L'AVVOCATO HUBBLE E LA PRESUNTA ESPANSIONE DELL’UNIVERSO


Coppia di galassie studiate da Arp, interagenti ma con redshift incompatibili


In ricordo di Halton Christian Arp (21 Marzo 1927 – 28 Dicembere 2013)


di Leonardo Rubino

Signori, diamo il benvenuto a mostri cosmici come l’energia oscura (mai dimostrata), la materia oscura (ormai in rovina) e l’Universo inflazionario (ingiustificabile). E’ come se io, elettronico, costruisco un circuito molto complesso che mi deve generare una tensione di X volt e poi, una volta costruito il circuito, mi accorgo che esso genera invece una tensione Y, del tutto diversa da X; e allora cosa faccio? Aggiungo in serie al mio circuito una batteria, a tensione costante, che fornisce una tensione X-Y=Λ, in modo tale che poi la tensione d’uscita valga Y+(X-Y)=Y+ Λ =X, ed il mio complesso circuito è salvo, dimenticando però che è la batteria che dà il risultato voluto, non il mio complesso (ed inutile) circuito. Io penso invece, molto più plausibilmente, che se la materia mostra attrazione reciproca in forma di gravità, allora siamo in un Universo armonico oscillante in fase di contrazione, che si sta contraendo tutto verso un punto comune che è il centro di massa di tutto l’Universo. Infatti, l’accelerare verso il centro di massa ed il mostrare proprietà attrattive gravitazionali sono due facce della stessa medaglia. Inoltre, tutta la materia intorno a noi mostra di voler collassare: se ho una penna in mano e la lascio, essa cade, dimostrandomi che vuole collassare; poi, la Luna vuole collassare nella Terra, la Terra vuole collassare nel Sole, il Sole nel centro della Via Lattea, la Via Lattea nel centro del suo ammasso e così via, e, dunque, anche tutto l’Universo collassa. No? Ma allora come si spiegherebbe che vediamo la materia lontana, intorno a noi, allontanarsi e non avvicinarsi?

Beh, facile: se tre paracadutisti si lanciano in successione da una certa quota, tutti e tre stanno cadendo verso il centro della Terra, dove poi idealmente si incontreranno, ma il secondo paracadutista, cioè quello che sta in mezzo, se guarda in avanti, vede il primo che si allontana da lui, in quanto ha una velocità maggiore, poiché si è buttato prima, mentre se guarda indietro verso il terzo, vede anche questi allontanarsi, in quanto il secondo, che sta facendo tali rilevamenti, si è lanciato prima del terzo, e dunque ha una velocità maggiore e si allontana dunque pure da lui. Allora, pur convergendo tutti, in accelerazione, verso un punto comune, si vedono tutti allontanarsi reciprocamente. Hubble era un po’ come il secondo paracadutista che fa qui i rilevamenti. Solo che non si accorse dell’esistenza della accelerazione di gravità g (aUniv) come background.

Ricordo, poi, che recenti misurazioni su supernove lontane Ia, utilizzate come candele standard, hanno dimostrato che l’Universo sta effettivamente accelerando, fatto questo che è contro la teoria della nostra presunta attuale espansione post Big Bang, in quanto, dopo che l’effetto di una esplosione è cessato, le schegge proiettate si propagano, sì, in espansione, ma devono farlo ovviamente rallentando, non accelerando. A tale scenario, ogni tanto oppongono l’obiezione secondo cui per due paracadutisti perfettamente paralleli, ossia uno di fianco all’altro, l’allontanamento non ci sarebbe. Beh, questa è una situazione limite che è la classica eccezione che conferma la regola. Nella Legge di Hubble per l’Universo in espansione, invece, le eccezioni manco si contano, come vedremo:

