David Wilcock: il Risveglio dell'Errante, Capitolo 7 - "Se il diavolo non può catturarti diversamente, ti manda una donna"

Il Giornale OnlineLa prima ragazza

La nostra storia continua negli anni del college. Dopo una vita da adolescente, sono arrivato a 21 anni e a due anni di completo recupero, ma non avevo ancora avuto una fidanzata. Ero stato con due donne nel primo anno di college e da quelle esperienze mi sono sentito molto male per le situazioni in cui mi ero fatto coinvolgere, quindi avevo deciso di evitare altre relazioni. A parte questo, una regola standard del processo di dipendenza/recupero era attendere un anno prima di avere esperienze romantiche, potevo mentire a me stesso e dire che tutto andava bene, ma in realtà questo senso di separazione e alienazione dalla società cominciava da avere un reale effetto su di me. Non ero felice di essere "rimasto fuori" da qualcosa che quasi tutti i miei coetanei avevano vissuto ad un certo momento. Tutto questo stava per cambiare.
Avevo incontrato un altro buon amico, Eric, nei suoi primi anni di college. Eric era un ragazzo interessante, passato da un background punk-rock al corrente stato di Chitarrista Classico e storico musicale (Eric ha continuato fino a prendere un MA in Library Science e infine abbiamo abitato assieme prima che mi trasferissi a Virginia Beach).

Sembravamo avere molto in comune e abbiamo passato molto tempo assieme. Dopo un anno a Bouton Hall di SUNY-New Paltz, la nostra amicizia ha continuato a svilupparsi. A questo punto la mia vita era totalmente diversa, il mio passato con la marijuana era Storia Antica. La mia vita era cambiata enormemente dopo aver saputo da Ray dell'informazione sugli UFO e vedevo il mio passato come Era Oscura. Questi due periodi della mia vita erano totalmente scollegati per me, ora stavo vivendo l'Era dell'Illuminazione a confronto, la mia mente si stava espandendo in modo che non avrei mai immaginato. In particolare alcuni libri avevano allargato la mia coscienza e il favorito era "Our Ancestors Came from Outer Space" di Maurice Chatelain, l'avevo preso dalla libreria così tante volte che il mio nome era finito su un lato della carta al suo interno. Avevo permesso l'accesso alla mia coscienza di una visione molto più ampia della realtà ed ero cambiato molto, cercavo di essere il più aperto possibile, senza però credere a tutto ciò che leggevo. Sembravo in grado di separare il grano dal loglio, mi bastava sentire il libro nelle mie mani prima di comprarlo, se percepivo una sensazione elettrica allora pensavo che avrei dovuto leggerlo.

Avevo vissuto anche un'esperienza negativa, dopo due ravvicinati cambi di stanza, sono finito con un compagno che faticava moltissimo a condividere gli spazi ed eravamo quasi sempre in guerra, una lezione che mi è servita personalmente. Questa guerra mi ha stimolato allo studio della religione e ho consultato la Bhagavad-Gita e il Dhammapada o il Libro di Buddha della Rettitudine, "A Flash of Lightning in the Dark of Night" del Dalai Lama e la versione di Wilhelm / Baynes dell'I Ching.
Come risultato della mia esperienza, aumentava il mio apprezzamento per la letteratura spirituale che avevo a disposizione e anche per i libri sulla metafisica e gli UFO. (Dopo l'informazione sugli ufo dal professore che aveva lavorato alla NASA, avevo iniziato a documentare ogni mia particolare esperienza di quel periodo). A questo punto ero cresciuto e l'amicizia con Eric era progredita, lui aveva visto i miei cambiamenti e diceva che ero più premuroso verso gli altri. Spesso mi descriveva il fascino che provava per le donne orientali, in particolare le Giapponesi, che anche per me erano carine, ma non così più interessanti delle altre. Non capivo perchè Eric ne fosse così attirato, comunque Eric aveva iniziato a passare molto tempo con le ragazze Giapponesi di Bouton Hall ed erano veramente molto carine! Quindi preso mi sono unito a lui. Una di loro mi piaceva in particolare ed anche a Eric, il suo nome era Yumi (nome non reale) e con un altro amico mio omonimo, abbiamo passato molto tempo con lei. Era incredibilmente attraente e piena di vita e amore, era diventato ovvio che io o Eric avremmo stretto il rapporto con Yumi.

