Profezie aliene – seconda parte

Premessa: Il presente studio è la prosecuzione di un articolo del 2005 incentrato sulle presunte rivelazioni aliene di cui siamo debitori, per lo più, ai contattisti. Articoli del genere subito incorrono negli strali di chi taccia Adamski ed i suoi più o meno fortunati emuli di ciarlataneria, poiché sembra che gli autori vogliano avallare i loro a volte fantasiosi ed inverosimili racconti. Il problema certamente si pone, sebbene sia meno importante, a mio parere, di altri che affliggono l’Ufologia.

Preciso che non intendo decantare i meriti dei contattisti a proposito dei quali nutro delle perplessità, soprattutto per quanto attiene a certo materiale fotografico da loro prodotto, ma, al tempo stesso, non condivido l’atteggiamento sprezzante di quegli studiosi che liquidano l’intera questione come una massa di sciocchezze.

Ho già espresso il mio parere e lo ripeto, anche rischiando di essere accusato di revisionismo ufologico: penso che il filone contattista sia originato, almeno in qualche caso, da esperienze reali poi ingigantite o alterate per svariati motivi. Sarebbe quindi stolto ignorare il fenomeno, dagli istruttivi sviluppi. Nell’analisi del tema, è opportuno evitare sia l’ingenua credulità sia un atteggiamento d’indifferenza, se non di derisione. La pagliuzza d’oro, infatti, è spesso nascosta nella pietra inerte. Come dicevo, il problema mi pare un altro. Mi spiego: è noto che Adamski fu sepolto nel cimitero d’Arlington, proprio come John Fitzgerald Kennedy, il presidente assassinato il 22 novembre del 1963.

E’ il camposanto dove riposano le spoglie mortali degli eroi della patria. Tuttavia mi chiedo: di che patria si tratta? È la nazione della CIA e di altre agenzie governative, distintesi nel depistaggio, nell’insabbiamento di casi e testimonianze… e non solo. Adamski fu un fiancheggiatore dei servizi segreti oppure fu una vittima, manipolata ed ingannata, del governo occulto come Kennedy? È questo un dilemma più assillante del dubbio se i contattisti siano solo dei bugiardi o dei testimoni credibili, poiché probabilmente la verità sta nel mezzo.

Dino Kraspedon (pseudonimo) è una figura non molto conosciuta, ma che merita attenzione. Kraspedon, brasiliano di Sao Paulo, ricevette nel 1956 la visita a casa sua di un essere che affermò di provenire da Ganimede, uno dei satelliti di Giove.

Nel primo lungo colloquio ed in altri contatti con l’extraterrestre, all’incredulo Kraspedon furono palesati i rudimenti di conoscenze scientifiche ed i principi di concezioni filosofiche, insieme con alcune previsioni sull’avvenire della Terra e dei suoi abitanti. In particolar modo, l’ospite si soffermò sulla natura dell’universo, considerato come una mera apparenza generata da un principio spirituale.

Lo spazio non è né curvo né diritto, poiché esso non ha forma, ma si estende infinito in tutte le direzioni. La velocità della luce può essere oltrepassata. La Via Lattea è un immenso campo magnetico, come il sistema solare. In questa mirabile compagine la Terra, però, è in una situazione di precario equilibrio, a causa sia della possibile futura nascita di una nuova stella nella costellazione del Cancro, sia delle alterazioni causate dagli esperimenti nucleari.

Il disequilibrio e l’indebolimento dei campi magnetici erano destinati, secondo l’alieno di Ganimede, a determinare lo spostamento dei poli, l’aumento della temperatura di 0,3 gradi ogni anno, variazioni climatiche abnormi, sismi, maremoti e lo scioglimento dei ghiacci polari. Gli strati superiori dell’atmosfera deteriorati dalle radiazioni avrebbero lasciato filtrare i dannosi raggi ultravioletti, causa di numerose patologie.

Gaia avrebbe potuto inoltre subire uno slittamento dell’orbita, per essere proiettata in quella dei planetoidi. Per l’ufonauta era necessario che l’umanità concentrasse tutte le sue energie non per creare pericolosi arsenali atomici, ma per promuovere l’istruzione e l’eguaglianza sociale, per sconfiggere le malattie, come il cancro, per la cui terapia consigliò una miscela di minerali da associare a molecole di cesio.

Al fine di migliorare l’apprendimento e di contrastare le tendenze distruttive, il visitatore di Ganimede suggerì, in luogo di metodi coercitivi, il ricorso all’ipnosi.

Negli anni ‘90, il fisico britannico David Bohm, basandosi sugli studi concernenti il singolare comportamento degli elettroni che hanno la stupefacente peculiarità di interagire, di comunicare anche a distanze enormi, studi condotti dall’équipe dello scienziato francese Alain Aspect, formulò la teoria dell’universo ologramma.

