L'auto elettrica dietro l'angolo

Il Giornale Onlinedi Roberto Rizzo

Dai quattro modelli di Renault-Nissan alla iOn di Peugeot, da Toyota con la prima Prius ibrida plug-in alla 500 elettrica realizzata per il mercato statunitense negli stabilimenti statunitensi di Chrysler. Sono ormai numerose le case automobilistiche di primo piano che investono nello sviluppo di nuovi modelli di auto elettriche, segno che il mondo industriale sta credendo in questa tecnologia. Solo Renault-Nissan ha investito 4 miliardi di euro nel programma zero emissioni, con un’équipe di 2.000 persone ingegneri e tecnici. L'interesse nell'auto elettrica nasce dalla possibilità di potersi svincolare dal petrolio e di consentire l'utilizzo di energie pulite come solare, eolico e idroelettrico anche per la mobilità: in tal caso, le emissioni al km percorso sono praticamente nulle. Se si usano fonti diverse, il discorso ovviamente cambia. In base ai dati di Cives (Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali), se si caricano le batterie di un'auto elettrica con il mix elettrico italiano, costituito per più dell'80% da fonti a basso contenuto di carbonio (gas e rinnovabili), le emissioni sarebbero di circa 80 grammi di CO2 al chilometro, cioè inferiori a quelle della Prius ibrida, che sono circa 90 gr. Anche usando l'energia prodotta dalle centrali a carbone senza le moderne misure di abbattimento delle emissioni, come avviene nell'Europa dell'Est, le emissioni sarebbero sarebbero intorno ai 110 grammi al chilometro, cioè inferiori o almeno confrontabili con quelle auto a combustione più efficienti. Un ulteriore vantaggio è che si tratta di veicoli con una meccanica semplificata rispetto ai tradizionali, per cui il mezzo risulta più silenzioso, è più facile da guidare e la manutenzione è meno complessa.

BATTERIE E SISTEMI DI RICARICA

L'elettrico ha trovato un grosso impulso a partire dallo sviluppo delle batterie agli ioni di Litio, introdotte sul mercato da Sony all'inizio degli anni Novanta e oggi divenute lo standard per i telefoni cellulari e i computer laptop. Si tratta di accumulatori più efficienti di quelli a Piombo acido utilizzate nelle auto elettriche degli anni Ottanta e Novanta e non soffrono dell'effetto memoria, cioè non perdono in capacità se ricaricate quando non completamente scariche. Non ci dovrebbero essere problemi per quanto riguarda la disponibilità del Litio: secondo una recente ricerca della Yale University, le riserve mondiali di questo metallo sono stimate in circa 39 milioni di tonnellate di cui 19 milioni estraibili con sicurezza, mentre da qui alla fine del secolo, anche ipotizzando un grosso sviluppo della mobilità elettrica, la domanda complessiva di Litio non dovrebbe superare i 20 milioni di tonnellate (i Paesi dove si concentra più della metà delle riserve di Litio sono Bolivia, Cile e Stati Uniti). Le ipotesi di partenza degli scienziati americani erano molto conservative e probabilmente i giacimenti più grandi mostreranno dei livelli di sfruttamento maggiori di quanto preventivato. Leggi tutto ...


da Richard mer 18 lug 2012, 15:18 Stampa veloce crea pdf di questa news



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