Ley lines la ragnatela che avvolge il Sistema

Ley lines

Ley lines

Seguendo la convinzione che la Terra si comporti come un organismo vivente, l’ipotesi Gaia approfondisce lo studio dell’invisibile rete che permette all’umanità di beneficiare del suo potere senza squilibrarla

Nel portico dell’Accademia di Atene, dove Platone impartiva le sue lezioni, si trovava scritto un avvertimento: “Non entri chi non conosca la Geometria”. Il significato originario del termine geometria – come indica il suo prefisso “Geo” – si riferiva allo studio delle misure della Terra, soltanto in seguito passò a designare la parte delle Scienze Matematiche che attualmente conosciamo. Molti ricorderanno i solidi geometrici in legno della nostra infanzia, che ci affascinavano per la loro tangibilità. Fra di essi si trovavano i cinquIl nodo pentagonale della Florida, 400 km a sud est da Cape Canaveral, in pieno triangolo delle Bermude.

Una delle linee di questo pentagono passa vicino alla città di Philadelphia e Norfolke poliedri regolari: il tetraedro con quattro facce triangolari; l’esaedro o cubo, con sei quadrate; l’ottaedro, con otto triangolari; il dodecaedro, con dodici pentagonali e l’icosaedro, con venti triangolari. Allora, non ci fu spiegato che essi erano già stati descritti da Platone e che per questo vengono chiamati poliedri platonici. Solo questi cinque – numero sacro a Pitagora – e nessun altro, con tutte le loro facce formate da poligoni regolari ed angoli uguali possono essere contenuti in una sfera.

Platone era particolarmente ossessionato dal dodecaedro e dall’icosaedro, per l’ingegnosa distribuzione delle loro facce e soprattutto dal dodecaedro, che contiene sia il numero sacro 5 che il numero fondamentale 12. Ne aveva un tale rispetto che non osava nominarlo direttamente. L’icosaedro può essere iscritto nel dodecaedro, negli incroci della maglia che si viene così a formare si possono posare i vertici dei cinque poliedri platonici. Il dodecaedro forma la base della rete di energia sottile del nostro pianeta. È possibile che il fascino provocato da questi poliedri nasca dall’inconscio collettivo. Sebbene Platone sia stato il primo a descrivere ufficialmente queste figure, esse già rappresentavano gli arcani delle conoscenze segrete nella scuola pitagorica, dove egli fu iniziato, ma la loro origine è ancora più antica.

In Gran Bretagna sono state scoperte numerose pietre scolpite nella forma di questi cinque solidi, con dei solchi lungo gli spigoli, entro cui si trovavano resti di corde in pelle. Alcune risalgono al 1.500 a.C. – cioè 1000 anni prima di Platone – o, in altri giacimenti, addirittura a 12.000 anni prima di Cristo. L’ipotesi ufficiale è che venissero usate come bolas per la caccia.

Il globo terracqueo

La concezione della Terra come un dodecaedro si basa su una premessa relativamente semplice: il dodecaedro è il poliedro che più si avvicina alla sfera e che ha gli angoli meno acuti, cosa che permette di curvarlo senza quasi causare deformazioni. Se fosse elastico e gonfiassimo le sue superfici curve, appoggiate in una sfera, la dividerebbero in dodici parti formate da pentagoni curvi. I cinque poliedri regolari, racchiudono conoscenze segrete le cui radici affondano nell’antichitàLe linee che separano tali facce, equivalenti agli spigoli del dodecaedro a facce piane, in questo caso si prolungano, formando quindici circoli massimi che circondano la sfera. Per plasmare questa struttura sopra la Terra, collochiamo una faccia del dodecaedro a Nord, con il polo al centro. L’altra a Sud, e fra di esse due frange con cinque facce ciascuna: l’orientamento dei pentagoni Nord e Sud rispetto ai continenti e ai mari però non è arbitrario, dipende da un punto che chiameremo “ombelico del mondo”.

Dove trovarlo? Né più né meno che nella Grande Piramide di Cheope e la ragione non è affatto… esoterica. Situata a 29° 58′ 5” di latitudine Nord e 31° 08′ 57” di longitudine Est, la Piramide si trova sul meridiano che divide la Terra in due parti di superficie emersa – continenti, isole ed Antartide compresi – esattamente uguali. Il meridiano che vi passa coincide con un vertice del pentagono Nord. Esso orienta tutta la rete. Cinque delle sue linee maestre sono meridiani, circoli massimi, che passano per i vertici delle facce Nord e Sud, alternati.

