RELATIVITA RISTRETTA: UNA TEORIA CHE NON ANDAVA CHIAMATA TEORIA

relrist

E’ arcinoto che la Relatività Ristretta (o Speciale) è conosciuta come teoria. Bene, questo è un classico esempio di scarsa consapevolezza di ciò che si ha tra le mani, da parte della scienza ufficiale, o scienza del sistema, che dir si voglia.

di Leonardo Rubino

Ciò è emerso oggi, più che mai, dopo la recente ed imbarazzante vicenda dei neutrini tachionici, o superluminali, che dir si voglia, tra CERN ed OPERA. Imbarazzante non per gli sperimentali che hanno condotto gli esperimenti, ma per i tanti (e, spesso, arcinoti) teorici che hanno accolto e plaudito, senza respingere subito la bizzarra notizia, come io ho invece fatto su tutti i blogs ecc. http://rinabrundu.files.wordpress.com/2012/11/anything-but-superluminal-neutrinos-and-divine-bosons-by-leonardo-rubino.pdf

Perchè, dunque, la Teoria della Relatività Ristretta non è una teoria (come voluto dalla scienza ufficiale), ma bensì è una certezza? Semplice; lo spiego con un esempio: se io oggi trovo una scatolina di tessere di un puzzle e poi, tra dieci anni, trovo un’altra scatolina di tessere, sempre di puzzle, con colori e forme simili a quelli della prima scatolina e poi metto tutte le tessere, di entrambe le scatoline, insieme, in una scatola più grande e poi trovo un foglio di istruzioni che mi illustra una regola che mi permette di incastrare tutte queste tessere in modo perfetto, a formare un rettangolo perfetto che mi rappresenta la Torre di Pisa (magari con sopra Galileo Galilei), allora, vorrei sapere io, chi è quello stravagante che si sogna di dire che la regola illustrata che mi ha permesso di montare perfettamente il tutto è una “teoria”? La Torre di Pisa con su Galilei ed in un rettangolo perfetto non è venuta fuori “teoricamente”, ma bensì praticamente! Ma di che teoria stanno parlando? Quella regola è una “certezza”, giusta. Non una teoria!

Veniamo ora alla Relatività Ristretta, detta molto impropriamente Teoria.

Ormai qualche secolo fa vennero scoperte le leggi dell’elettricità e dell’attrazione tra cariche elettriche (prima scatolina di tessere); e, sempre un bel paio di secoli fa vennero scoperte le leggi del magnetismo e dell’attrazione tra fili elettrici che, percorsi da corrente, generavano appunto campi magnetici (seconda scatolina di tessere). Le due scatoline sono imparentate (i campi magnetici sappiamo produrli mettendo in movimento le cariche elettriche, e le correnti elettriche, tramite i campi magnetici da esse prodotti, possono caricare elettricamente dei condensatori elettrici appunto, ecc…). E non si dimentichi che i campi elettrici e magnetici sono, come dire, abbracciati insieme nelle onde elettromagnetiche, ossia nella luce. Poi, un bel centinaio d’anni fa e più, viene proposto un foglio di istruzioni con su una regola: la Relatività Ristretta, fondata sul principio della velocità limite della luce “c” e, dunque, sulle Trasformazioni di Lorentz (1904 – nate prima della Relatività ed in un contesto tutto elettromagnetico).

E questo “foglio d’istruzioni” fa scaturire perfettamente il campo magnetico come effetto “elettrico” relativistico, derivante dal principio della velocità limite della luce c. E tutto ciò vi sembra una coincidenza? Una teoria? Un qualcosa di valido e vero solo teoricamente? Ma è come se trovo una mappa che mi predice e mi fa scoprire mille tesori (oro, platino, diamanti e rubini) sotterrati ed io poi dico che quella mappa conteneva istruzioni di valore teorico. Alla faccia. Ma tutti i tesori li hai trovati esattamente dove la mappa diceva. E li hai trovati praticamente, non teoricamente. Ma dai. Ma basta far approdare negli atenei i figli di papà, che studiano a memoria i teoremi astratti dell’analisi matematica, quando poi non ricordano neanche la formula risolutiva delle equazioni di secondo grado. E poi non sanno distinguere un fatto di valore oggettivo da uno di valore teorico, plaudendo poi (come tanti teorici hanno fatto) alla notizia dei neutrini più veloci della luce, quando, poi, se solo si fossero resi minimamente conto di ciò che l’indiscutibile elettromagnetismo è e di ciò che la Relatività Speciale è, avrebbero taciuto, evitando così di rinnegare l’elettromagnetismo che faceva funzionare perfettamente il loro microfono, mentre ci rendevano edotti dei loro plausi da scuola media inferiore.

Diverso, invece, è il discorso sulla Relatività Generale. Quella sì che è una teoria. Anzi, un modello interpretativo che, a mio avviso, funziona qua e là, ma non esprime l’essenza vera delle cose. Per me la spiegazione della gravità e dell’elettricità ha un fondamento statistico. La gravità non è prettamente e solamente una curvatura dello spazio-tempo, né la repulsione elettrica è un fenomeno imputabile alla torsione (e non più, dunque, solo curvatura) dello spazio-tempo, come dettato in teorie dei campi unitari. Le particelle elettriche si riattraggono e, conseguentemente, le grandi masse di materia si attraggono pure, gravitazionalmente, in quanto, sulla base del Principio di Indeterminazione di Heisenberg, tutto ciò che è comparso deve poi, inesorabilmente scomparire, ossia riattrarsi ed annichilirsi. E’ ciò che due particelle elettriche speculari fanno in piccolissime frazioni di secondo, così come, invece, guarda caso, la massa gravitazionale dell’Universo farà, collassando a mo’ di Big Crunch, realizzando così una vera e propria annichilazione gravitazionale. Ma basta così…Chi è in grado di capire ha capito! Si veda, a tal proposito, il seguente link, a pagina 27: http://www.fisicamente.net/FISICA_2/UNIVERSO_TRE_NUMERI.pdf

Scarica il documento intero: http://altrogiornale.org/download/267210/
Altri scritti di Leonardo Rubino: http://altrogiornale.org/download/leonardo-rubino-libri/

RELATIVITA RISTRETTA: UNA TEORIA CHE NON ANDAVA CHIAMATA TEORIA ultima modifica: 2013-02-03T17:24:51+00:00 da Richard
About the Author
Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)