Nuove rivelazioni sul Philadelphia Experiment

townsendbrown1958 Philadelphia Experiment

Thomas Townsend Brown

Lo scorso autunno sono stato avvisato di un enorme sviluppo nella storia dell’ Esperimento Filadelfia. Ieri ho trovato la documentazione!

Come già saprete, Thomas Townsend Brown ha avuto una storia interessante, è stato uno dei padri segreti della tecnologia antigravitazionale.

La ragione per cui il suo nome si è perso nella sabbia del tempo (almeno per quanto concerne la linea ufficiale) è semplicemente perchè il suo lavoro è stato classificato per la “sicurezza nazionale”.

brown-bb-effect_00Una tecnologia antigravitazionale funzionante venne scoperta da Brown nel 1920 e forse ancora prima da Nikola Tesla.

Inoltre esistono grandi riferimenti a Tesla,  che contengono il Capitolo 4 dello stesso libro di cui esamineremo il Capitolo 7 in questo articolo, riguardo il Philadelphia Experiment. Scriveremo del contenuto di questo link in un prossimo articolo.

NUOVE SCONVOLGENTI INFORMAZIONI

Il Dr. Townsend T.Brown ha scoperto che forti campi elettromagnetici producono un effetto antigravitazionale. Gradualmente il suo lavoro ha preso attenzione. Potete vedere qua uno dei suoi prototipi più recenti, nella forma di cilindro.

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Come ho scritto in Divine Cosmos, se creiamo un flusso di corrente sufficientemente forte tra polo negativo e positivo, otterremo una spinta antigravitazionale che spingerà il vostro dispositivo in qualunque direzione punti il polo positivo. Questa è una descrizione di come lavora in termini di “flusso” della “fabbrica” spazio-tempo, come la definisce Einstein:

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Questo è un principio fisico semplice e mostra l’unità nascosta tra gravità ed elettromagnetismo. Tutto ciò che è richiesto è alto voltaggio, piu’ alto di quello che usiamo nelle nostre applicazioni di casa.

Nei progetti di Brown, il polo negativo è più largo del polo positivo. Se pensate ad un UFO progettato come questo, avreste il fondo del mezzo come un piatto negativo e la piccola sfera all’ apice del mezzo come piatto positivo. Potete guidare il mezzo spezzando il piatto negativo in una serie di sezioni a forma di pipa e variando il flusso di corrente tra loro.

Ho incontrato Mark McCandlish al Disclosure Project in Maggio 2001, dove ha spiegato il disegno sopra come un accurata rappresentazione di una “Riproduzione di Veicolo Alieno” (ARV) o “Flux-Liner” già in uso da varie forze nel governo segreto.

SEGRETI DELLO SPAZIO, TEMPO E MECCANICA QUANTICA

Sicuramente il principio di Brown lega direttamente con la meccanica quantica. Avete nubi di elettroni carichi negativamente e nuclei carichi positivamente negli atomi. Nel mio modello in Divine Cosmos (e altri miei studi), l’effetto Biefeld-Brown è ciò che spinge gli elettroni ad affrettarsi nel nucleo.

Per capire questa fisica dovete vedere gli atomi e le molecole come “portali” attraverso i quali scorre una enorme energia. Tutta la materia riceve costantemente questa energia per riempirsi e in ogni momento e se il flusso si interrompe, l’oggetto si disintegra.

Ricordate le scoperte di Einstein per cui spazio e tempo sono parte di un tessuto unificato. Questo porta alla conclusione che un atomo è semplicemente uno “spostamento”, un vortice nello spazio e nel tempo. Cio’ che abbiamo è un flusso nello spazio-tempo, un’ apertura per la quale deve esserci un flusso.

Lo Spazio-Tempo esce “piatto”, senza curvatura e mentre accellerate verso la velocità della luce, la curvatura aumenta. Questa curvatura piega la gravità con sè, benchè a livello quantico sia troppo piccola per essere apprezzata come parte della stessa forza di base, quindi ci riferiamo ad essa come “forza debole”, per esempio, uno dei quattro campi di base della fisica ufficiale.

Alla velocità della luce create un toroide, come vedete nell’immagine seguente. Lo Spazio può essere ora pensato come la superficie esterna del toroide e il tempo è all’ interno.

