Quantum Gravity Research: la geometria dello spazio e del tempo

E se il tessuto dello spazio e del tempo non fosse composto da stringhe monodimensionali o dall’energia per come la conosciamo, ma fosse un codice o linguaggio generato dalla proiezione geometrica?
Il gruppo “Quantum Gravity Research” è un team di Los Angeles, che unisce matematici e fisici per sviluppare un quadro teorico che generi una teoria di gravità quantistica che chiamano teoria dell’emergenza. Essa è ancora ai primi stadi di sviluppo e ha lo scopo di unificare, attraverso rigore matematico e scientifico, la teoria della Relatività, della meccanica quantistica e della coscienza. Il film è presentato in linguaggio semplificato e spiega i punti principali della teoria dell’emergenza, della meccanica quantistica e della fisica digitale, tuttavia potete trovare documenti più specifici nel nostro sito web.

Tony Smith: La fisica dell’E8, dalle Piramidi ad oggi
Tony Smith ha lavorato sulla fisica relativa al Gruppo di Lie E8 per anni e questo è un filmato in cui discute la sua ricerca.

“..Secondo il fisico Antony Garrett Lisi l’universo ha una forma grafica ben precisa che si avvicina enormemente a quella di un mandala…

Rispose Stephen Hawking a chi gli chiedeva quale, tra tutte le cosmologie concepite dagli scienziati nell’ultimo mezzo secolo, fosse quella vera: «Lo sono tutte». Una delle più antiche e universali, concepita da chissà chi, è senz’altro l’armonioso Mandala. Il più antico sin qui conosciuto è una “ruota solare” paleolitica scoperta nell’Africa del sud. Il più nuovo è quello del fisico teoretico Antony Garrett Lisi. «L’universo potrebbe avere una forma grafica precisa». Questo afferma Antony Garrett Lisi fisico “singolare” che da qualche mese fa parlare di se. E se c’è l’ha, quanto è vero il suo modello unificato – è quella di un Mandala. Della serie: i tibetani la sanno lunga? Fin troppo, sono convinti i cinesi!

Lisi, però, l’ha chiamato E8, come lo schema matematico a cui si rifà il suo modello. Si tratta di una “struttura” di 248 punti che incorpora le simmetrie di una geometria a 57 dimensioni ed è esso stesso a 248 dimensioni, della serie sembra tondo, ma ha 248 lati, come il più fine dei diamanti. Ecco come lo definisce Garrett: «Quello che sono riuscito a fare è descrivere tutte quelle particelle, includendo la gravità, quali parti di un singolo campo, con un singolo calibro di ragruppamento. E successivamente, ho scoperto che questo calibro è l’E8, forse una delle più belle strutture in matematica». Di fatto a rendere semplice la sua teoria del tutto è l’impiego di una sola dimensione temporale e tre spaziali, una cosina semplice dal punto di vista matematico. Detto così è roba che capiscono in pochi e quindi, a maggior ragione, seguendo l’intuito, conviene andare a veder meglio che cosa si dice sul mandala.

Dicesi Mandala… Secondo Wiki (non mia sorella, ma wikipedia): “è una parola che in sanscrito significa cerchio o ciclo. È associata alla cultura veda (vedi RigVeda, scritture che risalgono alla notte tempi), e molto assai a quella tibetana (aggiungo io). Il termine Mandala è usato anche per indicare un disegno composto dall’associazione di diverse figure geometriche, le più usate delle quali sono il punto, il triangolo, il cerchio ed il quadrato”. Se si guardano le animazioni della teoria del surfista – sport che Garrett preferisce a quelli solitamente adottati nei laboratori accademici – come appaiono sul video del New Scientist, non si può che rimanere affascinati. Elettroni, protoni, neutrini, quark e antiquark sono indicati, guarda caso, da piccoli triangoli e cerchi di colori diversi che, in una elegante quanto ordinata danza, si scompongono e ricompongono in quella che potrebbe essere, secondo Lee Smolin del Perimeter Institute for Theoretical Physics in Canada, “l’intuizione favolosa”..”
Tratto da L’universo è un mandala di Elsa Nityama Masetti pubblicato su Scienza e Conoscenza n.24.

 

 

Quantum Gravity Research: la geometria dello spazio e del tempo ultima modifica: 2018-04-25T13:07:57+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)