In una conversazione notturna particolarmente interessante, io ed Eric abbiamo giurato che non saremmo stati gelosi l'uno dell'altro. Io pensavo che Eric sarebbe stato il "vincitore" e mi ero preparato all'inevitabile e avevo deciso che sarebbe andata come doveva andare, che non avrei potuto farci molto. Eric aveva usato un approccio lento e metodico con Yumi, ma io avevo una idea diversa, pensavo che dal punto di vista psicologico ed emotivo lei fosse una persona d'azione e così ho agito di conseguenza quando stavo con lei senza Eric e l'altro David, fino ad una notte di studi a Bouton.
Eravamo tutti e tre assieme e cercavo di insegnare l'inglese a Yumi e dopo ore Eric è andato via, ecco cos'ha dett pochi giorni dopo:

"Sapevo che era finita quando sono andato via quella notte, puoi anche non raccontarmi cos'è accaduto"
"Non scherzare", ho risposto, "non sapevo cosa sarebbe successo a quel punto!"
"Semplicemente non facevi attenzione", ha replicato Eric
"Immagino di no".

La lezione di inglese era terminata ore dopo ed ero pronto per andare a dormire, prima di lasciare la stanza (che era privata e aveva la sua specifica chiusura), ho salutato Yumi, ma abbiamo iniziato a stringerci fra le braccia e a baciarci. Era una persona completamente diversa, una piccola ed esotica dea dell'altro lato del mondo e solo 50 anni prima sarebbe stato considerato un taboo, ma proprio in quel momento un'ape rimasta chiusa nella stanza, mi ha punto ed è caduta dal divano per finire sotto il mio piede.

"Mi chiedo come sia arrivata qua", ho chiesto
"Non so.." ha risposto Yumi e abbiamo riso.

("Pensi che abbia capito la metafora, Lucia?" ha chiesto Nonno.
"Non sembrerebbe"..
Avrei capito molto tempo dopo il significato simbolico della puntura. Yumi si sarebbe rivelata l'archetipo della "Donna ragno", non "Madame Butterfly". Avrei sofferto molta manipolazione in quella relazione)

Sono collassato a letto in tarda notte, dopo le 5:00, per poi trovarmi a lezione alle 10:30, ma non risentivo della carenza di sonno. Dopo 21 anni di solitudine mi ritrovavo con una donna attraente ed eccitante, volavo a mezz'aria davanti ai miei amici Eric e Dave allo Student Union Building di New Paltz.

"Come va ragazzi?", ho chiesto tutto preso nel mio piccolo mondo
"Non male", quindi Eric "Hey, ricordi che dovevo dirti qualcosa la scorsa notte?"
"Sì, cos'era?"
"Penso che nessuno di noi si metterà con Yumi"

Ho iniziato a ridere e sparai una frase che tornava sempre nella classe di Psicologia Sperimentale.

"Sì, ma sai cosa? Una teoria dev'essere falsificabile", ho risposto mentre lo stomaco si contorceva per le risate.
"Cosa intendi?", Eric rispondeva in modo teso, aspettandosi la risposta
"La scorsa notte ho falsificato la tua teoria!", ho risposto col sorriso
"No merda", Eric aveva un'espressione stordita
"Non hai ancora sentito quello che avevo da dirti"
"Cosa?", sempre col mio sorriso trionfante
"Non so come dirlo, ma lei ha un ragazzo"
"Oh mio Dio", sentivo il pavimento che scivolava sotto i miei piedi. Come poteva farmi questo, ingannarmi? "Ne sei sicuro?"
"Sì, un giocatore di calcio del Giappone. Si è trasferito di recente in Inghilterra per studiare e sembra che abbiano ancora una relazione a distanza"
"Bene, ora immagino che abbia due relazioni", ho risposto disgustato

Avvinghiato in una tempesta di emozioni turbolente, arroccato precisamente a metà tra estasi trionfante e sconfitta catastrofica, sono entrato nello studio musicale, parte della mia classe di Musica Elettronica. Grazie alla mia esperienza nel fare musica con Jude, sapevo che in uno stato di intensa emotività sei nel momento giusto per creare musica. Feci esattamente questo, composi spontaneamente un pezzo che illustrava la mia contrapposizione tra gioia e disperazione. Rimane ancora uno dei miei pezzi migliori di musica elettronica. Continuando la storia con Yumi, realizzai che la sua storia con l'altro ragazzo era cosa finita. Lei aveva già affrontanto la perdita, ma non voleva completamente ammettere la realtà. Tuttavia, Yumi fissò una scadenza per il 7 Novembre. Se il suo ragazzo non l'avesse chiamata o le avesse mandato un regalo per il compleanno, che era in quel giorno, allora sarebbe ufficialmente finita e io sarei divenuto il "suo ragazzo".
(Senza parlare del fatto che avevamo già fatto molto di quanto avviene tra due persone molto attratte l'una dall'altra)

