Studio di un caso potenzialmente paranormale

paranormale

Scena “paranormale” – film Matrix

Dietro segnalazione della Dr.ssa Paola Giovetti ho affrontato il caso di Giorgia, una bambina di 11 anni, che apparentemente è capace di “piegare” i metalli con la forza del pensiero.

In una serie di incontri ho potuto effettuare qualche rile-vazione utile a capire la dinamica famigliare e ad individuare i potenziali effetti PK. Qui di seguito espongo gli avvenimenti.

Nel corso di un primo contatto ho potuto prendere coscienza di un ambiente famigliare che non presentava, almeno nell’evidenza quei conflitti e quelle pressioni, che sempre accompagnano gli improvvisi eventi di poltergeist.

Lo stesso fenomeno apparso alla piccola Giorgia è stato vissuto in famiglia con una certa tranquillità emotiva, in consi-derazione del fatto che la madre, Anna, aveva più volte avuto dimestichezza con le sensazioni precognitive e chiarovisive, tipiche della percezione extrasensoriale.

Anna ha in effetti rivissuto nella figlia delle qualità, anche quelle psicocinetiche, che aveva già potuto sperimentare su se stessa. Ha cercato così di fargliele apparire come delle possibilità della mente, evitando sia di contrastarle, sia di esagerarle come importanza.

La bambina, dapprima spaventata, ha iniziato a divertirsi con queste “cose strane” che le accadevano e che le prendevano, per così dire, la mano. Cucchiai, forchette, coltelli (uno spezzato in tre parti), spazzolini da denti, si piegavano o rompevano, apparentemente sotto gli occhi degli astanti famigliari. In particolare rompeva le punte delle biro, faceva ripartire orologi fermi, ripiegava le graffette a guisa di lettera semplicemente tenendole nell’incavo della mano. Il tutto accadeva spontaneamente, di rado veniva provocato a comando.

L’osservazione della madre era che Giorgia si poneva in uno stato mentale speciale, ma non in trance, quando riproduceva il fenomeno.

Intervistata da Paola Giovetti, Anna si è sentita più rinfrancata ed ha potuto ulteriormente tranquillizzare la figlia, che in effetti non mostrava particolari segnali di agitazione al mio incontro. Una parentesi televisiva faceva subito capire ad Anna come l’interesse per questi fenomeni finisce per situarsi a livello di spettacolo e come la figlia venisse usata per scopi diversi da quelli della ricerca.

Anna desidera infatti capire le ragioni di questi eventi e come si siano potuti scatenare e come li si può controllare. Per questo ha iniziato a leggere molti testi in materia, si è documentata, dimostra un certo grado di comprensione della fenomenologia paranormale e dei problemi ad essa attinenti. Per questo ancora si è affidata all’A.I.S.M. di Milano, per poter far seguire la figlia in un modo umano e possibilmente scientifico.

Il primo incontro è stato soprattutto di conoscenza reci-proca, anche per cogliere se ci si trovava di fronte ad una situazione disturbata, cosa che non è apparsa, dato l’ambiente famigliare sopra descritto. Anche il quadro di riferimento dell’intera famiglia non pre-senta aspetti indicativi di turbe e conflitti. Il padre lavora, con la madre, in un’attività in proprio di servizio a domicilio di pizze.

Gli altri figli, un maschio ed una femmina, sembrano avere un buon rapporto con i genitori ed hanno accolto anch’essi queste fenomenologie senza caricarle di significati eccessivi. In un primo momento il padre spingeva Giorgia a “fare quelle cose”, ma denotava anche una sufficiente prudenza sia nell’accogliere gli eventi che nell’attenuarne gli impatti emotivi.

La bambina non presenta segni evidenti di turbe, appare proprio come le altre sue coetanee, anche se ovviamente gioca con le sue facoltà e ci mette un pizzico di malizia. Tuttavia ho potuto rilevare che non ne fa un elemento di affermazione personale a livello di compensazione psicologica.

Certamente una serie di analisi e di test potranno nel prossimo futuro dare più probanti indicazioni.