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Cosa accade quando accelerate la curvatura OLTRE la velocità della luce? Il toroide si rivolta ancora, ma ora la parte interna diviene esterna. Il Tempo, che era dentro il toroide, ora si sposta all’ esterno del toroide, la superficie. Quello che era il tempo ora è lo spazio.

Tutto si inverte. Mentre la vostra velocità aumenta (dalla nostra prospettiva) o diminuisce (dall’ altra prospettiva), il toroide si appiattisce, divenendo uno stabile piano abitabile. Avete creato un passaggio nello “spazio-tempo”, una realtà parallela in cui ci sono 3 dimensioni di tempo (come lo intendiamo noi) e una dimensione di spazio (per la nostra prospettiva). Le tre dimensioni di tempo diventano lo spazio in cui vi muovete e vivete come spazio e la dimensione di spazio (per noi) diventa il flusso di tempo.

Capisco che questo confonda molto. Questo è il “piano eterico” o “piano astrale”. Questa è la versione “risvoltata” della nostra realtà. Tutto è invertito. Una “particella” che si trova la, qua è un’ “onda” e viceversa. Se provate a portare un pezzo di materia da lì nella nostra realtà troppo bruscamente, si risvolta molto rapidamente ed esplode. Noi la chiameremmo “antimateria”, quindi in un certo senso, il tempo-spazio è un “piano antimateria”.

CRESCENDO

Comunque, con una corrente di voltaggio abbastanza alto, potete piegare lo spazio oltre il “punto d’ incrocio” della luce e raggiungere il “crescendo”. A questo punto avete creato un portale diretto nello spazio-tempo. Quando qualsiasi persona o cosa nella nostra realtà, passa nello spazio-tempo, diviene invisibile dalla nostra prospettiva.

Un vortice nel tempo-spazio può apparire come un “buco” nero nello spazio difronte a voi, una superficie grigiastra nel caso di certe tecnologie da stargate o come una lente ondulata nella stanza intorno a voi in altri casi di cui sono consapevole. Potete andare attraverso il tempo-spazio per viaggiare istantaneamente nel nostro spazio o tempo.

Esistono diversi problemi, come quelli che si sono palesati nel Philadelphia Experiment.

Posso solo toccare in superficie questo campo. Più leggerete il materiale su questo sito e più capirete.

NODI DELLA GRIGLIA

Certe aree sulla Terra possiedono un flusso di campi di torsione più grande e sono conosciuti come “nodi della griglia”. In queste aree è più facile e rapido piegare lo spazio e creare effetti antigravitazionali ed effetti “warp”.

I lettori dei tre libri di Convergence (vedi divinecosmos.com) dovrebbero essere a conoscenza della Griglia Globale. La migliore trattazione che ho dato è su Shift of the Ages, il primo volume.

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Sembra che Norfolk in Vitginia, sulla stessa linea di latitudine di Virginia Beach in cui Edgar Cayce faceva il suo lavoro, sia un “punto vortice” chiave sulla superficie della Terra. Con una scarica sufficente a produrre un campo elettromagnetico ad alta intensita su di una nave al cantiere navale di Norfolk, sono stati osservati srani effetti “warp”. Quando parole come queste sono arrivate agli alti piani, il governo USA ha chiamato il Dr. Thomas Brown per investigare e da queste osservazioni è nato il Philadelphia Experiment.

SCIENZA PERDUTA..RITROVATA !

Il mio contatto all’ultima conferenza mi ha detto che tutte le informazioni su questo possono essere trovate nel Capitolo 7 del libro “Lost Science” di Gerry Vassilatos e pier mia grande gioia, ho trovato il testo dell’ intero capitolo online! Ho provato a ordinare il libro (come mi è stato raccomandato da altri contatti), ma non mi è stato consegnato.

La forte pressione finanziaria della Grande Depressione Americana ha portato il Dr. Brown a lasciare il NRL, della Naval Reserve, per unirsi ai Corpi Conservatori Civili in Ohio. Nel 1939 il Dr. Brown divenne tenente nella Reserve e, dopo l’ esperienza con la Compagnia Glenn L. Martin, venne diretto al Bureau of Ships. Qui lavoro’ sugli aspetti magnetici e acustici delle navi da guerra.

In questo periodo il Dr. Brown si imbarco’ in un’ avventura, che modifico’ il percorso della sua vita per sempre. Molti dettagli e fatti sono stati connessi in una trama piena di intrighi.

