Matthew Ward e le civiltà extraterrestri.

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Nella casa del Padre mio ci sono molti posti (“Giovanni, 14, 2)

Matthew Ward è un adolescente vittima di un incidente automobilistico mortale occorso il 17 aprile 1980, quando aveva diciassette anni. La madre, Suzanne Ward, cominciò a contattare il figlio per mezzo di alcuni medium negli anni successivi alla sua morte, ma dal 1994, la donna fu in grado di stabilire contatti telepatici diretti con Matthew, mediante il computer. Matthew rivelò a sua madre che egli era morto immaturamente per fornirle importanti informazioni circa i regni spirituali e che ella aveva una missione da compiere, quella di pubblicare i suoi messaggi in un libro.

Dopo una lunga gestazione fu pubblicato, nel 2001, il primo dei libri intitolato Matthew, parlami del Paradiso. Sono seguiti Rivelazioni per una Nuova era, 2001 che “riferisce della vita dal suo principio cosmico e contiene messaggi da rappresentanti di civiltà aliene che stanno aiutando la Terra durante questa unica era di grandi cambiamenti. Nel 2003 comparve Illuminazioni per una Nuova era; nel 2004, Voci dall’universo.

In questo breve articolo, vorrei soffermarmi su alcuni cenni ufologici contenuti nel primo libro di Suzanne Ward, Matthew, parlami del Paradiso. In primo luogo, noto che nei testi dedicati alla medianità sono affrontati temi di vario tipo che spaziano dalla condizione delle anime nell’aldilà, alla relazione tra i vivi ed i defunti, dalla metempsicosi alle esperienze di pre-morte, dagli angeli a Dio etc. Il libro della Ward non è un’eccezione, poiché tali argomenti sono illustrati nell’ambito delle conversazioni tra la madre e l’anima di un ragazzo “dalla pelle olivastra e dagli scintillanti occhi grigi, come lo descrive, in modo semplice ma efficace, la donna.

Come dicevo, però, l’opera, incentrata su insegnamenti di grande afflato spirituale, comprende alcuni brevi riferimenti a temi ufologici che sono piuttosto inusuali nell’ambito della letteratura medianica. Tali richiami meritano alcune riflessioni, poiché si correlano a resoconti ed a “tradizioni riguardanti gli extraterrestri diffusi soprattutto nell’ambito del contattismo. Le affermazioni di Matthew sono altrettante sostanziali conferme di ipotesi formulate da studiosi di paleoastronautica e di ufologia.

Passiamo in rassegna i passaggi dedicati all’esobiologia per una rapida valutazione.

Nel capitolo 10, intitolato Origine, Matthew rivela: “Molte anime che si trovano qui (in Paradiso, n.d.r.) adesso hanno avuto origine nella profonda antichità ed hanno passato molte vite in luoghi diversi della Terra, persino in altre galassie. Mamma, la vita intelligente non ha avuto origine sulla Terra. Vi è stata introdotta dal trasferimento fisico degli uomini da altri sistemi planetari e dai loro programmi di popolamento ad un punto cruciale dell’evoluzione della stirpe umana sul pianeta. Perciò, nel senso della nostra ascendenza, TUTTI noi siamo extraterrestri sulla Terra, anche durante le nostre vite sul pianeta!

di Zret
L’excerptum ricorda quella che è definita ipotesi dell’intervento alieno: secondo tale ricostruzione, civiltà stellari approdarono su Gaia dove agirono, tramite tecniche genetiche, per selezionare una nuova specie, risultato della manipolazione del DNA appartenente alla creatura Homo erectus. In realtà, il cenno di Matthew collima con l’ipotesi in oggetto, laddove si riferisce al “punto cruciale dell’evoluzione umana, mentre sembra discostarsene nel punto in cui accenna al “trasferimento fisico degli uomini da altri sistemi planetari�?. Infatti vari autori congetturano che una o più razze galattiche, giunte sulla Terra, crearono l’homo sapiens, intervenendo su altri ominidi, mentre generalmente non suppongono che tali popoli portarono su Gaia esseri di altri mondi. In ogni caso, è notevole l’asserzione, avallata anche da studi biologici recenti, secondo cui “TUTTI noi siamo extraterrestri�?.

Nel capitolo 21, Posizione, Matthew descrive le forze oscure il cui scopo è annullare tutta la luce della Creazione. Queste entità basse tentano di penetrare nel Nirvana, protetto, però, da uno schermo di luce-energia. Quando tale coltre viene lacerata da un assalto delle forze oscure, “normalmente sono i membri della forza intergalattica di Hatton (?)�? a riparare lo strappo. Un segmento di questa flotta, che di solito è di base nel sistema delle Pleiadi. È nello spazio in qualità di guardiano qui e negli altri regni uguali al nostro. Essi mantengono inoltre lo schermo naturale nel suo stato di protezione totale. L’equipaggio non è esattamente responsabile per la protezione di questo regno, ma, nel corso di parecchi anni passati, essi sono diventati le principali sentinelle contro i disordini che sono stati così prevalenti in questa zona. Migliaia di queste piccole navicelle sono di pattuglia qui in qualsiasi momento… Prima che esse si assumessero tale responsabilità, normalmente una grande nave spaziale da Sirio stava nelle vicinanze o faceva delle fermate frequenti per monitorare il nostro schermo�?.

