Quando la medicina alternativa era quella tradizionale – Prima parte

Durante e dopo il Rinascimento, i medici conoscevano bene l’antica scienza della dottrina umorale e sapevano come diagnosticare e correggere gli squilibri del corpo con i giusti alimenti, che venivano prodotti e consumati in base ai diversi tipi di clima e alla stagionalità.

melencolia
Melencolia. Incisione a bulino di Albrecht D√ľrer, siglata e datata al 1514.

I chimici presero piede con tanta ostentazione, e mostrando un tale spregio verso gli Arabi e Galeno, da indurci ad attenderci prodigi dalle loro prestazioni. Paracelso, che si direbbe il capo di una setta, tratt√≤ con sdegno i galenisti, come fossero gli uomini pi√Ļ ignoranti al mondo e non¬†sapessero fare molto altro che un cataplasma o una purga(1).

Il recupero di una scienza antica

Risale a moltissimi anni fa la convinzione che la salute fisica e mentale potrebbe, e anzi dovrebbe, includere elementi basati sulla teoria umorale, condivisa anche da molti sostenitori della medicina alternativa in tempi moderni. Tale credenza trova espressione nella preparazione e assunzione di rimedi erboristici per combattere malanni di vario genere.

Tuttavia, prima che i medici iniziassero ad adottare in massa i principi della scienza¬†moderna ‚Äď a partire dalle dottrine del corpo fisico e meccanico trasmesse da pionieri come¬†Philippus von Hohenheim (Paracelso) e George Cheyne, che teorizzavano la necessit√† di usare sostanze chimiche, minerali e distillati per curare delle malattie introdotte nel corpo ‚Äď i nostri antenati fino al 1600 circa avevano tutt’altra concezione della salute e del benessere(2).

Questi individui, nella loro saggezza, sapevano che la prevenzione e la cura delle malattie che avevano origine all’interno del corpo facevano parte di un sistema il cui principio centrale era il¬†rispetto delle cosiddette ‚Äúcose non naturali‚ÄĚ: respirare aria di buona qualit√†, non inquinata;¬†evacuare regolarmente e puntualmente; fare una corretta attivit√† fisica; conciliare sonni¬†profondi; evitare i turbamenti della mente; mangiare e bere i cibi giusti, nelle giuste quantit√† e al momento giusto(3). Dunque, lo stile di vita era fondamentale, e uno dei suoi aspetti pi√Ļ importanti era il consumo di pasti bilanciati dal punto di vista umorale.

Nonostante i ‚Äúprogressi‚ÄĚ della scienza medica nel tardo XVII secolo, non tutti vedevano di buon occhio l‚Äôuso delle sostanze chimiche, e persino nel 1700, come mostra la citazione introduttiva, si auspicava un ritorno alle teorie di Galeno e Ippocrate in cui si riconosceva che il corpo umano √® un tutt‚Äôuno con il suo¬†ambiente naturale e dovrebbe essere trattato di conseguenza.

In questo articolo in due parti, illustrerò con chiarezza e precisione che cosa significava mantenere e migliorare la salute e come potremmo valutare oggi il valore di queste pratiche antiche ma scientifiche. Qui nella prima parte descriverò la teoria umorale e le sue basi scientifiche, secondo la concezione degli antichi ma anche dei medici europei rinascimentali e post-rinascimentali. Nella seconda parte, mi concentrerò sulla dieta esaminando i tipi di alimenti necessari per curare le malattie e prevenire la comparsa di disturbi in uomini, donne e bambini in diverse zone climatiche e nei vari periodi dell’anno.

