L’acqua più antica del mondo

Segnalata da prixi

Una sacca d’acqua nelle viscere delle terre canadesi, custodita per oltre due miliardi e mezzo di anni a una profondità di 2,4 chilometri. È la scoperta di un team di ricercatori anglo-canadesi, che hanno ritrovato in Ontario quella che potrebbe essere l’acqua più antica del mondo.

BRODO PRIMORDIALE? - La scoperta è stata riportata dalla prestigiosa rivista scientifica Nature: l’ipotesi degli scienziati è che in quest’acqua incontaminata da miliardi di anni possano trovarsi tracce delle sostanze che hanno permesso lo sviluppo della vita sul nostro pianeta: una sorta di “brodo primordiale” incontaminato che potrebbe anche risolvere l’enigma della vita su Marte.

QUANDO È COMPARSA LA VITA SULLA TERRA? - Secondo le prime ipotesi sviluppate dai ricercatori, questa scoperta potrebbe anche dimostrare che la vita sulla Terra sia comparsa prima di quanto supposto finora e il prezioso liquido rivelerebbe anche le capacità di sopravvivenza di alcuni microbi anche in assenza della luce e del calore forniti dal Sole, fornendo un’affascinante fotografia del nostro pianeta quando era ancora relativamente giovane.

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da Richard ven 17 mag 2013, 17:32 - Stampa veloce crea pdf di questa news




 Che cos'è il neodarwinismo?

Il Giornale OnlineCosa rimane oggi della teoria dell'evoluzione elaborata da Darwin nel 1859? Quali sono le attuali prospettive di ricerca sull'evoluzione della specie?

Pietro Buffa


Da quando Charles Darwin (1809-1882) propose nel 1859 la sua ormai storica teoria sull'evoluzione delle specie per selezione naturale (1), essa cominciò sempre più ad influenzare il pensiero umano mettendo le basi ad una possibile visione alternativa a quella in vigore, che vedeva l'uomo come l'ultimo atto di un processo di creazione divina. La teoria fu elaborata dopo cinque anni di studi sui fossili ed una attenta osservazione delle specie viventi negli incontaminati habitat naturali della pampa argentina e delle isole Galapagos. Darwin riuscì ad estrarre in quegli anni una gigantesca mole di dati che lo portarono ad affermare come persino l'uomo moderno (Homo sapiens), al pari di tutte le altre specie viventi, doveva essere considerato come un prodotto dell'evoluzione. Il successivo ritrovamento dei resti fossili dell'uomo pleistocenico di Neanderthal (1856), a pochi anni dalla pubblicazione della sua teoria, gli dette ulteriore conferma.

Per la chiesa, le nuove scoperte furono inaccettabili, subito viste come una minaccia a tutte quelle elaborazioni teologiche basate sul libro della genesi, secondo il quale, tutta l’umanità discenderebbe da una sola coppia di esseri umani già moderni, fatti ad immagine e somiglianza di un Dio creatore che, infondendo in loro un "alito di vita", li rese e ci rese differenti da ogni altra specie vivente. Darwin spodestava l'uomo dal suo piedistallo e, nonostante i forti attacchi e le numerose critiche alla sua teoria, il velato odore di una scoperta rivoluzionaria era ormai nell'aria, pronta a mettere l’uomo sulle razionali tracce della sua identità biologica, come mai prima di allora.

Continue verifiche ed indagini scientifiche sempre più rigorose, hanno negli anni aiutato il darwinismo classico ad evolversi ed a superare molteplici contrasti che affliggevano specifici punti della famosa teoria. Il supporto di aree di studio come: la genomica, la biologia molecolare, la bioinformatica, la paleoantropologia, hanno ancora oggi un ruolo determinante nell’arricchire l’evoluzionismo di nuove conoscenze, spingendo gli studiosi del settore verso nuove direzioni (2, 3). La teoria di Darwin ha quindi lentamente lasciato il posto ad un programma di ricerca multidisciplinare, generalmente noto con il nome di neodarwinismo, con lo scopo di allargare la visione del problema, dargli l’ufficialità che merita e rivestirlo di una ormai necessaria base matematico-predittiva (4, 5).