Ciò implica che la “realtà” è solo un’illusione dei sensi. Una teoria simile era stata prefigurata parecchi decenni prima dall’extraterrestre incontrato da Kraspedon. Le altre informazioni sui cambiamenti magnetici trovano rispondenza nei fenomeni registrati agli inizi del XXI secolo: intensificazione dell’attività solare con effetti sulla ionosfera e sugli eventi meteorologici, affievolimento del campo magnetico terrestre.

Sulla correttezza dei “presagi” concernenti gli sconvolgimenti climatici e tellurici purtroppo non nutriamo dubbi, mentre può apparire bizzarro il riferimento alla nascita di un nuovo astro che dovrebbe diventare visibile nella fascia zodiacale in cui brilla la costellazione del Cancro. Tale cenno ricorda un’oscura centuria di Nostradamus menzionante “due soli che appariranno”.

E’ recentissima la notizia circa le Nubi di Magellano di cui è stato registrato un influsso negativo sull’equilibrio magnetico della Via Lattea. Gli astronomi, infatti, hanno rilevato e fotografato una deformazione del nostro disco galattico. Nonostante le Nubi di Magellano siano, astronomicamente parlando, minuscole, il loro movimento genera delle vibrazioni a frequenze che determinano una deformazione del nostro anello galattico.

È stata anche individuata, ad una distanza di circa trentamila anni luce dalla Terra, in direzione della costellazione della Vergine, una galassia nana che si sta elevando dal piano di rotazione della nostra Via Lattea. Queste scoperte ci fanno comprendere come l’”oracolo” a proposito della nascita di una nuova stella non sia del tutto inverosimile.

La predizione a proposito dello spostamento dei poli magnetici è discussa più oltre, nell’ambito del caso Rizzi. Il capofila del contattismo, il polacco naturalizzato statunitense George Adamski (1891-1965), su incitamento dei Venusiani di cui diventò il portavoce, in occasione del suo primo incontro con i fratelli dello spazio, Adamski rilevò un calco delle impronte delle scarpe del venusiano Orthon, su cui erano impressi dei simboli.

Nove anni dopo, nel 1963, l’archeologo Marcel Homet pubblicò i risultati di alcune ricerche compiute in America meridionale, dove aveva reperito dei graffiti rupestri che lo studioso attribuì ad una cultura risalente a 20.000 anni addietro. I graffiti presentavano una sorprendente somiglianza, non solo nella forma, ma anche nella disposizione con i caratteri del calco.

Adamski raccontò anche che, durante il suo presunto volo nel sistema solare, compiuto nell’agosto 1954, gli furono mostrate delle immagini tridimensionali di Venere. Orthon, il venusiano mentore del contattista, spiegò che i visitatori possedevano una sorta di proiettore in grado di irradiare e fermare i raggi di luce alla distanza desiderata. Tale punto d’arresto funge da schermo invisibile, in cui le immagini si concentrano, mantenendo intatti i colori e le qualità dimensionali. È notevole l’affinità con gli ologrammi realizzati anni dopo con il laser.

L’astrofilo, in seguito ad una sua escursione attorno alla luna, asserì che la superficie del satellite era costellata di crateri e formata da ghiaia e da sabbia finissime. Le successive esplorazioni confermarono che il suolo lunare è friabile.

Altre descrizioni lunari di Adamski, inerenti alla presenza di acqua sul satellite e ad altre anomalie, furono in seguito in parte confermate: le apparecchiature dell’Apollo XI e dell’Apollo XII consentirono d’individuare vapore acqueo che fuoriesce sotto forma di geyser attraverso le fessure della superficie lunare. La presenza del liquido sulla luna è forse dovuta ad una collisione con una cometa, formata per lo più di ghiaccio, collisione occorsa quattro milioni di anni fa, secondo l’opinione dei cosmologi.

Ancora più sorprendenti sono le presunte costruzioni artificiali talora osservate sul satellite. Complessivamente si possono reperire degli indizi a sostegno delle asserzioni di Adamski, a proposito di basi extraterrestri sulla luna: il tenente Philip Corso, infatti, sostiene che, nel 1961 la NASA “acconsentì a collaborare con i progettisti militari per lavorare ad un programma spaziale “secondario” all’interno delle missioni scientifiche civili… e ad aprire un canale nascosto riservato alle comunicazioni legate ai servizi segreti militari su qualsiasi attività offensiva condotta dalle entità biologiche extraterrestri contro le nostre navi spaziali, compresi l’ombreggiamento e la sorveglianza…

Nel 1958 l’ufficio per la ricerca e lo sviluppo dell’esercito, sotto il comando del nuovo generale Trudeau, elaborò… un progetto per la costruzione di una base lunare, destinata alla difesa dagli U.F.O”.

