Lampi di Luce

LAMPI DI LUCERendere la materia sensibile all’azione, alla volontà dello Spirito. Come riuscirci?

Nello stesso modo che descrivo in “Simbolo” circa la Rivitalizzazione della Materia, circa il modo di risvegliarla dal sonno, dall’oblio della sua origine spirituale. Frantumarla, polverizzarla, vaporizzarla, disgregando in essa l’illusione della sua attuale ed abituale Omogeneità complessiva, ( che è una specie di “rassegnazione” alla Uniformità, di rinuncia da parte degli atomi al cambiamento, che ricorda tanto la vita che si conduceva sotto i regimi comunisti), attribuendo poi alle sue particelle una carica elettrica unipolare, una eccitazione individuale, una singolare dinamizzazione che migliora da un punto di vista energetico lo stato dell’insieme, una specie di “spiritualizzazione esteriore indotta” che è senz’altro un metodo parzialmente efficace, ma superficiale, dal momento che agisce sulla membrana esterna delle molecole, degli atomi, ma non entra nel loro Nucleo.

Il ricordo della gioventù, può migliorare temporaneamente lo stato d’animo di una persona depressa perché afflitta dagli acciacchi della vecchiaia, ma non può certo ringiovanirla. E qui mi è venuta una idea brillante: Se si riesce ad entrare nel Nucleo degli Atomi, ci si trova all’interno della STATICITA’ PULSANTE DELLA LORO VITA, in cui non vi è ne Spazio né Tempo, anche se da esso nasce lo Spazio e il Tempo e la Luce che è la Vita dell’Atomo, che si “materializza” come Aloni sovrapposti nella Membrana esterna, dove in seguito si riflette e poi ritorna nello Stato Spirituale della Sorgente che è al Centro del Nucleo. Nel Nucleo esiste solo il Presente, anche se da esso e in esso, parte ed arriva continuamente e ritmicamente la Luce-Ombra che manifestandosi crea all’esterno il tempo che passa e lo spazio che si dilata in modo progressivo sotto forma di successivi Livelli, i quali poi subito dopo vengono riassorbiti, per diventare Vita nuova, nuovo Spazio e Tempo futuro.

Se prendiamo in esame il Nucleo del Sole, viene naturale pensare che attorno ad esso vi sia un Campo Magnetico che si estende fino al Firmamento, che è la Membrana energetica che lo contiene. Tale Campo Magnetico è costituito di tanti Livelli successivi, in ognuno dei quali si forma in conseguenza allo “Scontro” fra l’Emanazione nucleare e la Riflessione Siderale, un determinato tipo di Materia Vivente, sia in forma Planetaria, Satellitare, o di infime dimensioni, oltre ad un particolare tipo di Tempo, di Moto luminoso e di Spazio ad essa relativa. Ora l’unico modo per entrare nel Nucleo degli Atomi, è quello di utilizzare i Monopoli, che sono le più piccole PARTICELLE COLLOIDALI esistenti in natura. In particolare, sono esse che costituiscono gli elementi formativi di tutti i campi magnetici, non solo quelli delle calamite, ma anche (sotto l’aspetto di “anima”), di quelli che circondano ogni essere vivente qualunque siano le sue dimensioni, cioè atomi, cellule, animali, vegetali, esseri umani, pianeti, soli o anche interi universi.

Dunque le Particelle Colloidali rappresentano in forma reciprocamente trasformabile e interscambiabile, che è contemporaneamente materiale (corpuscoli), energetica (onda o fotone), temporale (attimo), spaziale (punto), motorio (spira o parabola), lo Spirito Onnipresente di tutto ciò che esiste. Quindi a Livello atomico che tuttavia corrisponde ad un modello universale ovunque applicabile e trasferibile, i Monopoli sono le più piccole espressioni di tutto ciò che esiste ed essendo in continuo rapporto di Corrispondenza con lo Spirito Creativo Onnipresente da cui derivano, riassumono in sé le caratteristiche sostanziali, formali e di comportamento di ogni manifestazione particolare, qualunque siano le sue dimensioni esteriori apparenti, fossero anche, come già detto, quelle di un Pianeta, di un Sole o di un intero Universo.

I Monopoli rappresentano tutto, poiché partono e ritornano di continuo, cioè ritmicamente, in un “tutto”, in un Centro particolare, che però corrisponde a tutti i centri della Manifestazione creativa, dal momento che tutti i nuclei esistenti, vengono istantaneamente assorbiti e poi riemanati dal Nucleo Solare in cui spiritualmente tutto è presente, tutto si trasmuta, tutto corrisponde, tutto si identifica, tutto pulsa, tutto si muove, tutto è fermo, tutto nasce, tutto muore. Nel Nucleo, nella Fornace solare creativa, i paradossi, le equivalenze, le corrispondenze e le conseguenti fusioni ed identificazioni regnano sovrani, dal momento che la stessa Realtà è Ritmica e perciò contraddittoria, paradossale. Nel Regno della Realtà che risiede nella interiorità, nel Centro di tutto ciò che esiste, non si può entrare con la Logica, ma solo con la Fede.