Il corpo umorale e le sue esigenze nutrizionali

Galeno di Pergamo (ca. 130-210 d.C.) Litografia di Pierre Roche Vigneron, Lith de Gregoire et Deneux, ca. 1865. Fonte: Wikipedia
Galeno di Pergamo (ca. 130-210 d.C.)
Litografia di Pierre Roche Vigneron,
Lith de Gregoire et Deneux, ca. 1865. Fonte: Wikipedia

Innanzi tutto, per chi non avesse familiarit√† con il concetto di umoralismo, occorre¬†spiegare che cosa si intende per corpo umorale e quali sono i requisiti nutritivi per¬†mantenerne e migliorarne la salute. Durante il Rinascimento, in Europa si diffuse¬†l‚Äôinteresse per la riscoperta dell‚Äôantica saggezza scientifica. Le opere di due antichi ‚Äď Galeno,¬†un rispettato medico e filosofo nato in Turchia e vissuto in Grecia, ad Alessandria e¬†a Roma all‚Äôincirca fra il 130 e il 210 d.C., e Ippocrate, che visse in Grecia sei secoli prima¬†‚Äď occuparono una posizione centrale nelle teorie mediche del tardo medioevo e degli inizi¬†dell‚Äôevo moderno.

Persino all’epoca di Ippocrate, quattro secoli prima di Cristo, non c’era nulla di nuovo nella medicina umorale: infatti il medico greco insisteva sul fatto che la sua dottrina fosse già a quei tempi saggezza antica. Dunque, è probabile che l’umoralismo fosse stato indirettamente ricevuto dai dotti, dalle eccezionali conoscenze, che avevano abitato la Mesopotamia agli albori della civiltà: coloro che ci avevano anche tramandato la matematica, l’astronomia, la scrittura e la contabilità, la giurisprudenza e la società civile. Qual era dunque la natura di questa conoscenza medica che fu ripresa dai medici rinascimentali?

Dapprima nella penisola italica e poi nel resto di Europa, i medici iniziarono a basare i propri consigli sul principio che la salute di una persona dipende dal raggiungimento di un buon equilibrio fra i quattro umori presenti nel corpo: sangue, flegma, bile nera e bile gialla. Lo¬†squilibrio umorale, per quanto minimo, si manifestava nel fatto che il corpo diventava¬†troppo secco o troppo umido, oppure troppo freddo o caldo. Questo squilibrio poteva poi¬†incidere negativamente sulla salute fisica e mentale. Tutta la materia organica conteneva¬†gli stessi umori in proporzioni variabili ‚Äď corrispondenti ai quattro elementi: aria, acqua,¬†terra e fuoco ‚Äď e di conseguenza anche ciascun tipo di alimento aveva delle caratteristiche¬†umorali proprie. Essendo queste trasferibili al corpo che assorbe l‚Äôalimento, era possibile¬†scegliere una dieta adeguata per mantenere e migliorare lo stato di salute(5).

Non c’era la necessità di produrre dei medicinali chimici, dal momento che
gli alimenti erano medicine. La malattia imponeva delle modifiche alimentari a¬†breve termine, infatti i medici e farmacisti scrivevano e pubblicavano dei libri chiamati¬†‚Äúdietari‚ÄĚ che servivano da utili guide per una vita sana. Poich√© una buona alimentazione era¬†solo uno degli aspetti del benessere, e anche le altre ‚Äúcose non naturali‚ÄĚ influivano sulla¬†salute, esistevano anche dei libri pi√Ļ completi, chiamati ‚Äúmanuali di regime‚ÄĚ.

Entrambi i tipi di libri generalmente contenevano consigli specifici in base al sesso e all’età, e dato che certi alimenti erano fondamentali per regolare lo stato del corpo, tutti i libri includevano sezioni sulle proprietà umorali dei cibi.

tabella

Gli esperti di medicina sapevano che ogni tipo di alimento combinava due qualit√† umorali fondamentali ‚Äď il calore e l‚Äôumidit√† ‚Äď e si¬†trovava nel punto di intersezione di due assi aventi ciascuno nove posizioni, passando¬†dal caldo al freddo e dal secco all’umido (tabella 1).

Oltre a informare i propri lettori dei vantaggi e dei possibili effetti nocivi di alimenti specifici, alcuni dietari suddividevano ciascuno dei gradi in tre ulteriori parti. Poiché le stagioni dell’anno e le condizioni climatiche determinavano la predominanza di un umore rispetto all’altro, questo livello di dettaglio era utile per effettuare un intervento dietetico preciso se e quando ve ne fosse stata la necessità(6).