-leggevo che ci sono connessioni tra oggetti di diverso spostamento spettrale; ma è vero?
(in altre parole, vi sono oggetti che sono in qualche modo legati fisicamente, ma che mostrano un diverso spostamento verso il rosso, o, addirittura, uno mostra redshift e l’altro blueshift; ma è vero?)
-ma è vero che non sono le galassie ad allontanarsi le une dalle altre, ma che è lo spazio vuoto ad espandersi?
(le galassie farebbero come l’uvetta in un panettone messo in forno…Incredibile! Ma allora il redshift non avviene per effetto Doppler. Ma allora qual è la velocità della galassia? Ne ha una sua ed una dovuta al vuoto, che la separa dalle altre, che si dilata? Incredibile! E poi, chi ha detto che il vuoto esiste? Del resto, un solo elettrone è sufficiente per colmare tutto l’Universo! Infatti, la probabilità di trovare quell’elettrone a miliardi di anni luce da dove mi aspetto di trovarlo non è nulla; piccolissimissima, ma non nulla. E non contiamo il fatto che all’Università, il redshift continuano a spiegarglielo con la velocità di allontanamento intrinseca della sorgente/del ricevitore; a spiegarglielo, non a spiegarmelo…) Sul calcolo di tale probabilità di trovare l’elettrone, si veda, ad esempio, il mio file al link: (pagine 19-20)

Ancor più sbigottito mi lascia il fatto che si parla di circa 46 miliardi di anni luce di raggio dell’Universo, giustificati dal fatto che gli oggetti più lontani, nella sfera di Hubble di 13,5 miliardi di anni luce, nel mentre, chissà dove si trovano ora…; molto più lontani. E ciò sempre in virtù del ragionamento del panettone e dell’uvetta, se non addirittura di quello del palloncino che si gonfia e che dentro non vi è nulla, se non il tempo (la quarta dimensione) e l’Universo è la superficie del palloncino; secondo me il comandante Kirk di Star Trek chiederà loro i diritti d’autore. Lo spazio è creato dall’allontanamento delle galassie, non il contrario, come si va dicendo. Ma gli oggetti vanno collocati dove appaiono, non dove io penso che a quest’ora siano, anche perché la loro influenza gravitazionale ed elettromagnetica su di noi si propaga e ci raggiunge, notoriamente, alla velocità della luce e, in 13,5 miliardi di anni di età del loro Universo, non può che provenire da 13,5 miliardi di anni luce di distanza.

Sia la relatività che la meccanica quantistica ci insegnano che dobbiamo far riferimento a ciò che l’osservatore constata, non a ciò che l’osservatore immagina; altrimenti, nel Paradosso dei Gemelli, il gemello rimasto a Terra potrebbe legittimamente immaginare che il ritmo cardiaco del gemello in viaggio sia identico al suo, negando la sussistenza della dilatazione del tempo. Infatti, ognuno dei due gemelli misura, su se stesso, lo stesso ritmo cardiaco, ma quando ognuno misura quello dell’altro, a causa dell’effetto Doppler relativistico, otterrà valori diversi.

-ma è vero che la galassia di Andromeda M31 mostra un blueshift e non un redshift?
(ossia ci sta venendo a sbattere contro, invece di allontanarsi) (niente paura, il motivo è che la stessa appartiene al gruppo locale della Via Lattea; questa è la risposta di chi ci vuole tranquillizzare. Una volta, una persona cui comunicai tale comportamento di avvicinamento della M31, mi chiese dubbioso: “Ma allora quanti Big Bang ci sono stati?”)
-ma è vero che nel 1953 la distanza della M31 è stata raddoppiata?
-ma è vero che da quando la Costante di Hubble venne presentata al mondo ad oggi, la stessa è stata ridotta di sette volte? (ossia, da circa 500 km/s/Mpc a circa 75 km/s/Mpc) (il fatto sorprendente è che i valori, negli anni, cambiano in modo impressionante, ma le leggi cui essi sono di supporto restano sempre valide e non vengono minimamente intaccate…) Leggi tutto ...


da Richard mar 07 gen 2014, 10:21 Stampa veloce crea pdf di questa news




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