Una nuova teoria per spiegare l'origine, l'evoluzione e la natura della Vita
Erik Andrulis, professore di biologia molecolare e microbiologia, col suo lavoro dal titolo "Teoria dell'Origine, dell'Evoluzione e della Natura della Vita" , sta tentando una nuova strada per spiegare l'evoluzione della vita sulla terra e nell'universo, ma anche la struttura e la funzione delle cellule e delle biosfere. In questo scenario oggetti come pianeti, l'acqua, le proteine e il Dna, sono animati e vivi. La teoria unifica le meccaniche celesti a quelle quantistiche ed è possibile verificarla sperimentalmente. In essa, la realtà fisica può essere modellata da una sola entità geometrica detta gyre, così gli oggetti come particelle, atomi, elementi chimici, molecole e cellule, sono rappresentati dal "gyromodel": pacchetti di energia e materia che passano da stati eccitati e di terra, attorno ad una singolarità, il centro, sempre modellato come gyre, compatibile con la natura termodinamica e frattale della vita. La bambola Russa Matryoshka ne è un esempio. Sulla base di fatti basati sulla storia scientifica, il Dr.Andrulis elenca 8 leggi della natura, eccone un paio:
La legge naturale dell'unità, per la quale la cellula vivente e ogni parte dell'universo visibile è irriducibile, quindi esiste una realtà fisica. Una seconda legge per la quale i reami cosmici e atomici obbediscono alle stesse regole organizzative, ad esempio gli atomi del corpo umano e i sistemi solari si comportano allo stesso modo. Andrulis cerca quindi di rispondere alla mancanza di una teoria interdisciplinare della vita, che spieghi perchè la vita è come è e non in altro modo. Il suo paradigma supporta la teoria di Gaia di James Lovelock, per cui tutti gli organismi e il loro ambiente sono integrati per formare un singolo sistema complesso auto-regolante. Altro dibattito è quello tra Creazionisti ed Evoluzionisti e la teoria di Andrulis risponde cercando di fare chiarezza fra le due posizioni, dimostrando che l'origine e l'evoluzione della vita sono conseguenze delle leggi naturali e delle forze fisiche. Per mettere alla prova la teoria, l'autore ha studiato dei diagrammi di flusso bidirezionali che descrivono e predicono le dinamiche dell'energia e della materia, diagrammi comuni per i chimici, i biochimici e i biologi. Con questo modello il Dr.Andrulis ha predetto con successo e identificato una firma nascosta della biogenesi del RNA nel suo laboratorio alla Case Western Reserve University School of Medicine Ora sta applicando la teoria del gyromodel per unificare e spiegare l'evoluzione e lo sviluppo degli esseri umani.
Questi sono anni d’oro per l’astronomia moderna perché gli scienziati stanno acquisendo tutta una serie di informazioni grazie soprattutto all’enorme flusso di dati che ci arrivano continuamente dagli osservatori terrestri ma soprattutto dai telescopi spaziali. Nonostante ciò gli scienziati sono impegnati a risolvere alcuni quesiti fondamentali che riguardano in parte problemi di natura teorica, cioè la formulazione di teorie che non sembrano essere in grado di spiegare certi fenomeni fisici o alcuni dati osservativi, e in parte di natura sperimentale, ossia la difficoltà di realizzare esperimenti in laboratorio che siano in grado di verificare o smentire un modello oppure di studiare un particolare fenomeno da cui possiamo ottenere informazioni sempre più dettagliate. La relatività generale e la meccanica quantistica costituiscono attualmente le due teorie più complete e più esatte per descrivere rispettivamente da un lato l’Universo su larga scala, cioè quei fenomeni celesti che caratterizzano i pianeti, le stelle, le galassie, gli ammassi di galassie, e dalla’altro il mondo degli atomi e delle particelle elementari. Nonostante ciò, le due teorie sono in contrasto tra loro. Quello della meccanica quantistica è un mondo bizzarro e pieno di stranezze e dove si può solo prevedere la probabilità con cui si verifica un determinato fenomeno fisico. Qui valgono le leggi della casualità perciò tutte le possibilità che accada un evento potranno verificarsi. Quindi, di fronte al fatto che ci sono tante migliaia di possibilità che accada un evento, la teoria quantistica non può dire con certezza quale di essi si verificherà, ma può fornirci solo delle informazioni sull’evento che potrà verificarsi in maniera più probabile. Anche nel mondo a noi familiare, la meccanica quantistica prevede la possibilità che possa accadere quello che noi riteniamo sia impossibile. Ad esempio, esiste la possibilità che le particelle attraversino muri o barriere apparentemente impenetrabili la cui probabilità affinchè l’evento possa accadere è così bassa che occorrerebbe aspettare un tempo infinito.