Infine Adamski fu il primo a sostenere che gli alieni possiedono delle basi sotterranee su Gaia e che alcuni di loro vivono fra noi. Successivi resoconti ed informazioni costituiscono un riscontro, per quanto controverso, di queste dichiarazioni.

Il 16 settembre 1963, Joelle (pseudonimo), una donna di origini franco-russe, nel Derbyshire, (Inghilterra) notò una luce vivida in cielo. La luce si rivelò un oggetto non identificato. In seguito, per quindici mesi, Joelle entrò in contatto con un gruppo di alieni che affermarono di avere delle basi su due lune di Giove. Da notare che, nel 1997, si scopersero tracce organiche sotto forma di molecole contenenti carbonio ed azoto, su due satelliti di Giove, Ganimede e Callisto, grazie ai dati raccolti dalla sonda spaziale Galileo, lanciata dalla NASA. I visitatori spiegarono pure che, per catalizzare l’evoluzione della specie Homo, in passato. erano intervenuti geneticamente. È questa un’anticipazione della teoria definita dell’intervento extraterrestre.

Nel 1968, l’altoatesino Walter Marino Rizzi, avvistò un apparecchio in alta Val Badia, presso il Passo Gardena, nella regione dolomitica. Dal velivolo uscì un essere dai connotati con qualcosa di felino: “Aveva i capelli cortissimi, castano chiari… I suoi occhi erano bellissimi, leggermente obliqui, come quelli di un gatto, con l’iride azzurro-verde e le pupille che si contraevano continuamente (quando si dilatavano erano rotonde, mentre, quando si contraevano, apparivano ovali come quelle di un gatto). Anche il naso molto piccolo ricordava quello dei felini… La pelle era di un color verde oliva chiaro, levigata come gomma”. Rizzi comunicò telepaticamente con il gentile cosmonauta da cui ricevette messaggi di pace e di fratellanza universale.

Tra le varie comunicazioni, ha un risvolto predittivo quella relativa ad un futuro spostamento dei poli, con conseguenti cataclismi. Tale previsione sembra aver trovato conferma nelle conclusioni cui è giunto lo scienziato Gregg Braden che, secondo studi condotti sui cambiamenti subiti dalla risonanza Schumann, pensa che intorno al 2012 i poli magnetici s’invertiranno. In effetti, la risonanza di cavità Schumann, una sorta di pulsazione del pianeta, identificata nel 1899, tra quell’anno e gli anni ‘80 del XX secolo, ha mantenuto un impulso costante di circa 7, 8 hertz al secondo, mentre, secondo gli ultimi calcoli, ha ormai superato il valore di 10 e seguita ad aumentare. Braden ritiene che nel 2012, la risonanza potrebbe avvicinarsi ai 13 cicli il secondo, mentre il campo magnetico dovrebbe accostarsi allo zero.

Altri contenuti del dialogo tra Rizzi e l’ufonauta meritano attenzione: ad una domanda mentale dell’uomo circa la fisiologia della specie aliena dalle sembianze vagamente feline, l’interlocutore descrisse un organismo con un apparato digerente molto semplice mancante dei relativi annessi, ma con cuore, polmoni e cervello molto sviluppati nonché l’assenza di distinzione tra i sessi, correlata ad un tipo di riproduzione avulsa da tale elemento. Resoconti e rivelazioni successive, concernenti soprattutto i Grigi, hanno avvalorato questi caratteri biologici.

Infine nel manoscritto di Rizzi, un testo notevole per efficacia narrativa e chiarezza, sono riportate delle informazioni in merito agli dispositivi di propulsione dei giganteschi aeromobili madre che, sfruttando l’energia dei sistemi stellari, i campi d’attrazione e di repulsione dei pianeti, “eliminano le distanze all’istante, trasferendo la materia”.

Un altro stupefacente particolare inerente ai viaggi siderali, si rileva laddove il visitatore si sofferma ad illustrare inconcepibili corpi cosmici pericolosi per la navigazione: “Il solo pericolo per questi grandi dischi è costituito dai pianeti la cui attrazione magnetica è spaventosa anche a grandi distanze; la compattezza di questi pianeti è tale che un solo metro cubo di esso pesa più del nostro sistema stellare”. Come non pensare ai buchi neri, la cui esistenza era stata ipotizzata e postulata già da John Michell, un membro della Royal society nel 1783, ma che furono scoperti solo agli inizi degli anni ‘70 del XX secolo”?