Il clima famigliare per la verità un po’ risente di alcune vi-cissitudini di lavoro e di un certo malessere che accompagna Anna da tempo, sebbene nel prosieguo è sembrato di osservare un progressivo appianarsi delle situazioni difficili in cui si è trovata. I primi esperimenti non hanno offerto molte indicazioni perché, come al solito, i fenomeni richiesti su comando non sono apparsi in condizioni sufficientemente controllate.

Ad esempio un paio di esperimenti con orologi, quello personale di Giorgia e quello grande della cucina, sono sì stati spostati, tuttavia l’isolamento non era sufficiente ad attribuire con certezza lo spostamento delle lancette ad un evento paranormale.

Anche la rottura di una punta di una penna biro è stata poco valutabile come fatto paranormale, mentre la piegatura del metallo non è avvenuta in presenza dello sperimentatore.

Peraltro il rapporto si è subito realizzato nel modo migliore, sia per un naturale feeling con i vari membri della famiglia, sia perché non sono apparsi tentativi di “vendere” le qualità paranormali di Giorgia, sia per la disponibilità oggettiva dimostrata da tutti.

Nel corso del secondo incontro si è utilizzata la telecamera registrando uno spostamento delle lancette di un orologio, ma senza un adeguato isolamento delle mani dal meccanismo di manovra. Si è anche svolto un esperimento molto interessante con la madre, che avevo stimato essere una possibile abile sensitiva e si è iniziato a mostrare a Giorgia le possibilità della telepatia con semplici esperimenti di indovinamento. Entrambe madre e figlia hanno avuto fenomeni, voluti, di telescrittura, insieme.

Il quadro complessivo è apparso piuttosto incoraggiante, tanto da invitare Giorgia a svolgere sistematici esperimenti ed a rendersi disponibile a provare ancora sotto telecamera la piegatura del metallo. Nel corso dei primi incontri è accaduto che Giorgia piegasse un cucchiaio pesante e duro, prima di affrontare lo sperimentatore, mentre scendeva le scale con un’amichetta e poi un altro cucchiaio (manico di plastica e resto di ferro) stando alle spalle dell’amichetta, in cucina, al di fuori dell’osservazione dello sperimentatore.

Un altro esperimento tentato a distanza, dalla casa di una Consigliera AISM, dove ci eravamo riuniti per confrontarci sullo sviluppo dell’Associazione, ha consentito di verificare un certo livello di sensitività di Giorgia e della madre, in quanto entrambe hanno descritto qualche aspetto della casa, in maniera piuttosto precisa. Giorgia più sull’ambiente fisico, Anna più sulle persone ed in particolare su un altro nostro Consigliere. L’aneddotica dunque si stava arricchendo di alcuni dati indicativi di possibili sensitività ESP. In coda descriverò gli esperimenti forti tentati con Anna di psicometria.

Preferisco prima indicare l’esito della prova tentata il 1.10.94 in casa loro, con una scatola fiorata in cui era nascosto un oggetto a me ignoto. L’oggetto era stato scelto dai miei figli Guido (laureando in filosofia) e Giada (studente al liceo classico), sapendo che doveva essere utilizzato per un esperimento di chiaroveggenza. La sera del primo ottobre era stata pianificata per un esperimento al computer con William Giroldini, consigliere e sperimentatore dell’AISM, che ha realizzato un sistema di verifica delle abilità potenzialmente psicocinetiche, basato su un generatore di segnali casuali che produce una linea sullo schermo di un computer.

Il sensitivo sperimentato deve tentare di influenzare la linea facendole assumere una curva verso l’alto, contro il principio della moda casuale, in pratica intervenendo mentalmente sul generatore di segnali casuali.

Prima che arrivasse Giroldini, ho potuto sottoporre ad Anna e a Giorgia l’esperimento di chiaroveggenza, in condizioni di disagio sia per il ritardo di Giroldini, sia per la fretta di Giorgia che di lì a poco doveva andare a cena con degli amici ed anche per l’agitazione di Anna che sta traslocando la sua attività. Il responso di Giorgia è stato:

  • qualcosa a forma di animale.

