Medicina e farmaci: vivere di più o vivere di meno? Quando la nostra salute è in pericolo.

Il Giornale OnlineInviata da skorpion75
Poco prima di cimentarci nello scrivere quest'articolo ci siamo imbattuti nel classico foglietto riguardante le indicazioni e le controindicazioni di una medicina: il Lexotan della Roche. La scelta per assumerla è molteplice: esistono capsule rigide, gocce orali e compresse, suddivise a loro volta in varie confezioni da diversi milligrammi; meraviglie della modernità insomma! Senza contare le controindicazioni, ovverosia la lista delle patologie che interferirebbero con la cura e la guarigione, ci siamo soffermati a lungo sulle precauzioni di impiego.

Il Lexotan è un medicinale a base di benzodiazepine e, per stessa ammissione della Roche, viene detto chiaramente che questa sostanza conduce allo sviluppo di dipendenza fisica e psicologica, con conseguente crisi di astinenza in caso di interruzione brusca della cura. Nei casi più gravi questi veri e propri sintomi possono sfociare in allucinazioni o scosse epilettiche, ma questa è solo una piccola parte: amnesia, psicosi, aggressività, ottundimento delle emozioni, confusione, cefalea, disturbi gastro-intestinali possono apparire da un momento all'altro.

Nei casi di sovradosaggio, ma su questo è bene dire che ci sono minime, se non quasi impossibili probabilità, si può entrare in coma e morire. Sul foglietto sopraccitato si parla addirittura di “Flumazenil” come antidoto! E cosa curerebbe questo farmaco? Perlopiù gli stati di tensione, di ansia e di insonnia. A questo punto la domanda è lecita: “Perché devo farmi venire un attacco psicotico per curarmi l'ansia?”

Sembrerebbe infatti che la maggior parte delle medicine creino problemi invece che risolverli, in realtà la medicina occidentale è stata piuttosto esplicativa sotto questo punto di vista: il farmaco, dal greco “phàrmakon”, è una sostanza in grado di provocare modificazioni anatomiche e fisiologiche in un organismo vivente. Può essere di origine naturale o chimica e quando è utilizzato a scopo terapeutico prende il nome di medicamento. Può distruggere agenti patogeni, sopprimere i sintomi, lenire le sofferenze dell'ammalato e può agire in modo nocivo sull'organismo in rapporto alle condizioni del paziente e al dosaggio prescritto.

Secondo la scuola occidentale, una volta accertata la malattia con una corretta diagnosi, sulla base di un'attenta anamnesi che tenga conto di tutti i dati e le notizie necessarie per la sua formulazione, si pone il problema della cura e del rapporto medico-paziente, che dovrebbe essere basato sulla fiducia. L'ideale è di accertare la malattia ancora in fase asintomatica, ma la maggior parte delle volte il paziente si reca dal medico quando l'evento morboso è evidente e quindi facilmente accertabile, ma purtroppo più difficile da risolvere.

Il farmaco può avere diverse vie di somministrazione: enterale, parenterale, topica, transdermica, inalatoria; viene assorbito dall'organismo e attraverso il sangue si localizza all'interno delle cellule. Ogni persona, con la sua particolare costituzione fisica e una sua capacità di assimilazione a livello cellulare, ha una propria risposta al medicamento; una volta distribuito nell'organismo, il farmaco viene trasformato principalmente nel fegato e talora in altre sedi come i reni e l'apparato gastro intestinale, venendo eliminato principalmente nel metodo da noi tutti conosciuto.

La stessa medicina cosiddetta “moderna” ammette la possibilità di errore, infatti non esiste un farmaco privo di effetti collaterali o di rischio, pertanto il medico deve saper sempre valutare gli effetti positivi e quelli negativi (spesso inevitabili) e sulla base dello stato di salute del paziente ricavare le indicazioni utili per capire se e come iniziare una terapia. Se la diagnosi è errata, evidentemente il farmaco non è adatto e può avere un alto fattore di rischio, può inoltre un medicamento essere tossico per un'alta concentrazione plasmatica rispetto a quella consentita, senza contare che una persona può essere allergica a una determinata sostanza in esso contenuta.

A volte una medicamento può interagire con un altro, altre volte dei farmaci salva-vita devono comunque essere presi anche se seguiti da effetti collaterali, ma bisogna tenere conto che non si deve mai andare oltre il tempo prescritto per assumerlo, tantomeno abusarne. Questo, secondo la medicina occidentale.

Le teorie sopraccitate, tenendo conto dell'attuale livello di conoscenza del corpo umano e delle patologie, non farebbero una piega, se non fosse per il fatto che la medicina occidentale sembrerebbe aver preso una via a senso univoco: si tende a vedere una malattia e la si cura, si osserva attentamente il corpo, ma si tralascia molto il fattore psicologico e nervoso, si continua a ricercare a livello chimico, ma non ci si guarda dentro , se questo per voi non ha senso continuate a seguire i nostri ragionamenti.

