Scie chimiche: DORizzazione finale del pianeta? (Articolo di Alessandro Rosselli – Quinta parte

Nel pubblicare la quinta parte di questa preziosa ricerca, intendiamo sottolineare che davvero, come è evidenziato nel testo, gli ecosistemi sembrano prossimi al collasso: si consideri come esempio l'ambiente del bosco di conifere descritto nell'articolo Danni alla vegetazione nell'entroterra di Sanremo. Che già le aghifoglie, alberi sempreverdi siano spoghi e secchi è inquietante, ma ancora più terribile è notare come le montagne, per mezzo della diuturna e massiccia irrorazione di veleni, siano state denudate, ossificate, diventando simili a scheletri scarnificati.

Gli impianti nucleari di solito diffondono significative quantità di radiazioni che si possono misurare nel sistema di raffreddamento ad acqua o nell'impianto di ventilazione dell’aria che passa attraverso l’installazione. A parte il fatto che la popolazione locale respira e comunque assume queste scorie radioattive, che si accumulano nella catena alimentare, sussiste il problema di oranur e Dor. Entrambi sono creati dagli impianti nucleari e l’energia atmosferica in queste aree è intaccata. Le persone sensibili sentono realmente la differenza in una regione, dopo che un reattore nucleare è rimasto operante per un certo periodo ed inoltre accurate osservazioni qualche volta possono rilavare cambiamenti nella situazione meteorologica.

I test atomici sotterranei sono forse i più dannosi poiché colpiscono e agitano negativamente il campo dell’energia orgonica dell’intero pianeta. Qualche analisi suggerisce che fenomeni estremi come siccità o forti temporali, nonché gli epidemici sintomi influenzali, possono essere innescati da esplosioni atomiche sotterranee, attraverso un disturbo molto esteso del campo energetico della Terra. Alcune prove, attualmente sotto analisi, hanno suggerito che l’intera Terra è disturbata nella sua rotazione dinamica e che le esplosioni nucleari ipogee surriscaldano e sconvolgono l’atmosfera superiore. Questo genere di effetti non ha nessun senso dal punto di vista della biologia e della fisica classica, che negano l’esistenza di qualsiasi principio energetico e postula uno spazio vuoto. Dal punto di vista della biofisica orgonica, questi fatti hanno un senso. Individui sensibili possono sentire l’effetto oranur, attraverso una sensazione di sovreccitazione nervosa, associata a febbricola.

Qualcuno può sentirsi, a causa dell’effetto oranur costantemente agitato, mentre qualcun altro può avvertire delle contrazioni in presenza di tale effetto. Il forte oranur intacca ogni persona nel suo punto debole e tende a portare in superficie sintomi latenti. I palmi delle mani possono esibire caratteristiche chiazze e dormire può risultare quasi impossibile. Si nota anche scarsa concentrazione sul lavoro o in altre attività.

L’espressione atmosferica dell’oranur è anche quella della sovraccarica. Il cielo può mantenere un forte colore blu, ma all’orizzonte appare una foschia densa. Le nuvole non si uniscono né crescono sotto le condizioni oranur, perché l’atmosfera altamente caricata e agitata non può contrarsi e poiché la carica dentro le nuvole non può aumentare oltre un certo limite. I venti possono essere caotici con le condizioni oranur. I fronti temporaleschi di solito cominciano a frammentarsi o a dissiparrsi come si avvicinano ad una regione intaccata dall’oranur. L’atmosfera può avere una qualità tesa o artificiale, che riflette le condizioni generalmente sovraccaricate. La pioggia diminuisce, in particolare appena l’oranur è rimpiazzato dalla condizione Dor.

Anche Dor implica manifestazioni atmosferiche e, quando tale energia negativa è sufficientemente estesa, si associa a condizioni di siccità e di aridità. Esso appare sul panorama come un grigio/acciaio che riduce la visibilità, dà alla luce del sole una qualità ardente, rende la pioggia acida o la blocca completamente. Le nuvole appaiono come brandelli, simili a cotone lacerato, leggermente sporco e non crescono mai oltre una certa misura. A volte appaiono insolite piccole nuvole di colore nero o grigio scuro; in contrasto con altre piccole nembi nell’aria, queste formazioni scurastre mantengono la loro colorazione opaca anche quando sono illuminate direttamente dalla luce del sole. Queste sono quelle che Reich chiamava nuvole Dor. Spesso si formano e si riformano continuamente sopra alcune località, come se fossero attaccate in quel punto energeticamente.