Quando 50 e più anni fa Ighina ha scoperto ed annunciato al mondo la Scoperta dell’Atomo Magnetico, la Scienza ufficiale si è presa gioco di lui, l’ha ridicolizzato, dicendo che era impossibile prelevare separatamente l’energia dai singoli poli di una elettrocalamita. Però molti anni dopo, gli scienziati hanno scoperto l’esistenza dei Monopoli e allora Ighina trovò giusto chiamare allo stesso modo anche gli Atomi Magnetici da lui scoperti, dal momento che si trattava in effetti della stessa cosa osservata in modi e circostanze diverse, al fine di favorire un interessamento verso i suoi studi, che erano almeno decenni, se non secoli avanti rispetto alle conoscenze ufficiali. Anche se ho collaborato con Ighina per ben 40 anni, è solo dalla data della sua morte avvenuta nel gennaio del 2004, che ho cominciato a scrivere e a cercare di diffondere le straordinarie conoscenze che avevo ereditato da lui.

Ora la cosa più incredibile, è che man mano che cerco di spiegare meglio la genialità di questo eccezionale scienziato e profeta, che non ha paragoni con nessuno di quelli che sono apparsi prima di lui sulla scena del mondo e forse mai l’avranno, scopro di continuo nuove conoscenze talmente sublimi all’interno dei semplici insegnamenti e delle sintetiche rivelazioni che avevo ricevuto da lui, ma che allora avevo forse accolto con una certa superficialità e noncuranza, da restarne io per primo sbalordito. Mi chiedo: come farete voi che mi leggete, a seguirmi in questo viaggio straordinario che credo abbia una valenza iniziatica e che ha come scopo quello di condurre gli uomini, tramite la conoscenza degli studi di Ighina, alla scoperta della propria identificazione col Divino? Ma continuiamo il discorso.

I Monopoli sono qui, sono ovunque in noi e attorno a noi, ma sono anche là dove si crede o si suppone che siano, data la Creatività della nostra Fede immaginativa. Per questa loro diffusione universale, rappresentano l’unico veicolo in grado di trasportarci per corrispondenza e per conseguente immedesimazione, nella interiorità, che è la Dimensione in cui si trova la vera Realtà di tutto ciò che esiste. Enorme importanza di questa dichiarazione:

I MONOPOLI QUALUNQUE SIA LA LORO FORMA ENERGETICA POSSEDUTA IN UN DETERMINATO MOMENTO, SONO L’UNICO MEZZO PER ENTRARE ALL’INTERNO DEGLI ATOMI, PER CAMBIARNE LA NATURA ESTERIORE (ALCHIMIA MATERIALE) E PER EVOLVERLI E FISSARLI AD UN DIVERSO E PIU’ ALTO STATO O LIVELLO INTERIORE, (ALCHIMIA SPIRITUALE ).

Naturalmente tutto ciò riguarda anche la stessa persona di coloro che approfondiscono gli studi di Ighina, non solo l’ambiente circostante. In precedenza ho scritto che Piccolo e Grande, Vicino e Lontano, sono concetti del tutto relativi, dal momento che ciascuna di queste caratteristiche esteriori apparenti, può essere trasformata in un’altra a cui corrisponde, anche se in un diverso Livello spaziale o temporale. Se è veramente così (e non ho dubbi in proposito), che cosa corrisponde ai Monopoli, ricordando che tutto ciò che corrisponde, è sostanzialmente identico? I Monopoli hanno un Moto Convettivo che si può paragonare ed anche abbinare a quello della Luce, che a sua volta è del tutto simile anche a quello del Vapore Acqueo che sale al cielo come gas e ne ridiscende come gocce d’acqua. Se ne può quindi concludere che i Monopoli corrispondono non solo con la Luce, che è la prima parte della emanazione-manifestazione dello Spirito, (il Soffio, l’Espirazione Creativa di Dio), ma anche con gli Atomi di Materia che ne costituiscono l’ultima parte; dopodiché comincia la fase contraria riflessiva e successiva di riassorbimento (l’Inspirazione di Dio, la Distruzione apparente di tutte le forme create) e poi il Ciclo ricomincia. L’Elettrolisi Magnetica dell’Azoto, che io sostengo essere composto di molecole HO, dovrebbe dare enormi quantità di H e O con pochissima spesa.

L’Elettrolisi Magnetica, cioè il passaggio ritmico di Monopoli + e – nel gas Azoto o in un liquido fortemente azotato, non dovrebbe essere un esperimento difficile da realizzare. Infatti i Monopoli + corrispondono all’Ossigeno, anzi sono addirittura Luce – Ossigeno, o meglio Fotoni – Ossigeno, mentre i Monopoli – sono Idrogeno, Ombra H, Fotoni H. Allo stesso modo in cui facendo scorrere acqua su un magnete, se ne caricano le molecole magneticamente e quindi anche gli atomi relativi, così si può caricare positivamente e negativamente anche la luce, che ha sempre in sé la tenebra che le corrisponde. (Ogni Luce esteriore ha una Tenebra interiore e viceversa.)

Perché non provare a far passare la Luce dentro l’ampolla sotto vuoto di un Radiometro, le cui palette montate su un perno dovrebbero essere costituite da piccoli condensatori elettrostatici? Con le facce contrapposte di colore bianco e nero? Penso sarebbe meglio, anche se non credo sia di fondamentale importanza il colore, se non per distinguere anche visibilmente le cariche positive da quelle negative. Con questo esperimento si dovrebbero ottenere due formidabili effetti: l’elettrizzazione della Luce (col conseguente abbandono dei fili per trasmettere Corrente) e la generazione di un moto meccanico di rotazione che potrebbe essere utilizzato per molti altri scopi e che verrebbe ottenuto senza consumo di carburanti, né di qualunque altro tipo di energia.