Se pensate che il mondo della medicina sia un idillio, una scienza dalle verità assolute e inopinabili, allora dovreste guardare i dati che stiamo per mostrarvi, da osservazioni compiute negli ultimi 10 anni da medici, ricercatori ed esperti, risulta che in USA avvengono in media i seguenti decessi per i seguenti casi: 106.000 reazioni da farmaci in ospedale, 199.000 reazioni da farmaci non in ospedale, 98.000 errori medici, 115.000 piaghe da decubito principalmente in istituti per curare gli anziani e i malati cronici, 88.000 infezioni ospedaliere, 108.800 casi di malnutrizione, 37.136 procedure mediche non necessarie, 32.000 conseguenze da interventi chirurgici e 783.936 morti totali per medicina.

Le maggiori cause di morte sono per malattie cardiache (699.697), per cancro (553.251) e per… medicina! Senza contare che quest'ultima, non riesce a risolvere in modo definitivo nemmeno le prime due.

Un'osservazione abbastanza curiosa è che i farmaci devono giustamente essere testati scientificamente. Attualmente la legalizzazione di un farmaco costa almeno 5.000.000 di Euro (circa 10 miliardi delle vecchie Lire) in test su animali e… esseri umani e dura una decina di anni.

Quasi tragico quest'ultimo dato: i ricoveri ospedalieri non necessari ogni anno sono 8.900.000, le terapie non necessarie ogni anno raggiungono i 7.500.000. Questi dati dovremmo sentirli tutti come nostri, soprattutto se si è coscienti che dopo la Seconda Guerra Mondiale l'Italia è diventata una copia-carbone degli Stati Uniti.

Se pensiamo che tutti i medicinali vengano testati e che ci siano poche probabilità di pericolo possiamo stare freschi: quelle che seguiranno saranno delle notizie alquanto inquietanti, provenienti per la maggior parte dagli USA.
La FDA americana ha intimato alle case farmaceutiche di togliere la PPA (Phenypropanolamina) dai farmaci, perché aumenta il rischio di emorragie (con possibili incidenti cerebro-vascolari) nelle donne, sugli uomini non è stata provata la stessa reazione.

E quali medicine contengono questa sostanza?

Tra gli esempi più eclatanti ci sono l'Alka-Seltzer Plus, il Comtrex, il Day & Night Contact 12-Hour, il Dexatrim, il Dimetapp, il Nadelcon, il Permathene Mega-16 e il Triminic.

Ma la pericolosità dei farmaci non ha limite: dopo la vicenda-Lipobay, abbiamo ricevuto la notizia di una causa contro la Johnson & Johnson intentata da dieci persone, che avrebbero accusato problemi cardiaci in seguito all'assunzione di Propulsid, un farmaco usato per i… disturbi cardiaci. La stessa casa farmaceutica, resasi conto che tale medicamento causava aritmie, l'aveva ritirata dal commercio prima negli Stati Uniti e poi in Gran Bretagna nel 2000. Pare che ben 80 decessi siano stati messi in correlazione con il Propulsid, approvato dalla Food and Drug Administration nel 1993, a questo punto è lecito domandarsi: approvato in base a quali studi? Ma non finisce qui! In Italia infatti è ancora in commercio col nome di Prepulsid, Alimix e Cipril: il ministero della salute si è limitato a modificare il foglietto illustrativo, indicandone la prescrizione solo da parte dei medici ospedalieri.

C'è un detto che afferma: “Se Atene piange, certo Sparta non ride”, ebbene, se negli USA le persone non se la passano molto bene, in Italia e in Europa non ce la vediamo certo meglio. Negli Stati Uniti ha fatto discutere il principio attivo del Propulsid, la cisapride , in Europa ha fatto altrettanto scalpore quello dell'Aulin: la nimesulide che, secondo alcuni studiosi, sarebbe molto dannosa per il fegato, tanto da provocare due trapianti e forse un decesso, in Finlandia è stato tolto dal commercio.

Se crediamo di essere in salvo, fin tanto che non avremo un problema grave, allora ci sbagliamo di grosso, pare infatti che anche le stesse medicine per problemi di salute più lievi siano comunque dannose.

Secondo uno studio di ricercatori statunitensi iniziato nel 1980 l'aspirina, uno dei farmaci più usati al mondo, sarebbe ottima nel diminuire il cancro al colon-retto, ma, oltre alla provata, possibile lesione della mucosa gastrica e duodenale con conseguenti emorragie e ulcere, avrebbe indotto a un numero significativo di cancri al pancreas.

Ovviamente la ricerca, lontana dall'essere confermata dagli organi sanitari, ha riguardato solo persone che ne hanno fatto largo uso, tuttavia bisogna fare presente che la pubblicità verso questo medicamento è stata fatta su larga scala, le donne la prendono spesso contro i dolori mestruali ed è nato addirittura un detto che afferma: “Se vuoi vivere 100 anni, prendi 4 aspirine due volte alla settimana”.

Ma allora se queste medicine possono essere pericolose, spesso per stessa ammissione delle case farmaceutiche, come mai non vengono fatti degli studi accurati? Perché non vengono testate sempre correttamente?
Secondo la legge (27.01.92, n. 116) una molecola deve essere obbligatoriamente testata sugli animali per individuare la sua tossicità.