Triangoli sacri

Questi 120 triangoli rettangoli, unità di base della maglia energetica terrestre, erano già noti agli antichi Egizi, che li chiamavano triangoli M.R. in onore di Amon Ra, perciò rispetteremo tale denominazione nel presente trattato. Nei testi funerari egizi il triangolo rettangolo scaleno veniva utilizzato per illustrare la relazione tra il corpo fisico mortale, denominato kha, e gli altri tre corpi più sottili considerati l’essenza divina dell’uomo: akh, ba e ka. Ciò dimostra l’enorme importanza che si dava a questa forma geometrica.

Tornando alla trigonometria sferica: 1.618034, il numero aureo F (Phi) che la piramide di Cheope contiene tra il suo apotema e la metà del lato della base, è considerato il numero dell’equilibrio e della bellezza, il limite della serie di Fibonacci. Una cifra che tanto gli antichi Greci quanto i costruttori delle cattedrali gotiche utilizzavano segretamente nelle loro proporzioni architettoniche, fin quando Leonardo da Vinci lo divulgò. Ciò non solo dimostra che gli antichi conoscevano perfettamente la trigonometria sferica ed i suoi nessi con quella piana, ma soprattutto che la rete energetica, con il numero aureo, forma una struttura equilibrata ed in armonia con il Cosmo.

Mappe preistoriche

Le antiche carte nautiche, denominate portolani, erano spesso laboriose copie di altre molto più antiche, dove le sagome dei continenti appaiono deformate e le distanze assumono proporzioni assurde. Ciò è dovuto al fatto che tali mappe, a parte un sistema di proiezione differente, si basavano sulla geometria sferica. Alcune di esse includono linee di triangoli M.R. che, per i profani, non hanno significato. Sono infatti centrati non su Giza, ma su Alessandria che, con la sua biblioteca, fu il centro culturale più importante d’Occidente. Pertanto non deve stupire se in queste antiche mappe venne designata come centro del mondo. Ancora più corretto sarebbe però prendere come nucleo un punto nel meridiano di Giza chiamato Behdet, presso il villaggio di Bâltim, sul delta del Nilo.

I menhir, enigmatiche strutture megalitiche usate da civiltà scomparse per convogliare le correnti energetiche da punti e incroci delle griglie terrestri L’intersezione di questo meridiano con il circolo massimo perpendicolare delinea quattro triangoli M.R. e forma il centro di un rombo che segna la zona di influenza dell’Impero Egizio. Vi sono mappe del 1300, copie di altre molto più antiche, che mostrano dettagliatamente il contorno del Sud America e dell’Antartide, incluse quelle regioni attualmente coperte dai ghiacci. Ciò dimostra che furono disegnate da una civiltà antichissima dotata di una tecnologia simile a quella attuale. Disponevano forse di aeronavi?

Le Vene di Drago – Ley lines

I 15 circoli massimi, 12 pentagoni con 10 triangoli M.R. ciascuno, e 62 intersezioni, formano la maglia energetica che circonda la Terra però, data l’estensione di questi M.R. grandi più di 4.000.000 di Km quadrati, vi sono poche probabilità che alcuni di questi fuochi e linee coincidano con centri abitati. Si suppone che i tre diversi tipi di incroci – quelli dei pentagoni del dodecaedro con 5 linee, quelli dei triangoli dell’icosaedro con 3 e quelli dei rombi, che comprendono 4 M.R., con 2 – abbiano proprietà diverse e, tra quelli dello stesso tipo, perfino polarità opposte, circostanza che genera delle correnti energetiche tra le linee che li uniscono. L’incrocio di rete a pentagono, con 5 linee che sembrano 10 raggi, è il più spettacolare ed è proprio uno di essi che si trova nel famoso “Triangolo delle Bermude”. Naturalmente ci riferiamo alla rete fondamentale, però se uniamo tra loro gli incroci di circoli massimi differenti, si forma un’altra rete di circoli massimi che chiameremo secondaria. Il tutto assomiglia ad una intricata e complessa ragnatela di circoli che si intersecano in moltissimi punti.

Ricordiamo che alcune Ley lines o “Vene di Drago” – termine che si utilizza nel Feng-Shui (Geometria sacra orientale) per definire le linee energetiche della Terra – coincidono con questo tracciato apparentemente secondario che può, tuttavia, risultare più importante della rete principale dal punto di vista energetico, poiché il numero dei circoli che attraversa lo stesso nodo è maggiore. Il matematico Buckminster Fuller passò la maggior parte della sua vita ad esaminare, mediante tecniche di microfotografia, le reazioni in una sfera elastica sottoposta a tensione, scoprendo una elaborata e complessa rete di tensioni vettoriali simili alle linee descritte.

