Rudolf Steiner – Il Maestro dei nuovi tempi

RUDOLF STEINER

Rudolf Steiner

Rudolf Steiner – il Maestro dei nuovi tempi – è senza dubbio la più grande figura spirituale dell’era contemporanea.

Nacque il 25 Febbraio 1861 a Kraljevec, allora Impero di Austria-Ungheria – oggi Slovenia – da una semplice famiglia di lavoratori; il padre era telegrafista delle ferrovie imperial-regie.

La sua infanzia si sviluppò nei ritmi della provincia e della vita nella natura.

Le sue esperienze spirituali furono precoci e ben presto incontrò i suoi due Maestri, quelli che lo avrebbero aiutato a sviluppare i suoi sensi spirituali per la missione che gli era stata assegnata.

Dopo le scuole inferiori visse a Vienna per 12 anni, immergendosi nella vita e nella cultura contemporanea e frequentando i salotti culturali dell’allora scintillante capitale dell’Impero asburgico, lavorando e studiando, apprezzato ed amato da chi lo conosceva ma, di fatto – come alcuni amici testimoniarono – vivendo in “due mondi paralleli”, vale a dire con la percezione spirituale sempre attiva accanto all’esperienza sensibile.

Fu curatore delle opere scientifiche di Goethe a Weimar, studioso di Fichte – ottenne un dottorato in filosofia all’università di Rostock, di Schopenhauer e di Jean Paul; a Naumburg curò – chiamato dalla sorella Elisabeth – gli scritti di Nietzsche. A Berlino diresse la rivista letteraria Magazin für Literatur e si occupò a fondo della vita sociale e culturale del suo tempo, insegnando per un certo periodo anche presso l’Università Popolare, sempre a Berlino, dove si era trasferito nel 1897.

Nel 1899 esperienze spirituali fondamentali ne cambiarono profondamente la vita e il pensiero; Steiner, da quel momento, si orienterà con sempre maggior decisione verso l’esoterismo cristiano.

Fu scienziato, poeta, artista, letterato, filosofo, teologo e non cessò mai di praticare l’”amore per l’azione”. La sua monumentale opera rappresenta un tentativo di rinnovare in profondità tutte le discipline conoscitive umane, dalla filosofia alla scienza, dalla religione all’arte, dall’agricoltura alla medicina, dall’economia alla pedagogia.

Nel campo della pedagogia fondò un particolare tipo di scuole, le cosiddette scuole Waldorf, o scuole steineriane, che si basano su principi profondamente diversi rispetto alle scuole tradizionali. La scuola Waldorf mette al centro dell’educazione l’essere umano nella sua interezza e non solo gli obiettivi intellettuali e le performance da conseguire. Questo indirizzo educativo conta oggi oltre 1000 scuole in tutto il mondo.

In agricoltura gettò i fondamenti della cosiddetta agricoltura biodinamica, oggi ampiamente utilizzata in tutto il mondo, vale a dire un’agricoltura di tipo biologico, che segue i ritmi della natura e che si basa sul presupposto spirituale dell’unicità del suolo e di ciò che prende vita da esso.

Diede impulso anche a una nuova medicina; dalle sue indicazioni ai medici e dalle ricerche scientifiche che seguirono nacque la Weleda e altri laboratori di ricerca che ne applicano i principi.

La cosiddetta “medicina antroposofica”, armonizza la cura del paziente con cure mediche tradizionali, medicinali alternativi e cura dell’anima; sono diverse le cliniche antroposofiche nel mondo, di cui la più nota è la Lukas Klinik di Arlesheim; esiste un’associazione di medici antroposofici e un sito. Alla Lukas Klinik viene somministrata una efficacissima cura contro il cancro, l’Iscador, basata sul vischio.

Ispirato al suo insegnamento nacque anche un movimento religioso, la Christengemeinschaft, o Comunità dei cristiani, né Steiner trascurò l’arte con opere e indicazioni su pittura, scultura, euritmia, architettura – con lo straordinario progetto del primo Goetheanum a Dornach – e molto altro ancora.

Discorso a parte merita l’impulso da lui riservato all’economia e alle scienze sociali con la sua Tripartizione dell’organismo sociale. Rudolf Steiner – a differenza della maggior parte dei maestri spirituali – fu profondamente immerso e collegato alla vita del suo tempo. Egli ebbe, nell’estate del 1917, l’opportunità di far conoscere le proprie opinioni sulla situazione dell’Europa – in preda ad una guerra spaventosa – ad alcuni uomini di stato tedeschi e austriaci.

