Scie chimiche : Email anonima da un meccanico dell'aviazione

Il Giornale Online 3/4/2006

Pubblichiamo questo documento all'interno dell'argomento scie chimiche, ma lo segnaliamo anche perchè descrive chiaramente quale sia in generale il modus operandi delle “autorità” americane, quando si tratti di tenere nascosto un certo tipo di informazione particolarmente scottante.

Dai mille riscontri che si ritrovano, a partire dal caso Kennedy in poi, sembra confermato che il trattamento ricevuto dal mittente di questa lettera sia la regola e non l'eccezione. Si offre così anche una risposta, almeno parziale, a tutti coloro che si domandano – giustamente – come sia possibile, in certe cospirazioni che coinvolgerebbero dozzine e dozzine di persone, mantere il segreto per interi decenni, se non per sempre.

Email anonima da un meccanico dell'aviazione. [La lettera è stata mandata ad un sito che si occupa di scie chimiche].

Per motivi che vorrete comprendere non posso dichiarare la mia identità.

Faccio il meccanico di aerei e lavoro per una nota compagnia, in uno dei centri di servizio di un grande aeroporto. Ho fatto alcune scoperte che credo troverete importanti.

Prima di tutto devo spiegare alcune cose …

… sulla gerarchia nel mondo dei meccanici. È importante per quello che ho da dirvi, e per la causa per la quale state combattendo.

I meccanici aspirano a lavorare su tre cose. Strumentazione di bordo, motori o comandi di pilotaggio. I meccanici addetti a questi tre settori sono considerati al massimo della scala gerarchica.

Dopo di loro vengono i meccanici che lavorano sui sistemi idraulici e su quelli di aria condizionata. Poi vengono quelli che lavorano nella cabina passeggeri e in altri servizi non essenziali. Ma al fondo della scala ci stanno i meccanici e che lavorano sui sistemi di raccolta rifiuti.

Nessun meccanico vuole lavorare sulle pompe, sui serbatoi, e sui condotti che servono a convogliare rifiuti dei gabinetti. Ma in ogni aeroporto dove io abbia lavorato ci sono sempre due o tre meccanici che lavorano volontariamente al sistema di rifiuti.

Gli altri meccanici sono ben felici di lasciarglielo fare, per cui in tutti gli aeroporti sono sempre gli stessi due o tre meccanici ad avere quel compito. Nessuno li considera più di tanto, e gli altri meccanici non amano socializzare con quelli che lavorano ai sistemi di raccolta.

In realtà, io stesso non avevo mai fatto caso a questa situazione, fino al mese scorso. Come quasi tutte le compagnie, la nostra ha degli accordi con le altre compagnie che fanno scalo al nostro aeroporto. Se loro hanno un problema con uno dei loro aerei, uno dei nostri meccanici se ne occuperà. Altrettanto, se uno dei nostri aerei ha un problema in un aeroportoi dove è l'altra compagnia a gestire i servizi di manutenzione, saranno loro ad occuparsi del nostro aereo.

Un giorno, il mese scorso, mi hanno chiamato per riparare un aereo di una altra compagnia. Quando è arrivata la chiamata non specificava il tipo di problema, e quando sono arrivato all'aereo ho saputo che si trattava del sistema di scarico. Al quel punto non potevo fare altro che infilarmi dentro, e cercare di risolvere il problema.

Quando sono arrivato allo scomparto, mi sono accorto che c'era qualcosa che non andava. C'erano serbatoi, pompe, e tubature in più oltre a quelli previsti. Inizialmente ho pensato che avessero cambiato il sistema di scarico dei rifiuti, visto che da dieci anni non lavoravo più su questo tipo di aereo.

Ma nel fare la mia riparazione, mi sono accorto che i serbatoi e le tubature supplementari non erano in nessun modo collegati al sistema di scarico dei rifiuti. Proprio in quel momento ho visto un altro meccanico della mia compagnia, e siccome era uno di quelli che lavorano normalmente su questo tipo di aereo, sono stato ben contento di lasciar finire a lui il lavoro.

