RAFFAELE BENDANDI (1893-1979)

Il Giornale Online
Terremoti, maree e comportamento degli animali sono gli argomenti di un libro pubblicato all'inizio di quest'anno dalla giornalista Cal Orey. Il titolo del libro è “The man Who Predicts Earthquakes, Jim Berkland, Maverik Geologist”, pubblicato dalla Sentient Publications, 2006; vedi http://www.syzygyjob.com. Alla domanda se sono prevedibili i terremoti l'autrice risponde che Jim Berkland sta sperimentando con successo un metodo di previsione da circa 30 anni.

Berkland è un geologo statunitense di San Jose, California, che ha avuto il coraggio di portare avanti una serie di osservazioni sulle congiunzioni luni-solari, lo smarrimento di animali domestici e i terremoti, nonostante lo scetticismo dei colleghi. Dalle sue osservazioni ha potuto appurare che durante l'anno è possibile individuare delle “finestre temporali” entro le quali è molto probabile che si verifichino forti terremoti. Queste sono determinate dall'allineamento Sole-Terra-Luna in concomitanza con la posizione del nostro satellite in prossimità del perigeo. Ciò capita da due a cinque volte l'anno. L'epicentro dell'evento è, invece, individuato attraverso il monitoraggio degli animali domestici scomparsi, con l'aiuto degli annunci dei quotidiani locali. Le sue previsioni possono essere valutate nel sito http://www.syzygyjob.com.

Già negli anni '20 un sismologo italiano tentò delle previsioni ricorrendo alla forza di marea. Si tratta del faentino Raffaele Bendandi. Nasce a Faenza il 17 ottobre del 1893 da una famiglia di modeste condizioni economiche e per questo può frequentare la scuola elementare fino alla quinta. In seguito acquisisce la specializzazione in disegno tecnico attraverso un corso. Presto impara il mestiere del padre da intagliatore per realizzare giocattoli e ornamenti sacramentali in legno. La sua spiccata abilità e precisione nel lavoro gli danno la possibilità di fare esperienza da un orologiaio nella riparazione di oggetti meccanici di precisione. Contemporaneamente, le nozioni di astronomia acquisite nella scuola e il mistero dei terremoti, che già annotava fra le pagine dei quaderni di scuola, lo attrassero a tal punto da tenere libri di fisica e astronomia fra gli attrezzi da falegname e da studiarli in ogni momento libero.

Il 28 dicembre del 1908 Bendandi restò profondamente colpito dalla notizia della tremenda catastrofe che colpì le città di Messina e ReggioCalabria: da quel momento iniziarono le sue ricerche. Durante il servizio militare nel 1917 ebbe modo di osservare il fenomeno della marea che pose alla base delle sue indagini. A partire dal principio della marea e dallo studio della teoria di Darwin si cimentò nei primi tentativi di previsione, e attraverso lo studio di 20.000 terremoti del passato, ripresi nei cataloghi della sua epoca, affinò ulteriormente tale metodo. Si autocostruì un sismografo per verificare le sue previsioni e in seguito lo perfezionò per venderlo in tutto il mondo. Nel 1920 i suoi studi gli permisero di entrare a far parte della società sismologica italiana. Qualche anno dopo consegnò una prima previsione ad un notaio di Faenza, il 20 dicembre 1923. La conferma delle sue previsioni gli diede la fama nazionale mentre gli articoli di previsione che scrisse per i maggiori quotidiani del mondo lo fecero conoscere ovunque (tali articoli sono raccolti nella sua casa-osservatorio in via Manara n.17 di Faenza).

Ma perchè in Italia tutti si sono dimenticati di lui e del suo lavoro? Nel 1927 il regime fascista vietò a Bendandi di divulgare le sue previsioni, come si può leggere ad esempio sul quotidiano “LA NAZIONE” del 30 maggio di quell'anno, probabilmente sotto la pressione di molti accademici del tempo desiderosi di togliere di mezzo lo scomodo personaggio che li metteva nella grande difficoltà di spiegare perchè loro non riuscivano a prevedere i terremoti. Bendandi non si diede per vinto e scrisse un primo libro che pubblicò completamente a sue spese nel luglio 1931. Tale libro intitolato “UN PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL'UNIVERSO” era dedicato all'attività solare e conteneva il primo caposaldo su cui egli basava le sue ricerche. Il ciclo undecennale venne interpretato come un battimento delle sollecitazioni mareali prodotte dai pianeti che ruotavano attorno al Sole.