Gli umori e le loro definizioni

quattro umoriQual è dunque la natura di questi umori? Thomas Elyot (1490-1546), un celebre umanista con una sete insaziabile di conoscenza e un forte interesse per la medicina, li descrisse così(7):

Sangue. Il sangue detiene una posizione preminente rispetto agli altri tre umori.¬†Data la sua mitezza di calore e umidit√†, il sangue preserva il corpo. Il sangue assume¬†una temperatura errata quando uno o pi√Ļ degli altri tre umori diventano eccessivi o si¬†mescolano con gli altri.

Flegma. Vi sono due tipi di flegma: naturale e innaturale. Il flegma naturale è freddo e umido, bianco e insapore. Contiene prevalentemente acqua, e viene prodotto laddove la decozione nella digestione secondaria del cibo da parte del corpo è insufficiente. Così, non può essere convertito in sangue generante calore. Il flegma innaturale è quello che si mescola con altri umori o che è stato alterato nella sua consistenza. Queste le sue caratteristiche tipiche: è incolore, verde o pallido; è denso, viscido e viscoso; è freddo; è salato o acido.

Bile nera. Anche l‚Äôumore noto come bile nera, talvolta indicato come collera nera o melancolia, pu√≤ essere di due tipi. Il tipo naturale √® fatto dei residui del sangue puro¬†e si pu√≤ riconoscere dal colore nero intenso quando ‚Äúemesso verso il basso o verso l‚Äôalto‚ÄĚ.¬†√ą freddo e secco, e sebbene nella giusta quantit√† sia essenziale per mantenere la buona¬†salute, il suo eccesso pu√≤ indurre svilimento e lasciare il corpo suscettibile all’insorgenza¬†di malattie. Il tipo innaturale, che √® prodotto nel corpo per un‚Äôalterazione della bile collerica¬†gialla, √® pi√Ļ caldo e leggero. Questa bile innaturale √® particolarmente dannosa per la¬†salute.

Bile gialla. La collera, o bile gialla, √® anch’essa di due tipi: naturale e innaturale. Il primo tipo √® di colore rosso chiaro o arancio, √® caldo e secco. ‚ÄúSi genera dalla parte pi√Ļ fine della materia decotta, o bollita nello stomaco, la cui origine √® nel fegato‚ÄĚ. La collera innaturale √® quella che √® ‚Äúmescolata o alterata con altri umori‚ÄĚ, e si presenta in quattro¬†tipi caratteristici: gialla, che √® una miscela di collera naturale e¬†flegma, meno calda rispetto alla collera pura; giallo-arancio, che √® una miscela di collera¬†naturale e flegma coagulata; verde chiaro, che ha origine nello stomaco anzich√© nel fegato; verde¬†scuro, un tipo di collera velenosa.

Gli umori, la dieta e il clima

Era noto che lo stato umorale di un uomo che svolgeva lavori di fatica fosse secco e leggermente caldo. Ci√≤ era evidente ai medici del XVI secolo per via del calore e della sudorazione generati durante il lavoro, nonch√©¬†per la necessit√† di questi lavoratori di bere abbondanti quantit√† di fluidi. Se questi fluidi¬†venivano assunti in un‚Äôosteria o una birreria, come spesso accadeva, a volte ne risultavano¬†discussioni focose o addirittura risse; ci√≤ dimostrava anche che i giovani uomini, in¬†particolare i manovali, avevano un profilo umorale caldo. Se la natura umorale di un¬†uomo o una donna era eccessivamente calda e secca, la si definiva ‚Äúcollerica‚ÄĚ.

Ci√≤ era indice¬†di una sovrabbondanza di bile gialla nel corpo, che si manifestava con un temperamento¬†agitato e incline alla rabbia. Per rettificare questa condizione ed evitare il rischio¬†che la persona contraesse certe malattie, le si consigliava di modificare la propria¬†alimentazione includendo degli ingredienti freddi e umidi dal punto di vista umorale ‚Äď ad¬†esempio certi tipi di frutta e verdura ‚Äď per raggiungere l‚Äôequilibrio. In confronto agli¬†uomini, le donne tendevano leggermente verso il lato pi√Ļ freddo e umido rispetto al¬†centro.