Mentre mi allontanavo gli io chiesto cosa fossero quegli elementi in più, e lui mi ha risposto: “tu preoccupati della parte di aereo che ti riguarda, che di questa me ne occupo io”.

Il giorno dopo stavo ricercando sul computer delle informazioni sugli schemi elettrici, e ho pensato di guardare anche cosa fossero quegli aggeggi in più che avevo visto. Con mio grande stupore mi sono reso conto che i manuali non riportavano assolutamente nulla di quello che avevo visto con i miei occhi il giorno prima. Mi sono persino collegato alle pagine della casa produttrice, ma non ho trovato assolutamente nulla. A quel punto mi sono deciso a scoprire a tutti i costi a cosa servisse quella roba.

La settimana dopo avevamo tre nostri aerei nell'hangar per la revisione completa. Durante questi controlli ci sono meccanici che vanno e vengono dappertutto sull'aereo. Dopo aver finito il mio turno, ho deciso di dare un'occhiata al sistema di scarico di uno dei nostri aerei. Con tutti quei meccanici in circolazione ho pensato che nessuno si sarebbe accorto che ce ne fosse uno in più.

È infatti l'aereo che ha scelto di guardare aveva proprio quei sistemi supplementari. Ho cominciato a seguire tubature, pompe, e serbatoi, finchè ho trovato quello che sembrava essere l'unità di controllo del sistema. Era una normalissima centralina di tipo areonautico, ma non aveva nessuna scritta al suo esterno.

Vedevo i fili che andavano dalla centralina alle pompe e alle valvole, ma non c'erano i fili di comando che entravano nel box. Gli unici fili che entravano erano quelli dell'alimentazione elettrica, collegata al sistema centrale.

Il marchingegno aveva un serbatoio grande e due serbatoi più piccoli. Era difficile capire bene all'interno del poco spazio che c'era, ma il serbatoio più grande aveva l'aria di contenere circa 250 litri. I serbatoi erano collegati a una valvola che entrava nella fusoliera subito dietro alla valvola di drenaggio del sistema dei rifiuti.

Quando ho potuto seguire questo collegamento, sotto l'aereo, ho scoperto che era stato astutamente nascosto dietro al pannello di accesso alla valvola di drenaggio del sistema di scarico.

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Ho iniziato allora a seguire le tubature, partendo dalle pompe, e ho visto che portavano a una rete di tubature più piccole, che finivano nei bordi esterni delle ali e degli stabilizzatori orizzontali.

Se osservate da vicino le ali di un grande aereo vedrete un gruppo di filamenti, più o meno dello spessore di un dito, che escono dal bordo posteriore delle ali. Questi filamenti servono a scaricare nell'atmosfera le cariche elettrostatiche che si accumulano su un aereo quando è in volo.

Ho scoperto che le tubature del sistema misterioso erano collegate ad uno su tre di questi filamenti. Questi filamenti erano stati svuotati al loro interno, per permettere a qualunque cosa passi in quelle tubature di essere scaricata nell'atmosfera.

Mentre stavo ispezionando l'ala, uno dei manager mi ha notato, e mi ha subito cacciato dall'hangar, dicendomi che il mio turno era finito, e che non mi era stato autorizzato nessuno straordinario.

Nei giorni seguenti sono stato troppo occupato per poter proseguire la mia indagine. Due giorni dopo la scoperta, tardi nel pomeriggio, mi hanno chiamato per sostituire il sensore termico di un motore di un aereo che doveva decollare due ore dopo. Completato il lavoro, ho consegnato la documentazione.

Mezz'ora dopo sono stato convocato dal direttore generale. Nel suo ufficio ho trovato ad aspettarmi il rappresentante sindacale e altre due persone che non conoscevo. Il direttore mi ha annunciato che era stato scoperto un grave problema. Mi ha detto che sarei stato segnalato e sospeso per aver consegnato documentazione falsificata.