La variabilità delle altre stelle venne spiegata attraverso lo stesso principio e descritta in un secondo volume ancora inedito. Essendo anche il fenomeno sismico inquadrabile sotto lo stesso ragionamento, nella situazione di non poter divulgare le previsioni dei terremoti, Raffaele Bendandi volle probabilmente fissare un primo principio che se apprezzato gli avrebbe permesso di far riconsiderare le sue previsioni. Nello studio dei terremoti si occupò del fenomeno delle variazioni di inclinazione del terreno e degli effetti dei moti planetari sui movimenti della crosta terrestre. Strettamente legato a questi fu lo studio della migrazione della posizione del polo. La soluzione dell'enigma del ciclo undecennale solare costituì uno dei suoi maggiori argomenti, insieme a quello delle stelle variabili.

Bendandi ipotizzò anche l'esistenza di cinque nuovi pianeti: quattro extranettuniani e uno situato fra il Sole e Mercurio. L'esistenza dei primi quattro fu dedotta dall'osservazione dei terremoti mentre quella dell'ultimo dall'attività solare. Ma l'opera di questo scienziato non si ferma qui. Dopo la seconda guerra mondiale, attraverso una bussola e dei radio ricevitori su onda corta, ma probabilmente anche prima attraverso degli strumenti per la ricetrasmissione radio-telegrafica, realizzò osservazioni sistematiche delle interferenze elettromagnetiche che accompagnavano le tempeste solari e qualche volta sembravano essere associate ai terremoti. Anche Jim Berkland, come riportato nel libro di Cal Orey, considera la manifestazione delle anomalie elettromagnetiche, le variazioni del campo magnetico terrestre e gli altri disturbi a bassa frequenza come quei segnali che gli animali sono in grado di percepire prima di un terremoto e che li spinge ad abbandonare l'area interessata dall'evento.

Raffaele Bendandi è uno dei primi a riconoscere tali anomalie come responsabili di strani effetti sugli esseri viventi. Dal 1950 inaugurò, infatti, un nuovo genere di osservazioni sull'aumento di aggressività delle forme influenzali e sul rincrudirsi della criminalità legate all'attività solare. Si servì delle scoperte di Giorgio Piccardi (1895-1972), per giustificare l'effetto dei vari tipi di radiazioni solari sulle forme viventi. Introdusse un nuovo genere di previsioni metereologiche ed effettuò utili osservazioni sulle esplosioni nelle miniere. Ma soprattutto, comprese tutti questi argomenti in un quadro più ampio che egli chiamò “crisi cosmica”.

L'attività di pochi scienziati è paragonabile a quella di Raffaele Bendandi, innanzitutto per i risultati ottenuti, cioè per i contributi alla previsione dei terremoti, dell'attività solare e delle “crisi cosmiche”. E' stata la sua profonda fiducia nella scienza a distinguerlo dalla maggior parte degli scienziati del suo tempo. In un periodo, cioè, dove i risultati della meccanica quantistica hanno sollevato il dubbio di una natura indeterminabile se non osservata e i maggiori scienziati hanno affermato che era il “caso” a governare il terremoto e molti altri fenomeni, egli ha sempre sostenuto fermamente l'esistenza di “granitiche leggi della natura”, vedendo l'opera dello scienziato come una sfida alla loro comprensione.

Autore: Cristiano Fidani (c.fidani@virgilio.it)
Fonte dell'immagine: http://www.comune.faenza.ra.it/contenuti/index.php?id=133&ref=2&t=serv_cultura
Fonte: http://www.loscrittoio.it/Pages/CF-0206.html

Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.4562 http://www.altrogiornale.org/_/content/content.php?content.301 http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_05.htm http://www.altrogiornale.org/news.php?item.5066.7

Gli “Scienziati Eretici”, le loro opere, i loro errori, il loro contributo e molti loro esperimenti… che potrete ripetere e rivivere

RAFFAELE BENDANDI (1893-1979) ultima modifica: 2009-09-28T20:41:14+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)