Nuove rivelazioni sul Philadelphia Experiment – Parte 2

David Wilcock Philadelphia Experiment

David Wilcock

Riguardo al Philadelphia Experiment si parla di un libro sugli UFO supportato dalle testimonianze di tre membri di diverse operazioni segrete. Ora potete leggerne online!

NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE SCRIVO SU QUESTO..

Nei primi giorni del mio sito web, tutti si complimentarono per Shift of the Ages come il migliore dei miei scritti. Era piu’ accessibile e meno difficile scientificamente rispetto a The Science of Oneness e in particolare Divine Cosmos, che è stato il piu’ complesso e dettagliato dei tre. Sono tutti nuovamente qua, ma il nostro nuovo sito li ha offuscati, devo trovare il tempo di riformattarli in uno stile web piu’ moderno.

Per i nuovi lettori raccomando di iniziare a leggere su “David’s Blog”, dove trovate il miglior materiale.

LA VERITA’ VIENE SVELATA

Da quando ho fatto le ricerche per scrivere “Shift of the Ages” negli ultimi anni ’90 (lo trovate nella sezione “Read Free Books Here” ), ho cercato di trovare la copia originale del libro “The Case for the UFO” di Morris K. Jessup, completo delle note a margine di tre membri di alto livello nelle operazioni-oscure che si hanno saputo direttamente del Philadelphia Experiment.

Nel caso non lo sapeste, come abbiamo detto nella Parte 1, il Philadelphia Experiment ha riguardato il teletrasporto di una Nave americana dal Cantiere Navale di Norfolk in un porto di Filadelfia e nuovamente al porto di Norfolk.

Gli effetti riportati dall’equipaggio furono devastanti. Diversi di loro rimasero incastrati nello scafo della nave. Altri semplicemente morirono. Altri ancora impazzirono. Alcuni divenivano a volte invisibli, sembra nei momenti di forte emozione, come documentato in un caso di rissa tra due marinai in un bar a Norfolk, dove uno di loro spari’ nel mezzo della lotta. Sembra che qualcosa causasse loro la perdita di fase col nostro sistema energetico e materiale.

Altri sembra vivessero il tempo in maniera molto piu’ lenta che i normali esseri umani. Se la loro pelle veniva sfregata frequentemente allora potevano riprendersi da quello sfortunato stato, ma serviva molta pazienza. Due ore di questa operazione equivaleva a pochi secondi rispetto al loro tempo di riferimento.

Se uno di noi li osservava, apparivano catatonici. Comunque, era possibile riorientarli al nostro tempo con sufficiente attenzione.

UNA GRANDE FENDITURA NELLA STORIA

Nel cinquantesimo anniversario del crash di Roswell nel 1997 viene pubblicato il libro “The Day After Roswell” del Col. Philip Corso. Corso ha rivelato che non fu la Eldridge della Marina Americana a fare il viaggio nell’ iperspazio, come indica la “storia di copertura”. Al posto di essa fu il dragamine IX-97.

I “debunkers” hanno investigato sulla Elridge e il suo equipaggio senza trovare prove del Philadelphia Experiment.

Nella Parte 1 abbiamo discusso della affascinanti rivelazioni dal materiale di Gerry Vassilatos. Una scarica elettrostatica estremamente intensa, usata per saldare insieme piastre di metallo sullo scafo di una nave, ha causato l’ apertura di una crepa nel nostro spazio-tempo. Gli oggetti nei dintorni potevano sparire totalmente dalla nostra realtà. Venne coinvolto il Dr. Thomas Brown, avendo sperimentato per suo conto simili effetti in suoi esperimenti.

(Ho letto di simili cose accadute al Tenente Colonnello Tom Bearden nella sua ricerca con l’ “interferometro scalare”, ad es. puntando due differenti generatori di campi torsionali sullo stesso punto in modo che collidessero le onde ed “interferissero” lì. Quando viene formarsi un’ apertura oscura, come un ovale allungato in verticale, rimase terrificato e spense tutto, non volle piu’ averci a che fare, non voleva sapere cosa potesse uscirne. Non provatelo a casa !)

Nelle osservazioni iniziali apparve possibile testare l’ effetto in una nave vuota. Lo scafo d’ acciaio sembrava avere un effetto dissipante. Si credeva che il Philadelphia Experiment non ebbe successo a causa di una inconsistenza nello scafo che causo’ il problema nella zona dove si trovavano i marinai, quindi si penso’ che restando fuori dalla nave nessuno si sarebbe fatto male.

