritarmi una tale liberazione dal nostro Onnipotente Creatore? Non lo sapevo, nè mi importava saperlo. Volevo portare mio figlio a casa e farla finita con l’intero incubo. A questo punto capii che io potevo aver chiuso con i miei amici di luce, ma essi non avevano chiuso con me.

Continuai a sentire le voci ed ad essere istruita sia con visioni sia vedendo aure. Non occorre aggiungere che ero molto più che semplicemente spaventata. Con il passare del tempo chiedevo: “Cosa volete da me?” Loro parlavano dell’amore per l’universo e di come le cose erano andate terribilmente male. L’umanità e’ andata sempre più perdendo controllo ed ha perso la vera connessione con Dio e con questa Terra.

Vogliono disperatamente che io dia agli esseri umani di questo mondo un messaggio dall’aldilà, che io dica che noi abbiamo dentro noi stessi il potere di unire questo pianeta come una sola razza nella pace e nella prosperità per tutti. Il potere è in noi tutti e, se viene unito all’energia d’amore di altri esseri umani, possiamo fare per questo pianeta ciò che abbiamo fatto per mio figlio. Possiamo far resuscitare questa Terra e farle conseguire celermente la guarigione. Con questa guarigione avrà inizio una nuova era per l’umanità. Avremo un tempo di pace e di armonia. Tutto quel che serve è il nostro serio proposito, come gruppo unito, ed un’ora del nostro tempo.

Così, mentre le voci e le visioni si dipanavano, mi furono date indicazioni su come far accadere tutto ciò. Comunque ci vorranno molti di noi su questo pianeta per vedere il successo del progetto. Come mi dissero di far ruotare diversi esseri umani nella stanza di mio figlio, così mi hanno detto di unire l’umanità in ogni angolo del globo. Non ogni essere umano, ma solamente rappresentanti di ogni parte del mondo. Questo lo possiamo fare. Dobbiamo unire abbastanza persone per accendere il divino sistema d’energia di questo pianeta e caricarlo come abbiamo fatto per mio figlio.

Questo progetto globale di proposito d’amore è del tutto possibile. La vostra intenzione di farlo accadere può cambiare il destino di questo pianeta. Discuterò i dettagli del piano nella terza parte di questo sito. Vi darò le indicazioni da seguire, e vedrete quanto poco vi ci vorrà perchè diventiate ambasciatori di luce per la nostra casa, il pianeta Terra.

Vi supplico di unirvi a me quando accenderemo la griglia della Terra il 17 luglio del 2007, e aggiungete la vostra energia a questo progetto.

Vi prometto, solamente un’ora del vostro tempo e potete aiutare questo pianeta a guarire, ed aiutare a creare pace presso tutti i popoli. Mio figlio ed io siamo un esempio del potere dell’energia positiva, e di quello che gli esseri umani sono veramente capaci di fare quando si uniscono con un’intenzione d’amore. L’amore è il linguaggio universale del nostro mondo e del mondo dell’aldilà.

La luce e l’amore siano con voi e benvenuti alla prossima era dell’umanità; siate parte del risveglio e per favore unitevi a noi.

Shelley Yates

Fonte: liberamenteservo.it

La Storia di Shelley Yates ultima modifica: 2007-07-14T13:16:44+00:00 da Quantico
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