Annunciato da diverse fonti scientifiche valide, l’incidente raggiunse l’attenzione pubblica come il “Philadelphia Experiment”. Questa sequenza di eventi spinse i Laboratori di Ricerca della Marina ad investigare la possibilità di invisibilità ottica per i mezzi da battaglia?

Tutto iniziò quando diversi ricercatori della Marina vennero ingaggiati per investigare su un particolare fenomeno che tormentava uno stabilimento di saldatura classificato. Questo stabilimento venne classificato per proteggere un nuovo processo della Marina per fabbricare scafi di una resistenza speciale.

Il processo di saldatura usato richedeva scariche di un incredibilmente alto amperaggio. Il processo era simile al moderno sistema MIG, ma venne condotto su scala titanica. La corrente elettrica per questo tipo di saldatura era fornita da un grosso accumulatore carico ad alto voltaggio. Con questo processo si possono saldare assieme molte lastre d’acciaio, il metallo cosi risulta impenetrabile nei punti di saldatura.

Queste scariche elettriche erano cosi pericolose che il personale veniva allontanato dal posto una volta che le parti erano posizionate per la saldatura. Le condizione rischiose della carica erano l’ultima delle preoccupazioni, venivano rilasciati raggi-x dall’ arco voltaio bianco-blu.

L’arco veniva portato sulle piastre da un pesante braccio meccanico altamente isolato e la corrente era conservata nell’ accumulatore. Veniva dato il segnale di pronto e partiva una scarica simile ad un fulmine. I rilevatori di radiazioni misuravano il rilascio di raggi-x. Il processo era un passo avanti per la tecnologia Navale.

I pericoli elettrici o radioattivi non ostacolarono l’ impiego di questo sistema in altri stabilimenti Navali. Le precauzioni di sicurezza erano ai massimi livelli. Gli operai non rischiavano fuori dalla camera di saldatura. Ma altri tipi di fenomeni iniziarono a perseguitare lo stabilimento..fenomeni che non avevano spiegazione ragionevole.

I ricercatori esaminarono il posto, interrogarono separatamente gli operai per avere conferma di ciò che sentirono e guardano il processo per conto proprio. Ciò che videro era davvero senza precedenti. Con la scarica elettrica avveniva un intenso “blackout ottico”. L’improvviso shock di intensa scarica elettrica produceva un misterioso disturbo di visione dello spazio percepibile, un effetto che si penso’ causato di natura oculare.

Lo strano “blackout” venne creduto un risultato di completa ossigenazione della retina, una risposta chimica degli occhi all’intenso e istantaneo impulso di luce. Questa fu la risposta iniziale. Il fatto più atroce fu l’effetto che permeava la stanza di controllo, causanto il “blackout retineale” anche quando il personale era schermato da diversi muri di protezione.

Ogni effetto, che possa passare i muri e rendere il personale incapace in quella maniera, poteva essere utilizzato come arma formidabile. Il blackout che attraversava i muri era una risposta neurologica, che paralizzava l’intera fisiologia, rendendola incapace di risposta agli stimoli esterni.

La ricerca acquisiva nuovi livelli di classificazione militare ogni giorno. Questo era un possibile fenomeno di radiazione che neutralizzava temporaneamente le sensazioni neurali, trasmissioni e risposte.

Gli esperti di armi sapevano che ogni radiazione elettrica, che potesse sostituire i gas nervini, avrebbe offerto un nuovo vantaggio militare. Significava poter dirigere questa orrida energia in ogni luogo. Se propriamente controllata si potevano rendere senza coscienza interi plotoni con un singolo flash.

Una sfortunata vittima di questa esposizione fu un certo William Shaver. Il sig. Shaver lavorava come saldatore con uno di questi strumenti utilizzabili a mano. Questi sistemi utilizzavano intensi impulsi a frequenza lenta. Dopo ripetute esposizioni a questi impulsi di energia, divenne allucinato. Il risultato del danno neurale porto la sua psiche ad essere sbriciolata.

Quest’uomo perse il suo contatto con la realtà, passò il resto della sua vita scrivendo cose senza senso. Venne poi scoperto che l’esposizione a questi impulsi ad intenso potenziale ed estremamente bassa frequenza, produce una nausea mortale ed in casi estremi il danno neurologico porta alla pazzia.