NUOVE COMPRENSIONI SULL’ ANTI-GRAVITA’

Un’ altra rivelazione chiave del materiale di Vassilatos al capitolo sul Dr. Brown, era che l’ effetto di anti-gravità si potesse attivare e poi continuasse a funzionare come un sifone per un certo periodo di tempo seguente. L’ effetto diminuiva in modo graduale e appariva simile ad un fluido.

Per me questa fu una personale epifania. Ho studiato la “Levitazione Acustica Tibetana” per anni, (The Science of Oneness, sezione 8.9) ma non capivo come funzionasse davvero. La scoperta di Brown mi aiutò a darvi senso e le affermazioni dei diretti interessati da questo libro che siete pronti a leggere, sono state il completamento del lavoro. Qua un piccolo estratto:

8.9 LEVITAZIONE ACUSTICA TIBETANA

Un simile utilizzo del suono per produrre levitazione è la famigerata storia della Levitazione Acustica Tibetana. Vari spezzoni della storia emergono ripetutamente nelle disucssioni e negli articoli sui siti web in merito alla free energy e agli UFO, comunque il materiale migliore su questa storia che abbiamo trovato è stato dall’ articolo di Bruce Cathie nel libro Anti-Gravità e la Griglia Globale.

L’inizio del servizio è trascritto da un articolo di un magazine tedesco, tradotto in inglese, quindi iniziamo dal punto in cui inizia questa traduzione.

Sappiamo dai preti del lontato oriente che erano capaci di sollevare enormi macigni sulle montagne con l’utilizzo di vari suoni..la conoscenza delle varie vibrazioni nella gamma audio dimostra ai fisici che un campo sonoro condensato e vibrante può annullare la forza della gravità. L’ingegnere svedese Olaf Alexanderson ha scritto su questo fenomeno nella pubblicazione Implosion No. 13.

Il seguente rapporto è basato sulle osservazioni fatte solo 20 anni fa in Tibet. Ho avuto il rapporto dall’ ingegnere civile e manager aeronautico Henry Kjelson, un mio amico. Inserirà questo pezzo nel suo prossimo libro, The Lost Techniques. Questo è il suo resoconto:

Un dottore svedese, il Dr. Jarl, un amico di Kjelson, ha studiato a Oxford. In questo periodo divenne amico di un giovane studente tibetano. Un paio di anni dopo nel 1939, il Dr. Jarl vece un viaggio in Egitto per la Societa’ Scientifica Inglese. Venne contattato da un messaggero del suo amico tibetano perche’ si recasse urgentemente in Tibet a curare un importante Lama.

Il Dr. Jarl partì per seguire il messaggero e arrivo’ al monastero dopo un lungo viaggio in aereo e carovana Yak, dove si trovavano l’ anziano Lama e il suo amico.

Il Dr. Jarl si trattenne un po di tempo e data la sua amicizia coi Tibetani, imparo’ molte cose che altri stranieri non potevano osservare. Un giorno il suo amico lo porto’ in un posto vicino al monastero e gli mostro’ un prato inclinato circondato da rocce alte a nord ovest.

In uno dei muri di roccia, a circa 250 metri, c’ era un grosso foro che sembrava l’ entrata di una caverna. Di fronte al foro c’ era una piattaforma sopra la quale i monaci avevano costruito un muro di pietra. L’ unico accesso alla piattaforma era da sopra e i monaci vi si calavano con la corda.

Nel mezzo del campo, a circa 250 metri dai picchi rocciosi, c’ era una lastra levigata di roccia con una cavità simile a una ciotola.

(Nota: Questa è la parte su come la risonanza sonora veniva concentrata sull’ oggetto.) La ciotola aveva un diametro di un metro e una profondità di 15 cm. Un blocco di pietre veniva portato in questa cavità da un bue Yak. Il blocco era largo un metro e lungo 1m e 1/2. Venivano posizionati 19 strumenti musicali in un arco di 90° e a una distanza di 63m. dalla lastra di pietra. Il raggio di 63 metri era misurato accuratamente. Gli strumenti musicali consistevano di 13 tamburi e 6 trombe. (Ragdons).

(Nota: A questo punto l’ esatta misurazione di tutti gli strumenti era fornita in dettaglio, l’ abbiamo omessa per brevità, queste misurazioni saranno poi discusse nel capitolo.)

Tutti gli strumenti erano aperti ad una estremità, mentre l’ altra estremità aveva una copertura di metallo, sulle quali i monaci battevano con grosse clave in pelle. Dietro ad ogni strumento c’era una fila di monaci. La situazione è descritta nel diagramma (vedi sopra).

