LO SCIAMANESIMO

Il Giornale Online Lo sciamanesimo è una delle discipline che portano al sapere, la più antica mai scoperta; da essa prendono spunto quasi tutte le religioni e gli antichi riti presenti su tutto il globo. Tracce dello sciamanesimo si trovano fino a 50.000 anni fa, grazie al ritrovamento di alcune pitture rupestri rappresentanti maestri sciamani, riconosciuti dal bastone con la testa di serpente, e da pochi manoscritti.

La testimonianza più vera comunque, rimane sempre quella tramandata da generazione in generazione, perché gli sciamani difficilmente scrivono ciò che sanno e che apprendono nelle loro “visioni”, dato che scrivendo vengono meno alcuni lati, alcune interpretazioni, alcune sfumature che l’apprendere con lo spirito invece esalta. Per essere più chiara, è come disegnare un oggetto, per quanto bravo potrà essere l’artista, sul foglio avrà sempre due dimensioni, e la luce rimarrà sempre solo dalla parte in cui il disegnatore l’ha preferita, mentre gli sciamani vedono le molteplici verità delle cose, ed alcuni concetti non possono essere scritti e, mostrandoli con lo stesso criterio in cui sono stati mostrati loro, ne rispettano il concetto stesso e la vera essenza.

Dal mio punto di vista è una disciplina innata, come il contatto con la natura e le forze che possediamo; fa parte di ogni uomo, basterebbe solo risvegliare i nostri sensi. La natura e le sue energie sono una sola cosa con le energie che ci danno vita; è l’energia cosmica che tutto comprende, noi dobbiamo e abbiamo solo e sempre cercato di comprendere ciò che è sempre esistito. Il creato è suddiviso da vari elementi animati e non, ognuno con la propria funzione, e tutto fa parte di un’unica sola meravigliosa e straordinaria cosa: la vita. Le nostre energie e il nostro sapere sono in continua evoluzione, in ogni istante si apprende qualcosa di nuovo, anche a livello inconscio, e le nostre forze si scambiano reciprocamente con quelle delle cose e persone che ci stanno intorno e con la natura circostante facendoci diventare un tutt’uno.

Il termine “sciamano” significa stregone o viaggiatore. Nella lingua Pali viene indicato con questo termine colui che è in grado di guarire il corpo e lo spirito per mezzo dei suoi poteri di comunicazione con le forze della Natura e dei disincarnati. Questo deriva dal fatto che, grazie a questa disciplina, i maestri sciamani riescono a “viaggiare” nella “realtà non ordinaria” o “mondo ultraterreno”, per cercare le risposte e la guarigione per sé e per i loro cari, ma anche per la madre Terra, direttamente dalle entità che incontrano sul loro cammino.

I Tungusi usano il termine “saman” per indicare il difensore magico della comunità in contatto con il mondo invisibile, colui che conosce la memoria delle antiche tradizioni e dei primordiali riti dei Popoli della Natura. I Celti hanno anche una versione femminile del termine: “sciamenka”. Nel loro “viaggio” spirituale, gli sciamani sono a stretto contatto con entità, divinità e animali totem o animali guida che li aiutano a ritornare nella “realtà ordinaria” o “terrena”, ricchi di nuovo sapere, per loro o da divulgare al mondo per una vita migliore, ma anche risposte alle più semplici domande che ogni giorno ci poniamo.
Gli sciamani più esperti ad esempio possono cercare nei loro viaggi “lo spirito” delle piante, ovvero la loro energia, e potranno apprendere direttamente da loro come meglio debbano essere usate per trarne beneficio e le loro proprietà curative, sia per il corpo che per la mente, così anche per i minerali e tutti gli elementi che ci dona la madre Terra e che di essa fanno parte.

Ogni persona può essere uno sciamano, a prescindere dalla propria religione, e non bisogna essere iniziati con riti particolari, come nella maggior parte dei culti. L’unica cosa davvero importante è che chi vuole diventare sciamano deve farlo per il proprio bene e per il bene di chi gli sta accanto e del mondo che lo ospita, anche perché è pressoché impossibile stabilire un contatto con il mondo ultraterreno se non si è in pace, e nessuna entità benevola darà retta a chi va per chiedere vendetta o maledire, così facendo le uniche energie che verranno contattate saranno negative, come in quel momento è lo spirito di chi cerca di intercettarle e, una volta disturbate per un così ignobile scopo, non tarderanno a mostrare il loro disprezzo.