Su mia specifica domanda ha precisato potrebbe essere un leone o una pantera, più facilmente pantera. Ancora su mia domanda, Giorgia precisa giallo-ocra. Richiesta su che tipo di materiale potrebbe trattarsi, Giorgia ha risposto subito plastica o ferro. Sulla sensazione Giorgia ha risposto feroce- aggressiva. Infine ulteriormente stimolata ha detto vedo un paesaggio, come una savana. Prima di aprire la scatola ha voluto aggiungere di avvertire come la forma di un cilindro.

Anna era orientata in modo assai diverso:

  • un oggetto che appartiene ad una persona o una foto;
  • qualcosa che uno mette, indossa, o un anello;
  • qualcosa di freddo;
  • un oggetto di certo;
  • non qualcosa di vivo;
  • piccolo.

Aperta la scatola, dopo aver proferito una mia previsione, come tentativo logico-razionale (temperamatite), ci è apparsa una forma di animale d’argento, un topolino stilizzato, con tanto di baffi ben segnati sul volto e coda attorcigliata in coda. E’ costruito in modo stilizzato, come se fosse un origami. Ha una posizione appuntita verso l’avanti, come si può vedere in foto allegata. L’interno della scatola è dorato, per cui sembrava d’oro a prima vista.

L’esperimento è sembrato piuttosto indicativo quanto alle previsioni di Giorgia e del tutto diverso per quanto riferito da Anna. William Giroldini ha concordato, osservando le variabili in gioco, la buona qualità dell’esperimento (animale, può sembrare un leone o una pantera per la posizione, i baffi e la coda, il colore ocra è dominante, è argento, può dare una sensazione di aggressività per la posizione e le punte e gli spigoli, nulla richiama la savana, la coda è a spirale.

Subito dopo Giorgia si è prestata all’esperimento al computer pur avendo una fretta notevole di raggiungere i suoi amici, perché era in ritardo. L’esito ottenuto è apparso positivo, anche se occorrono calcoli precisi per valutare se lo spostamento ottenuto rispetto alla media è sufficientemente indicativo di un possibile effetto PK. L’accordo con la famiglia è di proseguire il piano di studio e di ricerca con l’AISM, nell’intento di verificare ed eventualmente validare le capacità paranormali di Giorgia e di Anna, con la speranza di riuscire a registrare su filmato almeno un evento psicocinetico diretto.

L’esperimento di psicometria svolto con Anna, in particolare, è stato fatto con un oggetto (borsellino), appartenente ad una persona morta di cui sapevo poco o nulla.

Mi era stato dato con l’intento di ottenere informazioni per via paranormale sulle circostanze che avevano causato la morte del soggetto.

Anna ha riferito:

  • vedo una signora non giovane, con i capelli chiari, robusta, media altezza; una persona dolce e buona, mi sembra che abbia sofferto; tiene particolarmente a questo borsellino, è un ricordo;
  • è stato donato o acquistato in un posto che ricorda (su mia domanda), è un oggetto caro; la persona è meticolosa, precisa, ha gli occhi chiari;
  • vedo un nome con la M (su mia domanda); mi dà l’idea di una madre, una persona molto materna, che dà molto agli altri;
  • rilevo sofferenza, colpisce questo, qualcosa che deve averla colpita interiormente; deve aver cambiato la sua vita; ha oltre 60 anni;
  • noto un grosso dolore (su domanda mia), grosso dispiacere, un lutto, un allontanamento di una persona, la vita che è andata come lei non si aspettava.

In seguito ho domandato se la persona proprietaria del borsellino era viva e Anna ha risposto:

  • impressione che non sia viva, persona colta, di una certa importanza, uno studioso, – un carattere non facile, forse alla ricerca di un qualcosa;
  • sensazione o di malattia o che non è vivo, qualcosa di nascosto che sta per scaturire o è già successo;
  • ho una sensazione negativa.