Quando la pietra era in posizione, il monaco dietro il tamburo piccolo dava il segnale di partenza al concerto. Il piccolo tamburo aveva un suono molto brillante, poteva essere sentito anche durante il tremendo suono degli altri strumenti. Tutti i monaci cantavano una preghiera, aumentando lentamente il tempo di questo incredibile rumore.

Durante i primi 4 minuti non accadde nulla, quindi mentre la velocità delle percussioni e il rumore aumentavano, il grosso blocco di pietra inizio a spostarsi e improvvisamente si alzò in aria con velocità crescente in direzione della piattaforma difronte alla cava a 250 metri di altezza. Dopo 3 minuti di salita, atterro’ sulla piattaforma.

(Nota: Attenzione al fatto che impiegò 3 minuti per salire di 250m. Non stiamo parlando di un effetto tipo “palla di cannone”. Lentamente, la forza di levitazione supero’ la forza di gravità e la roccia pigramente si alzo’ in aria.)

Portarono continuamente nuovi blocchi al campo e i monaci con questo metodo ne trasportarono 5-6 per ora su un percorso parabolico lungo circa 500m e alto 250m. Ogni tanto una pietra si rompeva e i monaci la portavano via.

Il Dr. Jarl sapeva dello spostamento delle rocce. Gli esperti sui tibetani come Linaver, Spalding e Huc ne avevano parlato, ma non lo avevano mai visto. Cosi’ il Dr. Jarl fu il primo straniero ad avere l’ opportunità di vedere questo fantastico spettacolo.

Siccome ebbe l’opinione inizialmente di essere vittima di una psicosi di massa, fece due video dell’ avvenimento. I film mostrarono precisamente ciò che aveva visto. La Società Inglese per cui lavorava il Dr. Jarl, gli confiscò i due film e li dichiaro’ classificati. Non vennero rilasciati fino al 1990. Questa azione è difficile da comprendere. Fine della traduzione.

(Nota: Ora abbiamo il commento di Cathie:)

Il fatto che i film vennero classificati immediatamente non è difficile da capire una volta date le misurazioni e trasportate nei loro equivalenti geometrici. Diviene quindi evidente che i monaci nel Tibet sono pienamente consapevoli con le leggi che governano la struttura della materia, che gli scienziati nei nostri giorno stanno ora esplorando freneticamente.

Sembra, dai calcoli, che la preghiera cantata dai monaci non abbia influenza diretta sul fatto della levitazione delle rocce. La reazione non era attivata dal fervore religioso del gruppo, ma dalla sapienza superiore dei sacerdoti maggiori.

Il segreto sta nella disposizione geometrica degli strumenti musicali in relazione alle pietre da sollevare e dalla sintonizzazione armonica dei tamburi e delle trombe. Il canto combinato dei monaci, usando le loro voci ad una certa altezza e ritmo, probabilmente aggiungeva ulteriore effetto, ma il soggetto della canzone, credo, non aveva conseguenze.

Il lavoro di Cathie entra in una spiegazione di come queste misurazioni funzionino molto bene con le sue scoperte delle armoniche energetiche del Pianeta Terra e il lavoro di Cathie è riportato nel nostro libro. The Shift of the Ages.

Le scoperte di Cathie ci portano direttamente all’ idea che l’etere vibri con risonanza armonica e le vibrazioni possono essere misurate precisamente e portate in numeri. Per ora, ciò che possiamo vedere è che questa levitazione non è pura fantasia, l’intera disposizione venne precisamente osservata, misurata e si, anche filmata.

Servivano 3 minuti ai macigni per alzarsi, quindi non era un effetto catapulta, era piu’ come un movimento lento e deliberato.

8.9.1 ANALISI SCIENTIFICA DELLA LEVITAZIONE ACUSTICA TIBETANA

Per chi è interessato, un articolo di Dan Davidson ci aiuta di portare questi magnifici eventi in termini scientifici. Se i numeri e i termini tecnici vi annoiano, saltate semplicemente questo estratto e continuate a leggere, non siete vincolati per comprendere il concetto.

I monaci con 19 strumenti musicali, consistenti in 13 tamburi e 5 trombe, erano posizionati in arco a 90 gradi difronte al blocco di pietra. Gli strumenti avevano le seguenti misure:

  • 8 tamburi di 1m di diametro x 1,5m di profondità x 3mm di acciaio e del peso di 150kg
  • 4 tamburi di 0.7m di diametro x 1m di profondità
  • 1 tamburo di 0.2m di diametro x 0.3m di profondità
  • Tutte le trombe erano 3.12m x 0.3m …

I calcoli rivelano che il volume dei grossi tamburi è simile al volume del blocco di pietra. Il tamburo medio era 1/3 del volume del tamburo grande e il tamburo piccolo era 41 volte il tamburo medio e 125 volte rispetto il tamburo piu’ grande. Il volume esatto del macigno non è disponibile; comunque, le relazioni armoniche dei tamburi implicano che fosse 1,5 metri cubi.