Si riteneva che le donne avessero fluidi corporei meno densi rispetto agli uomini, e in¬†maggiore quantit√† ‚Äď da qui la loro capacit√† di allattare e la necessit√† delle mestruazioni ‚Äď e¬†venivano considerate relativamente calme e talvolta un po‚Äô distaccate. Si sapeva che con¬†l‚Äôavanzare dell‚Äôet√† le persone diventavano naturalmente pi√Ļ fredde, dunque era¬†importante che gli anziani non mangiassero certi cibi che avrebbero aggravato il problema¬†producendo malesseri. Quando qualcuno moriva di vecchiaia, la perdita di tutto il calore¬†corporeo non era tanto un sintomo della morte, quanto piuttosto la causa.

Se uno era pi√Ļ freddo e umido del necessario, era definito ‚Äúflemmatico‚ÄĚ. Questa condizione¬†induceva un‚Äôintera gamma di malattie, non ultime le malattie mentali dovute al fatto che¬†i fluidi o vapori salivano fino al cervello. In questo caso si poteva prevenire e addirittura¬†invertire il peggioramento della salute cucinando ingredienti scelti appositamente,¬†come chiodi di garofano, zenzero o noce moscata, dalle propriet√† calde e secche. Il¬†corpo poteva anche essere eccessivamente caldo e umido. Ci√≤ significava che produceva¬†troppo sangue, e dunque il paziente era ‚Äúsanguigno‚ÄĚ.

Oltre al salasso, un modo per¬†combattere questa condizione potenzialmente pericolosa era preparare dei pasti con¬†ingredienti pi√Ļ freddi ed essiccanti, come limone, aceto o alcuni degli altri alimenti¬†descritti nella seconda parte. Al contrario, se una persona aveva troppa¬†bile nera e dunque la sua natura umorale era troppo fredda e secca, necessitava di un¬†immediato intervento dietetico del tipo che descriver√≤ pi√Ļ avanti. √ą importante rendersi¬†conto che quando si tratta di medicina umorale non esiste un rimedio che vada¬†bene per tutti. Abbiamo visto che gli uomini con mansioni di fatica si trovavano sul lato¬†caldo e secco rispetto al centro, dunque dovevano consumare cibi e bevande specifici¬†per prevenire le malattie e riuscire a dare il meglio nel lavoro.

Gli uomini sedentari, come¬†studenti, avvocati e nobili, invece, erano pi√Ļ vicini al centro: infatti ci si rendeva conto¬†che le necessit√† del loro corpo erano diverse. Uno stile di vita pi√Ļ raffinato aveva bisogno¬†anche di una dieta raffinata, relativamente poco umida, fredda e viscosa. L‚Äôultima cosa¬†che serviva a uno studioso era far aumentare l‚Äôumidit√† nella testa, con conseguente¬†peggioramento della ragione e della memoria. Ma indipendentemente dal fatto che le¬†persone dovessero fare lavori pesanti per vivere o che fossero poco attive, gli antichi sapevano¬†che le caratteristiche umorali e le esigenze del corpo erano soggette anche alle condizioni¬†climatiche.

Inoltre sapevano perfettamente che gli alimenti acquisivano le loro propriet√†¬†dall’ambiente circostante. Cos√¨ come il corpo era un tutt’uno con ci√≤ che lo circondava, i cibi prodotti localmente erano anche i pi√Ļ sani, e di fatto trasferivano le¬†loro propriet√† umorali a chi li mangiava. In altre parole, le persone potevano mangiare¬†con fiducia animali e piante indigeni, cos√¨ come le specie che erano state introdotte¬†nella regione da parecchio tempo e si erano ormai acclimatate. Per questo motivo olive,¬†datteri, fichi, agrumi, pomodori e peperoni erano ideali per le persone che popolavano¬†il bacino del Mediterraneo, il Nord Africa, il Medio Oriente e la regione che in tempi¬†moderni viene descritta come il sud degli Stati Uniti.