Mi ha messo in mano una notifica, dove si diceva che avevo consegnato documenti falsificati sul sensore del motore che avevo installato poche ore prima. Sono rimasto allibito, e ho cominciato a protestare, dicendo che il tutto era ridicolo, e che io il mio lavoro l'avevo fatto.

Il rappresentante sindacale allora ha suggerito di andare a dare un'occhiata all'aereo, per vedere se si poteva chiarire la faccenda. Chiesi chi erano le altre due persone presenti, e il direttore mi disse che erano ispettori di sicurezza della compagnia aerea, ma non mi diede i loro nomi.

Siamo andati all'aereo, che a quel punto doveva essere in volo, ma era invece parcheggiato sulla rampa di servizio. Abbiamo aperto il portello del motore e il rappresentante sindacale ha estratto il sensore. Ha guardato il numero di serie e ha detto che era lo strumento vecchio. A quel punto siamo andati nel magazzino ricambi, e dallo scaffale il rappresentante sindacale ha tirato giù la scatola, ancora sigillata, con il ricambio di cui avevo riportato il numero di serie, nella documentazione che avevo consegnato. Mi hanno sospeso dal lavoro per una settimana senza paga, e mi hanno detto di andarmene immediatamente.

Quella sera ero in casa, a domandarmi cosa diavolo mi fosse successo, quando suonò il telefono. Una voce mi ha detto “ora lo sai cosa succede ai meccanici che ficcano il naso dove non devono. La prossima volta che metti le mani su un sistema che non ti riguarda, perdi il lavoro. Adesso però mi sento generoso, e credo che potrai tornare al lavoro molto presto”. CLICK.

Di nuovo, ero sconcertato. Mentre il cervello viaggiava impazzito, ho capito che quello che mi era successo doveva essere collegato direttamente all'indagine che avevo fatto sulle tubature misteriose.

Il mattino dopo il direttore generale mi ha chiamato e mi ha detto che, grazie al mio eccellente passato, la mia sospensione era stata ridotta ad un solo giorno, e potevo tornare subito a lavorare. L'unica cosa che riuscivo a pensare era “che cosa stanno cercando di nascondere?”, e “chi sono loro?”

Quel giorno tutto procedette come se non fosse mai successo niente. Nessuno degli altri meccanici fece il minimo cenno alla sospensione, è il mio rappresentante sindacale mi disse di non parlarne con nessuno. Quella sera mi sono buttato in internet, alla ricerca di una risposta.

Non mi ricordo bene il percorso che ho fatto, ma ad un certo punto sono finito su un sito che parlava di scie di condensazione legate a fattori chimici.

In quel momento ho capito tutto. Ma il mattino seguente, al lavoro, ho trovato un biglietto nel mio armadietto, che era chiuso a chiave: “La curiosità è pericolosa. Non cercare in internet siti che non ti riguardano”.

Ci siamo. Ora lo so: loro mi controllano.

Io non so che cosa “loro” stiano spruzzando, so solo che lo fanno. Immagino che utilizzino i cosiddetti “camion del miele”, cioè i camion-cisterna usati per svuotare i rifiuti dei gabinetti degli aerei.

Di solito gli aeroporti danno questo lavoro in appalto, e nessuno si avvicina troppo a quei camion. Chi ha voglia di stare vicino a un camion pieno di merda? Sembra quindi logico che questi possono riempire i serbatoi di prodotto chimico, mentre svuotano quelli dei rifiuti dei gabinetti.

Conoscono i piani di volo degli aerei e quindi è probabile che programmino la centralina in modo che inizi a spruzzare dopo aver raggiunto una determinata altitudine. I bocchettoni di scarico dei falsi filamenti sono così sottili che dall'aereo nessuno può comunque accorgersi di niente.

Che Dio ci aiuti

Un cittadino preoccupato.

[link=http://www.rbnlive.com/mechanic.html#email]QUI[/link] il testo originale. (Traduzione di Massimo Mazzucco)

Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1102

Scie chimiche : Email anonima da un meccanico dell'aviazione ultima modifica: 2008-08-18T20:13:42+00:00 da Quantico
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