SPAZIO: SATELLITE HERSHEL FOTOGRAFA LA NASCITA DI UNA STELLA

Il Giornale Online
(AGI) – Roma. 18 dic. – E' una delle piu' belle immagini mai giunte dallo Spazio, ma e' soprattutto uno dei primi importanti risultati di Herschel, il telescopio ad infrarosso lanciato dall'ESA lo scorso 14 maggio, che e' riuscito a posare i suoi potentissimi occhi (gli strumenti PACS e SPIRE) sui primi vagiti di un gran numero di stelle nascenti.

L'immagine e' stata acquista, e quindi elaborata, il 24 ottobre scorso nell'ambito del Key-Project “Hi-GAL: the Herschel infrared Galactic Plane Survey”, unico programma a guida italiana tra i venti Key Project osservativi selezionati dall'ESA a cui l'ASI ha fornito un importante supporto. “Si tratta – spiega Sergio Molinari, ricercatore dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario e Principal investigator del progetto Hi-GAL – di una area della Via Lattea nella costellazione dell'Aquila che si svela una riserva inaspettatamente ricca di polvere fredda (circa 260 gradi sotto lo zero) che evidentemente si trova in stato di grande agitazione.

Ci aspettavamo che la polvere fredda nella via lattea non fosse distribuita uniformemente, ma non ci aspettavamo di certo un tale labirinto di filamenti interconnessi di differenti dimensioni, massa e temperatura”. Lungo i filamenti piu' freddi si notano catene di embrioni stellari nelle diverse fasi di gestazione.
L'esperimento e' appena all'inizio (l'area mostrata e' grande solamente come sedici lune piene) ma fornisce gia' una solida prova che la nostra galassia forgia continuamente nuove generazioni di stelle.

Fonte: http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200912181409-eco-rt10159-spazio_satellite_hershel_fotografa_la_nascita_di_una_stella

SPAZIO: SATELLITE HERSHEL FOTOGRAFA LA NASCITA DI UNA STELLA ultima modifica: 2009-12-19T11:35:06+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)