Non fidatevi delle acque chete


Visione artistica delle due enormi bolle scoperte nel 2010 e dei due getti più collimati scoperti recentemente sempre da Fermi. (Fonte: David A. Aguilar (CfA)


di Vincenzo Zappalà

La nostra galassia sembra un oggetto piuttosto quieto, il cui buco nero centrale sembra dormire sonni tranquilli. Non certo in passato, però. E i segni si vedono ancora.

Conosciamo molto bene le galassie attive, in cui il materiale che cade verso il buco nero centrale manifesta la sua prossima fine con grida disperate, che si traducono in lunghissimi e potentissimi getti di materia che si lanciano nello spazio. La nostra non sembra mostrare niente di tutto ciò. Ma nel suo passato non deve essere stata sempre così tranquilla. Lo hanno già dimostrato le osservazioni del satellite Fermi che hanno individuate tempo fa due bolle enormi di gas. Recentemente Fermi ha visto ancora di più: due getti gamma molto più collimati, inseriti all’interno delle bolle, come rappresentato artisticamente nella figura. Essi sono i segni di un’attività ben più violenta che esisteva forse un milione di anni fa, quando il nostro nucleo galattico era in piena fase di cattura di gas e polvere. I due getti si estendono per circa 27000 anni luce, sopra e sotto il piano galattico. Essi sono sicuramente collegati alle bolle scoperte nel 2010. Tuttavia, mentre le bolle sono perfettamente perpendicolari al piano galattico, i getti formano un angolo di 15 gradi con la direzione delle bolle. Questo angolo potrebbe essere dovuto a uno spostamento del disco di accrescimento che circonda il buco nero supermassiccio. In realtà, il getto si origina a causa della rotazione velocissima del disco che spiraleggia verso il buco nero in stretto collegamento con il campo magnetico dell’oggetto centrale. I getti, quindi, seguono l’asse di rotazione del buco nero che può non coincidere con quello della galassia. Le bolle, invece, sono dovute a una specie di vento di materiale caldo che si propaga dal disco estremamente caldo. Sono, perciò, molto più ampie e non vengono influenzate dall’asse di rotazione del buco nero.

In entrambi i processi, gli elettroni che si muovono a velocità prossime a quella della luce collidono con fotoni a più bassa energia (radio o infrarossi). La collisione aumenta l’energia di questi ultimi trasformandoli in fotoni gamma. L’età del getto non è facile da calcolare. Una prima stima si potrebbe ottenere dividendo la lunghezza di 27000 anni luce per la velocità di espansione (una volta che si sia misurata). Tuttavia, il getto potrebbe rimanere stabile per tempi anche molto lunghi. Sicuramente il nostro buco nero deve avere ingoiato una quantità enorme di materiale per dar luogo a questa vera e propria esplosione di energia. E’ stata necessaria almeno una nube molecolare con una massa superiore a quella di diecimila soli. I cannibali dello spazio mangiano raramente, ma quando lo fanno non seguono diete!

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da Richard mer 30 mag 2012, 08:57 Stampa veloce crea pdf di questa news




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