Il Reale Rischio Congenito di Cancro Prostatico

Il Giornale OnlineIl Segno di Massucco nella Prevenzione Primaria e nella Diagnosi...
di Sergio Stagnaro


L'impiego dell'antigene specifico prostatico (PSA), iniziato circa venti anni or sono, ha creato una piccola rivoluzione, presentandosi come il primo possibile marker circolante veramente efficace nell'identificazione precoce di un carcinoma di elevata incidenza e mortalità come il carcinoma prostatico. Il passo verso l'impiego del PSA quale test di screening (= prevenzione secondaria!) è stato rapido, specie in certi paesi pronti agli entusiasmi e alla scarsa riflessione come gli USA, nonostante le ampie variazioni osservate nello stesso individuo e da soggetto a soggetto da parte di alcuni studiosi (1, 2, 3). Mentre l’American Urological Association e l’American Cancer Society in modo prevedibile raccomandavano lo screening mediante dosaggio di PSA come pratica corrente, in Europa iniziava il più grande studio randomizzato dell'efficacia dello screening (4), rispecchiando il differente atteggiamento statunitense ed europeo: pragmatico, entusiasta, fideistico, il primo, e prudente, riflessivo, cauto, talvolta eccessivamente, il secondo (5). In realtà, il dosaggio del PSA serico è frequentemente usato nei programmi finalizzati alla diagnosi precoce del cancro della prostata, rivelandosi efficace nel riconoscere un crescente numero di tumori prostatici, anche se il suo uso routinario è ancora alquanto problematico a causa della carenza di specificità (PSA elevato nell’adenoma prostatico) e sensibilità (cancri prostatici con valori normali di PSA), motivo di note complicazioni (4).

La moda del PSA, tipicamente americana, canadese e australiana (ma anche in parte europea), ha portato ad un aumento vertiginoso delle diagnosi di carcinoma con un'impennata stupefacente dell'incidenza; ancora una volta il fatto è stato interpretato secondo due spiriti opposti. Negli USA l'aumento delle diagnosi è stato interpretato come indicatore di anticipazione diagnostica, terapia precoce e quindi foriero di una riduzione di mortalità (6). Inevitabilmente seguirono la sovra-diagnosi ed il successivo sovra-trattamento, come accadde per lo screening di altri tumori (cervico-carcinoma, carcinoma mammario e carcinoma colo-rettale), fino a quando ci si rese conto che un elevato isolato livello del PSA dovrebbe essere confermato alcune settimane dopo, prima di procedere con altri test, compresa la biopsia prostatica. Al momento, possiamo affermare che il corrente esteso uso dello screening mediante il PSA è ingiustificato alla luce dei dati di una ormai lunga, personale esperienza clinica con la Semeiotica Biofisica Quantistica, nel recente mio Commento in rete su NEJM:
Recentemente ho scritto un Commento su questo argomento, accettato e pubblicato nel sito del NEJM:
To ascertain PSA in all men, without knowing prostate cancer Inherited Real Risk, is neither scientific nor useful

Scopo di questo breve articolo divulgativo è quello di illustrare ai non addetti ai lavori il ruolo essenziale di questa originale semeiotica fisica nel riconoscere prontamente, a partire dalla nascita, usando un semplice fonendoscopio, il Reale Rischio Congenito di tumore della prostata, ovviamente in individui con Terreno Oncologico, contribuendo ad una razionale selezione di individui da sottoporre ad ulteriori e tempestive indagini (Ecotomografia della prostata, PSA, biopsia prostatica, etc.), condotte in modo razionale, senza creare Terrorismo Psicologico Jatrogenetico, ed intervenendo precocemente nella sua prevenzione primaria.

In breve, la Semeiotica Biofisica Quantistica consente finalmente un razionale impiego ed una corretta interpretazione del PSA. Senza Terreno Oncologico, diagnosticato o escluso in un secondo con il Segno di Rinaldi (16), non può insorgere il cancro. In realtà, esistono (2%) casi insorti in pazienti privi di Terreno Oncologico, ma con indebolimento delle difese immunitarie perché gravemente defedati a causa di altre patologie! Il Reale Rischio Congenito di cancro, incluso quello della prostata, consiste in un rimodellamento microciroclatorio locale, situato dove “potrà” insorgere il tumore in condizioni ambientali sfavorevoli. Esso è caratterizzato da una compromissione del flusso ematico nei microvasi a causa della presenza di dispositivi endoarteriolari di blocco della microcircolazione, congeniti e patologici, assenti cioè nei soggetti normali. Il Segno di Massucco permette al medico di riconoscere rapidamente il tumore della prostata a partire dai suoi primissimi stadi, come il Reale Rischio Congenito (13): il pizzicotto cutaneo di media intensità, applicato alla cute dell’inguine, prima da un lato e successivamente dall’altro, consente di riconoscere il cancro prostatico in modo quantitativo sulla base dei modificati valori parametrici del riflesso prostata-gastrico aspecifico. Leggi tutto ...


da Richard gio 21 giu 2012, 16:40 Stampa veloce crea pdf di questa news




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