Einstein dubitò sempre sul fatto che l’Universo si comportasse in maniera casuale e imprevedibile perchè riteneva che esistessero regole ben precise per misurare e prevedere qualsiasi fenomeno fisico. L’idea che si possa calcolare la probabilità che le cose accadano in un modo o nell’altro non persuase certamente lo scienziato. Ma con il passare del tempo, furono proprio i risultati sperimentali che davano torto ad Einstein e ragione alla meccanica quantistica che divenne definitivamente la teoria ufficiale per descrivere il mondo degli atomi e delle particelle subatomiche. Durante gli anni ‘30, la meccanica quantistica svelava i segreti dell’atomo e indagando sulla struttura della materia gli scienziati avevano scoperto altre due forze, la forza nucleare forte, che come un collante tiene unito il nucleo dell’atomo legando i protoni ai neutroni, e la forza nucleare debole, che consente ai neutroni di trasformarsi in protoni, e viceversa, con conseguente emissione di radiazione. Perciò, a livello atomico, la forza di gravità venne oscurata dallo studio delle altre tre forze. Ma come poteva allora integrarsi la gravità nella descrizione quantistica? Nessuno riusciva ad immaginare quale fosse il comportamento della gravità a livello atomico e nessuno era in grado di conciliare la relatività con la meccanica quantistica in un unica descrizione. Per decenni, tutti i tentativi di descrivere la gravità con il linguaggio della meccanica quantistica fallirono miseramente e, dopo la morte di Einstein, nessun scienziato prese seriamente in considerazione il problema di unificare le leggi della fisica. Insomma, la fisica è come divisa in due branche, da un lato la relatività generale che ci permette di descrivere l’Universo macroscopico, dall’altro la meccanica quantistica che ci permette invece di descrivere l’universo microscopico.
E’ un po’ come avere due famiglie che non vanno d’accordo e non si parlano mai pur vivendo nella stessa casa. Sebbene entrambe le teorie descrivono con precisione il dominio in cui esse sono valide, sembra che non sia possibile conciliarle in un’unica teoria che sia in grado di descrivere l’Universo a tutti i livelli. Eppure gli scienziati sono concordi che tutto, dalle particelle subatomiche alle galassie, dovrebbe essere spiegato da un unico principio fisico, descritto da un’unica e semplice equazione che ci permetta di capire come funziona l’Universo in ogni tempo ed in ogni luogo mediante cioè una teoria unica. Oggi, la cosiddetta teoria delle stringhe potrebbe realizzare il sogno di Einstein quale migliore formulazione matematica maggiormente candidata ad essere considerata a tutti gli effetti “la teoria del tutto”. La formulazione di una tale teoria del tutto dovrebbe portarci alla naturale ricerca di quelle che sono state le condizioni, e forse anche le motivazioni, da cui è nato l’Universo come noi lo conosciamo. Essa deve comprendere quasi tutte le scienze che sono generalmente raggruppate in vari campi di studio, dalla cosmologia alla relatività e gravitazione, dall’astrofisica alla fisica delle alte energie. Tuttavia, nell’ambito di queste discipline esistono delle domande ancora aperte a cui gli scienziati stanno continuamente tentando di rispondere attraverso la formulazione di modelli matematici e teorie aiutandosi con l’osservazione profonda del cielo e con la realizzazione di esperimenti di laboratorio sempre più complessi.
Problematiche della cosmologia
Sebbene sia accettato dalla stragrande maggioranza di cosmologi come la teoria ufficiale per descrivere la nascita e l’evoluzione dell’Universo, il modello cosmologico standard, detto anche del Big Bang, presenta alcune lacune. Qual’è l’origine della materia, dell’energia, dello spazio, del tempo e delle forze fondamentali? Qual’è il significato dell’esistenza stessa del nostro Universo? E’ lecito chiedersi cosa c’era prima del Big Bang o si tratta di una domanda assurda? [Capitolo 1]. Le misure effettuate sulla radiazione cosmica di fondo indicano che la temperatura della radiazione fossile èstranamente uniforme in ogni direzione del cielo. Come mai l’Universo appare così omogeneo quando il modello del Big Bang prevede l’esistenza di anisotropie più grandi di quelle osservate? Una possibile risposta a questa domanda deriva dal cosiddetto modello inflazionario che descrive la fase di rapida espansione esponenziale dell’Universo, subito dopo il Big Bang, partendo da un volume di spazio molto piccolo e tale da far sì che tutte le sue parti abbiano avuto il tempo di comunicare tra loro per rendere uniforme la temperatura dello spazio. Ma se il modello è corretto, la domanda è: quali sono i dettagli di questa epoca di super espansione dello spazio? Certamente gli scienziati non hanno ancora delle prove evidenti sull’inflazione e per verificare ciò occorrerà analizzare in maniera estremamente dettagliata la radiazione cosmica di fondo e vedere se ci sono delle tracce lasciate, ad esempio, dalla propagazione di onde gravitazionali che possano essere riconducibili al periodo dell’espansione inflazionaria.