(Avvertimento per coloro che penetrano abusivamente nel mio P.C. per prelevarne notizie tecniche riservate. Siete sicuri che ciò che scrivo, sia sufficiente per costruire e far funzionare le apparecchiature di cui parlo? Visto che sono al corrente di questo spionaggio, non pensate che sarei molto stupido se non avessi preso opportune precauzioni? Continuate pure se volete, ma vi avverto che è tempo perso. Nessuno può riuscire a realizzare quanto descrivo, senza una mia specifica autorizzazione. Lo dimostra il fatto che ho l’intenzione di pubblicare nei minimi particolari quanto sto scrivendo, per cui il fatto di spiarmi è del tutto privo di una sensata motivazione.

NELLA DIMENSIONE ETERICO – SPIRITUALE DA CUI QUESTE RIVELAZIONI PROVENGONO, VIGE IL FONDAMENTALE PRINCIPIO DI AUTORITA’ E DI RISPETTO GERARCHICO, CHE COLLEGA LA CAUSA AGLI EFFETTI IN MODO PERMANENTE. NESSUNO PUO’ ENTRARE, FAR PARTE ED UTILIZZARE I POTERI CONNESSI A QUESTO RITMO CREATIVO PRIMARIO SE NON VIENE AUTORIZZATO DALL’ALTO. )

All’improvviso mi è venuto in mente un discorso che mi fece Gigi nel corso di una delle ultime visite che gli feci prima che venisse ricoverato.
Cito alla lettera quelle sue parole che appuntai su di un tovagliolo di carta durante il nostro colloquio:

“Prendi un mantello bianco e nero…(?) Illumina il nero che assorbe e dal bianco esce energia pura…Tra i due una reticella metallica che capta il passaggio ritmico (e anche uno “specchio segreto” per fare un accumulatore – questo penso di averlo aggiunto io).
Di notte il Vero Sole (Nero) penetra nella Terra; di giorno il Calore del Sole Falso visibile, crea il bloccaggio dell’Energia.
Riflettere l’Oscurità della Luce…Ogni Spira ha una Riflessione.
Ogni aumento di velocità è conseguenza di una Divisione di Energia.
Ogni rallentamento è una conseguenza di una somma o fusione.
La Luce rallenta, brucia e impedisce la penetrazione.
Il Nero è il Filo conduttore dell’Energia.”

Già da questi brevi appunti, vi potete rendere conto di quanto fosse difficile comprendere a fondo il vero significato delle rivelazioni di Ighina.

“Ogni aumento di Velocità è conseguenza di una Divisione di Energia…”

Per sviluppare in modo adeguato le conseguenze logiche di questa straordinaria affermazione, sarebbe necessario scrivere un poderoso trattato.

Cercherò di farlo più tardi nella maniera più sintetica possibile, iniziando ora con questa premessa. A Livello di Monopoli, regnano non solo le analogie, ma anche le equivalenze fra i vari elementi della manifestazione creativa stessa. Elemento costitutivo dello Spazio è il Punto; del Tempo è l’Attimo; della Luce è l’Onda o Spira o Fotone; del Moto è la Pausa o anche l’Interruzione. Ciascuno di questi elementi corrisponde a ciascuno degli altri e anche se la cosa sembra incredibile, può essere trasformato in ciascuno degli altri. In che modo?

E qui vi rivelo uno dei più grandi segreti che Ighina mi ha confidato. Esistono moltissimi Livelli di Manifestazione creativa, ciascuno dei quali ha un carattere di Materializzazione diversa, che parte dalla invisibile Dimensione Spirituale per giungere a quello della Materialità più densa.

TUTTI QUESTI LIVELLI COESISTONO, SI SOVRAPPONGONO, CORRISPONDONO FRA LORO.

Noi uomini viviamo prevalentemente in un livello materiale in cui identifichiamo la nostra esistenza, che ci preclude di norma di riuscire a cogliere e quindi di avere coscienza della presenza di altri livelli. Rendendoci conto di ciò e credendo alla possibilità di interagire con le altre Dimensioni, noi possiamo non solo agire sul tempo, sullo spazio e sulla materia, ma trasformarli con la nostra volontà, in virtù del potere insito nella nostra Fede, messa al servizio della nostra Immaginazione Creativa.

LA FEDE CHE E’ SPIRITO, TRAMITE LA MENTE CHE E’ LUCE, PARTECIPA AL POTERE CREATIVO DI DIO.

Una delle pochissime persone a cui ho confidato in anteprima gli argomenti che ora ho deciso di diffondere, mi diceva che non riusciva a capire, né tanto meno a credere, che tutto ciò che esiste soggiace ad un continuo e rapidissimo Ritmo di Riassorbimento e Riemanazione, senza che noi ne abbiamo coscienza. Ho cercato allora di spiegargli nuovamente che tutto ciò avviene Spiritualmente, in modo Immediato, per Corrispondenza, perciò al di fuori dello Spazio e del Tempo rallentato che noi siamo abituati a percepire; il che significa che la Materia che è tutta Vivente e in diverso grado anche Cosciente, pur subendolo, non può avvertire il rapidissimo cambiamento di stato in cui è coinvolta, perché al suo riassorbimento nella Dimensione Spirituale, consegue subito la riapparizione nel Livello Materiale.

PER POTER ESPERIMENTARE I DIVERSI STATI DELLA MANIFESTAZIONE CREATIVA, BISOGNA IDENTIFICARSI PIENAMENTE CON L’ATTIMO PRESENTE E TRAMITE LA VOLONTA’, “FISSARLO” NELLA DIMENSIONE PRESCELTA, IL CHE NON E’ CERTAMENTE FACILE, NE’ ALLA PORTATA DI TUTTI. NE CONSEGUE CHE VIVENDO NEL COMUNE E PRESENTE LIVELLO EVOLUTIVO, TUTTO CIO’ CHE AVVIENE AL DI LA’ DELLO SPAZIO E DEL TEMPO, NON POTRA’ MAI ESSERE “PROVATO“, “DIMOSTRATO SENSIBILMENTE“, MA SOLO “CREDUTO“ PER FEDE.