Per i nordeuropei e per gli abitanti del¬†Canada, del Maine, del New Hampshire e New York, si potevano usare piante amanti¬†di climi temperati e freddi per mantenere la buona salute. Nonostante venissero usati¬†sempre pi√Ļ spesso cibi di importazione per curare e prevenire le malattie e altri disturbi¬†del corpo, si sapeva che la produzione locale di frutta, verdure e piante aromatiche era¬†sufficiente per provvedere a qualsiasi esigenza medica. Nel 1615 era stata pubblicata una nuova¬†edizione ampliata di un piccolo trattato medico attribuito al Dott.Timothie Bright,¬†che si rivolgeva specificamente a un ampio pubblico di lettori inglesi non specialisti.

Aderendo alla veneranda teoria e pratica della medicina galenica,¬†metodica e precisa, Bright faceva notare che coloro che erano soggetti¬†al clima inglese dovevano mantenere e migliorare la propria salute scegliendo¬†la dieta corretta. Ci√≤ comportava il controbilanciamento degli umori¬†nocivi attraverso il consumo di cibi con propriet√† opposte. Suggerendo ai¬†suoi lettori inglesi di usare medicine prodotte con piante cresciute¬†nell‚Äôambiente inglese, anzich√© con quelle importate che si addicevano¬†di pi√Ļ agli europei continentali, percepiva un evidente vantaggio nella¬†coltivazione di frutta, verdura ed erbe locali(8).

Ippocrate. Immagine proveniente da Wellcome Images.
Ippocrate.
Immagine proveniente da Wellcome Images.

I medici rinascimentali¬†sapevano che le cure mediche dovevano adeguarsi a fattori come le¬†differenze regionali e il ciclo annuale dei cambiamenti climatici, dato che¬†lo stesso Ippocrate aveva scritto: ‚ÄúDobbiamo attribuire qualcosa anche¬†alle usanze, all’et√†, alla stagione e alla regione.‚ÄĚ(9)¬†I medici in Inghilterra, per esempio, notavano che gli inverni freddi e¬†umidi del loro paese erano piuttosto rigidi; per questo motivo suggerivano¬†di evitare certi cibi che producevano flegma in modo da prevenire la¬†comparsa di malattie invernali, e consigliavano invece di mangiare cibi¬†essiccanti.

Ispirandosi alle opere di Ippocrate e Galeno, Thomas Cogan, oxfordiano e¬†‚Äúdottore in Fisica‚ÄĚ, sottoline√≤ questo aspetto nel 1584 quando disse che¬†modificare nel modo corretto la dieta di un paziente durante i mesi¬†invernali aveva l‚Äôeffetto di riportare verso il centro l‚Äôequilibrio umorale.(10)

In questo caso, parlava del vantaggio di usare l‚Äôaglio come ingrediente per¬†i pasti; ma, come vedremo, alcuni degli alimenti pi√Ļ secchi (nel senso¬†umorale del termine) erano liquidi. Di contro, alcuni alimenti asciutti
come lo zucchero semolato erano umoralmente umidi. L’adeguamento invernale non era un problema specifico dei paesi freddi, infatti ci si rendeva conto che anche in regioni relativamente calde era consigliabile modificare la dieta a seconda del periodo dell’anno.

La diagnosi di squilibrio umorale

Come faceva dunque un medico a riconoscere i sintomi dello squilibrio umorale che poteva provocare, o aver già provocato, una malattia? Se un individuo era sanguigno a livelli pericolosi, probabilmente aveva un colorito rossastro, era sovrappeso o in carne e dimostrava una giovialità smisurata.