In una scala inferiore troveremo altre linee o Ley di terza classe, che uniscono i nodi della maglia secondaria tra loro o con i nodi di quella principale. E potremmo proseguire così con altre maglie più sottili, fino all’ultimo livello. I capillari di questo sistema formano il reticolo di Curry – obliquo rispetto ai meridiani e con le linee ad una distanza di 4 metri l’una dall’altra, dai nodi positivi e negativi alternati – e la rete di Hartmann, parallela ai meridiani e con distanze di circa 2 metri tra una linea e l’altra.

Gli effetti negativi della Rete…

Fino ad ora ci siamo limitati ad esporre i precedenti storici, la geometria con la descrizione delle linee, le figure che la rete forma sulla superficie terrestre, i diversi tipi di incroci ed i luoghi dove si trovano alcuni di essi, che riteniamo più significativi. Nella geometria della Lay-lines, in questo caso, il meridiano Behdet coincide con il nodo pasante per l’Egitto e definisce quattro triangoli che delimitavano l’area di influenza del regno dei FaraoniPerò a che serve tutto ciò? Quando gli antichi Egizi si presero la briga di studiare e plasmare questa rete sarà stato per qualcosa di più tangibile di una mera speculazione filosofica.

Nel 1977 Paul Devereux intraprese il Progetto Dragone, mediante il quale una équipe multidisciplinare di scienziati effettuò un gran numero di misurazioni con ultra ed infrasuoni, campi magnetici, ionizzazioni e radioattività. I risultati più inspiegabili si ebbero determinando le particelle b con uno scintillografo: i dati, totalmente diversi da quelli delle zone limitrofe, erano modulati dalle fasi lunari, dal levarsi e calare del Sole ed erano molto più intensi durante gli equinozi. Si sono anche effettuati studi sulle reti di Curry ed Hartmann per localizzare punti nei quali le energie negative abbiano effetti nocivi sulla salute di uomini e animali, ma della grande rete sappiamo ancora poco. Potremmo, comunque, iniziare dagli aspetti negativi di alcuni incroci e linee. Il più famoso è senz’altro quello del Triangolo delle Bermude, teatro di sparizioni inspiegabili.

In effetti, la scomparsa di alcuni di questi aerei e navi, svaniti senza lasciare la minima traccia, suggerisce l’esistenza di porte dimensionali temporanee, veri e propri tunnel verso un universo parallelo. Si tratterebbe del grado estremo di una curvatura locale esagerata dello spazio/tempo. Nei gradi intermedi, gli effetti si limitano ad alterare o fare “impazzire” gli strumenti di navigazione. Però ci sono altri fenomeni degni di nota che hanno conseguenze molto meno misteriose, ma gravi. È il caso delle CAT (Clear Air Turbolence, ovvero Turbolenza con Cielo Sereno), perturbazioni non rilevabili dai radar che hanno causato un certo numero di incidenti. Un aumento localizzato della forza di gravità dal 5 al 10% non ha effetti sul volo di un aereo, ma se questo aumento persiste per qualche ora, attrae l’aria della zona accelerandola e creando una corrente discendente – non rilevabile dai radar – che può raggiungere i 100 Km orari.

Se un velivolo trova sulla sua rotta una di queste perturbazioni viene trascinato al suolo a tutta velocità e non può fare nulla per evitarlo se non mantenere il controllo e sperare che la perturbazione sia limitata, in modo da uscirne fuori in tempo per recuperare quota. Se si è sfortunati si può precipitare per più di 3.000 metri in pochi secondi, come accadde 15 anni fa ad un volo charter della compagnia Aviaco.

Un DC-8 in rotta da Santiago del Cile a Paramaribo, improvvisamente e senza che apparisse nulla di sospetto sullo schermo radar, subì una improvvisa perdita di quota e tutti i passeggeri e le hostess che non avevano la cintura allacciata furono violentemente catapultati contro il soffitto ferendosi in maniera grave. L’aereo uscì dalla turbolenza, dopo una caduta libera di 3.000 metri, riportando numerosi danni: sicuramente l’apparecchio sorvolò l’incrocio di due linee, situato circa 300 Km a nord di Manaus, sulla stessa linea dell’Equatore. Proprio nel parallelo, sono dislocati obliquamente 10 nodi di questo tipo, che interagiscono con esso, connettendosi energicamente e potenziandone la forza.