Che cosa deve “Ascendere” in noi e poi “Stabilizzarsi” a Livello Spirituale, per poter aver piena coscienza della Vera Realtà? Come possiamo sintonizzarci con Essa? Inoltre la possibilità di “Ascendere”, non implica forse anche una precedente “Discesa”? Rispondo per prima a questa ultima obiezione, che mi ha riportato alla mente un carissimo amico del passato, il Colonnello Costantino Cattoi, che all’inizio degli anni ’70 frequentava il nostro laboratorio di Imola, e col quale Gigi, Sergio ed io, trascorremmo una memorabile vacanza sulla Costa Azzurra, ospiti nella villa della signora Règine Collignon che ci aveva invitato, dopo aver partecipato all’ormai famoso appuntamento con “Scegustori” del 12 settembre 1972. Costantino sosteneva e documentava attraverso le foto apparse in un straordinario servizio fotografico, pubblicato a suo tempo dal settimanale Epoca, che gli aveva dedicato quasi interamente un numero della rivista, che i favolosi Giganti di un lontanissimo passato, Figli o emanazioni della Terra, dopo aver combattuto una terribile battaglia contro le Forze del Cielo, (la scalata all’Olimpo dei Titani), erano stati sconfitti e precipitati in una forma di estrema materializzazione.

Diceva Costantino che le montagne, le rocce, erano i resti dei loro corpi, la materializzazione e quindi il “ricordo” imperituro della loro passata e gigantesca presenza Eterica sulla superficie della Terra. A parte tutto questo che io reputo assolutamente vero, ma che è facile supporre susciterà il dileggio e l’ironia dei compassati uomini di Scienza, che si rifanno alle loro personali “favole” geologiche, per far credere agli ingenui di essere in possesso della verità riguardo alle origini della Terra e delle sue trasformazioni susseguenti, avvenute nel più lontano passato, voglio citare anche un film che vidi da ragazzo e che mi piacque moltissimo: “ Il Ladro di Bagdad “, ispirato ad un racconto tratto da “ Le mille e una notte”.

Nel film si vedeva il protagonista, appunto il ladro in questione, che dopo un naufragio arriva stanco ed affamato ad una terra sconosciuta e qui trova sulla riva del mare una bottiglia di vetro, entro la quale si agitava impotente un Genio che vi era stato rinchiuso per aver trasgredito non so quali norme. Il Genio implora il ladro di liberarlo dalla prigionia, promettendo in cambio di esaudire in maniera immediata, tre desideri, qualunque essi fossero. Ora né a me né a voi penso interessi il resto della storia, che ha molti punti di contatto con la leggenda della lampada di Aladino. Una volta liberato, il Genio si rivela essere un Gigante di enormi proporzioni, dotato di incredibili poteri sulla natura.

Torniamo ora ai Giganti di Costantino: non rilevate anche voi una sorprendente analogia fra la caduta e la conseguente materializzazione dei “suoi” Giganti, di cui non solo le tradizioni, ma anche le leggende più antiche hanno sempre parlato, con l’imprigionamento del Genio in una piccola bottiglia, di cui ci racconta sia il film su nominato, che gli straordinari racconti delle “Mille e una notte”? Il “Genio” infatti, corrisponde al gigantesco spirito di orgoglio “riflesso” e pertanto terrestre, che si opponeva al Dio del Cielo, il quale Spirito “nato” dalla Terra, dopo essere stato vinto, ridimensionato e poi imprigionato nella bottiglia in conseguenza alla sua ribellione, (cioè rinchiuso nella roccia, nella materia più densa), attende con comprensibile ansia di essere liberato, per ritrovare e riacquistare i poteri ormai perduti.
Chi mai lo libererà?

Dice San Paolo: “ Tutta la Natura, tutta la Creazione geme nelle doglie del parto, nella attesa della manifestazione dei Figli di Dio.” Siamo noi i Figli di Dio, siamo noi i Ladri di Bagdad, che hanno commesso tanti errori, tanti peccati nel corso della propria vita, ma che una volta convertiti, una volta redenti dalla Grazia di Dio, possiamo compiere tramite la Fede, ogni miracolo, qualsiasi prodigio, su noi stessi e nella Natura, perché non saremo mai veramente e totalmente liberi, finche non avremo redento insieme a noi anche l’intera creazione. Sono i Figli di Dio, i Liberi Giganti Spirituali coscienti della loro natura Divina, che potranno redimere dal loro miserevole stato di “Prigionieri della Materia”, quei loro Fratelli che volevano sovvertire l’armonioso Ordine Gerarchico che vige nell’intera Creazione e che ancora non sono giunti a riconoscere di essere stati e di essere tuttora responsabili di questo “peccato” antico come il mondo, ma sempre ricorrente.