A questo punto vi risparmieremo di raccontare per filo e per segno le vere e proprie stragi che vengono perpetrate a danno degli animali: possiamo solo dirvi che, secondo le nostre fonti, il 50% (principalmente cani, gatti, cavalli e maiali) muoiono.

Dopo avere testato la tossicità si valutano altri parametri di sicurezza del prodotto chimico, ma valutare l'azione di un farmaco a lunga distanza e in modo corretto è quasi impossibile, i dati che vi abbiamo elencato lo dimostrano.

Ma i poveri animali non sono le uniche vittime di esperimenti medici: per trovare delle cure adatte e osservare il corso delle malattie più di una volta si è ricorsi agli stessi esseri umani! Non ci sono dati precisi a riguardo, vi basti sapere che siamo venuti a conoscenza perfino di laureandi in medicina che per pagarsi gli studi donano il corpo alla “scienza” (le virgolette sono d'obbligo). Inizialmente potrebbe sembrare incredibile, ma di casi ce ne sono a iosa, vi basti pensare che Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti, ha ammesso che dal 1932 sono stati condotti esperimenti su 399 uomini di colore tutti ammalati di sifilide. A questi venivano dati un placebo e delle vitamine, ma non penicillina: i sedicenti ricercatori potevano così osservare l'evoluzione naturale dell'infezione, altre fonti (meno accreditate) sostengono che lo stesso batterio “treponema pallidum” sia stato iniettato a queste persone.

Quaranta di loro trasmisero la malattia alle mogli, solo 10 rimasero in vita e poterono ottenere un indennizzo su intervento dello stesso Senato.

Se volete altri esempi di medicine pericolose non farete molta fatica a trovarne: per chiudere “in bellezza” (anche se forse avremmo dovuto dire “in malattia”) vi citiamo il Prozac, il Luvox, lo Zoloft e il Paxil, usati per la depressione.

Questi farmaci devono essere presi con molta cautela, infatti, secondo il libro “Prozac and other Psychiatric Drugs” di Lewis A. Opler, possono condurre ad allucinazioni, isteria, reazioni paranoiche e a pensieri suicidi. Dicevamo che la medicina occidentale non tiene conto di molti aspetti, primo fra tutti la situazione nervosa e la psicologia dell'ammalato.

Il funzionamento del sistema nervoso non è rappresentato soltanto da quello centrale o periferico, simpatico e parasimpatico: esso è pure l'indicatore dello stato psicofisico. La medicina ufficiale non ha un indicatore che rilevi il funzionamento di tale sistema, quindi nemmeno un'analisi correlata con singoli gruppi di malattie in rapporto ad esso, il problema si complica perché nell'arco di una giornata le reazioni nervose oscillano continuamente.

Una persona che si è allontanata dalla medicina occidentale è stato il dottor Hamer: secondo la sua ricerca ogni malattia è causata da un trauma emotivo che coglie impreparati (DHS), in poche parole si somatizzerebbe, in modo inconscio, un fatto sgradevole della propria vita. Questo medico non ha detto nulla di eccezionale, ha solo teorizzato il luogo comune secondo il quale i pensieri tristi e negativi fanno ammalare, la cosa che comunque non si sa è che è stato vittima di campagne mediatiche calunniatrici, di tentativi di internamento psichiatrico forzato e addirittura, si dice, di tentati omicidi.

Il caso ricorda, anche se da lontano, quello del professor Di Bella, il quale si era proclamato scopritore di un nuovo metodo di cura per il cancro, salvo essere zittito poco dopo dagli organi sanitari e quindi anche dai media.

Sembra che chi si metta contro la medicina, o almeno chi voglia cambiare un po' di concetti retrogradi, venga internato o fermato legalmente, sotto questo punto di vista le nostre aspettative verso qualsiasi tipo di guarigione non possono essere molto rosee.
E i medici che fanno?

Spesso si è sentito parlare di casta, di grand'uomini facenti parte di una società loro, distaccati dal resto delle persone e innalzati a un livello maggiore, un livello così alto che a volte si montano la testa: decine di medici sono infatti stati indagati in tutta Italia per avere prescritto medicine sotto cospicui versamenti di case farmaceutiche, ma altri hanno compiuto e compiono ogni giorno il loro dovere rispettando il giuramento di Ippocrate, perché l'arte medica non è divina, ma umana; il posto del medico non è nel tempio, ma accanto al malato.

Il che significa che un buon medico dovrebbe dare qualche cosa in più rispetto alla consueta professionalità.

Un paziente che sa di essere seguito con attenzione, con “amore”, più facilmente guarisce.

Davide Ronca

Fonte: http://www.topsecret.naturalia.net/medicina/default.php?IDArticolo=16&Pag=1

Medicina e farmaci: vivere di più o vivere di meno? Quando la nostra salute è in pericolo. ultima modifica: 2008-04-05T23:10:23+00:00 da Richard
About the Author
Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)