Sembra che questi nodi si attivino sporadicamente, forse per cause cosmiche, poiché in altre occasioni gli aerei hanno sorvolato il medesimo punto senza notare nulla di strano. Di un altro incidente simile fu protagonista, nel Dicembre 1997, un Boeing 747 delle linee aeree giapponesi (JAL), in volo tra Tokyo e le Isole Hawaii. Due ore dopo il decollo l’aereo attraversò una di queste zone, precipitando improvvisamente per più di 3.000 metri. Il panico fu immediato, in quel momento i passeggeri stavano mangiando e molti di loro non avevano le cinture allacciate così furono proiettati contro il soffitto. Ci furono numerosi feriti ed una donna morì, colpita al capo da una valigia. Esattamente nella zona dove transitò l’aereo si nota il tracciato di due anelli che convergono in un nodo di 5 linee, a circa 1.000 Km a Sud di Tokyo. Ancora meno fortuna ebbe, nel 1968, un Boeing 707 della BOAC che si disintegrò in aria appena entrò in una CAT, un episodio che si è ripetuto in Giappone, vicino al Monte Fuji. Sembrerebbe, infatti, che questi fenomeni siano più frequenti nei pressi dei vulcani.

…e quelli positivi

Per quanto riguarda gli aspetti vantaggiosi, è possibile che l’energia emessa da tali zone favorisca alcune caratteristiche fisiche e mentali degli esseri umani (come gli stati alterati di coscienza) ma anche di animali e piante.
Alcune di queste aree furono culla di civiltà oggi scomparse. Molti luoghi sacri che da tempi immemorabili hanno ospitato edifici religiosi e santuari dove si percepisce una forza insolita, sono collegati a questi punti od incroci. D’altra parte, questa corrente energetica si può manipolare, deviandola verso luoghi dove è più necessaria. È quello che facevano gli uomini preistorici con i menhir, forse per aumentare la fertilità delle terre e la salute del bestiame, per influire sul clima e sulla pioggia o per altri fini utili.

In Scozia la comunità di Findhorn coltiva ortaggi di dimensioni superiori alla norma, in un suolo pessimo, con un clima atroce e senza utilizzare fertilizzanti. Attribuiscono questo successo alla loro particolare ed intima connessione spirituale con le piante e con le Entità che, a quanto dicono, le proteggono. Senza scartare l’ipotesi, potrebbero esserci altri motivi. Il meridiano energetico che, passando per la Spagna, va dal Sahara algerino al Polo Nord, sfiora la riva ovest del Lago di Ness, altro luogo misterioso. Possiamo supporre l’esistenza di un canale energetico, forse artificiale, che seguendo la faglia che dà origine a questo lago, giunga fino a Findhorn.

Inoltre, tale località si trova a soli 80 Km dal nodo di due linee, che può irradiare una potente corrente secondaria. La predisposizione all’apertura di portali interdimensionali in alcuni di questi luoghi, può essere associata all’apparizione di UFO provenienti da dimensioni differenti, circostanza che spiega perché vi si riscontra un maggiore numero di avvistamenti. Si tratta di un fatto più volte constatato e di cui si tiene conto nelle statistiche ufologiche. Questa stessa facilità di connessione con dimensioni situate su livelli più elevati, secondo alcuni esperti di Free Energy, agevolerebbe il funzionamento di determinati generatori capaci di captare l’energia del punto zero e che, per adesso, funzionano in maniera irregolare e sporadica. Spostati, vanno totalmente in avaria, rendendone impossibile l’utilizzazione pratica, quindi per ottenerne un funzionamento regolare dovrebbero essere posti in uno di questi “portali”.

Si suppone che anche gli UFO utilizzino tale stratagemma ed è per questo motivo che vengono spesso avvistati in corrispondenza degli incroci di linee. Tale ipotesi, insieme ai vantaggi di tipo umano già menzionati, potrebbe in futuro portare ad una rivalutazione dei terreni percorsi da nodi o linee. Il polso del pianeta è particolarmente sensibile in queste zone, il che ci permette di diagnosticare la salute di “Gaia”, la Terra – al momento piuttosto malconcia – ed allo stesso tempo di applicare le contromisure adeguate, come si fa in agopuntura: prima si determina il livello d’energia dei vari punti e poi si correggono gli squilibri tra le polarità. Tutto questo richiede però una conoscenza molto più approfondita della rete, compresi i suoi livelli secondari e terziari.

Applicando la geometria sferica non sarebbe difficile elaborare un programma informatico che, unendo tutti i punti per circoli massimi, tracciasse le linee di una determinata regione nei tre livelli menzionati e ci segnalasse le coordinate dei punti di incrocio più attivi che potremmo poi testare sul posto. Questo è un impegno per il futuro.

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Ley lines la ragnatela che avvolge il Sistema ultima modifica: 2007-10-08T20:31:41+00:00 da Quantico
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