(Riconoscere i propri peccati…Senza volerlo, mi sono accorto di aver dato una mano alla nostra Religione, che fonda sulla Confessione e quindi nel riconoscimento dei propri peccati, l’unico mezzo per giungere alla “Salvezza”, che è un termine diverso, ma del tutto equivalente a quello forse più scientifico, di Purificazione dalle scorie, di Spiritualizzazione della Materia.) Tornando all’Ascensione di cui parlavamo all’inizio di questo ultimo discorso, è probabile che molti si aspetteranno da me una spiegazione “tecnica”, che li aiuti a credere possibile questo “sogno” che vive in maniera quasi sempre inconscia, nell’intimo più profondo di tutti gli esseri creati. Vi prometto che farò tutto il possibile per trasformare in voi questa esile Speranza, in assoluta Certezza. Chiediamoci: che cosa deve “ascendere” in noi, che poi possa in seguito attirare, trasportare con sé tutti i “corpi” che costituiscono la nostra complessa individualità?

In precedenza abbiamo affermato che tutto il nostro essere si riassorbe e poi si riemana di continuo con ritmo rapidissimo nel nostro Cuore o meglio nella nostra Coscienza che del Cuore è la parte più intima, o meglio ancora che è la Membrana, il Livello più intimo del Campo Magnetico che avvolge il nostro vero Centro Spirituale che noi identifichiamo per analogia col Cuore fisico, ma che in realtà è il Centro invisibile, il Sole da cui promana la Luce Divina che è la Vita Creatrice di tutto ciò che esiste. Adesso che vi ho chiarito il vero significato della parola Cuore che utilizzo nell’ambito di queste rivelazioni, dichiaro che per prima cosa è la nostra Coscienza che si deve sintonizzare con questo “Cuore”, con questo Centro Spirituale che partecipa per Identificazione alla Realtà Stessa del Cuore di Dio. Questo è possibile, perché tutte le Membrane che si susseguono nello Spazio e nel Tempo, sono emanazioni del Nucleo e rimangono tali finchè si sentono “separate” da esso; ma nell’attimo in cui prendono coscienza della loro origine e si Identificano con Essa, passano dal Livello Manifestato al Centro che Manifesta, che esteriorizza, diventando così una cosa sola con Lui. (Questo “trasferimento di identità”, normalmente avviene un po’ per volta, in modo graduale finchè si vive sulla Terra in un corpo fisico, anche se possono verificarsi numerose eccezioni in merito.)

Un’altra idea a proposito degli abbinamenti, delle trasformazioni e delle trasmissioni delle energie, potrebbe essere quella di riempire un recipiente di plastica rigida con Azoto sotto pressione, gonfiato tramite una valvola per pneumatico, avente all’interno due punte di alluminio fra loro contrapposte, collegate a due contatti esterni, cioè che escono anche all’esterno tramite un foro nella plastica. Si sa che il “potere delle punte”, è appunto quello di dissipare nell’aria (che è composta soprattutto di azoto), l’Elettricità Statica, sia di polarità + che -. Ora, una delle conoscenze più importanti che ho cercato di far capire senza riuscirci ad alcuni dei miei amici più fidati, consiste nel sapere che l’Elettricità Statica che si può accumulare o diffondere, non è altro che una Concentrazione, una Condensazione di Monopoli, così come la Corrente Elettrica, non è altro che il passaggio unidirezionale o ritmico di una Condensazione di Monopoli fra due punti con Concentrazione Magnetica differente nel loro Nucleo.

La più grande scoperta scientifica di Ighina, è stata quella di capire che la Sorgente da cui si manifestano i Monopoli + è il Sole, mentre quelli -, vengono per riflesso emessi dalla Terra. Si potrebbe addirittura costruire una “scaletta”, (i “canaletti” di Gigi), che illustrano i diversi Livelli e Passaggi dallo Spirito-Luce-Materia al Calore-Spirito-Dio. La seconda grande scoperta è stata quella di riconoscere sia in una calamita che in un elettromagnete, lo stesso tipo di Ritmo Magnetico perenne che intercorre fra il Sole e i Pianeti, fra il Sole e il Firmamento.

La terza sua memorabile scoperta, è stata quella di comprendere che l’unica differenza fra Monopoli di Polarità diversa, è solo l’origine da cui provengono e la direzione e la velocità di spostamento che assumono nel loro moto, per cui ne deriva che se si riesce ad influire su questi elementi secondari, se ne può pure cambiare la natura primaria. Ma la più grande illuminazione in assoluto, è stata quella di aver compreso che tutte le diversità apparenti che differenziano fra loro l’Energia e la Materia, gli Atomi fra loro e le onde elettromagnetiche dagli Atomi, risiede nella Legge Ritmica delle Trasmutazioni che regna nell’ambito dei diversi Livelli della Manifestazione creativa , che cela in maniera eccellente sia ai nostri sensi che alla nostra coscienza, la sostanziale Unità di Tutto.

Un’altra divagazione (apparente), tanto per essere coerente con la mia natura contraddittoria. Quali Moti sono possibili nello Spazio? Gli unici Moti possibili sono quelli della Luce, qualunque sia il grado di materialità da essa posseduta, nell’istante in cui viene osservata. Lo Stato, il Livello di “Oggettività” di tutto ciò che viene osservato tramite la Percezione Soggettiva, è una Fase Variabile Intermedia del Duplice Percorso Ritmico di tutto ciò che esiste di manifesto e quindi di Luminoso nell’Universo, dal momento che TUTTO E’ LUCE.

Questo duplice e ritmico percorso avendo carattere di Simultaneità, può anche essere considerato Unitario, dal momento che come tale viene “Colto” e cioè “Incrociato”, dal Raggio di Luce Mentale della Percezione sensibile umana, che lo “rivela” al pari di un radar, nello schermo della nostra coscienza.