Un esame approfondito dell’ effetto porto’ a nuove perplessità. L'”effetto blackout” non era una mera risposta neurologica a qualche misteriosa radiazione, la scarica accecante causava qualcosa nello spazio. I ricercatori approfondirono la ricerca con maggiore interesse.

L’effetto “blackout” era di grande interesse per gli ufficiali della Marina per ovvie ragioni militari. C’ erano “altri aspetti” del fenomeno che erano agghiaccianti. Alcuni lavoratori del sito originario sparsero strane voci. Ricordate, questi uomini lavoravano nel posto in quel periodo mentre procedeva la classificazione del progetto.

Il personale trasportava i materiali per gli scafi per posizionarli prima di cominciare. L’allarme suonava e tutto il personale usciva prontamente, spesso lasciando gli strumenti dove si trovavano.

La carica dell’ accumulatore richiedeva diversi minuti. Schiacciato l’interruttore, partiva la tremenda esplosione della scarica. La scarica causava l’effetto blackout e quando la stanza veniva dichiarata “pulita”, i lavoratori tornavano nella camera.

I lavoratori si accorgevano che i pesanti strumenti lasciati in giro per la stanza, sparivano in qualche modo dopo la scarica. Immaginando che si fossero spostati li cercavano, ma non si trovavano più. (Puharich) Ora il mistero si intensificava e richiedeva uno studio completo del fenomeno. Vennero interrogati gli operai su cio’ che avevano visto, sentito e vissuto. Ripetute testimonianze portavano le “voci” a divenire “testimonianze del personale”.

L’intero procedimento era talmente classificato che gli agenti militari non erano a conoscenza dello studio. Cio’ che dicevano i lavoratori era che i loro strumenti sparivano, ma sparivano davvero. I caposquadra li ridicolizzavano per queste continue perdite di attrezzatura finchè non capitò a loro stessi. Il fatto era chiaro, quando veniva dato l’allarme e partiva la scarica, gli oggetti sparivano. Dove finivano, nessuno lo poteva sapere. Dei filmati ad alta velocità provarono che l’ effetto era reale.

Vennero posizionati oggetti su un piedistallo vicino all’ arco della scarica. All’attivazione, gli oggetti si smaterializzavano. I filmati lo provarono. Non venivano certamente “sparati lontano” ad alta velocità o “sparati dentro le mura” dall’intenso arco. Avanzo’ nuovamente la risposta convenzionale. L’effetto di blackout era visto come un’ energia, forse una forma di raggi-x.

Questi raggi avevano la capacità sia di neutralizzare la risposta neurologica umana che disintegrare la materia nella sua immediata vicinanza. Poteva essere il “raggio della morte” che da tempo i militari cercavano. Incombeva la Seconda Guerra Mondiale e si stava sviluppando un secondo teatro di guerra nel Pacifico e questa sorta di scoperta fondamentale aveva un enorme potenziale.

La fine della guerra era l’obiettivo. L’unico obiettivo.

Se questo effetto poteva essere utilizzato come arma, sarebbe stata impiegata subito. Un programma per armamenti di questo tipo necessitava i più grandi scienziati al mondo, e i più alti livelli di segretezza, che richiedeva massima rigorosità. Vennero convocati molti del personale della Marina.

Al Dr. Brown venne chiesto di esaminare “il fenomeno”. La sua conoscenza del fenomeno detto “stress dielettrico” e della sua attività di scariche associata, lo rendevano il candidato perfetto. Tenerlo all’oscuro del loro obiettivo finale per la scoperta non sarebbe stato facile. Aveva un nome per essere un sognatore. Quando il Dr. Brown rivide il materiale, le sue conclusioni furono molto diverse da quelle di altri. Mentre gli accademici insistevano che la smaterializzazione osservata fosse il risultato della “irradiazione” e seguente vaporizzazione, non si poterono trovare prove per quest’ ultima.

Peculiari analisi dell’ atmosfera nella camera di saldatura, provarono l’esclusione a riguardo. Non venne rilevata presenza di materiale reso in stato gassoso nell’aria della stanza a causa della scarica. Il NRL doveva sapere di più. Il Dr. Brown era sicuro di cosa stesse accadendo. Nonostante non avesse visto questi effetti, la sua intuizione era corretta. Anche nelle sue recenti sperimentazioni, non aveva visto alcun effetto blackout, ma Sir William Crookes aveva visto cose del genere. Col suo famoso tubo a vuoto, Sir William ottenne una strana esperienza.