Il capitolo 35 è intitolato Gli annali dell’Akasha, la rassegna dell’impronta vitale. Qui Matthew illustra quello che, nella tradizione esoterica, è definito appunto Akasha, ossia una sorta di archivio di tutti gli eventi, le azioni e le emozioni su scala universale. Questo archivio contiene le impronte vitali di ciascun essere considerato come anima cumulativa. In questo capitolo il messaggero inopinatamente introduce un cenno ad Ashtar, “l’energia superanima che comanda le forze che proteggono gli Annali dell’Akasha�? dalle forze oscure che tentano ed hanno tentato di ottenere il predominio sugli Annali.

Ashtar richiama, come è naturale, Ashtar Sheran, “il sedicente comandante della Flotta spaziale interplanetaria, entrato, per la prima volta in contatto con i Terrestri, mediante George Van Tessel. Van Tessel, insieme con altri sensitivi, afferma addirittura di aver viaggiato su una delle astronavi che orbitano attorno alla Terra. Dalla metà circa del XX secolo, Ashtar, che proverrebbe dal pianeta Metharia, nel sistema solare di Alpha Centauri, si rivolge agli “uomini di buona volontà�? per ammonirli contro i pericoli di autodistruzione in cui potrà incorrere il nostro pianeta, qualora i suoi abitanti perseverino in una condotta irresponsabile�?.

Alcuni ricercatori ritengono Ashtar Sheran una subdola invenzione della sinarchia; altri, invece, pensano sia un alieno Beta, benevolo ed amichevole. Qualcuno lo identifica con l’Arcangelo Gabriele.

All’interno del capitolo 36, Il concilio di Nirvana, sono citati i sistemi planetari più strettamente connessi con lo sviluppo della civiltà della Terra, ossia la Lira, Sirio e le Pleiadi. Il concilio di Nirvana, una sorta di assise di anime evolute e sagge che garantiscono l’armonia del regno celeste, interagisce con entità extraterrestri e spirituali per assistere il pianeta, come operatori della luce, in un periodo di cruciali cambiamenti. La Terra, infatti, insieme con tutti i suoi abitanti, sarebbe prossima all’ascensione, cioè ad un cambiamento vibrazionale e dimensionale.

Sono queste le informazioni esobiologiche fornite da Matthew Ward nel libro. Esse si possono facilmente inquadrare in un filone ufologico comprendente il contattismo e l’azione, per lo più sotto forma di insegnamento e di ammonizione, dei Beta, gli ufonauti benevoli tipici di una tradizione risalente agli anni ‘50 del XX secolo, (si ricordi in primis George Adamski) e giunta sino al secolo XXI, con figure come Giorgio Bongiovanni. Sirio, le Pleiadi, la Lira, Ashtar Sheran appartengono ad un milieu ufologico, per alcuni versi, contraddittorio e di ardua interpretazione, come ho osservato in alcuni studi precedenti, cui rimando per un’analisi del problema.

Vorrei, in questa sede, sospendere il giudizio sui contatti medianici di Suzanne Ward e sul loro grado di plausibilità e di veridicità. Credo sia più che sufficiente aver stimolato una riflessione, soprattutto circa gli addentellati tra l’Ufologia e la medianità, due ambiti non così inconciliabili ed estranei l’un l’altro, a differenza di quanto si potrebbe pensare. D’altronde il regno descritto da Matthew possiede le caratteristiche di una dimensione che pare conservare aspetti corporei, sebbene trasfigurati e rarefatti. È una sfera le cui vibrazioni sono senza dubbio maggiori rispetto a quelle del mondo fisico, in cui la luce splende con un’intensità ignota sulla Terra, eppure sembra che sia un livello, se non contiguo, non molto distante dalla “realtà�? tridimensionale in cui viviamo. È forse una regione vibrazionale dove albergano e si muovono esseri non terrestri evoluti. Questo potrebbe spiegare l’inusuale compenetrazione tra temi medianici ed ufologici nei discorsi di Matthew.

Mi piace, infine, concludere questo modesto contributo con un aforisma di Matthew, una massima che è la gemma più splendente di una collana preziosa, comunque la si pensi.

Avere delle aspettative riguardo agli altri è altrettanto indesiderabile quanto esprimere un giudizio.
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Cfr A. Marcianò, Ashtar Sheran: chi è costui?, 2006
Cfr Id., Apocalissi aliene, 2005; si compulsi la corposa bibliografia ivi riportata. Sui Beta, vedi R. Malini, UFO il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. Razze aliene
Si leggano A. Marcianò, Ashtar op.cit.; Id., Dalle Sirene ai Siriani, 2007; Id., Tages era un extraterrestre?, 2006
Sulla natura del mondo ultraterreno, vedi C. Splendore, La vita nelle sfere astrali, 2006
R. Pinotti, Contatto cosmico, Roma, 1997, si è interessato delle possibili connessioni tra parapsicologia ed ufologia.

Matthew Ward e le civiltà extraterrestri. ultima modifica: 2007-05-17T19:21:35+00:00 da Pasquale Galasso
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Pasquale Galasso

Pasquale Galasso, editore di Altrogiornale.org – Conoscere non è avere l’informazione.