E qui per farmi capire meglio, dovrei eseguire alcuni semplici disegni, ma preferisco usare le parole, il cui uso mi è più congeniale. Il classico tragitto della Luce, è quello medesimo di un singolo Raggio che partendo dal Sole, viene riflesso come da una Parabola dal Firmamento o da un Pianeta con cui è congiunto, sia in senso “coniugale” che paternamente Creativo. (Infatti nella Famiglia del Sistema Solare, il Sole è sia lo Sposo che il Padre dei Pianeti di cui il Firmamento è la “Madre”. Il verbo “congiungere”, ancora una volta rivela quanta Sapienza Divina è rinchiusa nel comune linguaggio!)

Se identifichiamo il Sole come un Punto, come “Il Punto Sorgente di Luce Perenne che si dilata nel Cosmo”, tutto ciò che la riflette deve essere necessariamente una Parabola che la rinvia alla Fonte concentrandola, al pari di uno specchio concavo. Ora è facile riconoscere la presenza della Parabola nella Cupola del Firmamento, nella Volta del Cielo, che può essere effettivamente considerata la Madre dei Pianeti, ma nelle Spose planetarie, qual è la Parabola che riflette la Luce solare paterna diretta e quella riflessa materna? E qui la risposta diventa alquanto impegnativa, almeno in apparenza. Infatti per poter seguire le spiegazioni che sto per fornire, per prima cosa bisogna sforzarsi di riconoscere nel Campo Magnetico che circonda i Pianeti, la stessa struttura del Firmamento che rappresenta il limite estremo del Campo Magnetico Solare. Una volta accettata questa identificazione funzionale, allora si può comprendere senza ulteriori eccessive difficoltà, in che modo viene riflessa da un Pianeta, la Luce di origine solare.

Temo però che una simile risposta semplicistica non vi basti, per cui mi vedo costretto a fornirvi altri particolari, che complicheranno notevolmente il quadro d’insieme. La Luce si muove nello Spazio in tre modi, che però costituiscono un unico mezzo, dal momento che fra loro sono non solo Corrispondenti e Contemporanei, ma anche Equivalenti, cioè Trasmutabili uno nell’altro, a seconda delle situazioni, delle necessità e del punto di vista di chi li osserva.

Diamo un titolo al paragrafo che sto per sottoporvi:

IL GRANDE MISTERO TRINITARIO DELLA LUCE, CHE RIVERBERA NELLA CREAZIONE IL MISTERO TRINITARIO DELLA NATURA DI DIO.

Dunque la Luce si esprime come Irradiazione Energetica fra un punto con maggior Tensione Interna ed uno con minor Tensione dello stesso tipo.
Pertanto si manifesta in tre modi:

  1. Con un Moto Convettivo o Parabolico che dopo aver raggiunto lo Zenit, ritorna al punto di partenza. ( Questo “ritorno” in realtà è un po’ più complesso di quanto qui vi descrivo, ma non voglio spaventarvi fornendovi troppi particolari in una volta.)
  2. Con un duplice moto Spiraliforme ascendente e Discendente che fa altrettanto.
  3. Con una Tensione Perpendicolare fra i due punti in rapporto fra loro, che appunto perché tale, è immobile, ma vibrante in se stessa.

Mentre i primi due Moti sono potenzialmente percepibili ai sensi umani, la Tensione è del tutto invisibile.

Dovunque c’è una di tali espressioni luminose, sono sempre presenti anche le altre due. Ogni modificazione che subisce una di loro, causa corrispondenti modificazioni anche nelle altre. Evito per il momento di fornirvi maggiori precisazioni, altrimenti dubito che avreste la forza, la pazienza e la volontà di seguirmi ulteriormente. In tre opuscoli, “Pensieri”, “Simbolo”, “Ultime Lettere”, ho sviluppato ulteriormente questi argomenti e rimando alla loro lettura quei pochissimi che volessero maggiori informazioni. Dunque, i rapporti fra il Sole e la Terra, presa come rappresentante anche di tutti gli altri Pianeti del nostro Sistema Solare, avvengono in questo modo. Fra il Sole e una determinata zona del Firmamento, che si può grosso modo identificare con quella dove brilla la Stella Polare, si instaura un rapporto tensivo perpendicolare di tipo particolare, un qualcosa che assomiglia ad un “amore coniugale”, dal momento che tale zona del Firmamento assume il ruolo di “Madre della Terra”, di cui il Sole è il Padre.

In un certo punto di tale Linea ritmicamente attiva in se stessa e cioè Vibrante, la Tensione scontrandosi col suo Riflesso immediato, si “auto feconda” e diventa “Pulsazione”, che in seguito diventerà il Centro, il Nucleo, il Cuore, il piccolo Sole che brilla all’interno del nostro Pianeta, come “Figlio” del Grande Sole Paterno esterno. Il Moto Parabolico della Luce che nasce dal Sole, ma che si muove in modo convettivo e cioè curvilineo ad una certa distanza dalla perpendicolare ed invisibile Linea di Tensione che intercorre fra il Sole stesso e il Firmamento, con cui tuttavia condivide il Punto di origine, suscita per Induzione, per Corrispondenza un analogo Moto che si origina contemporaneamente nel Firmamento al capo opposto della Linea di Tensione stessa. Ora questi due Moti che si possono considerare uno il riflesso dell’altro, pertanto uno Luminoso e l’altro Tenebroso, si incrociano nel Cuore della Terra, nel Punto Pulsante della Tensione, che alimentano dall’esterno con l’apporto delle Energie di Polarità e cioè di Senso contrario una all’altra, che hanno accumulato nel loro tragitto nello Spazio e nel Tempo.