Tuttavia, un medico esperto avrebbe riconosciuto anche altri¬†sintomi: il paziente poteva presentare vene o arterie grosse, tendere a dormire¬†troppo, fare sogni piacevoli ma strani, avere il polso forte, mostrare accessi¬†di rabbia di breve durata, digerire i pasti senza difficolt√†, e inoltre mostrare¬†facilit√† di sanguinamento, urine rossastre e sudore abbondante. In pi√Ļ,¬†si poteva riscontrare lentezza dei sensi e dell‚Äôacume, dolore e pesantezza alla¬†testa e congestione nasale(11).

Se il corpo era troppo flemmatico, i¬†segni potevano essere fra questi: tessuti molli, vene e arterie piccole, udito¬†pi√Ļ acuto del normale, carnagione chiara, sonnolenza ma con sonni poco¬†riposanti, sogni relativi ad acqua o pesci, digestione debole. Oltretutto,¬†una persona umoralmente troppo fredda e umida poteva muoversi¬†con lentezza, avere facolt√† mentali ridotte, mostrare una certa timidezza,¬†presentare urine pallide, saliva bianca, densa e abbondante, cos√¨ come il muconasale(12).

Gli individui umoralmente troppo caldi e secchi avevano in prevalenza corporatura magra e capelli scuri, castani o rossi. Sebbene i bambini collerici potessero avere capigliature molto folte, da adulti diventavano soggetti a calvizie precoce. Potevano inoltre avere tendenze litigiose e arrabbiarsi facilmente. Tuttavia un medico poteva riconoscere una condizione collerica anche da questi sintomi: costipazione, pelle arrossata o giallastra, insonnia e sogni di incendi e lotte, sensibilità al calore, polso forte e veloce, voce acuta, vigilanza e impulsività, urine limpide ma di colore intenso, scarsa protezione contro il passaggio di fluidi in eccesso alla testa(13).

I sintomi tipici di un individuo dalla natura umorale troppo fredda e secca erano il carattere taciturno e avvilito e la testa fredda. Tuttavia, anche altri segni potevano indicare a un medico che il suo paziente aveva la condizione pericolosa e potenzialmente letale della melancolia: corporatura magra e pelle relativamente coriacea e di colorito o scuro o bianco, mancanza di concentrazione negli adulti ma non nei bambini, vene non visibili, polso tipicamente debole, urine fluide e incolori.

Inoltre, il paziente poteva essere poco propenso a ridere, di carattere timido, timoroso e guardingo, difficile da calmare se arrabbiato; la digestione dei cibi poteva essere lenta e parziale; erano possibili infezioni e invecchiamento precoce(14).

I trattati medici diffondono il verbo

Quanto era diffusa questa antica saggezza? Forse, poiché il cuore dell’Impero romano si trovava nella regione che oggi chiamiamo Italia e il popolo italiano sentiva una certa nostalgia per il proprio glorioso passato, e magari anche per via della maggiore possibilità di accesso agli archivi, la zona fu il centro della riscoperta umanista degli insegnamenti classici, sia nelle scienze che nell’arte, durante il periodo rinascimentale.

Prima che Montpellier diventasse¬†il principale centro per lo studio della medicina, era la scuola medica¬†di Salerno ad attirare gli eruditi di tutta Europa per la qualit√† del suo¬†insegnamento. Qui si studiava la saggezza dei grandi pensatori vissuti in¬†un passato oscuro e distante, per poi trasmetterla nel resto dell‚ÄôEuropa.¬†Una delle opere pi√Ļ famose legate a questa scuola era il Regimen¬†sanitatis Salerni (‚ÄúI regimi sanitari di Salerno‚ÄĚ). L‚Äôautore √® tuttora ignoto,¬†ma √® probabile che il trattato sia stato scritto e/o versificato da Joannes de¬†Mediolano(15).

Nel 1541 comparve una traduzione inglese dell‚Äôopera, e nel¬†secolo successivo furono pubblicate molte altre guide per regimi sanitari¬†galenici e ippocratici in tutta Europa. Uno di questi libri, The English mans¬†doctor(16) , si basava sull‚Äôopera del Mediolano. Era scritto in versi, in¬†modo tale da essere pi√Ļ facilmente fruibile per i non specialisti. Le¬†conoscenze mediche qui contenute erano considerate tanto importanti da¬†meritare numerose ristampe dell‚Äôopera.