Nei Memorandum, che pubblicò in quell’anno, Steiner dimostrò come la vera causa della grande guerra non fosse da ricercarsi nell’aggressività di certe Nazioni, ma nella terribile commistione di interessi politici, culturali ed economici esistente nei paesi belligeranti. Indicò ai governi dell’Impero Austro-ungarico e della Germania la necessità di realizzare una riforma sociale che seguisse il principio di tripartizione dell’organismo sociale. Il Conte Arthur Polzer-Hoditz, capogabinetto dell’Imperatore d’Austria, esaminò con molta attenzione il Memorandum, giudicando la proposta di Rudolf Steiner del tutto valida. Non riuscì tuttavia a portare l’istanza all’Imperatore e l’attuazione della Tripartizione fallì.

Rudolf Steiner fondò una loggia massonica e diresse la sezione tedesca della Società Teosofica, creò una vera e propria Scuola Esoterica, che riprendeva la tradizione degli antichi Misteri con la sostanziale differenza che i tempi moderni impongono la diffusione delle verità occulte, le quali pertanto non devono più essere tenute nascoste – come un tempo – nelle sedi dei Misteri.

Ha lasciato un patrimonio di 28 libri, innumerevoli saggi ed articoli, poesie, lettere, ma è soprattutto la mole delle sue conferenze a lasciare senza fiato. Furono circa 6000 le conferenze che tenne – su ogni argomento dell’umano conoscere – quasi ogni giorno, dall’inizio del ‘900 fino al settembre del 1924, appena pochi mesi prima della morte. I frutti di tale sua infaticabile attività sono stati raccolti in oltre 360 volumi, ancora in corso di pubblicazione.

Le quattro opere fondamentali per accostarsi all’insegnamento del Dottore – così veniva e viene chiamato Steiner dai suoi discepoli o studiosi – sono Filosofia della libertà, L’Iniziazione, come si conseguono conoscenze dei mondi superiori?, La scienza occulta nelle sue linee generali e Teosofia.

Vi sono poi le centinaia di volumi che raccolgono i cosiddetti ‘cicli’ di conferenze da lui tenute in tutta Europa in materia di arte, karma, nascita e morte, Cristo, commenti ai vangeli, poesia, responsabilità dell’uomo, cosmologia, teologia, templari, rosacroce e molto altro ancora. Un corpus immenso che ha silenziosamente, ma in modo indelebile, compenetrato la spiritualità contemporanea.

La sua personalità amorevole, la sua dedizione e l’infinito supporto che diede a tutti coloro che gli erano intorno lo fecero venerare e amare dai suoi contemporanei, che si strinsero intorno a lui e contribuirono alla nascita del movimento dell’Antroposofia con sede a Dornach, in Svizzera.

Moltissimi gli artisti e pensatori direttamente influenzati da Steiner: da Andrei Bely a Vassily Kandinsky, da Aleksandr Scriabin a Saul Bellow, da Joseph Beuys a Owen Barfield, da Albert Schweitzer a Andrei Tarkovsky, da Bruno Walter a Michael Ende, solo per citare i più noti.

Alla sua morte, avvenuta con tutta probabilità per avvelenamento il 30 marzo del 1925, la direzione della Società antroposofica da lui fondata venne presa in mano da persone e forze totalmente in contrasto con la sua linea spirituale e di pensiero; basti pensare che da lì a poco la direzione della Società espulse persino sua moglie, Marie von Sivers, che non era solo consorte del maestro austriaco, ma anche ispiratrice spirituale.

Vi è una differenza fondamentale tra Steiner e la maggior parte dei maestri spirituali; questi ultimi partono da formazioni più o meno mistiche o da mera ricerca di benessere personale, mentre con Steiner ci troviamo di fronte ad uno scienziato prima ancora che filosofo, perfettamente integrato nella vita culturale del suo tempo, che immette nella cultura dell’epoca qualcosa di totalmente, integralmente nuovo.

Potremmo chiamarla la fondazione dei nuovi Misteri: una via scientifica verso la conoscenza – sensibile e soprasensibile.

La differenza sostanziale tra la Scienza dello spirito o Antroposofia – la via di conoscenza da lui indicata – da qualsiasi altra via spirituale è che alla base di ogni altra concezione spirituale del mondo vi è una rivelazione, una tradizione.

Al contrario l’Antroposofia non è rivelazione divina, ma scienza umana.

Quanto alle religioni ufficiali, esse si fondano su dogmi e su una tradizione immutabile, dove lo spirito è il grande escluso, mentre la quasi totalità dei maestri – o sedicenti tali – propongono delle vie molto personali dove non ha diritto di cittadinanza quella che è la caratteristica della esperienza conoscitiva dell’uomo attuale: la scientificità del processo conoscitivo.