(Dirò più avanti, anche se l’ho già descritto in precedenti opuscoli, in che modo il Moto Luminoso crea il Tempo e lo Spazio, in che modo la dilatazione dello Spazio “diluisce” la Luce e prolunga il Tempo, mentre la Contrazione dello Spazio aumenta in modo proporzionale la Velocità della Luce che a sua volta abbrevia il Tempo ed aumenta la Concentrazione della Luce stessa, ecc. ecc., col prevedibile risultato di mandare in tilt la vostra mentalità, che essendo abituata al ragionamento logico e razionale, si troverà in serie difficoltà di fronte ad una visione ritmica della Realtà che è l’unica Vera, ma che può essere riscontrata tale solo da chi riesce ad uscire dalla “gabbia”, dalla prigione dell’Effetto Stroboscopico Gravitazionale, dalle illusioni percettive a cui soggiacciono i nostri sensi.)

Anche se non potrà esservi ancora del tutto chiaro, penso che già possiate sommariamente intuire in che modo il duplice Moto Parabolico-Convettivo, proveniente in modo contrapposto dall’esterno, possa alimentare la Reazione a Catena interna che avviene nel Cuore della Terra, in cui ogni diminuzione di Tensione conseguente ad una Diastole della Pulsazione, che in tal modo aumenta dall’interno la corrispondente Velocità-Energia esterna dei Moti Convettivi contrapposti, scontrandosi fra loro determinano la Sistole del Cuore e il conseguente aumento per assorbimento della Energia-Tensione all’interno della Linea Perpendicolare. Provo a riassumere brevemente. Lo “scoppio” tensivo interno del tutto invisibile, aumenta la Potenza in forma di Velocità dei Moti Convettivi Esterni più o meno luminosi. Infatti la Tensione alimenta dall’interno i Moti convettivi, che a loro volta restituiscono in misura maggiore dall’esterno ciò che hanno ricevuto interiormente. Questi ultimi scontrandosi fra loro, generano una “esplosione” visibile, che raggiunge due scopi:

da una parte, essi restituiscono dall’esterno maggiorata alla Linea Perpendicolare, l’Energia-Tensione che avevano ricevuto dall’interno; dall’altra il “contraccolpo” dello scontro, che supponiamo sia avvenuto fra la parte destra in alto del Cuore e quella sinistra in basso dello stesso, genera due Moti Convettivi di senso contrario ai precedenti, che dopo aver compiuto all’indietro il medesimo tragitto dell’andata, tornano a scontrarsi dalla parte opposta, cioè fra la parte sinistra in alto e quella a destra in basso del Cuore terrestre. Salta all’occhio con evidenza, l’analogia fra quanto vi sto descrivendo e il funzionamento del cuore umano e della relativa Circolazione sanguinea, a dimostrazione della meravigliosa Corrispondenza Funzionale, che esiste nelle innumerevoli manifestazioni del Creato. Ecco, ora sapete che Tempo, Spazio, Luce e Moto, sono manifestazioni di una unica Energia Fondamentale che Ighina chiamava Spirito, che si trasformano di continuo una nell’altra al fine di moltiplicare la loro Potenza Creativa, che tende a questo Scopo Supremo:

la duplicazione cosciente per identificazione, della esistenza di Dio nel Creato.

Vi fornisco un aiuto ulteriore: se voi sovrapponete ad una lineetta perpendicolare il numero 8, o meglio se intersecate il numero 8 con una lineetta perpendicolare, avrete una immagine realistica di ciò che ho cercato di spiegare qui sopra con una certa difficoltà. Sopra ed attorno a questo 8, al centro del quale pulsa il Cuore della Terra, si sviluppa il duplice movimento spiraliforme di senso contrario uno all’altro, la cui origine coincide sia con quella della Tensione Perpendicolare che con quella dei Moti Convettivi di cui vi ho appena parlato. In questi Moti a Spirale, le Spire più ampie corrispondono alla formazione dei limiti estremi del Campo Magnetico terrestre, mentre le spire più strette e concentrate, si riassumono da una parte nel Nucleo Solare da cui nasce l’Irradiazione Primaria, dall’altra si riassumono nel punto del Firmamento in cui si riassorbe e poi si riflette l’Irradiazione Secondaria.

Per trasformare in un concetto comprensibile ed accettabile le mie descrizioni, vi suggerisco di creare nella vostra mente l’immagine di un Fuso gigantesco, incastrato con una punta nel Nucleo Solare e con l’altra nella Cupola del Firmamento. Esattamente a metà di questo Fuso, (ma questa non è una regola fissa), immaginate una Sfera avente il diametro massimo del Fuso stesso, che rappresenta il Campo Magnetico Terrestre; al centro di questa grande Sfera Energetica, immaginate una Sfera molto più piccola, cioè il Corpo fisico del nostro Pianeta, all’interno della quale una sfera ancor più piccola rappresenta il Nucleo, il Cuore, il piccolo Sole che pulsa al centro della nostra Terra.

Sulla direttiva della superficie del grande Fuso su descritto, salgono e scendono contemporaneamente e continuamente in modo ritmico ed alterno, due Flussi, due Fasci Energetici Spiraliformi, che svolgono una azione Plasmatrice e Formativa esteriore sulle Forze che si irradiano dal Nucleo Pulsante.

Voi sapete senz’altro cos’è l’Eclittica; ma in caso contrario, vi cito sommariamente ciò che dice in proposito l’Enciclopedia. “L’Eclittica è il cammino circolare apparentemente descritto dal Sole sulla Sfera Celeste, nel suo moto relativo attorno alla Terra. Il Piano dell’Eclittica interseca l’Equatore Celeste, cioè la proiezione dell’Equatore Terrestre sulla Sfera Celeste, formando con il Piano Equatoriale un angolo pari circa a 23° 27’ 8’’.”