Sciamanesimo dunque non è magia o illusionismo, sciamanesimo non è religione, lo sciamanesimo è l’arte di trarre la risposta ad ogni domanda dalle energie che ci circondano, le stesse di cui noi siamo formati, non va confuso con i riti esoterici e il misticismo trascendentale. È semplicemente l’entrare in contatto con il mondo spirituale che da sempre coabita con noi, quello che va ascoltato con il cuore e non con il corpo, quello che nasconde i più profondi misteri dell’essere stesso, il vero sapere.

Gli sciamani hanno una vocazione, come avviene per alcuni religiosi. Solitamente, si inizia con il chiedersi chi siamo e cosa facciamo qui, e più nel cercare delle risposte ci si scosterà dalla realtà che la politica e la storia ci hanno imposto, più la vocazione crescerà nello spirito del nuovo sciamano. All’inizio, il nuovo sciamano si sentirà solo, diverso, e un grande senso di cambiamento invaderà la sua mente, portando con sé depressione e sbalzi d’umore. Tutto questo perché è difficile accettare che ciò che fino ad ora è stata tutta la nostra vita non ha più senso, è vuota e minuscola in confronto a ciò che pian piano si apre nella nostra mente.

Il nuovo sciamano si sentirà “illuminato”, e a lui sarà concesso vedere la realtà nelle molteplici sue forme, le entità guida gli faranno visita e queste, o il maestro spirituale (possa esso far parte sia del mondo terreno che di quello ultraterreno), gli insegneranno dapprima la gerarchia e l’importanza di ogni entità che incontrerà nei suoi viaggi, poi a ringraziare ed ad entrare in contatto con tutti gli elementi che lo circondano, in seguito gli insegneranno a curare il proprio sé, a guarire la propria anima e a viaggiare e muoversi in modo conscio nella realtà che ora gli sarà concesso conoscere.

Lui imparerà che non esiste passato, presente o futuro per lo spirito, ma solo per il corpo. Imparerà a vivere secondo le leggi della natura, con la consapevolezza che il sole scandisce il tempo e non l’orologio, il vento le stagioni e non il nostro calendario. Avrà dimestichezza con erbe e minerali, imparerà alcune discipline antiche come ad esempio la cartomanzia e la lettura delle rune, abbandonandosi al sapere delle energie e delle divinità che ormai sono un tutt’uno con la sua vita e gli aprono la porta ad ogni sua domanda.

Imparerà sopra ogni altra cosa che il rispetto e l’umiltà sono sintomo di forza interiore e di saggezza. E, in uno stadio ormai avanzato, a lui sarà concesso guarirsi e guarire gli altri e la madre Terra. Gli sciamani vivono a stretto contatto con la natura e ne rispettano le leggi. Perfettamente ambientati, sanno che il ciclo da seguire è quello del Sole, quindi si sveglieranno alle prime luci dell’alba e si addormenteranno con il buio. Mangeranno ciò che la madre Terra gli offrirà e dedicheranno la maggior parte dalla loro vita nella meditazione. Insegneranno ai novelli sciamani (possano esserlo per eredità o per vocazione) tutto il loro sapere e si lasceranno morire nella consapevolezza che il loro spirito sarà ora più libero e un tutt’uno con le energie circostanti e, nello stesso tempo, abiteranno nel mondo ultraterreno che già conoscono.

Gli sciamani moderni, o comunque chi si avvicina ora e nelle città a questa pratica, non può purtroppo vivere uno stile di vita così diverso dal solito, il lavoro e la società ci impongono certe regole. Ma con tanta concentrazione, si può ritrovare la porta che conduce alla tranquillità delle foreste anche nel proprio appartamento, io ad esempio guardo la sveglia solo quando suona al mattino, e con l’andar del tempo, ho imparato a sentire il tempo che scorre.

IL CALENDARIO DEGLI SCIAMANI CELTICI (calendario lunare) E LE PRINCIPALI FESTIVITÀ

Gli sciamani celtici vedevano il tempo in modo circolare, come un anello o un cerchio, e non lineare come lo vediamo noi. Esso veniva scandito dal ritorno delle stesse posizioni dei vari oggetti celesti. La Luna con il suo comparire e scomparire, con il suo lato chiaro e quello scuro, dava l’idea della morte e del ritorno dalle tenebre. Si dice che i Celti davano proprio alla Luna, e non al Sole, il compito di scandire il tempo e di prefissare l’inizio delle giornate, dei mesi e dell’anno (calendario lunare). La lunazione però iniziava 6 giorni dopo il novilunio, quando quindi la Luna iniziava ad essere visibile e non più nascosta e misteriosa.