Arrivò infine il 7 novembre e comprai a Yumi una grande torta gelato e alcuni regali. Nulla dal suo "ragazzo", nè una chiamata o una cartolina. Servirono altre due settimane di silenzio sulla questione, prima di riuscire a rompere il muro di negazione di Yumi e quando finalmente lei lo ammise a sè stessa, pianse a lungo fra le mie braccia. Subito dopo abbiamo consumato il rapporto. Ho ancora il foglio dove Yumi ha scritto una dedica all'evento. Dice, "Caro Dave, Sei il mio ragazzo! Ti darò tutto il mio amore..." La mattina dopo ho fatto un sogno interessante, nel quale con molta difficoltà cercavo di rimontare un piccolo dispositivo elettronico che avevo riparato. La difficoltà nel rimettere a posto le viti era collegata chiaramente alla tensione che avevo sentito la notte prima, per la mia insicurezza. Quel giorno portai fuori Yumi e le comprai un bouquet di 12 rose. In seguito le nostre interazioni sessuali sarebbero divenute più naturali e meno simili ad una procedura chirurgica. Yumi mi chiese perchè avessi una espressione molto seria quella notte, cosa di cui non mi ero reso conto.

I nostri litigi erano divenuti più intensi, mi ero accorto, più dalla mia conoscenza in psicologia, che dalle mie confuse emozioni, che avevamo una "relazione disfunzionale". Ancora non volevo vedere che stava riemergedo lo stesso schema di auto-indulgenza che avevo in passato con la marijuana. Infine ho iniziato a valutare quanti giorni avrei potuto passare senza piangere. Ogni volta che lei cercava di manipolare le mie emozioni, minacciando di lasciarmi o tante altre cose per farmi sentire male, io finivo per piangere. Non ero mai passato da un estremo all'altro come in quel periodo. Trovarmi in quelle tempeste emotive mi spaventava a morte e soprattutto stare con una persona che riusciva così tanto ad alterare il mio stato interiore.
Ho portato a casa Yumi durante la pausa del Ringraziamento. Eravamo impazziti, "lo facevamo" più di due volte al giorno. Quindi anche a scuola nella stanza, tra l'andare e il tornare del mio coinquilino, Artie. Artie sembrava capire e solo una volta abbiamo dovuto discuterne. Diciamo che dovevamo evitare quando c'era lui..!
Lo stress di tutti gli alti e bassi in quella relazione iniziò a crescere troppo per me. Il mio corpo si deteriorava fisicamente per quanto avveniva.
Questo era dovuto anche alla mia scarsa dieta. Avevo letto il libro canalizzato "We, the Arcturians" del Dr.Norma Milanovich e sapevo che gli ET consigliavano una specifica dieta. Non avevo mai dato importanza alla letteratura canalizzata, ma c'era qualcosa in quel libro che per me era stranamente familiare.

Giurando di seguire i consigli degli Arturiani, avevo allontanato carne e latticini, preferendo pasta e latte di soia. Mi sentivo di mangiare in quel modo per soddisfare le Forze Superiori e in effetti il cambiamento è avvenuto. Stavo però ancora mangiando molti zuccheri e grassi. Sarebbe passato molto tempo prima di realizzare la "dieta ET".
I problemi fisici erano anche dovuti dalla mia pratica intensa di batteria jazz, a volte due ore al giorno e questo mi causava dolori alla schiena. Inoltre dormivo su un letto di bassa qualità, che si affossava come un cratere lunare. Dato che a quel tempo dormivo sulla pancia, la mia schiena era compressa tutta la notte, col mio collo inclinato molto a sinistra. Ogni chiropratico vi dirà che questa è la peggior posizione per dormire, la spina dorsale è girata in due posti diversi. Col continuare delle lotte con Yumi, alla fine sono collassato. Era iniziato prima, avevo notato che i muscoli nel lato sinistro della mia schiena erano bloccati. Comunque in generale, con un pò di stretching sono stato meglio, ho cercato di stirarmi la schiena, ma ho sentito un rumore secco e la situazione è peggiorata di molto! Ho cercato di tornare alla mia stanza in Bouton Hall, il dolore era incredibile. La mia schiena era completamente inchiodata, dovevo trascinarmi per avanzare, come un vecchietto.