(Se volete maggiori informazioni sugli Equinozi, sui Solstizi, sulla Precessione degli Equinozi, ecc., vi consiglio di cercare sull’Enciclopedia che anch’io ho consultato.) Adesso che sapete cosa pensano gli astronomi dell’Eclittica, vi dirò ciò che ne pensava Ighina. Per lui ed anche per me, l’Eclittica altro non è che il limite esterno del Campo Magnetico Terrestre, creato dai due movimenti spiraliformi contrapposti e l’immagine del Sole che noi vediamo ruotare ogni giorno attorno a noi, è senz’altro una “apparenza”, (e di ciò dobbiamo essere grati a Copernico), ma da questo giungere ad affermare che è la Terra che ruotando sul proprio asse alla velocità di circa 1.700 km. all’ora, ci propina questa illusione, è semplicemente ridicolo. Se la Terra ruotasse su se stessa ad una simile velocità, ve la immaginate quale enorme Forza Centrifuga svilupperebbe all’Equatore?

Come farebbero le nuvole a muoversi anche in senso contrario a questa supposta rotazione? Come farebbe la Forza di Gravità, di cui fra l’altro la scienza ufficiale ignora tuttora la vera natura, ad essere praticamente identica sia ai Poli che all’Equatore, visto che ai Poli la forza Centrifuga sarebbe praticamente nulla? Perché gli aerei che volano verso Est, non solo non risparmiano, ma consumano più carburante di quelli che viaggiano verso Ovest?

Vi rendete conto di quale “bufala”, di quale spudorata menzogna siamo vittime da secoli, senza che nessuno abbia avuto il coraggio di contestarla?
Pier Luigi Ighina avrebbe meritato tutti i premi Nobel non solo per aver mostrato e dimostrato al mondo una irrefutabile Verità, ma anche per lo straordinario coraggio dimostrato nell’osare ad andare conto corrente, subendo il dileggio, lo scherno, il sistematico boicottaggio dei “baroni” della Scienza, che forti delle realizzazioni tecnologiche, hanno portato l’umanità ad uno stato di sudditanza psicologica, al Materialismo imperante, che ha annichilito ogni Libertà di Spirito nelle coscienze.

la Terra e’ ferma, come i nostri sensi ed anche il buon senso ci confermano, ed anche il sole e’ fermo. E’ l’immagine concentrata e cioe’ nucleare del sole, che noi vediamo riflessa in modo stroboscopico, sul limite del nostro campo magnetico, con un moto del tutto apparente, causato dalla differente velocita’ fra il movimento spiraliforme discendente di origine solare e quello ascendente riflesso di origine siderale.

Se i due moti Spiraliformi di senso contrario che si alimentano l’un l’altro in maniera ritmica ed alterna, formando nel livello massimo della loro intersecazione il così detto Piano dell’Eclittica, avessero la medesima velocità, noi vedremo nel cielo l’Immagine Ferma del Sole, così come vediamo ferme le razze delle ruote di una carrozza durante la proiezione di un film, dal momento che il Sole è non solo del Tutto Immobile, ma anche Invisibile in se stesso. (Ighina diceva che il Vero Sole è Nero, è un “Buco Nero”, da cui esce una Luce invisibile, che diventa visibile solo quando si scontra, quando si riflette sulla superficie di un Campo Magnetico, perché è allora, è quando la Luce si scontra col suo riflesso Tenebroso, che la “Luce” acquista la sua corporeità e pertanto diventa visibile.

Per questo le Particelle di Luce visibile hanno sempre una Particella Tenebrosa al loro interno. Viceversa le Tenebre che non sono visibili, nascondono una Particella di Luce al loro interno. Vi bastano queste informazioni per capire finalmente la vera natura del Giorno e della Notte? Siete pronti a resistere ad altre provocatorie rivelazioni? Credetemi, ne vale la pena, perché non credo che riuscirete a trovare altre persone disposte a mettere in gioco non solo la propria reputazione, ma anche la propria vita, per far nascere in voi l’ardente desiderio di conoscere la Vera Realtà.

Tuttavia, prima di procedere, sarebbe bene che voi leggeste “La Legge del Ritmo”, che si trova nella terza edizione del “Profeta Sconosciuto”, ma che comunque invierò gratuitamente a tutti coloro che me ne faranno richiesta a questo indirizzo: alberto_36@virgilio.it Avete presente che quando si guarda un film western, con carri o diligenze che corrono, spesso si vedono ferme le razze delle ruote, oppure con un lento movimento avanti o indietro?

Come già detto in precedenza, si tratta di un effetto stroboscopico che ho tante volte menzionato nei miei scritti e che è dovuto nel caso della immobilità, alla perfetta corrispondenza fra la velocità di scorrimento della pellicola e quella dell’otturatore che “taglia” la luce del proiettore, mentre nel caso si osservi un lento movimento in avanti o all’indietro nelle razze, ciò è dovuto ad una discrepanza fra i due movimenti. Riassumo ancora una volta , prima di fermarmi, perché comincio ad essere abbastanza stanco. Anzi mi fermo e basta, dal momento che ritengo di avervi detto anche troppo. E’ molto probabile che finora io abbia “Parlato al Vento”; sta a voi sapermi dire se è stato o meno così.

Un fraterno saluto a tutti.
Alberto Tavanti

Lampi di Luce ultima modifica: 2010-10-20T19:52:59+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)