Oggi sappiamo che i dati ottenuti dalla missione del satellite WMAP (Wilkinson Microwave Anisotropy Probe) sulla radiazione cosmica di fondo, che hanno fornito unafotografia dell’Universo neonato quando aveva un’età di circa 400.000 anni dopo il Big Bang, sembrano essere consistenti con il modello dell’espansione inflazionaria. La missione del satellite Planck, attualmente in corso, avrà lo scopo di fornirci una mappa ancora più dettagliata della radiazione cosmica di fondo per spiegare, si spera, alcuni punti ancora oscuri del modello cosmologico standard[Capitolo 2]. I dati ottenuti da WMAP permettono di avere una stima sull’età dell’Universo che è di circa 13,7 miliardi di anni, suggeriscono che le prime stelle si sono formate circa 200 milioni di anni dopo il Big Bang, che il contenuto materia-energia è costituito dal 4% di materia visibile, cioè di materia ordinaria formata dagli atomi e dalle particelle elementari, che il restante 96% è a noi sconosciutoe che lo spazio si espande in maniera accelerata. Dunque, possiamo affermare che non è tutta la materia che brilla a rappresentare l’Universo osservabile dato che il contributo dominante al contenuto materia-energia è dato da due componenti, dette materia scura ed energia scura, che contribuiscono rispettivamente con il 23% circa ed con il 73% circa e di cui ignoriamo profondamente la loro vera origine e natura. Che cos’è dunque la materia scura? E’ forse collegata con la supersimmetria o si tratta di una estensione della gravità? [Capitoli 4, 5 e 6]. Qual’è la causa dell’espansione accelerata dell’Universo?
Come mai oggi la densità di energia della componente energia scura ha lo stesso valore rispetto a quello associato alla densità di materia quando entrambe evolvono nel tempo in maniera completamente diversa? Stiamo forse osservando una coincidenza cosmica? Che cos’è l’energia scura? Si tratta semplicemente della costante cosmologica o di altre forme di energia variabili nel tempo come la quintessenza? Ciò che sappiamo è che una, la materia scura, funge da impalcatura cosmica su cui si aggregano le galassie e gli ammassi di galassie mentre l’altra, l’energia scura, permea tutto lo spazio ed esercita una forza di tipo antigravitazionale creando spazi sempre più vuoti [Capitoli 6 e 9]. Un altro enigma nell’ambito dei problemi cosmologici è relativo all’asimmetria del tempo. Il fatto che esista una differenza nella direzione in cui evolvono i fenomeni fisici, avanti o indietro nel tempo, ci dice qualcosa sulla sua natura? Perché ci ricordiamo il passato e non il futuro? Che relazione ha il tempo con l’entropia del sistema Universo e con la gravità? Come mai l’Universo delle origini è caratterizzato da un valore così basso dell’entropia? [Capitolo 8]. Ma se il Big Bang è stato l’inizio di tutto, quale sarà allora la fine di tutto? L’Universo si espanderà per sempre oppure si fermerà ad un certo punto per invertire l’espansione in un grande e spettacolare collasso gravitazionale? Per tentare di rispondere a queste domande occorre analizzare qual’è il contributo della materia in termini di gravità. In altre parole, è necessario “pesare” l’Universo, calcolare la forza di gravità e confrontarla con il tasso di espansione dello spazio. Se la gravità avrà il sopravvento essa arresterà l’espansione e tutta la materia sarà soggetta ad un collasso gravitazionale (ipotesi del Big Crunch) mentre invece se lo spazio si espanderà alla velocità di fuga l’Universo diventerà sempre più grande e più vuoto (ipotesi del Big Chill). Ma quale delle due ipotesi si verificherà? Leggi l'articolo intero ...