Oggi non disponiamo ancora di una teoria matematica generale che "catturi" l’essenza dei processi evolutivi della vita, ma diversi ed interessanti modelli matematici e computazionali stanno finalmente cominciando ad irrompere su riviste internazionali del settore, come spiega Gregory Chaitin nel suo recente libro “Darwin alla prova” (6). Il neodarwinismo è dunque oggi, la teoria bio-evoluzionistica più accreditata dalla scienza accademica internazionale ma, anche se, molti passi in avanti sono stati fatti nella comprensione del fenomeno, esiste ancora una forte opposizione ad esso da parte di alcuni ambiti, primo tra tutti quello religioso. Le gerarchie della chiesa cattolica hanno nel tempo ridefinito la loro posizione sui processi evolutivi della vita, accostando gli insegnamenti teologici alle più recenti scoperte scientifiche, nel tentativo di arricchire la conoscenza dell'uomo, senza dover per forza mettere in dubbio l'esistenza di Dio, tema più volte affrontato da papa Benedetto XVI (7).
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da Richard ven 17 mag 2013, 12:16 - Stampa veloce crea pdf di questa news




 Kepler, abbiamo un problema


L’annuncio è di queste ore: la sonda è entrata in safe mode a causa di ripetuti errori nel controllo d’assetto. Il motivo pare essere il malfunzionamento di una delle ruote di reazione. A serio rischio il futuro della missione.

di Marco Malaspina


Alla NASA se ne sono accorti martedì, durante il controllo di routine bisettimanale: la sonda spaziale Kepler, dal 2009 protagonista assoluta nella scoperta di nuovi pianeti extrasolari, era entrata di nuovo in modalità provvisoria, con la linea di comunicazione che andava e veniva. Il problema non è nuovo, era accaduto già a inizio mese. Sulla causa, invece, ci sono ancora incertezze, ma tutto sembra indicare che a far scattare in modo automatico lo stato di emergenza sia un errore nel sistema di assetto. I successivi tentativi di rimettere in moto il sistema hanno messo in luce quello che potrebbe essere il motivo alla base di tutto il malfunzionamento: la rottura di una ruota di reazione (una di quelle ruote massicce, dotate di elevato momento d’inerzia, utilizzate per il controllo dell’assetto del satellite). All’invio della sequenza di comandi che impongono uno stop al movimento di rotazione, solo due delle tre ruote di reazione in servizio hanno risposto correttamente. La ruota numero 4 ha invece continuato a girare per i fatti suoi.

Per controllare in modo accurato il puntamento del satellite, sono necessarie tre ruote di reazione. Kepler ne ha a bordo quattro, ma una era già andata fuori uso l’anno scorso. Ora, se fosse confermato questo secondo guasto (e l’Anomaly Review Board del team di Kepler pare avere pochi dubbi al riguardo), il futuro della missione ne uscirebbe seriamente pregiudicato. Con una seconda ruota di reazione fuori uso, si legge infatti nel comunicato NASA, è improbabile che la sonda spaziale sia in grado di tornare a raggiungere il livello di precisione nel puntamento necessario per la fotometria ad alta precisione. In attesa di escogitare una soluzione, per esempio tentando di rimettere in moto la ruota di reazione andata fuori servizio l’anno passato, il satellite verrà posto in modalità di riposo (Point Rest State): uno stato che gli dovrebbe consentire consumi di carburante ridotti al minimo, così da poter sopravvivere ancora per anni.

(INAF)
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da Richard gio 16 mag 2013, 17:55 - Stampa veloce crea pdf di questa news




 A Lancaster cambia il mondo

Il Giornale OnlineDa piccoli semi posti nella terra nascono alberi giganteschi; allo stesso modo spesso nei luoghi più sconosciuti hanno luogo eventi in grado di cambiare il mondo.

di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)


Lancaster è un sobborgo a poche decine di miglia a nordest di Los Angeles, fino a ieri del tutto sconosciuto alla maggior parte degli americani.

Eppure martedì 28 marzo in questa sorta di comunità-dormitorio sperduta nel deserto è avvenuto qualcosa che potrebbe cambiare radicalmente il volto del mondo così come oggi lo conosciamo. Tutto grazie alla tenacia di una persona, il sindaco Rex Parris, repubblicano, che ha deciso di far diventare Lancaster la ‘capitale mondiale dell’energia solare’.

“Vogliamo essere la prima città al mondo che produce più energia solare di quanta ne consuma”[1].