Per cui, diventava il tramonto invece che l’alba l’inizio del nuovo giorno e, con questa logica, l’anno lunare iniziava a novembre, dando quindi più importanza al buio che alla luce. L’anno celtico era diviso in due metà (una chiara e l’altra scura) con due festività principali, Samhain, che avveniva circa l’8 novembre, e Beltaine, che avveniva circa il 6 maggio. Questi due semestri erano a loro volta suddivisi in trimestri da altre due festività: Imbolc (primo febbraio) e Lugnasad o Lammas (primo agosto), dividendo in questo modo l’anno nelle quattro stagioni celtiche.

A queste si aggiungono altre quattro festività che cadono proprio nei giorni centrali di ogni stagione. Si nota che le principali feste celtiche si possono posizionare esattamente a metà strada tra gli equinozi e i solstizi, ovvero i giorni dell’inizio delle nostre stagioni. A questo punto l’anno potrà essere visto come una ruota a otto raggi perfettamente equidistanti l’uno dall’altro, dando vita alle 8 porte del tempo sacro, giorni particolari, unici, in cui le forze maschili del cielo sposano quelle femminili della terra e l’“aldilà” si mescola al mondo ordinario lasciando che il popolo dei disincarnati (divinità, entità e morti) possa comunicare con gli uomini e svelare il loro sapere.

Samhain: (8 novembre, successivamente anticipata al primo dello stesso mese) significa riunione o raccolto. Indica la fine di un ciclo e l’inizio di un altro. I Celti spegnevano il fuoco acceso al mattino per riaccenderlo nuovamente all’alba successiva, rito che indica l’idea del giorno chiuso e poi di nuovo aperto. Qui avvenivano tutti i più importanti riti, e anche in altri culti (che abbiano origini nordiche), questo rimane il giorno dove hanno luogo molti avvenimenti magici e leggendari. In questa notte, i disincarnati, le fate, i folletti e le ninfee dei boschi che abitano nell’altra dimensione e conoscono il futuro lo svelano ai mortali e li invitano a passare con loro un anno intero sulla bellissima collina Sidhe, ma trovarne l’entrata era molto difficoltoso, bisognava percorrere il perimetro della collina stessa per nove volte, completamente in silenzio a partire dal tramonto. I Druidi banchettavano con l’“aldilà” offrendo loro cibo e consumando insieme agli spiriti vino birra ed idromele bevute dai teschi dei loro morti. I festeggiamenti potevano durare da pochi giorni fino ad un massimo di sei settimane. In questo periodo di festeggiamenti erano soliti fare sacrifici, chiedendo prosperità al panciuto dio Dagda e alla sua sposa Morrigan.

Imbolc: (primo febbraio) significa latte di pecora. Questo giorno è dedicato alla dea della medicina, Brigit. Si festeggia la primavera che vince l’inverno, la luce che ogni giorno di più ruba tempo al buio.

Beltaine: (6 maggio, successivamente anticipata al primo dello stesso mese) giornata dedicata al dio del fuoco e della luce Belenos. Per lui si accendeva al centro di una griglia composta da nove riquadri (simbolo della completezza), i fuochi rituali, che erano necessariamente in sette legni diversi (chiamati fuochi della necessità). Ci si scambiava doni, fra cui la ghirlanda infilata sul paletto, ad indicare l’atto sessuale, e si consumava carne di maiale, anche questo simbolo della fertilità. Chi voleva poteva esprimere un desiderio e, perché si realizzasse entro l’estate, doveva immergere la mano destra in acqua di fonte, con questa si segnavano la fronte con il pollice e l’indice, e poi passavano velocemente la mano sul fuoco.

Lugnasad o Lamas: (primo agosto) significa assemblea del dio Lug che era il dispensatore di luce e saggezza. Questo era un giorno di tregua militare, il giorno migliore per il raccolto, giornata ricca di danze e canti, giorno ideale per la celebrazione delle nozze.

Arianrhod
Fonte: http://www.croponline.org/sciamanesimo.htm
Immagine in alto: Russian postcard based on a photo taken in 1908 by S. I. Borisov, showing a woman shaman likely of the Turkic Khakas ethnicity. – Wikipedia
Vedi: http://mikeplato.myblog.it/archive/2010/01/29/lo-sciamanesimo-e-gli-antichi-maestri-dell-umanita.html

Sciamanesimo Celtico
Negli Occhi dello Sciamano
LO SCIAMANESIMO ultima modifica: 2010-05-29T10:40:12+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)