Mentre oranur e Dor spesso coesistono in una determinata regione, generalmente un’espressione predomina sull’altra. Dato che Oranur e Dor sono fenomeni energetici, non possono essere soffiati via dal vento, anche se un forte temporale potrebbe isolarli e spazzarli via. Con condizioni Oranur e Dor eccezionalmente forti, i temporali vengono bloccati e deviati, dando origine ad una siccità prolungata. I luoghi deserti sono generalmente pieni di grandi quantità di Dor, particolarmente nella porzione topografica situata più in basso. Regioni con numerose centrali nucleari, raffinerie e grandi installazioni di depositi tendono ad essere molto cariche di Dor e di Oranur. In quelle regioni occorrono spesso, come conseguenza, periodi di siccità, dato che l’energia vitale si trova raramente in uno stato naturale e periodicamente è sovreccitata o indebolita.

Le suddette descrizioni delle condizioni Oranur e Dor contrastano con quelle dell’energia orgonica nella sua condizione brillante e pulsante. Quando il continuum di orgone (o etere) mantiene uno stato di pulsazione atmosferica sano e vigoroso, avvengono cicli regolari di tempo piovoso-asciutto-piovoso-asciutto. L’atmosfera è pulita e trasparente, brillante e viva. Il contrasto fra le nuvole ed il blu del cielo è visibile fino all’ orizzonte. Il cielo aperto ha un colore blu profondo ed i bordi delle nuvole sono netti e ben definiti. Le nuvole mantengono una forma arrotondata, come le gemme dei cavolfiori e crescono verticalmente senza inclinarsi lateralmente o sgonfiarsi.

Le montagne distanti mantengono una colorazione bluastra o porpora. Anche la vegetazione è ricca e piena di vita. Gli uccelli sono attivi e anche la vita degli altri animali è alacre. La luce del sole scalda, ma non scotta. La generale sensazione soggettiva durante le condizioni di cielo limpido è di grande espansione, di abbondante energia e vitalità. Respirare è così facile che l’aria si spinge letteralmente dentro i polmoni. La maggior parte delle persone si sente eccezionalmente viva, agile e più rilassata del solito. Tutto ciò che vive spinge verso l’alto, contro la forza di gravità, come un’espressione della natura ondeggiante, dolcemente energica ed espansiva dell’energia vitale. Durante i giorni piovosi, ci si può sentire meno energici o assonnati, ma tranquilli ed a proprio agio. La pioggia cade con una regolarità ciclica.

La maggior parte delle persone più anziane è consapevole che questa qualità dell’atmosfera è sempre più rara. In passato veniva osservata più comunemente di oggi. Le qualità Dor fosche, stagnanti, sono ormai la norma cosicché molte persone giovani, particolarmente nelle grandi città inquinate, non sanno come possa essere realmente un giorno scintillante. Per esempio, i piloti di linee aeree più anziani ricordano quando la caligine Dor si addensava solo sopra ad alcune zone industriali nel Nordest degli USA; oggi, invece, la bruma Dor può essere osservata in maniera ininterrotta, da costa a costa, così come pure sul mare ad una considerevole distanza dalla linea costiera.

La stessa cosa accade con lo sfrenato disboscamento e desertificazione che sta affliggendo tutto il mondo: le condizioni Dor del deserto si stanno diffondendo in regioni che una volta erano molto più piovose. Nelle regioni più piovose, non appena l’atmosfera diventa dor, i temporali regolari sono sostituiti da nebbiose pioggerelle acide. I naturalisti comunicano che il bagliore blu dell’orgone sopra le montagne svanisce circa due anni prima dell’inizio della morte massiccia della foresta, un fenomeno che probabilmente è associato all’inquinamento nebbioso e stagnante dell’aria. Infatti il blu splendente dell’orgone degli oceani, dei fiumi, delle foreste e dell’atmosfera sta svanendo ad un ritmo preoccupante. Questo è il sintomo di un collasso dell’intero ecosistema. Proprio quando l’energia vitale era stata documentata e oggettivata, è stata inquinata ed uccisa.

Fonte: http://www.tankerenemy.com/

Scie chimiche: DORizzazione finale del pianeta? (Articolo di Alessandro Rosselli – Quinta parte ultima modifica: 2008-05-14T21:07:57+00:00 da zret
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