Come si vedr√† nella seconda parte,¬†in cui vengono descritte le propriet√† mediche degli alimenti, altre opere¬†importanti che concordano con i principi espressi nel compendio del¬†sapere medico contemporaneo di Eliot includevano quelle scritte da:¬†William Vaughan, medico e poeta gallese (Approved Directions for Health,¬†pubblicato e ristampato fra il XVI e il XVII secolo); Andrew Boorde¬†(A compendyous regyment…); Henry Butts, accademico di Cambridge¬†(Dyets Dry Dinner); Tobias Venner, medico (Via Recta ad Vitam Longam,¬†un trattato di 200 pagine); Gualtherus Bruele, medico (Praxis medicin√¶); e¬†Thomas Moffett (Healths Improvement, un libro di 300 pagine curato dal¬†medico Christopher Bennett e pubblicato postumo nel 1655). (17)

Come il Dott. James Hart, che nel 1633 critic√≤ la ‚Äústoriella inutile‚ÄĚ del¬†‚Äúmercante di miracoli‚ÄĚ Paracelso e dei suoi ‚Äúfolli seguaci‚ÄĚ(18), Moffet (1553-1604) dimostr√≤ di essere a conoscenza delle idee di Paracelso (1493-1541).¬†Moffett descrisse Paracelso come uno ‚Äúsciocco alchimista‚ÄĚ (19); e sebbene le sue¬†opere tardive finirono per diventare influenti, la dottrina umorale resisteva, e per¬†alcuni √® tuttora valida.

Riassumendo la natura del corpo umorale, forse l‚Äôultima parola per il momento dovrebbe¬†spettare al medico William Bullein, il cui trattato The Government of Health fu pubblicato¬†nel 1595: Ippocrate, nel suo libro De flatibus disse che la fisica o la medicina non √® altro che mettere nel corpo ci√≤ che vi manca, o togliere dal corpo ci√≤ che √® superfluo. E nonostante la nostra vita sia breve, tuttavia l‚Äôarte della fisica √® lunga, poich√© contiene¬†un gran numero di cose, e richiede parecchio studio, fatica e pratica… (20)

Nel suo manuale sui regimi, Bulleine descrive utilmente in versi la natura del corpo umorale [la metrica e le rime non possono essere mantenute nella traduzione italiana, NdT]:

I corpi in cui dimorano calore e umidità son di persone sanguigne, come dice Galeno, dal volto biondo e guance rubiconde: il sonno è copioso e i sogni sanguinosi. Polso grande e pieno, con digestione fine, con piacere mescolan carne e vino. Escrementi abbondanti e rabbia breve, ridono molto e trovan svago, spesse le urine, con colore rosso: tipi piacevoli al desco e nel letto. Dove il freddo prevale con molta umidità, son sempre persone flemmatiche, si sa. Morbido adipe, capelli diritti, strette le vene e bianco il colorito, apatico lo spirito, senza cuore e presuntuoso, polso molto lento, fredda digestione, prolungato il sonno, urine spesse e pallide, e per finire, saliva densa e bianca. La collera è calda e secca come fuoco, snelli gli arti, quel che gonfia è l’ira, ventre costipato, con sonno leggero.

Sogni di fuoco, o profonde ferite. giallastro il colore, o rosso bruno, si ciba di carni salate e pane croccante, acuta la voce, rapida la mente, gialle le urine e salata la saliva, il polso è veloce e molto forte, crudele è il volto, ma la rabbia non dura. La melanconia è fredda e molto secca, e proverò qui a dirne i segni. Dritti i capelli, e molto sottili, son magri sciagurati dalla pelle dura. Colore bianco o simile a piombo, Molto osservano, e sognan di paura, si ossessionano in folli fantasie, digestione lenta e rabbia persistente, timorosi di mente, la saliva è acquosa, raro è il riso e piccolo il polso. Urine trasparenti e molto liquide, la fredda terra è a lor vicina. (21)