Il dolore nel cercare di distendermi non l'avevo mai provato prima in tutta la vita. Era confrontabile solo a quello che ho sentito in seguito ad una caduta per strada tempo prima, quando ho sbattuto con la schiena contro il cassone dell'immondizia. Non riuscivo a sedermi sulle dure seggiole scolastiche dopo l'accaduto. Ora, il dolore che provavo era persino superiore, l'incidente sulla strada a confronto era un gioco. Sono collassato a terra nella mia stanza, con la schiena contro il muro e non sapevo cosa fare. Poco dopo è arrivato Artie. Io cercai di agire come se non avessi nulla, ma il dolore era tale che ho dovuto sostenermi grazie alla scrivania.
"Tutto ok?" ha chiesto Artie. Artie era più giovane di me, molto sensibile e premuroso, era anche un piccolo genio e aveva vissuto strane esperienze legate agli UFO.
Aveva anche ricevuto qualche informazione speciale che aveva allargato la mia conoscenza, in merito alla scoperta di un modulo a forma d'uovo grande quanto un pallone, di origine ET, in un fiume molto conosciuto. Il modulo aveva fotografato certi eventi, come un blocco navale nella guerra Americana, dove era stata estesa una catena lungo il fiume per fermare le navi. L'uomo che lo scoprì, non fu in grado di aprirlo ed esternamente non mostrava alcuna apertura o tasto o altro. Lo aveva messo sul suo tavolo in cucina e suo figlio per caso soffiò in un fischietto per cani. L'uovo si aprì improvvisamente con moto a spirale, rivelando il contenuto. Vi trovarono molte immagini di diversi periodi storici, che apparsero come in un Rolodex. Molto emozionato riportò la scoperta ai Federali, che lo sequestrarono senza spiegazioni.

"Sì, bene amico, starò bene", ho risposto. Ho cercato di muovermi a sinistra e il dolore mi ha quasi messo a terra.
"No, non è vero", ha risposto Artie. "Devi andare subito al Centro Sanitario"
"Vai fuori amico, starò bene! Devo solo riposare un poco ok?"

Ho cercato di distendere le braccia per allungarmi, ma il dolore mi riportava contro la scrivania, ho cercato di non piangere, ma era troppo forte. "Aaah!" Ho pianto, portando la mano sulla schiena dolorante. Arti si è arrabbiato, "Dave, hai bisogno di aiuto, proprio ora. Ti porterò al Centro Sanitario".
Con una smorfia di dolore e cercando di non gemere, ho accettato a fatica. Siamo andati al Centro Sanitario dove mi è stato detto che era qualcosa di troppo serio e di andare al pronto soccorso del Vassar Hospital il prima possibile. Avevo capito che sarei finito lì, ma non mi piaceva. Artie non poteva accompagnarmi, quindi sono dovuto restare in camera sul pavimento, finchè qualcuno non mi avesse aiutato. Nel frattempo ho ascoltato "I Suoni dell'India" di Ravi Shankar, per evitare di impazzire e questo dava all'evento un tono religioso, estatico, dato che la consideravo la musica più sacra in mio possesso. Avevo capito che in realtà quello era un momento importante della mia vita. Infine è arrivata Yumi è rimasta scioccata dalle mie condizioni. Senza tanto indugio ha preso David, uno dei tre ragazzi usciti con lei quandi il divertimento era cominciato. Aveva un grande furgone e assieme a me e l'altro David, si è diretta all'ospedale.

L'esame non ha mostrato vertebre spostate e questo mi ha sorpreso molto, pensavo che sicuramente ci fosse qualcosa di fuori posto, ma tutto era normale. Quindi il dottore mi ha dato delle pillole di Flexaril, un rilassante muscolare. Sapevo che la Codeina ha un effetto narcotico sulla coscienza e non mi piaceva. Avevo giurato di non intossicarmi con altre sostanze e avevo mantenuto il giuramento ormai per due anni e mezzo. Sapevo che quelle non erano cure, ma nascondevano solo il dolore, la vera cura era dormire sul pavimento col materasso, come consigliato dal dottore. Ancora meglio se mi fossi sottoposto a dei massaggi da un terapeuta.
Invece mi sono ritrovato come un guscio incoerente d'essere umano, stordito dalla medicina e ancora sofferente. Ho passato giorni sul pavimento, incapace di fare altro se non dormire a causa delle pillole. Potevo sentire le persone che parlavano di me, ma non riuscivo a rispondere. Il mio corpo andava ancora più lentamente della mia mente offuscata, volevo smettere il prima possibile con quelle pillole, che peggioravano solo la situazione. Leggi tutto ...


da Richard sab 05 mag 2012, 18:09 Stampa veloce crea pdf di questa news




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