Maya 2012: un altro ritrovamento sfata la profezia

Il Giornale Onlinedi Fabio Chipino

Un nuovo ritrovamento archeologico riguardante la profezia Maya del 2012 sfata il mito della fine del mondo. I Maya, contrariamente a quanto comunemente si crede, attraverso questi riferimenti ad epoche lontane future cercavano la stabilità. La scoperta, uno dei più significativi geroglifici trovati negli ultimi in decenni, è stato annunciata il 28 giugno 2012 al Palazzo Nazionale in Guatemala. Gli archeologi che lavorano nel sito di La Corona in Guatemala hanno scoperto un testo Maya risalente a 1300 anni fa che fornisce il secondo riferimento noto alla cosiddetta “data finale” del calendario Maya, il 21 dicembre 2012. “Questo testo parla più dell’antica storia politica piuttosto che della profezia”, ​​spiega Marcello A. Canuto, direttore del Middle American Research Institute e co-direttore degli scavi a La Corona. Dal 2008, Barrientos Canuto e Tomás Barrientos della Universidad del Valle de Guatemala hanno diretto gli scavi a La Corona, un sito che era stato sconvolto dai saccheggiatori. “L’anno scorso, ci siamo resi conto che i saccheggiatori di un particolare edificio avevano scartato alcune pietre scolpite perché erano troppo erose da vendere sul mercato nero dell’antiquariato”, ha detto Barrientos, “perciò sapevamo che avevano trovato qualcosa di importante, ma abbiamo anche pensato che poteva essergli sfuggito qualcosa.”

Quello che Canuto e Barrientos hanno trovato è il più lungo testo mai scoperto in Guatemala. Intagliato sui gradini di una scala, registra 200 anni di storia de La Corona, afferma David Stuart, direttore del Centro Mesoamerica presso l’Università del Texas a Austin, che faceva parte di una spedizione del 1997 e che ha esplorato il sito per primo. Mentre decifrava questi nuovi reperti a maggio, Stuart ha riconosciuto il riferimento al 2012 su un blocco della scala che riporta 56 geroglifici finemente scolpiti. Il geroglifico è la raffigurazione di una visita reale a La Corona nel 696 d.C. del sovrano Maya più potente di quel tempo, Yuknoom Yich’aak K’ahk’ di Calakmul, solo pochi mesi dopo la sua sconfitta da parte del rivale Tikal nel 695. “Era un momento di grande agitazione politica nella regione Maya e questo re si sentì obbligato a far riferimento ad un ciclo più ampio di tempo che finiva nel 2012″, spiega Stuart. Dunque la necessità di pensare al 2012 era dovuta a contingenze storiche legate alle vicissitudine di questo re tormentato. “In tempi di crisi, gli antichi Maya hanno usato il loro calendario per promuovere la continuità e la stabilità, piuttosto che prevedere l’apocalisse”, conclude Canuto.

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da Richard ven 06 lug 2012, 10:44 Stampa veloce crea pdf di questa news



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