La conoscenza spirituale – sovrasensibile – deve poter essere altrettanto certa di quella del mondo fisico – sensibile – per poter essere oggettiva, pertanto una via spirituale non deve aver bisogno di dogmi o tradizioni da osservare. Altrimenti siamo nel campo delle belle parole che fanno piacere all’anima ma che non servono a trasformare realmente la propria personalità e il proprio destino.

Se, invece, si applica all’evoluzione spirituale – attraverso esercizi specifici e un’ascesi cosciente – il metodo scientifico, i risultati non tardano ad arrivare.

Per questo motivo La filosofia della libertà ha, come sottotitolo, Risultati di osservazione animica secondo il metodo delle scienze naturali. Questo testo non è, infatti, un testo filosofico ma un manuale scientifico applicato al mondo delle idee. Qui i pensieri vengono affrontati con le stesse modalità con cui lo scienziato analizza i corpi e le sostanze.

La via tracciata da Rudolf Steiner, la Scienza dello spirito non è pertanto in alcun modo una via mistica o filosofica, bensì una via rigorosamente scientifica.

In particolare due sono i capisaldi del lavoro di una vita di Rudolf Steiner: il pensiero e il Cristo.

Il pensiero è la chiave di volta per attuare la nostra trasformazione; è il principale strumento di conoscenza che possediamo. Anche i sentimenti o gli impulsi di volontà li conosciamo tramite il pensiero, né le percezioni dei sensi ci trasmetterebbero nessuna conoscenza se non vi unissimo dei concetti. Ma il pensiero come tale non viene di regola conosciuto; conosciamo i pensati ma non il pensiero che li pensa. Con i pensieri, in realtà, noi crediamo di vedere l’oggetto del nostro pensare – l’oggetto esteriore, l’evento – ma non ci avvediamo di essere di fronte a dei pensati.

Crediamo che siano degli oggetti ma sono solo pensati.

In realtà nulla conosciamo di noi e del mondo intorno a noi se non pensieri.

Il pensiero come tale è dunque ciò che in somma misura dobbiamo conoscere, è la scala che ci serve – sempre se utilizzato in modo corretto – per salire a conoscenze più vaste e profonde di noi stessi e del mondo.

Il pensiero, correttamente utilizzato, è in grado di superare i limiti della conoscenza normalmente ritenuti invalicabili.

Il pensiero puro realizza la sua indipendenza da qualsiasi pensato e diviene strumento principe di conoscenza di sé e del mondo.

E l’attività pensante è l’unica attività che, grazie alla contemplazione, può conoscere se stessa in modo scientifico, oggettivo.

Qui è possibile tracciare la differenza sostanziale tra Tradizione e Iniziazione. La Tradizione, per quanto nobile ed elevata possa essere – una visione spirituale, una religione, una rivelazione – è pur sempre costituita da pensati, diviene dogma, conformità, invece che vita interiore.

L’Iniziazione, invece, evoca il concetto di azione, esperienza, attività pensante.

Dunque la Scienza dello spirito è una via attiva verso la conoscenza, utilizzando uno sviluppo dell’attività pensante, mediante meditazione, concentrazione, e altri appositi esercizi per sviluppare pensare, sentire e volere.

L’altro fondamento del pensiero di Steiner è la centralità del Cristo. Steiner, che fu invitato dai vertici della Società teosofica a tenere conferenze nelle sedi della Teosofia a partire dal 1899 – e di cui fu anche segretario generale della sezione tedesca – ne uscì nel 1913 proprio perché nel 1909 il giovane Krishnamurti venne presentato a Benares dai teosofi di Adyar come la reincarnazione del Cristo.

Steiner invece – sulla base della veggenza spirituale personale che possedeva fin da giovanissimo – non si stancò mai di ribadire che il Cristo non riapparirà una seconda volta in forma fisica dopo gli eventi di Palestina ma in forma eterica – e questo già dalla metà del secolo scorso – ad un numero sempre maggiore di persone.

L’annuncio dell’inizio dell’epoca della manifestazione del Cristo nell’eterico è, infatti, il centro della sua rivelazione esoterica, come lo fu ai tempi del Cristo storico l’annuncio di Giovanni Battista che “i tempi stanno cambiando”.

Piero Cammerinesi

liberopensare.com

Rudolf Steiner – Il Maestro dei nuovi tempi ultima modifica: 2016-02-25T14:49:01+00:00 da prixi
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