Lo scudo spaziale


L'estensione dell'eliosfera. Le distanze sono in scala logaritmica

E’ opera del campo magnetico galattico
di Andrea Signori

L’eliosfera pervade tutto il cielo visibile. E’ intorno a noi, anche se non possiamo vederla direttamente perché non emette luce nello spettro visibile. Per avere una prima immagine dettagliata del confine tra l’eliosfera e lo spazio interstellare e per studiarne le importanti proprietà di “schermo magnetico”, la NASA ha lanciato nel 2008 la missione IBEX (Interstellar Boundary EXplorer): una sonda in orbita terrestre dotata di sofisticati rivelatori ENA, cioè sensibili ad Atomi elettricamente Neutri Energetici (da cui l’acronimo) piuttosto che alla luce.

Prima osservazione di IBEX nel 2009 e prima grande sorpresa http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2009/15oct_ibex/ :esiste una lunga fascia di particelle neutre molto energetiche che solca il confine dell’eliosfera. Una grande corrente di materia non prevista dagli scienziati, che ha messo fortemente in crisi i modelli descrittivi dell’eliosfera. Oggi, grazie alle nuove osservazioni di IBEX e al lavoro congiunto di modellisti e analisti di dati, è stata formulata un’ipotesi sulla natura della misteriosa corrente, ipotesi descritta in un articolo http://iopscience.iop.org/0004-637X/731/1/56 appena pubblicato su “The Astrophysical Journal” http://iopscience.iop.org/0004-637X

L'eliosfera in viaggio attraverso il mezzo interstellare: in evidenza la cintura di materia energetica perpendicolare al campo magnetico galattico. (Cortesia: NASA)

Dalle osservazioni di IBEX è evidente come il fascio sia perpendicolare al campo magnetico galattico. Pertanto si ritiene plausibile che proprio questo campo “rifletta” al confine interstellare la materia proveniente dall’interno dell’eliosfera. E’ lo stesso principio sulla base del quale la forza di Lorentz agisce su una particella carica, seppure in modo più complicato. Il risultato è tanto semplice quanto inaspettato: particelle sospinte dal vento solare fino ai confini dell’eliosfera, a 15 miliardi di chilometri dal Sole, interagiscono con il campo magnetico galattico e vengono respinte al confine. L’importanza di questo risultato non è da sottovalutare. Infatti, come nota Jacob Heerikhuisen, specialista dell’interazione fra l’eliosfera e il mezzo interstellare dell’Università dell’Alabama: “Se quest’ipotesi fosse corretta, la forma della corrente di materia ci potrebbe dare molte informazioni sulla direzione e sul verso del campo magnetico galattico nel settore della Via Lattea che stiamo attraversando. E da queste informazioni potrebbe dipendere il nostro futuro, perché l’eliosfera è il nostro guscio protettivo”.


A sinistra l'immagine ENA del cielo catturata da IBEX. A destra la cintura di materia in una simulazione basata sul modello della riflessione. (Cortesia: NASA)

La missione IBEX ha il grande merito di aver fornito le prime immagini del confine dell’eliosfera, evidenziando che esso non è influenzato esclusivamente dal vento solare e dalla direzione in cui il Sistema Solare si muove, ma anche dal campo magnetico galattico. Un modello completo e ricco di parametri, il più vicino possibile alla complessa realtà fisica, è essenziale per capire il funzionamento del nostro scudo e per simulare la struttura di altre astrosfere.

Schwadron, N., Allegrini, F., Bzowski, M., Christian, E., Crew, G., Dayeh, M., DeMajistre, R., Frisch, P., Funsten, H., Fuselier, S., Goodrich, K., Gruntman, M., Janzen, P., Kucharek, H., Livadiotis, G., McComas, D., Moebius, E., Prested, C., Reisenfeld, D., Reno, M., Roelof, E., Siegel, J., & Vanderspek, R. (2011). SEPARATION OF THE RIBBON FROM GLOBALLY DISTRIBUTED ENERGETIC NEUTRAL ATOM FLUX The Astrophysical Journal, 731 (1) DOI: 10.1088/0004-637X/731/1/56 http://dx.doi.org/10.1088/0004-637X/731/1/56

Fonte: http://www.stukhtra.it/?p=5818

Lo scudo spaziale ultima modifica: 2011-04-12T15:22:49+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)