E per conseguire questo risultato ha fatto qualcosa che sembrerebbe assolutamente contrario allo spirito dei Republican il cui motto è ‘meno istituzioni, più privato’; ha fatto passare una legge secondo la quale tutte le nuove case che verranno costruite in città dovranno essere dotate di pannelli solari. Lancaster non è propriamente un covo di ambientalisti eppure questa legge è passata a grande maggioranza. Parris ha affermato con orgoglio: "Deve servire come modello. Qui ci troviamo in una zona estremamente conservatrice, eppure non c’è stata quasi nessuna resistenza". Così il consiglio comunale di Lancaster ha approvato un regolamento – il primo in tutti gli Stati Uniti – secondo il quale le nuove case devono produrre energia solare.


A onor del vero bisogna dire che Lancaster non è l'unica città della California a fare delle energie rinnovabili una priorità: lo Stato è all’avanguardia negli USA per progetti solari e per numero di megawatt da energie rinnovabili installati, così come per costo medio per watt di energia solare. Il nuovo regolamento approvato dalla municipalità prevede che per ogni nuovo permesso di costruzione rilasciato dopo il 1 gennaio 2014, i costruttori devono prevedere un minimo di kilowatt di energia solare prodotta per ogni casa ed esattamente tra 1/1,5 Kw per ogni 650 mq. di terreno.

Il Giornale OnlineGli acquirenti delle abitazioni potranno scegliere il sistema solare che preferiscono nel modello di casa proposto dal costruttore. La legge comunque non significa necessariamente che un progetto non può andare avanti se il costruttore non vuole installare pannelli solari: si può in alternativa scegliere di soddisfare il requisito di produrre energia solare anche fornendo la prova di acquisto di energia solare da un altro impianto solare situato all'interno dell’area metropolitana.

Stesso discorso vale, a maggior ragione, per gli edifici pubblici, scuole, parcheggi, tutti adeguatamente coperti da pannelli solari; la municipalità ha acquistato oltre 32.000 pannelli installandoli su 25 scuole e generando 7,5 megawatt di potenza, vendendo l’energia alle scuole ad un buon 35% in meno del costo di mercato. Parris vuole richiamare con questa regola anche l’attenzione su come il cambiamento climatico sia un problema urgente che i suoi colleghi repubblicani farebbero bene a riconoscere.

"L'unica cosa che dobbiamo fare è riconoscere quanto sia grave la situazione del riscaldamento globale, - ha detto Parris - ma riconoscere anche che possiamo risolvere il problema. Abbiamo enormi capacità se solo abbiamo il coraggio di metterci al lavoro."

Prosegue Parris:
"Il partito repubblicano è oggi in imbarazzo perché i sondaggi indicano che la base elettorale è a favore della protezione dell'ambiente. È il vertice che non lo è. Sarei un idiota se ignorassi il riscaldamento globale. Sarò pure un repubblicano, ma non sono un idiota"[2].

E se nel Belpaese, che certo non manca di sole - ma purtroppo neppure di idioti - qualcuno si accorgesse di quello che succede a Lancaster?


[1]

[2]

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da Richard gio 16 mag 2013, 12:28 - Stampa veloce crea pdf di questa news




 Salute, allarme dagli States: rilevati metalli pesanti nei rossetti e nei lucidalabbra

Il Giornale Onlinedi Renato Sansone

Secondo quanto riporta uno studio della School of Public Health dell’Università della California, che ha estato trentadue rossetti e lip gloss che si trovano comunemente nelle profumerie e nei grandi magazzini degli States, i prodotti in commercio potrebbero contenere livelli preoccupanti di metalli tossici. I risultati hanno delineato uno scenario preoccupante: i prodotti contengono numerose sostanze nocive, dal piombo al cadmio, dal cromo all’alluminio fino ad altri metalli, alcuni dei quali a livelli che potrebbero essere dannosi per la salute. Lo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, evidenzia il rischio di assorbimento o ingestione accidentale attraverso le labbra di questi materiali contenuti nei rossetti e nei lucidalabbra. I ricercatori hanno quantificato l’uso medio quotidiano dei rossetti tra le donne che corrisponderebbe all’ingestione giornaliera di 24 milligrammi di lipstick al giorno. Per le donne che riapplicano il prodotto più volte al giorno la soglia si alza ad 87 milligrammi. Il ricorso a questi prodotti, ammoniscono gli autori dell’indagine, potrebbe sottoporre le donne ad una eccessiva esposizione al cromo – sostanza cancerogena legata ai tumori allo stomaco – all’alluminio, al cadmio e al manganese.

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da Richard mer 15 mag 2013, 14:03 - Stampa veloce crea pdf di questa news




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