Spaziotempo e spirito: due volti di un’unica realtà?

Il Giornale OnlineQuante volte durante le nostre giornate facciamo uso della parola “spazio”. Questo è uno dei termini lessicali che si utilizzano con maggiore frequenza.
Facciamo un pò di spazio per gli ospiti, non c’è spazio per la nuova scrivania, quanto spazio è rimasto qui accanto, se ti sposti e mi fai spazio ci stò anch’io, ci vorrebbero gli spazi adeguati, quanto spazio verde intorno a me.
Tutti usano la parola spazio e ne conoscono bene il significato, ma non tutti capiscono esattamente cosa davvero si celi dietro la sua semplice maniera di essere.


Queste le frasi iniziali del capitolo relativo allo spazio in un saggio di Giovanni Ravani: astrofisico e filosofo che ama espandere la propria ricerca oltre lo studio di spazio e materia entrando sovente nel campo dello spirito. Scienza e spirito: due discipline spesso ed erroneamente ritenute incompatibili, sembrano oggi più che mai trovare un punto di approdo comune nelle scoperte della fisica subatomica e negli esperimenti della quantistica. Sulla base delle ricerche di Giovanni Ravani è oggi possibile dedurre l’esistenza di realtà riprodotte di fatto in un ambiente in continua evoluzione, chiamato spaziotempo, dove gli eventi del passato del presente e del futuro sono conservati in specifiche posizioni del medesimo. Diventa illogico allora, immaginare lo spazio così come i nostri sensi lo percepiscono.

Quanto rivelato dalla sensibilità umana non sarebbe altro che una piccolissima manifestazione dello spaziotempo totale, e il fatto che sia recepito fermo e statico non è altro che una risultante della quantizzazione-razionalizzazione operata a livello sensoriale dall’organismo vivente, che è anche in grado di cogliere una e una sola piccolissima particella di vissuto e quindi collocarla nella propria memoria a creare un’immagine statica ma limitativa. Lo spaziotempo, alla luce delle ricerche di Ravani, è dinamico e può essere percepito nella sua interezza solo da un ente infinito che sia anche suo artefice e che risiede in una sostanza differente dal medesimo. Questa entità superiore, denominata “Dio” (anche se ciò comporta un errore, in quanto ciò che è illimitato non dovrebbe per sua natura avere alcuna definizione di sorta), risiede nel mondo spirituale e non ha nulla a che fare con la materia, pur avendone creata la possibilità di illusione. Volendo tornare alla razionalizzazione operata dall’uomo, nel racconto biblico (Esodo 3,14) fra le rocce del deserto del Sinai, il Creatore rispondendo alla domanda di Mosè di rivelarsi per nome, usa le parole: “ Io sono colui che sono!” Quindi Dio non dà un nome alla propria identità ma preferisce esprimerla in maniera concettuale. Differenti da Dio sono le anime, esse abitano l’illusione dello spaziotempo, sono incarnate in corpi e appartengono a questo genere di natura illusoria e “definita” ma costituite dal creatore in ispirito e pertanto fatte a sua immagine e somiglianza. Nella commischianza di anima e corpo si realizza l’essere umano come entità spirituale risiedente nello spaziotempo.

Sempre secondo Ravani, il mondo materiale non sarebbe altro che la realtà spirituale riflessa in uno sfondo dualistico puramente illusorio, e a sostegno di queste tesi nel suo libro rilascia molte evidenze, anche scientifiche oltrechè filosofiche, a dimostrazione che la realtà dualistica spazio-temporale in verità non sussiste. Il libro fotografa la spiritualità, ritenuta vera ed unica realtà, partendo da un quadro di posizioni differenti, prese in scienza, teologia, psiche ed ambiente naturale, generando così un’ìmmagine che se non analizzata si immaginerebbe frammentaria e disgiunta e che invece risulta di fatto straordinariamente unitaria e armonica e nondimeno mutuabile per un punto di partenza verso affascinanti ipotesi. Nel complesso il libro di Giovanni Ravani, intitolato: “La Terza Persona”, edito da “Armando Editore” è un’opera piuttosto singolare. Nel suo genere un corposo assunto di logica insolitamente imbevuto di emozione. La sensibilità dell’autore verso il dibattito esistenzialista lo ha portato a corredare il testo con venticinque poesie autografe, autentici “fiori all’occhiello” di questo splendido lavoro.



da pasgal sab 23 giu 2012, 18:30 Stampa veloce crea pdf di questa news