Li, sospeso sul catodo, c’era uno spazio nero, che emetteva radiazione. La radiazione si estendeva oltre le pareti del tubo in certe circostanze. Sir William non ebbe difficoltà ad accettare il fatto che si trattasse di oscurità “permeante lo spazio”, una radiazione che aveva molto più significato di un mero effetto fisico. Crookes credeva che questa radiazione fosse un passaggio spirituale, una giuntura tra questo mondo e un’ altra dimensione.

Nel fenomeno del blackout il Dr. Brown riconobbe i segni di una distorsione spaziale. Qual’ era il limite massimo di questa distorsione? Quali altre bizzarre anomalie poteva manifestare? I suoi gravitatori ad alto voltaggio ora apparivano “piccoli”. Confrontati con quelli usati nel nuovo stabilimento di saldatura, erano davvero minuscoli. Tuttavia, i suoi esperimenti provavano gli effetti di piccole distorsioni spaziali. L’effetto sulla materia era solo una delle anomalie. In breve, credeva che ogni anomalia inerziale poteva ricondursi a tali distorsioni spaziali.

Studiando l’intero effetto, nessun particolare era da sottovalutare. Il Dr. Brown sapeva che l’enorme scafo faceva la sua parte. Qualcosa “spalmava” il campo elettrico dandogli una forma specifica. L’arco elettrico, concentrato sullo scafo dall’applicatore meccanico, era una formidabile fonte per il campo. Ma accadeva qualcosa di “extra”. Un altro reame della realtà entrava in scena quando le scariche venivano sparate attraverso la camera di saldatura. Lui era l’ unico, forse con altri due nella nazione, che propose il fenomeno come il risultato di una interazione di natura “elettrogravitazionale”. Era un fenomeno elettrogravitazionale.

EVENTI

Le sue analisi del problema vennero pero’ rifiutate da suoi colleghi. I militari pero’ volevano le risposte. Se il Dr. Brown poteva portarli vicino al loro obiettivo militare, la sua spiegazione aveva la precedenza. Acquisendo la completa attenzione e il rispetto di specialisti militari di alto livello, gli venne chiesto di informare il loro piccolo corpo d’elite.

Il Dr. Brown descrisse ciò che credeva stesse accadendo, citando il suo lavoro personale e la sua familiarità con tale fenomeno. Nonostante il suo lavoro sperimentale non avesse prodotto distorsioni spaziali di tale intensità e concentrazione, tuttavia aveva osservato effetti simili, con potere di muovere la materia. Non avendo spiegazioni convenzionali di tipo elettrico, l’unica soluzione venne trovata nella proposta di Einstein riguardo l’unità delle forze elettrica e gravitazionale.

Il capitolo prosegue e l’intera storia. Il punto dal quale ho estratto si trova a metà delle 44 pagine totali!

La parte importante è su come questi resoconti portino alla creazione di una tecnologia per l’invisibilità di un intero mezzo navale. Vi raccomando di stampare tutto e leggere offline, vi risulterà più comodo.

ANCORA ALTRO IN ARRIVO

Nella prossima sezione entreremo in un’altra scoperta che lega totalmente con questa ed è quella che mi ha portato l’idea di scrivere questo articolo. Le due sono molto correlate. Nel frattempo, i fisici appassionati all’argomento hanno MOLTO da masticare esplorando i due link principali al materiale di Gerry Vassilatos.

Mi sento autorizzato ad affermare che Vassilatos ha dato tutte le risposte importanti alla free energy e all’ energia antigravitazionale in questo libro e non esiste altro disponibile equiparabile in termini di qualità. Sto ancora lavorando alla Parte Due del nostro articolo prezioso, ma queste sono state scoperte cosi’ strabilianti che ne ho voluto scrivere con le idee ancora fresche in mente! Tornate a controllare perchè riformulerò l’articolo e spiegherò il nuovo principio di gravità che ho imparato leggendo il materiale di Vassilatos.

Divinecosmos.com

Nuove rivelazioni sul Philadelphia Experiment ultima modifica: 2008-11-16T23:00:00+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)