La spiritualità - non la religione – rende felici i bambini
dallo SchwartzReport del 28 luglio 2011 - Traduzione a cura della redazione di coscienza.org - Erica Dellago
Questo studio non è nuovo, ma mi è capitato di rileggerlo cercando altro, e ho ritenuto che fosse importante. Stephan A. Schwartz
Il legame tra spiritualità e felicità è piuttosto ben dimostrato per adolescenti e adulti. Più spiritualità porta più felicità. Ora uno studio ha indagato sui più giovani, ritrovando lo stesso legame nei "tween" [bambini in età pre-adolescenziale, N.d.T.] e nei bambini a metà dell’infanzia. In particolare, lo studio dimostra che i bambini che sentono che la loro vita ha un significato e un valore e che sviluppano relazioni profonde e di qualità – entrambi parametri di spiritualità – sono più felici, secondo i ricercatori. Aspetti personali della spiritualità (senso e valore nella propria vita) e aspetti sociali (qualità e profondità delle relazioni interpersonali) sono entrambi forti segnali predittivi della felicità dei bambini, hanno detto Mark Holder della University of British Columbia in Canada, responsabile dello studio, e i suoi colleghi Ben Coleman e Judi Wallace.
Invece, si è scoperto che le pratiche religiose hanno scarso effetto sulla felicità dei bambini, ha detto Holder. La religione è solo un luogo istituzionalizzato per la pratica o per l’esperienza della spiritualità, e alcune persone dicono di essere spirituali, ma non molto entusiaste del concetto di Dio. Un’altra ricerca ha dimostrato una correlazione tra i bambini ben regolati e beneducati e la religione, ma ciò non è necessariamente uguale all’essere felici.
La spiritualità vince sul temperamento
Nel tentativo di individuare strategie per aumentare la felicità dei bambini, Holder e i suoi colleghi hanno cercato di capire meglio la natura del rapporto tra spiritualità, religiosità e felicità nei bambini dagli 8 ai 12 anni. Un totale di 320 bambini, provenienti da quattro scuole pubbliche e due scuole di fede, hanno completato sei diversi questionari per valutare la loro felicità, spiritualità, religiosità e temperamento. Anche ai genitori è stato chiesto di valutare felicità e temperamento dei figli.
Il temperamento del bambino è un altro importante segnale della sua felicità. In particolare, i bambini più felici erano quelli più socievoli e meno timidi. Il rapporto tra spiritualità e felicità è rimasto forte, anche quando gli autori hanno esaminato il temperamento. Invece, paradossalmente, le pratiche religiose – compresa la frequentazione della chiesa, pregando e meditando - hanno poco effetto sulla felicità del bambino.
E a seguire ci sono alcune informazioni utili per i genitori. “Dare valore al significato della persona può costituire un fattore fondamentale nel rapporto tra spiritualità e felicità”, hanno affermato i ricercatori. Strategie volte ad aumentare il significato personale nei bambini - come esprimere gentilezza verso gli altri e memorizzare questi atti di gentilezza, nonché gli atti di altruismo e volontariato - può aiutare a rendere i bambini più felici, suggerisce Holder. Questi risultati sono stati pubblicati nella edizione online dell’11 Dicembre del Journal of Happiness Studies.
Maggiori approfondimenti su adolescenti e spiritualità
Recentemente, un altro progetto di ricerca ha aggiunto valore ai legami già noti tra spiritualità e felicità negli adolescenti. Questa ricerca ha messo a confronto adolescenti affetti da IBD - malattia infiammatoria intestinale - con i loro coetanei sani. L'analisi ha mostrato che mentre la spiritualità ha aiutato tutti i ragazzi, è stata particolarmente utile per quelli affetti da IBD (che provoca dolori addominali e altri sintomi sgradevoli, e anche un maggior rischio di difficoltà psico-sociali e problemi di salute mentale; è più grave di e non uguale all’IBS - sindrome colon irritabile o colon spastico). L’esatta causa della IBD non è nota, e non esiste cura.
I ricercatori, Dottor Michael Yi e Dottor Sian Cotton dell'Università di Cincinnati, hanno definito la spiritualità come il proprio senso del significato o scopo nella vita o il proprio senso di connessione al sacro o divino. Ancora una volta, non stavano parlando di religione, chiesa, tempio o moschea. I team guidati da Yi e Cotton hanno raccolto dati sulle caratteristiche socio-demografiche, sullo stato di salute e sulle caratteristiche psicosociali così come sul benessere spirituale di 67 pazienti affetti da IBD e 88 adolescenti sani di età compresa tra 11 e 19 anni. Uno dei più importanti fattori predittivi di una minore qualità complessiva della vita sia per gli adolescenti sani sia per quelli malati era un minor senso di benessere spirituale, ha detto Yi, anche se le caratteristiche personali quali l'autostima, l’andamento familiare e il sostegno sociale erano simili tra i due gruppi.