Nel 1969 fu pubblicato dall’olandese Stefan Denaerde un libro che ebbe molto successo. L’autore, protagonista di una sconvolgente esperienza, era un ingegnere meccanico proprietario di aziende che operavano nel settore del commercio internazionale. In seguito al contatto stabilito da esseri provenienti dal pianeta Iarga, egli apprese importanti informazioni relative alla storia dell’umanità, rivelazioni sul significato cosmico della vita oltre ad avvertimenti: gli ufonauti affermarono che la disponibilità di arsenali chimici e nucleari sarebbe diventata sempre più pericolosa. Lanciarono anche un allarme sulla futura invenzione di un’arma che paventavano sarebbe stata usata da un manipolo di persone malvagie: era un’arma capace di annientare l’intero genere umano.

Purtroppo i “progressi” nel settore bellico (dispositivi psicotronici, sistemi per controllare ed alterare il clima come HAARP, ordigni nucleari tattici… ) possono considerarsi un parziale adempimento della predizione degli alieni provenienti da Iarga.

La città di Vorozoneh è situata a 480 Chilometri da Mosca. Nel centro sorgono numerose industrie ed una centrale per la produzione di energia nucleare nel sobborgo di Novovoronozevh. Il centro fu teatro tra il settembre e l’ottobre del 1989 di una serie d’incredibili avvistamenti: alcuni ragazzi scorsero luci rosa nel cielo e strane entità, alte circa tre metri che, vestite con tute argentee, calzavano stivali color bronzo. Gli esseri, apparentemente privi del capo, roteavano i loro tre occhi luminosi, come per scandagliare la zona circostante.

Sbalorditivo e provvidenziale fu l’incontro del terzo tipo di cui fu protagonista Igor Yadigin, un giovane tecnico impiegato nello scalo aereo della città russa. Erano le ore 20: 00 quando, mentre si stava incamminando sul posto di lavoro, Yadigin notò un chiarore che promanava da una sfera. Dopo essersi avvicinato all’oggetto, del diametro di circa settanta centimetri, udito un calpestio alle sue spalle, si voltò: distinse allora un alieno che indossava una tuta argentea ed un casco. Per una recondita causa,

la sua mente cominciò a concentrarsi sull’impianto atomico di Vorozoneh. Poi provò un impulso ad osservare il globo ove vide, su una sorta di schermo, delle immagini della centrale di Chernobyl. Le sequenze sembravano riprese da un’angolazione inusuale, dall’alto, in modo da inquadrare il quarto reattore la cui esplosione aveva causato il disastroso incidente nell’aprile del 1986. Il tecnico assistette ad una subitanea deflagrazione, vide soccorritori che si precipitavano sul luogo del disastro e un elicottero mentre scendeva di quota.

All’improvviso la scena mutò: il giovane vide un’altra esplosione sempre inquadrata dall’alto, da cui si levava una colonna di fumo, intanto che le persone della zona fuggivano a rompicollo. Infine osservò la sequenza che mostrava lo sgombero della città.

Sgomento, l’uomo comprese di aver assistito ad immagini provenienti dal futuro e si domandò quando una simile catastrofe sarebbe accaduta. Il caso, divulgato dalla televisione e dai quotidiani, fu esaminato anche dal KGB: alcuni agenti, incontrato il testimone, considerarono con serietà l’avvertimento extraterrestre sicché le autorità decisero di sospendere la costruzione di una nuova centrale e di rafforzare i sistemi di sicurezza dell’altra.

Se la vicenda, indagata dal ricercatore russo Paul Stonehill, corrisponde al vero, ci troviamo dinanzi ad una visione ammonitrice implicante l’evenienza che i visitatori conoscano gli accadimenti futuri e la modificabilità, almeno in certuni casi, del corso degli eventi. Da rilevare, infine, che anche nel caso dell’incidente occorso a Chernobyl, stando a numerose testimonianze, il peggio fu evitato grazie all’intervento di un UFO che abbassò la radioattività nel luogo del disastro.

Fonti bibliografiche:
G. Adamski, A bordo dei dischi volanti, Roma, 1974
Id., I dischi volanti torneranno, Roma, 1978
G. Braden, Awakening to point zero,
G. Degli Esposti, Incontri del quarto tipo, Sesto Fiorentino, 2003
S. Denaerde, Ho incontrato gli extraterrestri, Roma, 1978
T. Good, Base Terra, Milano, 1998
D. Kraspedon, (pseudonimo), My contact with flying saucers, 1956
R. Malini, UFO il dizionario enciclopedico, Firenze, 2003.
R. Pinotti, UFO contatto cosmico, Roma, 1991

Antonio Marcianò

Profezie aliene – seconda parte ultima modifica: 2007-10-22T20:09:05+00:00 da Quantico
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