Quindi Anna ha raggiunto le uniche informazioni che possedevo, a questo punto ho mostrato la foto dell’uomo e Anna ha proseguito:

  • Morto ed è lontano, come se fosse andato alla ricerca di qualcosa e che è morto durante;
  • morte che può essere non di incidente;
  • qualcosa di brutto che gli dev’essere capitato mentre cercava qualcosa;
  • doveva comunque avere qualche malattia;
  • ho la sensazione di una morte poco pulita;
  • deve aver lasciato un grande vuoto nella per-sona che gli era accanto; era nel suo Karma;
  • non si è suicidato (su mia domanda), anche se non aveva un carattere estroverso;
  • pensieroso, di poche parole;
  • alla ricerca;
  • è legato ad un luogo d’acqua, con vicino delle alture.

Ancora su mie sollecitazioni Anna ha aggiunto:

  • morte causata non da intervento diretto di al-cune persone, bensì provocata, con lui consapevole;
  • sapeva cosa faceva; e l’ha voluto fare; ha sfidato il destino;
  • era in viaggio, su una macchina, durante uno spostamento;
  • non è morto da fermo;
  • chi ha causato la morte lo conosceva;
  • è un tipo coi capelli neri, baffi, ben vestito, abito blu , tarchiatello, non basso, robusto;
  • è una cosa calcolata.

Su domanda specifica in merito al luogo, Anna ha visto dei pini sull’altura e una curva; vedo acqua, sarà mare?, comunque grosso, ampio specchio d’acqua. La verifica fatta successivamente con la persona che mi ha dato lo stimolo ha indicato che si trattava di un militante radicale, andato a Mosca per attivare dei gruppi (incontri, conferenze, ecc.).

E’ morto a Mosca dopo 4 giorni che non si sapeva nulla di lui; la versione ufficiale dice che è stato un incidente, ma esistono forti dubbi in merito. L’autopsia ha indicato che non è stato un incidente stradale e che sono stati rilevati strani segni sul corpo. I sospetti sono diretti su una possibile rapina (non trovati più i soldi) o la mafia russa che si era rivelata contro le tesi radicali.

Naturalmente data la delicatezza del caso qui si può solo fare riferimento alla congruenza dei dati che il mittente può rilevare ed è, a suo avviso, notevole. Anna era per la prima volta sottoposta ad un esperimento di questo tipo. Nel corso della stessa serata avevo provato con una foto di una bella ragazza (scomparsa da casa da due anni e mai più ritrovata) senza dare indicazioni di sorta ed anche in questo caso alcuni elementi forniti corrispondevano a informazioni note, mentre altri elementi sembravano analoghi a quelli reperiti da altri sensitivi.

Mostrata la foto della zia, giovane anch’essa, ne rilevava la parentela (pur essendo totalmente diverse l’una dall’altra), percepiva un destino peggiore per la zia (come per tutti gli altri sensitivi), indicava un possibile recupero di informazioni nel tempo, da una località che segnalerò alla famiglia. Dunque anch’esso positivo.

In generale sembra di poter dire di essere in presenza di una coppia madre-figlia di buone potenzialità ESP e PK. Si tratta ora di passare dalla fase anedottica a quella sperimentale, in particolare con il computer e controllo dei correlati neurofisiologici per cogliere anche i fenomeni simbiotici che sembrano apparire dall’osservazione iniziale. La speranza è di poter rilevare anche la “piegatura del metallo” in diretta, con l’ausilio della telecamera, così che possa essere documentata appropriatamente una qualità che sembra verosimile in Giorgia.

E’ anche vitale proteggere Giorgia dalle possibili invasioni dei media e consentirle di crescere vitalizzando positivamente l’eventuale potenzialità psicocinetica e sviluppando la sensibilità ESP di cui è già sembrato di cogliere nella fase iniziale segni promettenti.

Giorgio Cozzi
metapsichica.it

Studio di un caso potenzialmente paranormale ultima modifica: 2007-11-05T21:00:11+00:00 da Quantico
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