Sai camminare sull'acqua?

Il Giornale OnlineQuando ci incamminiamo sul sentiero della spiritualità e delle tecniche sciamaniche o mistiche di trasformazione personale, non dobbiamo dimenticare che l’origine e la sostanza di ogni disciplina trae ispirazione e nutrimento dall’osservazione della natura. Il modo in cui ci rapportiamo con la natura è direttamente collegato al rapporto che abbiamo con il nostro corpo.

In molte tradizioni, come ad esempio il taoismo delle origini, la natura è considerata madre di tutte le cose, esempio di perfezione nel suo equilibrio dinamico di forze solo all’apparenza contrapposte. Il corpo umano, esempio microcosmico della perfezione del Tao, è un insieme di energie che si muovono seguendo percorsi definiti. Queste varie energie sono direttamente collegate alle energie cosmiche: aria, terra, acqua, fuoco, metallo. Ognuna di queste energie non rappresenta un elemento, ma un movimento, una proprietà dinamica e viva.

Un giorno il mio maestro di Shiatsu mi disse che la differenza principale fra la medicina orientale e la nostra è che la prima studia i corpi quando sono vivi, quindi nella loro capacità di fluire in quanto processi, la seconda studia i corpi quando sono morti. La moderna medicina occidentale nasce appunto dalla pratica di sezionare cadaveri e quindi dividere il corpo in parti, collocando poi ogni parte all'interno di un funzionamento complessivo. Ma la visione rimane quella di parti separate che concorrono al tutto.

Il corpo umano, nell'idea orientale, è un meraviglioso meccanismo in perpetuo cambiamento, in cui la somma delle parti è qualcosa di più del tutto che vediamo. Ogni blocco che imponiamo al libero flusso delle energie che lo percorrono non può che portare a squilibri e, alla fine, a malattie di vario genere. Per questo in oriente c’è sempre stato un proliferare di discipline e di arti più o meno esoteriche il cui scopo era rendere il corpo il posto più adatto per accogliere l’anima, perché fosse possibile il suo pieno e completo manifestarsi in questa dimensione. Lo sviluppo di un’equilibrata consapevolezza di sé passa, infatti, attraverso la nostra corporeità.

Il nostro corpo è l’unico strumento che abbiamo per innalzarci alle vette dello spirito. Non per niente la ricerca degli alchimisti taoisti, ma anche occidentali, era principalmente volta alla ricerca dell’elisir di lunga vita. In alcune tradizioni cristiane, invece, la natura, e con essa il corpo, è stata spesso ritenuta qualcosa di separato dall’anima, qualcosa da combattere in quanto di origine inferiore, “bestiale”. Da qui le varie discipline che fanno della mortificazione del corpo e delle passioni ad esso legate uno strumento di liberazione e crescita.

Questa concezione di separatezza non è priva di conseguenze anche e soprattutto a livello ecologico. L’uomo, separato dalle leggi di Madre Terra, si sente alienato, guarda con sospetto tutto ciò che fuoriesce dai limiti della “civiltà”. Si trova rinchiuso nelle regole di una vita alienata e costretto a perseguire scopi che non rispecchiano la sua vera natura.
Mi riferisco principalmente allo svilupparsi nel tempo dell’idea antropocentrica, per cui l’essere umano, autodefinendosi superiore, ha preso le distanze da tutte quelle cose che gli ricordavano la sua originaria natura animale. Questo salto non è avvenuto a caso e non per un solo motivo. Ma la spinta delle religioni è stata in questo senso determinante.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non è forse il sentirsi separati dal mondo la causa del nostro atteggiamento violento nei confronti di tutte le altre creature? Non è il nostro arrogante sentirci superiori che ha portato allo sfruttamento indiscriminato di ogni risorsa a discapito di tutti gli altri abitanti della terra? Io penso proprio di si.

Ma cosa c’entra tutto questo col titolo di questo articolo?

Ansari di Heart, mistico musulmano dell’XI secolo, ha detto:

Sai camminare sull'acqua? Non hai fatto niente di meglio di una pagliuzza.

Sai volare nell'aria? Non hai fatto niente di meglio di un moscerino.

Conquista il tuo cuore; solo allora potrai diventare qualcuno.

Ciò che i mistici di ogni epoca ci hanno sempre ripetuto è che tutto è connesso. Non esiste separazione fra noi e quello che, apparentemente, è la fuori. Tutto quello che facciamo agli altri lo facciamo a noi stessi. Non esiste un bianco e un nero, ma tutto fa parte di un flusso che non ha soluzione di continuità. Le moderne scoperte della fisica quantistica e dei campi morfogenetici ci avvicinano sempre di più a queste antiche intuizioni. Camminare sull’acqua, a ben vedere, non è qualcosa che ci riguardi.

Quello che ci aspetta nel prossimo futuro è la presa di coscienza che se vogliamo cambiare il mondo e renderlo un posto vivibile per i nostri figli, non ci resta che porre fine ad un atteggiamento, così radicato quanto pernicioso, di abuso di potere, che l’uomo sta mettendo in atto in ogni modo possibile. In altre parole, la sfida che ci aspetta per la nuova era è questa: sappiamo far volare il nostro cuore?

Sappiamo vedere in tutto quello che ci circonda noi stessi? Io credo che in questo percorso di consapevolezza, volto alla ricerca di risposte interiori, sia molto utile la conoscenza dell'antica filosofia taoista, che da sempre ci insegna come sia importante seguire le leggi naturali. Credo sia importante, soprattutto per noi popoli occidentali, riacquisire quel collegamento perduto con la natura, di cui fa parte e che dovrebbe mantenere saldo ad ogni costo. E questo passa anche attraverso una maggiore cura del nostro corpo, delle sue emozioni, dei suoi ricordi.

Stiamo così attenti alla perfetta manutenzione della nostra scatoletta a quattro ruote e non pensiamo a quanti velenosi intrugli immettiamo ogni giorno nelle nostre bocche, nei nostri polmoni, nei nostri occhi. Se non riusciamo a riappropriarci del nostro principale strumento di crescita come potremo occuparci del pianeta, di chi ci circonda, di chi ha bisogno di noi? Se non riusciamo più a sentire la sofferenza che ci colpisce quando ci avveleniamo, come possiamo diventare sensibili alla sofferenza delle altre creature?

Le religioni del mondo occidentale, in genere, ci hanno abituati a nascondere, censurare ciò che il corpo vorrebbe mostrare. La nostra crescita, però, non può prescindere da noi stessi. Adesso più che mai il ritorno ad una vita più umana si rende necessario. Per affrontare la crisi energetica, ma anche per prepararsi al salto evolutivo che presto sarà richiesto al genere umano.

Allora la domanda del titolo diventa superflua. Non è importante saper camminare sull'acqua, ma vivere responsabilmente. Nel prossimo articolo affronteremo proprio il concetto di responsabilità totale nell'Huna hawaiano.

Autore: David Ciolli – Redazione di Promiseland

Approfondimenti

R.Sheldrake, La mente estesa. Ed. Urrà

Lao tzu, Tao Te Ching

A.Watts, Il Tao. La via dell'acqua che scorre. Ed. Ubaldini

A.Gentili, Le ragioni del corpo. Ed.Ancora

Fonte: http://www.promiseland.it/view.php?id=2874


Sai camminare sull'acqua? ultima modifica: 2009-08-04T22:36:28+00:00 da Quantico
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