Minor depressione, maggior benessere
L’analisi di Cotton sugli stessi 155 adolescenti ha scoperto che livelli più elevati di benessere spirituale erano associati a minor sintomi depressivi e a un maggiore benessere emotivo. “Tuttavia, anche se sia gli adolescenti sani sia quelli affetti da IBD presentavano livelli relativamente elevati di benessere spirituale, la correlazione positiva tra benessere spirituale e salute mentale era più forte negli adolescenti con IBD rispetto ai loro coetanei sani”, ha detto Cotton, sottolineando che questo indica che il benessere spirituale può giocare un ruolo diverso per gli adolescenti con malattie croniche in termini di impatto sulla loro salute o aiuto a far fronte alla situazione.
I risultati sono dettagliati nelle recenti versioni online del Journal of Pediatrics e del Journal of Adolescent Health. La ricerca di Yi e Cotton è stata finanziata dal premio sviluppo carriera del National Institute for Child Health and Human Development (Istituto Nazionale per la Salute del Bambino e lo Sviluppo Umano), parte del National Institutes of Health.
La NASA l'ha definita la più spettacolare tempesta solare dal 2005. Ma siamo nella fase discendente del 23° ciclo e chi ipotizza che il culmine del prossimo sia nel dicembre 2012 resterà tristemente deluso.
di Alessandro Bemporad
Il Sole si sta lentamente risvegliando dal sonno profondo in cui era caduto circa 3 anni fa. Superata la fase di minimo dell’attività solare, avvenuta attorno alla fine del 2008, l’anno appena trascorso ha visto una rapida ripresa dei brillamenti solari e delle tempeste solari ad essi associati. La vita sulla Terra è protetta dalla presenza del campo magnetico terrestre, la magnetosfera, che deflette le particelle ad alta energia provenienti dal Sole, ma gli effetti di una tempesta solare possono comunque farsi sentire, per esempio danneggiando i satelliti per le telecomunicazioni o inducendo correnti sugli elettrodotti che possono provocare black-out anche di intere regioni. Proprio alcuni giorni fa, il 19 gennaio, una regione attiva sul Sole ha scatenato due esplosioni in rapida successione, che hanno inviato due nubi di plasma dirette verso la Terra. L’onda d’urto associata all’evento ha raggiunto la Terra circa 3 giorni dopo, ma le due nubi in realtà hanno preso la Terra “di striscio”, per così dire, quindi la tempesta geomagnetica associata è stata relativamente debole. Un evento diretto più verso Terra si è verificato poi il 23 gennaio, seguito da un bombardamento di particelle ad alta energia che dal 24 stanno colpendo la magnetosfera terrestre provocando un’altra tempesta geomagnetica di debole intensità e soprattutto spettacolari aurore polari.
Sappiamo che il Sole è in grado di provocare tempeste solari di intensità ben maggiori di queste. Ma cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro? Difficile da dirsi, perché la ripresa dell’attività solare segue un andamento veramente molto irregolare. Gli ultimi anni hanno chiaramente dimostrato che le nostre conoscenze attuali sul ciclo solare non sono sufficienti per permetterci di prevedere in modo attendibile l’evoluzione dei prossimi anni. Nel 2007 infatti, ossia ancora nella fase discendente del precedente ciclo solare (il n°23), il NOAA (National Oceanic & Atmospheric Administration) prevedeva che il massimo del ciclo successivo (il n°24) sarebbe stato di intensità superiore alla media e che si sarebbe verificato attorno al dicembre del 2012. Da qui l’allarme lanciato dai media di tutto il mondo per una possibile “super-tempesta solare” che avrebbe causato chissà quali catastrofi, per l’appunto in accordo con chi crede nella famosa predizione dei Maya della fine del mondo nel dicembre del 2012. Ma il sole ha dimostrato di non essere molto interessato alle predizioni dei Maya: la fase di discesa del ciclo 23 è durata infatti molto più del previsto, e di conseguenza le previsioni fornite dal NOAA, basate sui dati raccolti ogni giorno, hanno dovuto “riadattarsi”, spostando sempre più in là nel tempo la data in cui si prevedeva il massimo del ciclo 24. Il risultato? Secondo le previsioni più recenti non solo il prossimo massimo del ciclo solare si verificherà non prima del febbraio del 2013, ma probabilmente sarà anche il massimo meno intenso degli ultimi 80 anni! Con buona pace dei catastrofisti del 2012.