Un altro aspetto interessante di questa dimostrazione di levitazione è la piccola necessità di potenza necessaria per ottenere il risultato. Il suono piu’ alto tollerabile da una persona è 280 dynes/cm2. Per analisi fisiche si traduce in circa 0.000094 w/cm2.

Se assumiamo che ogni monaco con lo strumento produceva una parte di questa energia sonora (poco piacevole) e facciamo l’ulteriore ipotesi che questo sia l’ammontare della potenza che raggiungeva la roccia (veramente il suono di dissipa rapidamente nella distanza), avremmo circa 0.04watts (per es. (19 strumenti + 19×4 monaci) x 0.000094) per colpire la roccia enorme.

Questa è una quantita irrisoria di energia per colpire 1.5 metri cubi di pietra e produrre la levitazione.

Per sollevare la pietra di 250m serve molta energia. Roccie del genere in granito arrivano a pesare circa 150-175 pounds per piede cubo.

Se assumiamo un valore nominale di 160 pounds per piede cubo allora la pietra di 1.5m cubi pesava circa 8475 pounds (oltre 4 Tonnellate!). Per sollevare un tale peso a 250m servirebbero 7 milioni di piedi cubo di lavoro (8475 pounds x 250m / 0.30408 m/foot = 6.968.035).

Questo lavoro venne fatto in 3 min quindi vennero prodotti circa 70 cavalli di potenza (es. 7×106 foot-pounds / 180 sec / 550 cavalli/foot-pound/sec = 70.384). Questo equivale a 52Kw (es. 70.384×0.74570 Kw/cavallo = 52.5). Il fattore per unita’ di potenza che otteniamo è 5.250.000 per unità (es. 52.500 watts/0.01w).

I monaci avevano sfruttato quindi molta free energy per far levitare l’enorme roccia. Se riguardiamo alla forma dei monaci con i loro strumenti, possiamo vedere che hanno formato esattamente 1/4 di cerchio, con la pressione sonora diretta alla depressione a forma di “ciotola” su cui si trovava la roccia.

Quando la roccia ha raggiunto un relativo livello puro di risonanza sonora al suo interno, dopo alcuni minuti, si è aperto un passaggio per l’ energia eterica nella nostra realtà e una “unità cosciente” di campo polarizzato e sferico si è formata attorno all’ oggetto.

Quindi, come l’acqua forma un turbine, la gravità è stata assorbita nella pietra, mentre la leggera forza di levitazione dalla Terra ha preso il sopravvento, causando la levitazione del macigno. Se avete visto una bolla d’aria alzarsi lentamente in un liquido, allora potete capire come queste leggere differenze di pressione possano creare tale effetto.

Inoltre, ricordiamo che Cathie non pensava che il canto e la concentrazione dei monaci non avesse nulla a che fare con l’effetto finale. Comunque, il lavoro mostrato da persone dotate come Nina Kulagina ci aiuta a vedere che l’energia della coscienza, concentrata dal canto e dalla meditazione, puo’ essere certamente coinvolta nella levitazione.

E’ possibile che con una spinta extra di meditazione sia stata aggiunta energia della coscienza per influenzare cio’ che si stava creando, questo esperimento non lo si puo’ replicare.

Questa immagine inizia a prendere senso quando consideriamo che i Tibetani devono essere gli eredi di antica scienza eterica da una società molto avanzata tecnologicamente e questi argomenti sono esaminati in The Shift of the Ages.

Avevo capito molto quando ho scritto The Science of Oneness, ma ma cioò che avevo perso era il come la gravità sia la forza primaria dello spazio-tempo e la levitazione sia la forza primaria del tempo-spazio. Quando create un “nodo” nel tempo-spazio create anti-gravità, come un portale nel tempo-spazio. Infatti sembra che non si possa usare l’anti-gravità senza passare nel tempo-spazio.

Questo spiega tutto dell’ effetto bizzarro sperimentato dal Dr. Viktor Grebennikov con la sua piattaforma volante, nel recente resoconto del Dr. Ralph Ring che appare nel video su Project Camelot. In entrambi i casi, usare l’ anti-gravità sembra portare nel tempo-spazio, ci muoviamo in un campo vorticoso. Odio stuzzicarvi, ma dobbiamo tenere questo discorso per la Parte 3!

Divinecosmos.com

Nuove rivelazioni sul Philadelphia Experiment – Parte 2 ultima modifica: 2008-11-16T23:00:00+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)