Teoria della Cogitalità: UNA STORIA PER IL VUOTO

Il Giornale OnlineTratto da "The Black Book: The Book of Life Theory of Cogitality" di Ivomir (traduzione di Littleflower)

Tutto quello che succede nella vita non ci dà molta forza spirituale. Nessuno ci insegna come concentrarci su noi stessi, riconoscere la forza interiore che possediamo. La vita ci mette nelle scarpe della vittima. Qualsiasi cosa succeda, noi non siamo in controllo della nostra vita. Beh, non mi piace questa espressione. In quanto sottintende che al controllo ci sia qualche cosa di esterno a noi: io preferirei restare in contatto con qualche cosa nel profondo di me. Quando si parla di mondo esterno, io sono solo un “IO”; quando considero il mondo interiore, io divento una parte del tutto. Io divento parte dell’infinito. Se un uomo fa un sogno meraviglioso e porta indietro con sè una rosa e poi si sveglia con la rosa in mano, questo significa che il sogno era vero. (Samuel Coleridge). Quando tornai a casa e guardai le cicatrici delle spine sulle mie mani e i piccoli arrossamenti attorno, pensai che fosse accaduto realmente. Io ci sono veramente passato e l’ho sentito. Mi è piaciuto, come se avessi guardato una immagine meravigliosa, e mi sentii completamente felice. A quel punto tutto è cambiato e mi sono trovato in un posto completamente differente. Penso che quello fu il momento in cui entrai nell’universo; io stavo danzando con una costellazione. Mi chiesi, “Perché stò facendo questo ?” E la risposta che arrivò fu, “Perché lo hai sempre cercato. Tutto di te è sempre stato alla ricerca di questo”
C’erano movimenti di colori ed erano parole. Potevo comprendere quello che stavano dicendo quando provavo ad ascoltare. Vieni.

Io stavo cercando la “cogitalità”. Rispose di nuovo: Il pensiero è dentro di te, in ogni tua cellula del corpo. E lo sentivo. Ero completamente aperto; lo stavo assorbendo. I colori stavano ancora parlando con me e non solo potevo sentire quello che vedevo, ma potevo anche sentirlo nelle mie cellule. Quella non era una sensazione ordinaria; era principalmente conoscenza di quello che stava succedendo nelle mie cellule. Cogitalità è dovunque e noi siamo tutti collegati. La cogitalità stava danzando in ciascuna cellula di vita e viceversa. Io cambiai. Non sarò piu’ lo stesso di prima. Cercando di descriverlo, sto sottovalutando l’esperienza. Io non credo che quando qualcuno legge le mie parole, le comprenda e mi capisca completamente. Le emozioni si estendono nell’eternità. Io sono una parte dell’eternità. Anche prima di dire una parola, sento un tale impressionante potere salire dentro di me, che nessuna parola può descrivere. Il turbine di colori mi ricorda immagini di altri mondi. Sono riuscito solo a tenere il mio equilibrio, per ricordare che non dovevo affondare nella danza delle luci, ma mantenere la focalizzazione.

E poi il buio arrivò e nell’altra parte dello spazio, tutto era fermo. Le parole “perché è possibile” uscirono dal nulla e mi riempirono. L’impressionante potere stava cercando di far sì che tutto il possibile si avverasse. Non si trattava necessariamente di qualche cosa di etico, ciò nonostante era anche amore. Non c’era niente, solo forza primordiale. Le mie cognizioni e credenze sembravano assurde e ridicole. Non voglio dimenticarlo. Io ero consapevole di poter aprire i miei occhi e collegarmi alle persone attorno. Comunque ho voluto aspettare fino a quando tutto si fosse addensato e l’interezza della mia esperienza diventasse chiara così che potessi passarla agli altri. Continuavo a chiedermi “Perché dovrei tornare indietro?”. Non volevo aprire gli occhi. Ma quando lo feci, la stanza sembrò più luminosa. Volevo viaggiare ancora, perché toglieva il fiato. Iniziò velocemente e vigorosamente. Sentivo una pressione incredibile dentro la mia testa. Mi spingeva via dove la pura energia era viva e prendeva forma. Vidi il processo della divisione della coscienza. Il passaggio del tempo creava forma e coscienza. Non esisteva prima. L’energia non è priva di coscienza, ma comunque non è consapevole. E’ reale, una sostanza in sè indivisa. L’energia si distende, viene ritardata nella periferia e prende forma. C’è un infinito flusso di creazione e la mia particella energetica va dentro e fuori continuamente, come ciascun'altra particella. Il concetto del Io sono circola.

Ho visto una luce splendente bianca e gialla davanti a me. Ho deciso di aprirmi. Mi ha avvolto e sono diventato parte di essa. Non c’erano figure o linee, ombre o delineamenti. Non c’era niente nè dentro nè fuori. Mi sono liberato dall'ego, dal pensiero, dallo spazio e dal tempo, da qualsiasi separazione, eccetto la luce. Il nostro linguaggio non può esprimere quello che possono esprimere i simboli; non può che descrivere vagamente la pura esistenza, l’unità, l’esaltazione, la pace definitiva e la beatitudine. Non so quanto temo rimasi focalizzato nella pura energia e nemmeno posso descriverla. Finalmente, sentii che stavo sprofondando e fluttuando indietro, lontano dalla luce. Potevo vedere me stesso, una piccola creatura nuda brillante, come un bambino che radiava una luce fioca. Le onde luminose mi toccavano mentre il mio corpo si allontanava. Ero sopraffatto dalla felicità. La morte non è vuoto. Non ho bisogno di morire per capire cosa sia la morte. Non la temo più. Non posso morire! Non posso sparire. Io non posso nè incrementare e nè decrementare. E’ una resurrezione ciclica in un flusso infinito di immortalità. Ora capisco che la luce è tutto e il mondo è solo un’ombra, un riflesso.

Ivomir

Tradotto da littleflower
Si ringrazia l'autore per la gentile concessione

Fonte: The Black Book: The Book of Life Theory of Cogitality (Xlibris Corporation)
da Richard mer 01 ago 2012, 19:50 Stampa veloce crea pdf di questa news




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