Note
1. Baker, Thomas, Reflections upon learning…, A. Bosvile, Londra, 1700, p. 176
2. Per le teorie che si allontanano dalla medicina galenica, si veda ad esempio: Philippus Paracelsus, Paracelsus of the chymical transmutation, genealogy and generation of metals & minerals, Richard Moon, Londra, 1655; George Cheyne, An Essay of Health and Long Life, George Strahan, Londra, 1724.
3. Hart, James, Klinike, or The diet of the diseased…, John Beale, Londra, 1633,¬†pp. 1, 14-16
4. Baker, op. cit., pp. 172-3
5. Il corpo umorale e le sue esigenze sono spiegati dal punto di vista di un medico¬†inglese in Timothie Bright, A Treatise, Wherein is Declared the Sufficiencie of¬†English Medicines…, H. L., Londra, 1615, appendice.
6. L’aspetto stagionale del corpo umorale era un argomento considerato degno di menzione in Hart, pp. 20-21.
7. Elyot, Thomas, The castel of helth gathered and made by Syr Thomas Elyot knyghte, out of the chiefe authors of physyke, wherby euery manne may knowe the state of his owne body, Thomae Bertheleti, Londra, 1595, pp. 8-9 (edizione postuma)
8. Bright, op. cit.
9. Ippocrate, Aphorismes, a cura di J. van Heurne, Humphrey Moseley, Londra, 1655, libro 1, aforisma 17
10. Cogan, Thomas, The Haven of Health, Anne Griffin, Londra, 1636, p. 60
11. Elyot, op. cit., pp. 8-9
12. ibid.
13. ibid.
14. ibid.
15. de Mediolano, Johannes, Regimen sanitatis Salerni, tradotto da T. Paynell, B. Alsop e T. Fawset, Londra, 1634
16. Rantzau, Henrik, The English mans doctor, tradotto da J. Harington, Augustine Mathewes, Londra, 1624
17. Vaughan, William, Approved Directions for Health, T. Snodham, Londra, 1612; Boorde, Andrew, A compendyous regyment or a dyetary of healthe made in Mountpyllyer, Wyllyam Powell, Londra, 1547; Butts, Henry, Dyets Dry Dinner: Consisting of Eight Severall Courses, Thomas Creede,Londra, 1599; Venner, Tobias, Via Recta ad Vitam Longam, Edward Griffin, Londra, 1620; Bruele, Gualtherus, Praxis medicinæ, John Norton, Londra, 1632; Moffett, Thomas, Healths Improvement,Thomas Newcomb, Londra, 1655
18. Hart, op. cit., pp. 6, 30
19. Moffett, op. cit., p. 130
20. Bullein, William, The Government of Health, Valentine Sims, Londra, 1595, p. 4
21. Bullein, op. cit., pp. 6-7

Paul Lloyd

Paul Lloyd √® un ricercatore e storico che collabora con la School of Historical Studies dell‚ÄôUniversit√† di Leicester, Regno Unito. √ą specializzato nelle pratiche dietetiche e nutrizionali del periodo fra il 1500 e il 1700. Il Dott. Lloyd √® autore di Food and¬†Identity in England, 1540‚Äď1640: Eating to Impress (Bloomsbury Academic, 2015).¬†Ha scritto numerosi articoli scientifici, fra cui ‚ÄúMaking Waterfowl Safe to Eat‚ÄĚ (Food¬†and History 2013; 11(1):35-55), ‚ÄúDietary Advice and Fruit Eating in Late Tudor¬†and Early Stuart England‚ÄĚ (Journal of the History of Medicine and Allied Sciences
2012; 67:4) e ‚ÄúNutritious Foods and Consumption Choices in the Early Modern¬†Period‚ÄĚ (Social History of Medicine 2011; 24(1):161-5). Lloyd pu√≤ essere contattato¬†per posta elettronica all‚Äôindirizzo psl6@leicester.ac.uk.

Estratto dal magazine Nexus nr.116